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AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale; “DUBIDUBIDU': FESTIVAL RADIOFONICO DELLE VOCI JAZZ ITALIANE”. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della MUSICA JAZZ QUALE ALTA FORMA D'ARTE E DI COMUNICAZIONE. Animajazz è ascoltabile anche via WEB collegandosi negli orari di programmazione a questo sito ed a www.puntoradio.fm.

L’etichetta  Improvvisatore Involontario  è felice di annunciare l’uscita di un nuovo disco: si tratta di  “Dissolvenze”  del sassofonista toscano  Giovanni Benvenuti . L’album, che vede la collaborazione di  Katia Moling  alla viola,  Andrea Libero Cito  al violino,  Francesco Pierotti  al contrabbasso e  Andrea Beninati  al violoncello e batteria, è composto da sette tracce tutte scritte e arrangiate da Benvenuti ed eseguite da lui al sax tenore e soprano. “Dissolvenze” è un disco nato dalla volontà di trascrivere in musica le influenze artistiche, musicali ed extramusicali, che il sassofonista di origini toscane ha avuto.  I brani contenuti nell’album, infatti, sono un sapiente mix di stili, che con la giusta scelta degli strumenti, riescono a creare una multiforme atmosfera: gran parte della musica contenuta nell'album è molto vicina a quella classica europea, in particolare a compositori come Ravel ed è eseguita dagli archi. Queste parti sono praticamente prive di improvvisazione e rispecchiano l’amore che Benvenuti ha per la musica classica ed il suo legame con la cultura classica europea. Ci sono però altri brani che, invece, sono più vicini al jazz contemporaneo, gli strumenti cambiano (contrabbasso e batteria) e risentono, invece, all’estrazione jazzistica dell’artista. Non manca, inoltre, qualche accenno al rock, altro amore di Benvenuti. Il titolo “Dissolvenze” è legato al mondo del cinema al quale il sassofonista si è ispirato nella composizione dei brani, in parte perché alcuni potrebbero essere colonne sonore, in parte per il metodo compositivo utilizzato. Invece i titoli sono in parte legati alla letteratura (per esempio “La Montagna” di Thomas Mann) o al mondo dei fumetti. Il disco è acquistabile da oggi,  18 settembre 2017 , in formato digitale, sul sito di  Improvvisatore Involontario  al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/67/dissolvenze-giovanni-benvenuti E presto sarà disponibile anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com http://www.giovannibenvenuti.com/ https://www.facebook.com/giovannibenvenutimusic/?ref=bookmarks https://www.youtube.com/channel/UCS9ApUWW056g66aet37HHbA Giovanni Benvenuti  (sassofonista tenore e soprano) nasce a Siena il 27 giugno 1989 e si diploma con 110 con lode e menzione accademica al conservatorio G.B.Martini di Bologna. Ha suonato nell’ Arbia big band diretta da Klaus Lessmann e nell’orchestra Labyrinto diretta da Roberto Nannetti, col quale ha inciso un disco uscito nel 2013 intitolato “Mi arrangio, suono e canto…” con la partecipazione di Ettore Buonafè, Barbara Casini, Mirco Mariottini e Gilson Silveira e con arrangiamenti di Marcello Faneschi e Roberto Nannetti. Ha frequentato quattro edizioni dei seminari estivi di Siena Jazz. E’ stato ammesso e ha frequentato, ottenendo il diploma, il master internazionale In.Ja.m. (International jazz master in tecniche dell’improvvisazione). Ha partecipato al festival Panama jazz 2010, nell’ambito del quale si è esibito in concerto con un gruppo formato da Luigi di Nunzio, Enrico Morello, Francesco Diodati, Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista, ed ha tenuto come insegnante una masterclass sempre nell’ambito del festival. Con questa formazione si esibisce al teatro dei Rinnovati di Siena, al Baluardo di Modena ed al Torrione jazz club di Ferrara, e successivamente rappresenta la Fondazione Siena Jazz in un meeting col conservatorio di Parigi e la Berklee Con lo stesso quintetto, con l’aggiunta di Achille Succi, si è esibito a Boston ed a New York. A Boston ha seguito lezioni di Danilo Perez, Ben Street ed altri musicisti internazionali all’interno del Berklee college. Ha suonato in concerto con John Taylor; col compositore brasiliano Guinga; con la cantante Barbara Casini; col pianista Danilo Perez. Ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “D’acqua e di sabbia” di Gloria Mugelli e Lorenzo Taccini. Collabora Roberto Spadoni, col quale si è esibito in big band al festival jazz di Comacchio nel 2011 con Marco Tamburini alla tromba. Si esibisce in numerosi Festival Jazz come quello di Terni, di Novara, il Grey Cat. Si esibisce in numerosi club come Torrione di Ferrara, un Tubo di Siena, Cantina Bentivoglio e Spazio in Due di Bologna, Ex Wide di Pisa, Nof di Firenze. Col Gaga quartet ha vinto il concorso T-rumors indetto dalla regione Toscana e nell’estate 2012 il concorso le Murate. Con questa formazione si esibisce in numerose rassegne prestigiose (come il festival del libro di Torino, il Grey Cat festival, il Mei a Faenza etc.) grazie alla collaborazione con Eventi Music Pool, con ospiti come Mirko Guerrini e Giovanni Falzone. Nell’estate del 2012 con il Gaga quartet apre il concerto al quartetto di Dave Holland tenuto nell’anfiteatro romano di Fiesole. Col Gruppo Redsolution incide un disco pubblicato da Irma Records intitolato “Invisible song”con la partecipazione di Humberto Amesquita, Federico Pierantoni, Yuri Goloubev, Germano Zenga e Luca Bortoluzzi. Ai seminari di Siena Jazz 2012 vince una borsa di studio grazie alla quale parteciperà al Iasj jazz meeting 2013 in Danimarca. Vince nell’ambito del festival di Bologna il premio Massimo Mutti, con giuria composta anche dai membri degli Opus Five. Sempre nel festival di Bologna suona sia con un gruppo di studenti selezionati dal conservatorio e diretti dagli Opus Five, sia con la Big band del conservatorio diretta da Massimo Morganti. Suona col Michele Pazzini quartet a San Marino nel Teatro Titano. Collabora con la Natural Revolution Orchestra diretta da Fabio Morgera, all'interno della quale collabora con numerosi musicisti come Dario Cecchini, Claudio Giovagnoli, Stefania Scarinzi, Nico Gori. E’ finalista al concorso Premio Massimo Urbani 2014. E' finalista del concorso Chicco Bettinardi 2015 nella categoria solisti. Tramite il conservatorio di Bologna ha la possibilità di seguire un seminario con John Taylor e Diana Torto. Registra un disco di sua musica originale in coproduzione con la Emme produzioni musicali dal titolo “Che fine ha fatto il signor Bowman”, con i musicisti Simone Graziano, Francesco Pierotti e Andrea Grillini, pubblicato nel mese di aprile 2015. Con questa formazione suona in numerose rassegne e festival come il Torrione jazz club, il festival jazz di Tarquinia, il festival jazz di Farfa, il teatro della Cittadella a Civitavecchia. Partecipa ad piccolo tour di tre concerti organizzati dall'Ismez (dentro i conservatori Santa Cecilia a Roma, G.B. Martini di Bologna e quello di Rovigo) insieme a musicisti come Salvatore Maiore e Diana Torto. Si esibisce con la Fragile Orchestra nell'ambito del festival Novementis a Modena. Si esibisce col Fuel Quartet in numerosi festival come Jazz on the Corner ad Arezzo, Fano Jazz festival, Fara Jazz festival. Con il duo StepTwo incide un disco, intitolato Binari, pubblicato dalla Abeatrecords. Con questa formazione si qualifica terzo al concorso del Festival Nazionale dei conservatori 2016 tenutosi a Frosinone. Collabora stabilmente con Francesco Cusa nell’ambito del gruppo Francesco Cusa & The Assassins. Con gli Assassins pubblica il disco Live a Collescipoli in allegato alla rivista Jazzit per l’etichetta Alfa Music. Pubblica per El Gallo Rojorecords il disco “Kind of Mosch” contenente composizioni di Riccardo la Foresta, formazione con la quale suona in numerose rassegne quali il Blue Noise di Reggio Emilia. Incide l’album di Elisa Mini “Beyond the Line” pubblicato per Nadir Music e suona in concerto con questo progetto alla Sala del Rosso di Firenze. Grazie all’associazione Ismazonlus partecipa ad un tour (comprendente anche la Casa del Jazz di Roma) con Diana Torto e Stefano Battaglia. Registra il disco della formazione Question Market per la Emme records. Ha collaborato con la cantante australiana Tamara Kuldin.
19
Set
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Finalmente disponibile in formato fisico e acquistabile online il disco “Trouble No More… All Men Are Brothers” (etichetta Long Song Records, distribuzione Audioglobe) dell’acclamato batterista, compositore, arrangiatore e interprete Tiziano Tononi e del produttore Fabrizio Perissinotto. Un ispirato tributo e una reinvenzione creativa di classici della Allman Brothers Band, suonati con una inedita sensibilità avant jazz, ed eseguiti da alcuni dei migliori musicisti italiani e stranieri del genere: Piero Bittolo Bon (sax alto, clarinetto e flauti), Emanuele Passerini (sassofono tenore e soprano), Emanuele Parrini (violino e viola), il bassista newyorkese Joe Fonda (basso acustico ed elettrico), alle spalle anni da luminare della scena avant di New York con Braxton e mille altri; Carmelo Massimo Torre (fisarmonica) e Pacho (congas, bongos, percussioni) ex-allievo di Tononi. Infine Tononi e Perissinotto hanno deciso di ingaggiare, alla ricerca della diversificazione, una voce femminile bella, nobile e di sostanza: Marta Raviglia, che ha graziato col suo blues pezzi come “Whippin' Post”, “Midnight Rider”, “It's Not My Cross To Bear”, “You Don't Love Me”. Special guest invece Fabio Treves (armonica in “You Don’t Love Me”) e Daniele Cavallanti (solo di sax tenore in “Soul Serenade”). L’album è acquistabile, in formato fisico, sul sito dell’etichetta Long Song Record al seguente link http://www.longsongrecords.com/discography/trouble-no-more-all-men-are-brothers/ A quasi cinquant'anni dall'uscita dei primi dischi della Allman Brothers Band l'eredità lascia ancora il segno. La band ha creato un sound che affonda le proprie radici nel blues e nel rock per estendersi a lunghe improvvisazioni più vicine al jazz. In America, e non solo, il gruppo è una istituzione, specialmente nella sua prima incarnazione culminata con la pietra miliare “Live at Fillmore East”, uno dei più grandi dischi dal vivo di sempre. La loro musica è unica, e molti dei loro pezzi sono dei classici assoluti (come ad esempio “Ramblin' Man”, “Whippin' Post”). Tutto ciò rende “Trouble No More… All Men Are Brothers” di Tiziano Tononi & Southbound un successo ancora più sorprendente e particolare. E’ un tributo amorevole a questo gruppo fondamentale, e un innovativo viaggio musicale a sé stante, un'ibridazione unica tra elementi di musica roots/blues e la celebrazione del free jazz. Questo progetto nasce da una passione pluridecennale di Tononi e del produttore   Fabrizio Perissinotto, entrambi fan accaniti della musica degli Allman Brothers. Perissinotto desiderava fare un tributo agli Allman Brothers sin da quando ha fondato la Long Song Records (il nome stesso dell'etichetta è infatti un riferimento ai lunghi pezzi degli Allman), e Tononi gli è sempre sembrato la persona perfetta per questo progetto. Nel 2015 i piani per realizzare l'album hanno iniziato a prendere forma. Perissinotto e Tononi si trovavano entrambi a New York per la registrazione di The Brooklyn Express - No Time Left (con Tononi  affiancato da Steve Swell, Herb Robertson, Joe Fonda e Daniele Cavallanti), quando hanno cominciato a parlare della loro condivisa passione per la musica degli Allman Brothers con il bassista Joe Fonda, anche lui fan di vecchia data, nonché bassista talvolta per un side project di Jaimoe, uno dei due batteristi della ABB. In quel momento le idee hanno preso una prima forma nella testa di Tononi: il suono, la formazione, la strumentazione e gli arrangiamenti. Tuttavia questo progetto presentava una serie di sfide particolari: come indirizzare il proprio amore per la musica degli Allman omaggiandola, reimmaginandola, e riconcontestualizzandola allo stesso tempo anche nell'ambito dell'improvvisazione e del jazz e non solo. La soluzione più semplice è stata ripensare completamente la strumentazione coinvolta. Perissinotto spiega: "Il punto di svolta è arrivato quando ci siamo completamente dimenticati delle chitarre. Qualsiasi chitarrista sarebbe stato paragonato a Duane Allman o a Dickey Betts, o altri più recenti interpreti delle sei corde che sono passati nella band. E io volevo andare oltre questo. Quindi abbiamo optato per due sassofoni al posto delle chitarre e un violino al posto della famosa chitarra slide tanto parte del loro sound. Tiziano ha poi pensato alla fisarmonica per sostituire l'organo. Violino e fisarmonica hanno in qualche modo aggiunto un peculiare tocco "rootsy" al tutto”. Il cambio radicale degli strumenti coinvolti è stato fondamentale per dare una nuova identità originale alla musica, che non si limitasse semplicemente a creare delle “versioni jazz” fedeli agli arrangiamenti originali. Anche se molte delle tracce contenute nell'album suoneranno familiari ai fan della musica degli Allman, sicuramente nessuno le ha mai sentite reinterpretate in questo modo. L'album sembra infatti prendere uguale ispirazione sia dalla natura epica di un album come Ascension di Coltrane, che dalla fonte originale del materiale. E lo potrete chiaramente sentire nelle improvvisazioni dei sassofoni, nell'ottima tecnica esecutiva, e negli arrangiamenti sontuosi e a tratti epici. Per ulteriori info: http://www.longsongrecords.com/ info@longsongrecords.com http://www.longsongrecords.com/discography/trouble-no-more-all-men-are-brothers/
5
Mag
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Nuovo video promozionale per il trio Kuku formato da Sara Montagni (voce, flauto, sensori),  Martino Rappelli (chitarre) e Tommaso Rosati (electronic devices, live electronics, batteria). Si tratta di “God save the glitch” , settima traccia dell’album “Kuku” uscito a gennaio, in formato digitale, per l’etichetta Improvvisatore Involontario. Il trio, immerso nell'assenza di luce, su un pianeta senza nome, in un territorio incontaminato, perlustra nuovi spazi e destruttura il proprio bagaglio jazz creando nuove sonorità. L'incontro di più mondi è nell'attimo di una canzone: http://www.youtube.com/watch?v=Dgq_uGqD6pE Il cd è acquistabile, in formato digitale, sul sito dell’etichetta Improvvisatore Involontario http://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/65/kuku-del-trio-kuku e presto sarà disponibile anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://www.kukumusic.it http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UCkv5eqwDed8sm5gjt4p5BbA Soundcloud https://soundcloud.com/kukumusic/ Pagina Facebook https://www.facebook.com/kukumusictrio/ Video teaser https://youtu.be/Ke2XOnz8dH4   Sara Montagni: cantante, flautista, compositrice, attrice di musical e insegnante di canto jazz e moderno. Studia musica classica e flauto traverso per poi dedicarsi interamente al jazz. Frequenta masterclass con: Mark Murphy, Sheila Jordan, Jay Clayton, Bruno Tommaso, Giancarlo Gazzani, Giancarlo Schiaffini, Stefano Zenni, Norma Winstone, Cinzia Spata, Susanna Stivali, Joey Calderazzo, Kurt Rosenwinkel, Scott Colley, Jeff Tain Watts, Paul McCandless, P.Swerts, Bob Stoloff, Paolo Silvestri, Ennio Nicotra, Mauro Tiberi, solo per citarne alcuni. Si è laureata con il massimo dei voti in Canto Jazz e in Arrangiamento e Composizione Jazz presso l’I.S.S.M. “P. Mascagni” di Livorno. Ha partecipato a varie rassegne e Festival tra cui International Jazz Day Unesco, Suoni Inauditi, Fara Music Festival, Suoni Mediterranei Jazz Festival. Vincitrice della borsa di studio “Nicola Paoli” (2013) per il miglior arrangiamento; ha vinto il premio Giovanni Finizii 2013 per il miglior brano inedito. Con il progetto Kuku ha vinto il premio al concorso “Julia… Jazz e non solo” (2013), è stata finalista al Premio Jazz Live (2013) e al concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione Jazz di Barga (2016). Tommaso Rosati: musicista elettronico, batterista jazz, compositore elettroacustico, si è diplomato in batteria jazz all’I.S.S.M. “P. Mascagni” di Livorno e in musica elettronica (MNT) al conservatorio Cherubini di Firenze con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Ha creato e seguito vari progetti che spaziano dalle installazioni d’arte alle performance di musica elettronica. Produce musica per cortometraggi e documentari. Si occupa di spazializzazione del suono e creazione di sistemi hardware-software per il controllo di live electronics (strumenti aumentati). Ha suonato in vari contesti tra cui l’Homework festival di Bologna e il Loewe Theater di New York; Ha collaborato con Nicoletta Andreuccetti, Riccardo Onori, Marco De Cotis, Piero Bittolo Bon, Elias Nardi, Carlo Failli, Teresa Paoli e molti altri. Martino Rappelli: inizia lo studio della chitarra da autodidatta proseguendo poi con Luigi Gagliardi, Alessio Menconi, Franco Ceccanti e Luigi Tessarollo. Partecipa a eventi e seminari incentrati sull’improvvisazione e la sperimentazione con il chitarrista Eugenio Sanna, il percussionista Mauro Orselli e il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza. Studia elementi di composizione per immagini con il M° Roberto Sbolci, il M° Ezio Bosso, il M° Stefano Zorzanello e il professor Sergio Miceli. Frequenta i corsi di jazz del M° Mauro Grossi presso l’I.S.S.M. “P. Mascagni” di Livorno diplomandosi col massimo dei voti in chitarra jazz e arrangiamento e composizione jazz. Ha partecipato a varie rassegne e festival internazionali tra cui, per citarne alcuni, l’International Jazz Day Unesco, Suoni Inauditi, Fara Music Festival, Suoni Mediterranei Jazz Festival. Nel 2014 ha vinto la borsa di studio “Nicola Paoli” per il miglior arrangiamento in forma classica e con strumenti acustici di un brano di musica rock/popolare.
2
Mag
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Si intitola “Check your Soul” ed è il  terzo progetto da solista per Massimo Spano, il secondo uscito con l’etichetta Improvvisatore Involontario. Si tratta di una nuova partenza per il contrabbassista cagliaritano che con i “Double Decker Quartet” ha voluto confrontarsi con un organico di musicisti più ristretto rispetto agli ultimi suoi lavori con la Rural Electrification. Questo lavoro vede il fortunoso incontro di esperti musicisti che riescono, fin dall’inizio, a consolidare un suono personale e compatto dove i ruoli e gli interventi sono definiti in maniera naturale. Nel progetto Massimo Spano e il suo contrabbasso sono affiancati da Achille Succi al clarinetto basso, Sebastiano Meloni al pianoforte e Roberto Migoni alla batteria e percussioni. Il disco è acquistabile da oggi, 28 aprile 2017, in formato digitale, sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: http://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/66/check-you-soul e presto lo sarà anche in formato fisico. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Massimo Spano: diplomato con il massimo dei voti nel 2009 al “Corso Universitario Triennale  di Musica Jazz” presso il conservatorio di Cagliari “Pierluigi da Palestrina”, inizia la sua attività musicale negli anni ’80 come bassista elettrico suonando in diversi gruppi musicali di funky e jazz elettrico. Nel 1997 si avvicina al jazz acustico e allo studio del contrabbasso partecipando a diversi seminari dove ha occasione di affinare la propria tecnica strumentale e ampliare le conoscenze di armonia e arrangiamento. Negli anni seguenti svolge un’intensa attività compositiva esplorando nuove sonorità prendendo spunto dai vecchi esperimenti di C. Mingus, C. Haden  e O. Coleman sulla free improvisation. Suona con alcuni tra i più importanti musicisti isolani riuscendo a dare forma alle sue idee sulla libera improvvisazione sperimentando con organici inusuali sonorità particolari, riuscendo a svincolare il singolo musicista dagli schemi jazzistici tradizionali. Costituisce la “Rural Electrification Orchestra” con la quale nel 2009 registra il disco “Col Fiato Sospeso” curando personalmente le composizioni e gli arrangiamenti. Nel 2013 esce per l’etichetta “Improvvisatore Involontario” il secondo CD della medesima orchestra dal titolo The Sleepwalker. Nel 2014 esce per l’etichetta Clair de Lune il disco “Be Happy” del Quartetto Hard ‘Up di cui fa parte stabilmente come bassista e compositore. Nel 2017 esce il nuovo disco “Waves” dell’  Hard ‘Up Trio. Attualmente suona con il suo nuovo Double Decker Quartet con Achille Succi, Sebastiano Meloni e Roberto Migoni. Achille Succi: saxofonista, clarinettista e compositore è stato recentemente recensito da Bill Shoemaker nel “giornale della Musica” come uno dei musicisti Europei da seguire nei prossimi 10 anni mentre il giornalista Mario Gamba lo descrive come un genio del Jazz Italiano. Fra i molti artisti italiani e stranieri con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Ralph Alessi, Silvie Courvoisier, Steve Swell, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dorge, David Liebman,  Franco DʼAndrea, Giorgio Gaslini, Ettore Fioravanti, Simone Guiducci e Giancarlo Tossani; con molti di questi ha anche preso parte alla realizzazione di numerose incisioni discografiche, tra cui due CD da leader: “Shivaʼs dance” e “ Terra” ed uno in duo con Salvatore Maiore “ Pequenas Flores do inferno”. Ha fondato con Fabrizio Puglisi e Alberto Capelli il gruppo “Atman” con cui ha realizzato due lavori discografici (“Atman” e “Puntolinea”), con il pianista Christopher Culpo ha realizzato i Cd “Fresh Frozen”, al quale ha partecipato anche il tubista Oren Marshall, e il recente “Thawing Mammoth”. Di recente pubblicazione anche “Three Branches” con l’omonimo trio e “Protection Sound” con il JuJu sound di Silvia Bolognesi, oltre a “Bach in Black”, un lavoro di ricerca su Bach e l’improvvisazione in duo con il sassofonista Mario Marzi. E’  molto attivo anche nel campo dell’alta formazione musicale sin dal 2006; attualmente è in cattedra di sassofono Jazz al Conservatorio di Cagliari, e dal 2012 è docente alla Siena Jazz University. Numerosi sono i workshop e masterclass di Jazz e improvvisazione in diversi conservatori e istituzioni musicali italiane ed estere, tra i quali i seminari estivi di Siena Jazz (dal 2001) e la “European Jazz School” a Marburg, Germania, oltre ad essere stato docente di tecniche di improvvisazione al Master annuale di clarinetto basso e musica elettronica del Conservatorio di Milano. Dal 2015 insegna presso il Conservatorio di Cagliari “Pierluigi da Palestrina”. Sebastiano Meloni: pianista, vive a Cagliari, dove ha conseguito il diploma accademico in jazz-pianoforte e ha studiato pianoforte classico, armonia e composizione. Insegna Lettere nella scuola secondaria. Ha suonato tra gli altri con Tony Oxley, Paul Dunmall, Roberto Dani, Mark Sanders, Achille Succi e i musicisti sardi Adriano Orrù, Roberto Pellegrini, Nicola Cossu, Massimo Maso Spano, Massimo Tore, Roberto Migoni, Simona Bandino, Sebastiano Dessanay e Alessandro Garau. Ha pubblicato vari CD, tra cui Improvised Pieces for Trio (Big Round/Parma Recordings - 2009) con Tony Oxley, Adriano Orrù; Dialogues (Slam Productions - 2010) con Roberto Dani, Nicola Cossu; Cut-Up (Ticonzero - 2011) con  Roberto Pellegrini, Simona Bandino, Massimo Tore; Pictures of a Quartet (Slam Productions - 2012) con Paul Dunmall, Mark Sanders, Sebastiano Dessanay e Moods and Sketches (Big Round/Parma Recordings - 2016), piano solo. Roberto Migoni: nato a Cagliari nel 1986, nel 2010 si diploma col massimo dei voti e la lode in Strumenti a Percussione presso il Conservatorio di Cagliari col Mº Roberto Pellegrini. Si dedica dai primi anni Duemila allo studio del repertorio della musica contemporanea. Oltre all'attività solistica, è membro del MiniM Ensemble, del Modular Quartet e del Modular Ensemble, coi quali ha eseguito brani di Globokar, Aperghis, Xenakis, Scelsi, Cage e Reich tra gli altri e ha pubblicato il CD "Drumming" nel 2012. Dal 2014 è membro dell'Ensemble Spaziomusica. Si è esibito in numerosi festival e ha suonato e collaborato nel corso degli anni con figure di primo piano della scena musicale internazionale tra le quali David Cossin, Steven Schick, Markus Stockhausen, Michiko Hirayama, Henrik Strindberg, Tomas Ondrusek, François Bedel e Françoise Rivalland. È inoltre attivo in campo jazzistico a partire dal 2004. Suona in diverse formazioni jazzistiche isolane, e ha collaborato con importanti jazzisti quali Franco D'Andrea, Franco Cerri, Joe Locke, Paolo Fresu e Maurizio Giammarco, in diversi jazz-club e festival nazionali ed europei. È attualmente docente di strumenti a percussione e batteria e percussioni jazz presso il conservatorio di Cagliari.
28
Apr
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4quArti Ass. Cult. in collaborazione con Libreria Marabuk è orgogliosa di presentare: “Il Jazz oggi – che razza di musica!” Incontro con Stefano Zenni, autore del volume ‘Che razza di Musica’ (EDT) e presentazione dal vivo del CD Moksha Pulse, di Umberto Tricca / Moksha Pulse (Workin’ Label). VENERDÌ 24 MARZO dalle ore 20 INGRESSO LIBERO Buffet e Apertivo di benvenuto Esiste una "musica nera"? E quale sarebbe la sua differenza rispetto a quella "bianca"? Sappiamo riconoscere un cantante africano americano al solo ascolto? Siamo abituati a pensare che la musica possa avere un carattere razziale, etnico o un "colore", e se vediamo un musicista nero statunitense immaginiamo che sappia swingare con più naturalezza di un bianco, o che intonerà le blue notes con sottigliezze inaccessibili a un europeo e le caricherà di un feeling, di un soul inimitabile. Ma tutto questo ha un fondamento scientifico, storico o culturale? Stefano Zenni affronta per la prima volta in campo aperto una materia così delicata, smontando con argomenti brillanti e aggiornati i molti pregiudizi che non solo infestano il discorso degli appassionati, ma trovano ancora ampio spazio nella critica musicale. Per farlo fa riferimento a concetti in apparenza lontani dalla musica, dal colorism al passing, e introduce stimolanti riflessioni sui rapporti fra le culture africano americana, ebraica e italiana. Attraverso un inedito approccio multidisciplinare che si muove con agilità fra i più diversi campi delle scienze storiche, biologiche e sociali, Zenni dimostra che la musica sa essere un esempio mirabile di collaborazione fra individui e comunità: uno scambio ininterrotto di idee e di risorse che trascende ogni barriera culturale o tentazione classificatoria. Umberto Tricca /Moksha Pulse (Diminished)  presenteranno il cd “Moksha Pulse” recentemente uscito per Workin’ Label (distribuzione I.R.D.). Il lavoro nasce stimolato dalle fascinazioni verso la musica indiana, dal coinvolgimento degli aspetti ritmici, i contrappunti delle rumbe afro-cubane, miscelati in un linguaggio di un jazz contemporaneo che, pur nel suo privilegiare la scrittura come traccia narrante, si apre a squarci improvvisati, spazi creativi di grande interesse. Nell' occasione si proporranno alcuni brani in una visone più "cameristica", nella versone Moksha Pulse Diminished con il vibrafonista Nazareno Caputo, Ferdinando Romano al contrabbasso e Giacomo Pertucci al sax baritono. info: http://bit.ly/2duBd5j Live Session 'Jhumra Tal' http://bit.ly/2lNUJ1j Maggiori Informazioni:  http://bit.ly/2exusST La libreria Marabuk, nata dall'impegno di sei ex librai della libreria Edison di Firenze, ha l'obiettivo di divenire polo di aggregazione e diffusione culturale nel quartiere, promuovendo la circolazione della cultura in ogni sua forma e aspetto. L'offerta è molto ampia: un catalogo di oltre 15.000 titoli, una rosa di eventi che spazia dalla narrativa alle presentazioni/laboratori per bambini, presentazioni musicali. Sulla base di queste premesse, i librai Marabuk cercano di tessere rapporti di collaborazione con partners presenti nel quartiere, nel caso specifico l'Associazione 4quarti perché credono fortemente che solo unendo le peculiarità di ognuno si può evitare l'appiattimento e l'omologazione dell'offerta culturale. 4quArti Art Music Lab è un nuovo spazio a Firenze É un luogo di incontro nell’ambito della musica, dell’artigianato, del teatro, del cinema, dell’espressione corporea e vocale. Ospita insegnanti di canto e di strumento, e attività di Coro. Propone Workshop, Laboratori ed Eventi. Espone lavori di artisti e artigiani. 4quARTI è dietro Piazza San Jacopino, al riparo delle rose di un cortile interno, in Via G. L. Spontini 47, a Firenze. www.4quarti.net info@4quarti.net
20
Mar
cinziaguidetti::eventi, notizie
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Venerdì 3 marzo alle ore 22, presso la Sala del Rosso di Firenze il sestetto del chitarrista Umberto Tricca presenterà il cd “Moksha Pulse” recentemente uscito per Workin’ Label (distribuzione I.R.D.). Il lavoro nasce stimolato dalle fascinazioni verso la musica indiana, dal coinvolgimento degli aspetti ritmici, i contrappunti delle rumbe afro-cubane. Un’occasione unica per avvicinare nel live, nella splendida realtà acustica della Sala del Rosso, i linguaggi di un jazz contemporaneo che, pur nel suo privilegiare la scrittura come traccia narrante, si apre a squarci improvvisati, spazi creativi di grande interesse. Tricca su questa strada si avvale di una formazione composta da protagonisti di rilievo del jazz italiano – i sassofonisti Achille Succi e Giacomo Petrucci, il vibrafonista Nazareno Caputo, il contrabbassista Ferdinando Romano e il batterista Bernardo Guerra – formazione che evidenzia una mirabile aderenza estetica alla poetica, alla scrittura di Moksha pulse. La Sala del rosso è a Firenze in via di Badia a Ripoli 5 Per informazioni e prenotazioni tel. 345 8253448 www.lasaladelrosso.it - info@lasaladelrosso.it MAGGIORI INFORMAZIONI http://bit.ly/2duBd5j LIVE SESSION VIDEO “JHUMRA TAL” > http://bit.ly/2lNUJ1j ASCOLTA IL DISCO IN STREAMING http://bit.ly/2dqmdXH SITO UFFICIALE www.umbertotricca.it BIOGRAFIE Umberto Tricca nasce a Vimercate (Mi) nel 1973. Si specializza nello studio della chitarra jazz presso il Cemm di Milano diretto da Walter Donatiello e da docenti provenienti dalla Berklee School di Boston. Nel corso degli anni studia armonia jazz, composizione e arrangiamento con Giovanni Tommaso, Giancarlo Boselli, Stefano Franceschini, Tomaso Lama, John Abercrombie, David Linx e Paolo Fresu ai seminari di Nuoro Jazz. Ha condiviso con alcuni musicisti della scena fiorentina la ricerca e lo studio della forma compositiva di artisti contemporanei quali Dave Holland e Steve Coleman con approfondimenti sull’armonia e sulla conduzione ritmica. Ha sviluppato alcuni progetti musicali: The Dotters (Claudio Giovagnoli, sax tenore, Piero Spitilli, contrabbasso, Stefano Tamborrino batteria) con i quali affronta il repertorio di jazz contemporaneo con una ricerca sulla conduzione ritmica moderna; A.G.U.A. (Arianna Bucossi, voce, Gabriele Ungar Rampi, contrabbasso, Andrea Lovo, batteria, Damiano Niccolini al sax alto) con un repertorio di Samba e Bossanova rivisitate in chiave jazzistica. Parallelamente si dedica allo studio della musica Indiana presso l’associazione Saptak Indian di Nihar Metha ed in collaborazione con il tablista fiorentino Francesco Gherardi. Nel 2012 fonda il quintetto Open Baaj avviando la ricerca di un suono che accumuni la musica classica indiana alla musica contemporanea occidentale. Questi due mondi, rappresentati dalla Tabla e dalla chitarra, creano un ordito strutturato, insieme al contrabbasso, sax alto e sax baritono, che evolve in una tessitura inedita, in uno stile aperto (Open Baaj) che avvicini il jazz moderno alle sonorità indiane. Nel 2015 consegue il Diploma di Laurea di II livello in Musica Jazz presso il Conservatorio Statale “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Riccardo Fassi, Barend Middelhoff, Sandro Satta e Umberto Fiorentino, con una tesi sul compositore Steve Lehman. Achille Succi, sassofonista e clarinettista modenese, è stato definito uno dei musicisti tra i più geniali del Jazz italiano (Mario Gamba, Alias, 20/3/2010). Ha suonato in concerti in Europa e nel mondo con numerosissimi artisti italiani e stranieri del calibro di Uri Caine, Louis Sclavis, Ralph Alessi, Butch Morris, e prendendo parte alla registrazione di numerosi CD. Attivo anche come leader di formazioni proprie e progetti speciali coi quali ha realizzato svariati lavori discografici e una intensa attività concertistica. Intensa è anche la sua attività didattica presso la Siena Jazz University e la cattedra di sassofono Jazz presso il Conservatorio di Cagliari. Nel 2012 è stato votato dalla rivista “JazzIt” come migliore musicista nella categoria sax contralto. Sito ufficiale http://www.achillesucci.it/ Giacomo Petrucci, sassofonista toscano, ha iniziato i suoi studi musicali presso l'Istituto Comunale “P. Giannetti” di Grosseto, completandoli presso il Conservatorio Statale “L. Cherubini” di Firenze nel repertorio classico sotto la guida del M° Roberto Frati e laureandosi con il massimo dei voti. Ha proseguito gli studi in ambito Jazz presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo sotto la guida del M° Fabio Petretti. Ha seguito diversi seminari e masterclass tenuti da artisti di fama internazionale come F. Mondelci, H. de Jong, F. Moretti, J. Bloom, M. Tamburini, N. Gori. Si è esibito, sia come solista che come componente di ensemble cameristici, approfondendo la letteratura classica e contemporanea per sassofono sia in duo con il pianista Duccio Beverini (Duo “Girone XIV) che in quartetto (BE-FlatSaxophone Quartet). https://www.facebook.com/giacomo.petrucci1 Nazareno Caputo intraprende lo studio delle percussioni classiche al Conservatorio Gesualdo di Venosa di Potenza e prosegue gli studi al Conservatorio Statale “L. Cherubini”di Firenze, dove si diploma con il massimo dei voti e Lode. Debutta come solista nel concerto per Vibrafono e orchestra di Emmanuel Sejournè, eseguito nella Sala del Buonumore di Firenze. Ha preso parte a diverse masterclass tenute da batteristi e percussionisti, tra cui il vibrafonista David Friedman e seminari jazz (ha vinto una borsa di studio a Nuoro Jazz). Studia all'Accademia del Suono di Milano, dove segue i corsi di perfezionamento in vibrafono jazz con Andrea Dulbecco.           https://www.facebook.com/nazareno.caputo Ferdinando Romano inizia da giovanissimo lo studio della chitarra classica portandolo avanti per diversi anni. Successivamente si avvicina al basso elettrico e al contrabbasso e si diploma presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze studiando al contempo privatamente con il M. Riccardo Donati e a Fiesole con Alberto Bocini. Nello stesso conservatorio frequenta il corso di Composizione Sperimentale con il M. Paolo Furlani, conseguendo il compimento inferiore. Nel 2015 consegue il Master in Performance in contrabbasso con il M. Enrico Fagone presso il Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano. Come jazzista svolge un’intensa attività live e in studio, collaborando con numerosi jazzisti della scena italiana e internazionale. Ha pubblicato a suo nome insieme al chitarrista Marco Poggiolesi il disco “Tandem” per la casa discografica Philology Records e il disco “Tandem. A Ruota Libera” per Dodicilune, riscuotendo un notevole successo da parte della critica. Il suo brano “Memories”, tratto dal primo disco, viene selezionato e inserito nella raccolta “Italian Jazz Vol. 1, le 50 migliori tracce”. Con il suo gruppo Tangle Quintet si è qualificato finalista all'European Jazz Award di Tuscia in Jazz. Ha partecipato come artista alla convention di contrabbasso Bass 2014, svoltasi ad Amsterdam nell’agosto dello stesso anno. sito ufficiale Bernardo Guerra batterista fiorentino, dopo una formazione che lo porta a studiare nei più importanti seminari italiani, come Siena Jazz, il festival di Sant'Anna Arresi, e a confrontarsi con insegnati del calibro di Steve Coleman, Fabrizio Sferra, Thomas Morgan, Jimmy Cobb, intraprende un percorso che gli permette di sviluppare un notevole linguaggio verso il jazz contemporaneo grazie alle numerose collaborazioni e registrazioni con i migliori jazzisti del panorama nazionale e internazionale. https://www.linkedin.com/in/bernardo-guerra-38791289
28
Feb
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Appuntamento da non perdere con il progetto sinfonico del siciliano Francesco Cafiso, condiviso fra Camerata strumentale Città di Prato e il MetJazz, il quinto concerto della stagione della Camerata e l'ultimo del cartellone della XXII edizione della rassegna jazz del Teatro Metastasio, sul palco del  Teatro Politeama Pratese, giovedì 23 febbraio  alle ore 21. Operazioni come questa sottolineano l'importanza della collaborazione fra le principali realtà culturali della città e ribadiscono il desiderio comune di aprire a pubblici sempre più eterogenei, nel nome della musica d'arte senza frontiere. Cafiso, forse il sassofonista italiano più noto negli USA, un musicista jazz che incarna il talento precoce (a 9 anni è già al fianco di Bob Mintzer e Gianni Basso e nel 2003 Wynton Marsalis lo invita a entrare nel suo entourage), guida LA BANDA, un avvolgente progetto sinfonico che affianca il suo sestetto – gli straordinari musicisti Giovanni Amato (tromba e flicorno), Humberto Amésquita (trombone), Mauro Schiavone (piano), Giuseppe Bassi (contrabbasso) e Silvio Morger (batteria) – con la Camerata Strumentale Città di Prato, sotto la direzione di Valter Sivilotti. Il progetto è prodotto da Alfredo Lo Faro, edito da Made in Sicily di Eleonora Abbruzzo. LA BANDA è un affresco compositivo che in parte guarda alle origini siciliane del sassofonista e che viene modulato in tre possibili forme (pubblicati in altrettanti cd): con il solo sestetto, con una banda o con un’orchestra sinfonica. METJAZZ presenta questa terza incarnazione, ribadendo la collaborazione tra Teatro Metastasio e Camerata Strumentale Città di Prato, già avviata due anni fa. “Prosegue con nostra grande soddisfazione la collaborazione tra Fondazione Teatro Metastasio e Camerata Strumentale Città di Prato – afferma il presidente del Metastasio Massimo Bressan -. Per il terzo anno consecutivo ancora una produzione insieme. Nel 2015 per il concerto “On the road” del quintetto di Enrico Rava e l’orchestra al Teatro Politeama. Nel 2016 con l’opera di Benjamin Britten “L’arca di Noè”, un grande evento per la città, una festa realizzata nel segno di una forte e vitale integrazione, un galà della musica, del teatro e dell’arte. Quest’anno, con il concerto di Francesco Cafiso e il suo sestetto insieme alla Camerata strumentale, un'esperienza jazz profondamente emozionante”. Il Club delle 18.45 Alle ore  18.45 al ridotto del Teatro Politeama torna  il tradizionale appuntamento con l'incontro introduttivo al concerto, sarà eccezionalmente tenuto dal direttore artistico del MetJazz Stefano Zenni e sarà come di consueto ad  ingresso libero. A seguire cocktail-buffet con prenotazione obbligatoria al numero 0574 603758 o all’indirizzo info@cameratastrumentale.org . Sempre il 23 febbraio si conclude nel foyer del Metastasio l'esposizione della mostra diSEGNIdiJAZZ di MARCO MILANESI, un viaggio non convenzionale nell'universo delle sensazioni che i brani jazz riescono a suscitare con disegni ispirati a questa musica che incarna il ritmo della terra, ispira la vita quotidiana, accompagna emozioni e malinconie.    
21
Feb
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[caption id="attachment_4923" align="alignleft" width="300"] Hobby Horse ph Lorenzo Desiati[/caption] Dedicati al genio di Coltrane, domenica e lunedì ci saranno due nuovi appuntamenti della rassegna METJAZZ 2017, organizzata dal Teatro Metastasio Stabile di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni. Domenica 12 febbraio, al Museo del Tessuto, alle ore 21, tra gli eventi di MetJazz OFF, uno dei maggiori sax tenori della scena italiana, il livornese DIMITRI GRECHI ESPINOZA, dà voce alla sua urgenza religiosa e spirituale con Oreb, Angel’s Blows, una performance di solo sax tenore realizzata in collaborazione con Museo del Tessuto e pensata come una sorta di meditazione musicale, in un tempo che oscilla tra la preghiera e la riflessione, in una dimensione di semplicità complessa che discende dalla lezione di Coltrane. Dimitri Grechi Espinoza per questo progetto unico nel suo genere, ha fatto incontrare due grandi passioni: lo studio della scienza sacra nelle culture tradizionali e la ricerca sul suono portata avanti da anni con l'obbiettivo di riscoprire il respiro profondo dei luoghi sacri di tutto il mondo. Nella penombra di uno “spazio sonoro” egli avvolge l’ascoltatore con le note del sax, dal quale riesce a tirare fuori arcobaleni di armonici “liberati” dal sistema temperato. Lo fa suonando “tra le note” e “sulle note” sfruttando le antiche forme architettoniche (o il riverbero prodotto da un sofisticato apparecchio elettronico) che rispondono ai fraseggi modali con risonanze trasformate in contrappunti dal fascino ancestrale. Il duduk armeno di Djivan Gasparyan, la spiritualità free di John Coltrane, le tradizioni nomadi del Sahara e la ripetitività di John Surman sono le suggestioni di fondo di questo concerto. “Il mio più grande desiderio come musicista in quest’epoca è quello di contribuire a riportare la musica alla sua primitiva funzione di “ dialogo ” con il Sacro, nel quale superare differenze di credo, distanze culturali e incontrare così se stessi e gli altri nella conoscenza dell’Unità che lega l’intero ordine cosmico". Lunedì 13 febbraio, al Teatro Fabbricone, alle ore 21 Gesti e movimenti del sax offrono invece il tema per un doppio set che suggella l’incontro del sax di DAN KINZELMAN con la danza del ballerino torinese DANIELE NINARELLO in Kudoku, e con il contrabbasso di JOE REHMER e la batteria di STEFANO TAMBORRINO nel trio Hobby Horse. Tra i giovani musicisti, lo statunitense Kinzelman, trasferitosi nel nostro paese nel 2005, ha forse più di altri faticato a ritagliarsi uno spazio personale. Eppure ha alle spalle una notevole esperienza, maturata a fianco di Enrico Rava, Mauro Ottolini e Uri Caine, Maria Schneider, Ralph Alessi, sia come sassofonista sia come arrangiatore. Il suo solismo lucido ed articolato si esprime al meglio nei progetti da leader, in cui agisce una spinta sperimentale venata di ironia, non di rado arricchita dall'elettronica. MetJazz ha perciò imbastito un doppio set in cui Kinzelman affronta due sfide diverse e parallele. Da un lato il duo la danza di Daniele Ninarello, formatosi a Rotterdam e da anni coreografo e danzatore di propri progetti (si tratta di una produzione ideata da Enrico Bettinello per Novara Jazz, poi presentata con successo anche alla Biennale Danza di Venezia); dall'altro l'ormai consolidato trio Hobby Horse, in cui i ruoli dei tre musicisti ruotano in funzioni paritarie, amalgamati dall'elettronica e da un gusto giocoso che si apre ad inaspettate venature evocative. Resta poi aperta fino al 23 febbraio nel foyer del Metastasio la mostra diSEGNIdiJAZZ di MARCO MILANESI, un viaggio non convenzionale nell'universo delle sensazioni che i brani jazz riescono a suscitare con disegni ispirati a questa musica che incarna il ritmo della terra, ispira la vita quotidiana, accompagna emozioni e malinconie.
10
Feb
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David Murray ph Jimmy Katz Tra domenica e lunedì ci saranno due nuove appuntamenti della rassegna METJAZZ 2017, organizzata dal Teatro Metastasio Stabile di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni per restituire una ricognizione dell’eredità di quell’autentico “compositore istantaneo” che è stato Coltrane, ma senza spirito imitativo né di revival, e un focus particolare attorno al sassofono. Lunedì 6 febbraio, al Metastasio, alle ore 21 in una serata improntata all’arte del duo, con un concerto in esclusiva per l’Italia realizzato in collaborazione con Musicus Concentus, DAVID MURRAY, riconosciuto da ormai molti anni come il sax tenore più personale e trascinante della scena contemporanea, si confronta con la grande pianista giapponese AKI TAKASE, protagonista della scena sperimentale tedesca, con cui condivide uno spirito giocoso e eccentrico, tra rispetto della tradizione e sguardo divertito e appassionato oltre le convenzioni del jazz. [caption id="attachment_4909" align="alignleft" width="200"] AkiTakase ph Georg Tuskany[/caption] Erede di certa robusta tradizione africano americana - che va da Ben Webster a Archie Shepp, da Coleman Hawkins a Arnett Cobb - Murray ha arricchito quel suono dei contorcimenti di Albert Ayler, ne ha fatto una materia sensibilissima, plastica, di potenza e varietà travolgenti, i cui mutamenti fulminei e sussultori registrano l’ubriacante mobilità emotiva del sassofonista. Affermatosi alla fine degli anni Settanta, Murray è apparso subito un solista di grande personalità, affabulatore bulimico dalla produzione sovrabbondante, che è culminata negli anni Ottanta con la militanza nel World Saxophone Quartet e nella guida dello splendido Ottetto, formazione intrisa di echi di Mingus e Ellington, con cui ha prodotto alcuni dei dischi più belli e importanti del periodo. Tra gli eventi di MetJazz OFF, domenica 5 febbraio, al Museo di Palazzo Pretorio, in doppia replica alle ore 17.30 e alle 18.30 la suadente voce di MONICA DEMURU e il violoncello di LUCA TILLI daranno vita al concerto/spettacolo ANCHISE SULLE SPALLE DI ENEA, una coproduzione di METJAZZ e del MUSEO DI PALAZZO PRETORIO. La performance al Museo di Palazzo Pretorio, da un’idea di Andrea Coveri, nasce dall’incontro tra una scultura, la musica e la sollevazione come gesto e rivolta in osservazione dell'opera “Madre e figlio” dello scultore Jacques Lipchitz. Le parole e il canto di Monica Demuru e il violoncello di Luca Tilli, narrano l'osservazione, tra improvvisazione e scrittura, in accordo all'esperienza di entrambi sulla scena italiana ed europea. Demuru e Tilli osservano Lipchitz, nelle sale del Museo, utilizzando musiche di B.Britten, L. Berio, J.S.Bach e S. Lacy; le fotografie di Majoli; le parole di G. Didi-Huberman e l'Eneide di Virgilio. Sarà inoltre aperta fino al 23 febbraio nel foyer del Metastasio la mostra diSEGNIdiJAZZ di MARCO MILANESI, un viaggio non convenzionale nell'universo delle sensazioni che i brani jazz riescono a suscitare con disegni ispirati a questa musica che incarna il ritmo della terra, ispira la vita quotidiana, accompagna emozioni e malinconie.
4
Feb
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Nell’arco di soli quattro giorni, saranno due concerti, una conferenza e una mostra di disegni ad aprire la XXII edizione della rassegna METJAZZ 2017, organizzata dal Teatro Metastasio Stabile di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni e  pensata per celebrare i cinquant’anni dalla morte di uno tra i più grandi improvvisatori della storia del jazz, JOHN COLTRANE. Si comincia venerdì 27 gennaio con un doppio appuntamento: a partire dalle ore 18.30, nel Foyer del Metastasio sarà allestita la mostra diSEGNIdiJAZZ di MARCO MILANESI (appassionato da sempre di jazz e conduttore da anni della trasmissione Nightswimming Jazz sulla web radio Radiogas), un viaggio non convenzionale nell'universo delle sensazioni che i brani jazz riescono a suscitare, con disegni ispirati a questa musica che incarna il ritmo della terra, ispira la vita quotidiana, accompagna emozioni e malinconie. La mostra rimarrà aperta fino al 23 febbraio; alle ore 21 alla Scuola di Musica Verdi ci sarà il concerto 88 tasti di Coltrane, prodotto da MetJazz in collaborazione con la Scuola di Musica Verdi di Prato, con ALESSANDRO GALATI, affermato già dagli anni 90 come uno dei protagonisti del piano jazz in Italia, esegue una sua personale rilettura della musica di Coltrane sul pianoforte, strumento sul quale a volte il sassofonista componeva. Si prosegue sabato 29 gennaio, al Museo del Tessuto, alle ore 11 con la conferenza del direttore Stefano Zenni Meditations: John Coltrane 50 anni dopo in cui si ripercorre la breve ma intensa carriera di Coltrane esaltandone la ribollente energia creativa e la varietà della sua lucida visione musicale e spirituale. Lunedì 30 gennaio, al Metastasio, alle ore 21 ci sarà poi il primo grande concerto della rassegna, una produzione originale di MetJazz con un trio rhythm’n’blues (il sound con cui Coltrane è maturato), un personale tributo a Coltrane realizzato da FRANCESCO BEARZATTI che farà dialogare il suo sax tenore e con l’organo Hammond dell’eclettico EMMANUEL BEX e la batteria di JEFF BALLARD nel concerto Dear John (Open Letter to Coltrane). Si segnala inoltre che, per creare un ponte ideale tra Prato e Firenze, c’è la collaborazione di MetJazz con il Pinocchio Jazz Club di Firenze che suggella una serie di INCROCI JAZZ, di cui fa parte il concerto Acrobats di TINO TRACANNA (28 gennaio, Pinocchio Jazz Club, ore 22).
30
Gen
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In collaborazione con
ACCADEMIA D'ARTE
DI PISA
AnimaJazz”, “Blues Fires” e il “Dubidubidù” vanno in onda su Punto Radio, 91.6 Mhz e 91.1 Mhz e sono ascoltabili via web su www.puntoradio.fm negli orari:
ANIMAJAZZ”: il giovedì dalle 19:30 alle 20:25;
BLUES FIRES(da Febbraio ad Ottobre) : il lunedi dalle 20:30 alle 21:25;
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Contatti: info@animajazz.eu
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