Benvenuto su www.animajazz.eu/wordpress.
Il sito di AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della musica. Animajazz e Blues Fires sono ascoltabile anche via WEB in podcast da questo sito e collegandosi negli orari di programmazione a www.puntoradio.fm.

Esce oggi, lunedì 17 settembre 2018, un nuovo disco per l'etichetta Improvvisatore Involontario: si tratta di "Red&Blue" del contrabbassista Simone di Benedetto, affiancato da Achille Succi (sax alto e clarinetto basso), Giulio Stermieri (pianoforte) e Andrea Burani (batteria). Red&Blue nasce dal desiderio di Di Benedetto di confrontarsi con la tradizione jazzistica, scegliendo alcuni dei tanti linguaggi che il mondo del jazz può offrire. Ci sono, così, riferimenti alla musica di oltre oceano come il free jazz di matrice ornettiana, sonorità che richiamano il quartetto americano di Keith Jarrett o l’Art Ensemble di Chicago, ma anche spunti che riprendono la tradizione europea, in particolare della scuola scandinava. L’idea delle canzoni, una volta prese dal repertorio di Broadway, è proposta in chiave europea, come la melodia di tradizione svedese da cui nasce "Ballata Scandinava", o lo spunto extra-jazzistico da cui si sviluppa "Homage a Haydn". In questo Di Benedetto vuole proporre una faccia del jazz spesso in ombra, nonostante i tanti spunti che può ancora fornire. Nove le tracce contenute nell'album tutte firmate da Di Benedetto ad esclusione di "Vashkar" di Carla Bley. Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/72/redblue-simone-di-benedetto E  su BandCamp al seguente link: https://simonedibenedetto.bandcamp.com/album/red-blue Prossimamente sarà disponibile anche su CD Baby. Inoltre il disco è disponibile in formato fisico su Jazzos https://www.jazzos.com/detail0.php?prod=II0055 Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com http://www.simonedibenedetto.com Youtube: https://www.youtube.com/user/simodiben Instagram: https://www.instagram.com/simodiben/ Soundcloud: https://soundcloud.com/simone-di-benedetto   Simone Di Benedetto: classe 1989, si diploma in contrabbasso col massimo dei voti, proseguendo poi negli studi di composizione, diplomandosi con lode e menzione d'onore con una tesi sul rapporto tra composizione e improvvisazione. Nel 2018 è vincitore del bando AIR per una residenza artistica a Copenaghen. Nel 2011 incide col trio Else! il disco “First degree”, edito da UltraSound records, mentre nel 2016 registra con Alberto Collodel ai clarinetti il disco “Il sistema periodico” (ispirato all’omonimo libro di Primo Levi) per la berlinese Aut Records. Nel 2017 incide a nome S.d.B. project il suo primo disco da solista, interamente di composizioni originali, e il disco d’esordio del progetto Archipelagos, vincitore del primo premio Stefano Cerri. Dal 2007 ha suonato con artisti quali Stefano Battaglia, Franco Cerri, Fred Hamilton, Achille Succi, Francesco Cusa, Piero Bittolo Bon; si è esibito in paesi come Belgio, Spagna, Svizzera e Slovenia, ed in festival quali Umbria Jazz, Jazz It Festival, Ravenna Festival, Barga Jazz, Tuscia in jazz Festival, Festival della Filosofia, Festival delle arti, Musicultura ed esibendosi in radio come Rai Radio3, Rai Radio1, Radio Kairos, Radio Moon, Radio Nazionale della Slovenia. Achille Succi: sassofonista e clarinettista modenese, è stato recentemente indicato come uno dei musicisti europei che verranno alla ribalta nei prossimi 10 anni (Bill Schoemaker, Giornale della Musica gennaio 2010), mentre Mario Gamba lo definisce come uno dei musicisti tra i più geniali del Jazz italiano (Alias, 20/3/2010). Tra i numerosi artisti con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dørge, Kenny Wheeler, Franco D'andrea, Sylvie Curvoisier, Ralph Alessi, Butch Morris, Ettore Fioravanti, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Simone Guiducci, Cristiano Calcagnile, Giancarlo Tossani, Vincenzo Vasi, Giovanni Falzone, Umberto Petrin. Ha preso parte, inoltre, alla registrazione di numerosi CD e concerti in Europa e nel mondo. Giulio Stermieri: votato tra i migliori tastieristi italiani agli ultimi Jazzit Awards. Laureato con lode presso il conservatorio di Parma con Alberto Tacchini, studia con Paolo Birro al conservatorio di Vicenza. Dal 2011 al 2014 è attivo con la band jazz-rock Foursome, con cui pubblica due album di sue composizioni.  Dal 2013 al 2017 suona Hammond e pianoforte negli Assassins di Francesco Cusa, registrando tre album ed esibendosi in Italia, Slovenia, Francia e Olanda. Dal 2015 guida lo Stopping Trio a suo nome, con Giacomo Marzi ed Andrea Burani, pubblicando con Auand nel 2017 l'album omonimo. Cristiano Arcelli, Massimiliano Milesi e Andrea Baronchelli completano lo Stopping Sextet. Altri progetti di rilievo sono il duo Mizar con Flavio Zanuttini, il trio Bred con Federico Negri e Martino De Franceschi e Aparticle, quartetto con Michele Bonifati, Cristiano Arcelli ed Ermanno Baron che pubblica nel 2018 “Bulbs” per UR Records. Tra le formazioni ora più attive in cui è sideman, il quartetto Rust di Luca Dalpozzo, con Matteo Sabattini e Marco Frattini, e il trio The Storytellers di Paolo Bacchetta, con Zeno De Rossi. Andrea Burani: inizia l’attività concertistica con la High Society Swing Orchestra partecipando a diverse rassegne e festival in ambito nazionale. Collabora con numerosi musicisti del panorama jazz sia a livello regionale che nazionale (P. Odorici, C. Atti, J. Villotti, G. Baiocco, H. Gualdi, G. Basso, F. Bosso, M.Murphy, B. Stoloff, F. Henke, L. Souza per citarne alcuni). Con il Maestro Giorgio Baiocco ha la fortuna di collaborare per parecchi anni, ed approfondire  il linguaggio hard bop, fino alla prematura scomparsa. Negli ultimi anni collabora con diverse formazioni, registrando diversi progetti originali, sia con piccoli organici che con big band. Attualmente fa parte dello “Stopping trio & sextet” con cui ha inciso un cd e ha ricostituito in quest’ultimo periodo il gruppo “PADMA” formatosi negli anni '90 con cui, oltre a rivisitare in maniera personale standard dell’era hard bop, propone brani originali.   18
17
Set
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Altra nuova uscita per l'etichetta Improvvisatore Involontario: si tratta di "Meetings..." del Late Sense Quartet che esce ufficialmente oggi, lunedì 3 settembre 2018, in formato digitale. "Meetings..." è il primo disco del quartetto formato da Gaetano Santoro (sax baritono e tenore), Edoardo Ponzi (vibrafono e marimba), Francesco Marchetti (contrabbasso e basso elettrico) e Mauro Cimarra (batteria). L'album, già dal titolo, pone l'attenzione su quello che c'è di più bello nella vita di una persona: gli incontri; e proprio "Meetings..." è l’incontro fra sensibilità e vite diverse, alla ricerca di un minimo comun denominatore che sia il trampolino per creare una musica davvero condivisa. Ad arricchire l'album la presenza del colore sgargiante del trombone di Massimo Morganti e l’omaggio al grande genio di Bill Evans (in "Interplay" e "Nardis"). Col cuore diviso tra Fabriano, Reggio Emilia e Milano, il Late Sense Trio nasce nel 2015 dall'incontro fra Edoardo Ponzi, Francesco Marchetti e Mauro Cimarra per esplorare romantiche ballad e latin infuocati, il tutto avvolto nell’atmosfera eterea e sospesa che solo il vibrafono sa creare. Vibrafono, contrabbasso e batteria, basterebbero questi strumenti per scoperchiare un mondo di suoni, ma dal 2016 il trio si arricchisce del sassofono di Gaetano Santoro: una musica che diventa potente, a tratti spigolosa, ma sempre fedele a un’idea di melodia che nasce come risultante di più voci. Un intreccio costante fra mainstream e avanguardia, un equilibrio instabile, e proprio per questo bello e affascinante da esplorare. Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/71/meetings-late-sense-quartet Prossimamente sarà disponibile su CD Baby e anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Pagina Facebook Late Sense 4et https://www.facebook.com/latesensequartet Soundcloud: Elba https://soundcloud.com/user-416965286/elba-e-ponzi/s-PcoH9 Interplay https://soundcloud.com/user-416965286/interplay-bill-evans-arranged-by-m-cimarra/s-5e57k Gaetano Santoro (sassofonista e compositore) docente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Reggio Emilia. Nel 1994 intraprende gli studi classici sotto la guida del M° Gianfranco Brundo.  Nel luglio del 2001 si diploma in sassofono presso il Conservatorio “B. Maderna“ di Cesena. Nell’aprile del 2014 consegue, con il massimo dei voti, il Diploma Accademico di Primo Livello in Musica Jazz presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna. Attualmente iscritto al Corso Accademico di Secondo Livello in Musica Jazz presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo. Nel corso di questi anni ha approfondito gli studi con i sassofonisti Barend Middelhoff e Fabio Petretti. Stretto collaboratore del trombettista Roy Paci per più di quindici anni, nel 1999 contribuisce alla nascita della band Roy Paci & Aretuska, formazione d’impronta ska-jazz tra le più attive in Italia e all’estero (Europa, Stati Uniti, Sud America e India), con la quale partecipa a tre edizioni della trasmissione televisiva Zelig. Dal 2000 al 2006 prende parte ai progetti Skrunch e Naked Musicians ideati dal batterista e compositore catanese Francesco Cusa, maturati all’interno del collettivo “Improvvisatore Involontario”. Ha suonato dal vivo e in studio, con: Anthony Braxton, Andy Sheppard, Michael Riessler, Ray Mantilla, Giorgio Conte, Vinicio Capossela, i Negrita, Colapesce, Tonino Carotone, i Macaco, Cristina Zavalloni, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Federico Squassabia, Pasquale Mirra, Gianni Gebbia, Tony Cattano, Fred Casadei, l’attrice Paola Pace, il narratore Alessio Di Modica, il dj e produttore brasiliano Ramilson Maia e l’umorista e pittore Alvalenti. Edoardo Ponzi (1990), inizia lo studio sotto la guida del M.Simone Beneventi. Nel 2012 si laurea in strumenti a percussioni con il massimo dei voti presso l’Istituto Superiore di Studi musicali Achille Peri di Reggio Emilia sotto la guida del M. Francesco Repola. Parallelamente al conservatorio si dedica anche allo studio della batteria con professionisti di fama internazionale. Si laurea in Batteria e Percussioni jazz presso la Scuola Civica di Milano Claudio Abbado nel 2016 sotto la guida del M. Tony Arco. Si perfeziona al corso quadriennale Mastering Jazz Vibraphone tenuto dal M. Andrea Dulbecco, considerato il miglior vibrafonista jazz italiano, presso l’Accademia del Suono di Milano. Ha vinto il concorso nazionale Mister Jazz 2016. Dal 2014 è percussionista della compagnia voluta da Dario Fo con la quale ha suonato in prima assoluta nello spettacolo Storia di Q al Piccolo di Milano e che l’ha visto attivo nel 2015 e nel 2016 in numerosissime repliche in Italia, e all’estero. Ha collaborato con l’Orchestra giovanile italiana Santa Cecilia, con Icarus Ensemble grazie al quale si è esibito in Italia e in Europa, con Adrian Ensemble, con il Re Percussio, IDML Ensemble, con il Time Percussion, con la Civica Jazz Band diretta dal M. Enrico Intra. Si esibisce come percussionista in diverse formazioni cameristiche e collabora come vibrafonista jazz in diversi gruppi musicali. Ha registrato per alcune etichette discografiche fra le quali l’Egea, Visage, Improvvisatore Involontario e Musica Ex Temporanea. Francesco Marchetti: frequentatore di frequenze gravi sin dall’infanzia non poteva che scegliere il basso come suo strumento musicale. Appassionato di musica rock e pop, studia basso elettrico nella scuola della sua città, Fabriano, e col tempo si avvicina alla musica jazz. Il passaggio al contrabbasso è naturale e Milano è la città giusta dove poter studiare e coltivare la sua musica. Si è laureato a pieni voti in contrabbasso jazz presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, studiando coi Maestri Lucio Terzano e Marco Vaggi. Nel 2015 conosce il contrabbassista statunitense Gerald Cannon, col quale intraprende un percorso di approfondimento che dura tuttora. Collabora con formazioni prestigiose come la Civica Jazz Band e la Monday Orchestra, partecipando a manifestazioni come Jazz al Piccolo, JazzMI, Area M, Il Ritmo delle Città e Iseo Jazz, dividendo il palco con musicisti quali Enrico Pieranunzi, Giovanni Mazzarino, Mario Rusca, Tony Arco, Emilio Soana, Giulio Visibelli, Roberto Rossi, Leonello Bionda, Paolo Tomelleri. Dal 2014 collabora con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e con la Fondazione Milano, contribuendo alle musiche di alcuni spettacoli teatrali, fra cui “Storia di Qu” su testo inedito di Dario Fo e Franca Rame, portato in scena al Piccolo Teatro di Milano e al Parco Archeologico Principij di Rijeka (Croazia). Mauro Cimarra (Fabriano, 1982): si avvicina allo studio della batteria all’età di 15 anni, per un breve periodo da autodidatta poi seguendo le lezioni del M° Giorgio Bartoloni presso la scuola G.B. Pergolesi di Jesi. All’età di 21 anni si iscrive al corso di strumenti a percussione tenuto dal M° Domenico Fontana presso il conservatorio Morlacchi di Perugia e nel 2011 consegue il diploma dello stesso corso con votazione di 10/10.Parallelamente approfondisce e perfeziona il linguaggio della musica jazz studiando privatamente e frequentando seminari e workshop. Durante i viaggi in U.S.A. ha potuto frequentare le lezioni tenute da: Hal Crook (Boston), Greg Hutchinson e Adam Nassbaum (New York). Nel corso degli anni ha suonato in festival, teatri e club su tutto il territorio nazionale. Nel 2013 registra due album di musica jazz: il primo “Mauro Gubbiotti trio” con composizioni originali dell’omonimo pianista, il secondo “A Shorter Moment” dello “Speak no evil trio”, omaggio a Wayne Shorter. Nel 2015 con registra con il chitarrista Franco Cerri “One... Two... Three... Quartet!!!!” edito per Ra.Ra. records.
3
Set
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Il collettivo Improvvisatore Involontario è orgoglioso di presentare "Animal Love", il primo disco del Glenn Ferris Italian Quintet che esce ufficialmente oggi, lunedì 27 agosto 2018, per la propria etichetta. Il gruppo ha suonato per la prima volta insieme nel 2015 in occasione del Volterra Jazz Festival. Da subito si è stabilito un forte feeling umano e musicale tra il leader e gli altri componenti della band. L'album nasce per iniziativa dello stesso Ferris che, dopo varie collaborazioni per una serie di concerti, ha voluto suggellare con questo lavoro il legame che si era creato tra i cinque musicisti Glenn Ferris (trombone), Mirco Mariottini (clarinetto), Giulio Stracciati (chitarra), Franco Fabbrini (basso) e Paolo Corsi (batteria). In repertorio otto brani di cui cinque firmati dal leader Ferris; uno “Five in China”, da Mirco Mariottini; uno, “W Ernest” da Franco Fabbrini, e uno tratto dalla grande tradizione jazzistica: “Saint James Infirmary”. L’album è caratterizzato da un forte impianto ritmico sostenuto autorevolmente da basso e batteria, mentre la front-line si sbizzarrisce in interventi ora solistici ora di insieme che evidenziano l'assoluta originalità degli arrangiamenti e del sound. Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/70/animal-love-glenn-ferris-italian-5et Prossimamente sarà disponibile su CD Baby e anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Ulteriori info sul progetto:  http://gfitalianquintet.wixsite.com/gfi5 Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GlennFerrisItalianQuintet/ Glenn Ferris (Los Angeles, California): trombonista jazz, ha suonato anche altri generi musicali con artisti com Frank Zappa, Tim Buckley, Stevie Wonder, James Taylor, Duran Duran e altri. Studia musica classica dal 1958 al 1967, e dal 1964 inizia l'apprendimento della musica jazz con Don Ellis.Ha continuato a esibirsi con una varietà di musicisti americani in vari generi prima di trasferirsi in Francia nel 1980. Qui ha lavorato con Tony Scott, Brotherhood of Breath, Henri Texier e altri.Qui il link con una biografia dettagliata http://www.glennferris.com/biography_151.htm Mirco Mariottini: clarinettista. Ha collaborato con musicisti come John Taylor, Glenn Ferris, Paul McCandless, Tony Scott, Sainkho Namtchylak, William Parker, James Newton, Butch Morris, Sadiq Bey, Antonello Salis, Chris Laurence, Michele Rabbia, Diana Torto, Paolino Dalla Porta e Stefano Battaglia."Clarinettista dalla vis interiore e dirompente” (Musica Jazz), “tra le personalità emergenti più interessanti dell’odierno panorama jazzistico nazionale” (Anima Jazz), “insieme forte e leggero, capace di imprimere allo strumento vive e suggestive serpentine” ( JazzIt), “con proprietà d’espressione e fraseggio armonioso si invola il ben inanellato delineare di Mariottini ai clarinetti, che denota sentimento e si effonde con vivace nitidezza e prestante e avvincente scioltezza” (Italian Sound Company), “con il suo periodare dall’andamento raffinato e sinuoso, ora morbido, ora intenso, dalle digressioni che ascendono con ubertoso e sensibile profondere” (Basimedia Magazine), “strumentista estremamente duttile e tecnicamente straordinario, dotato di uno stile poliedrico e di un fraseggio visionario....e dal gusto melodico non comune”(Musica Jazz).cd baby Giulio Stracciati: chitarrista senese da 24 anni docente di chitarra e musica di insieme presso l'associazione Siena jazz . E’ direttore artistico e docente di Volterra Jazz. Ha all’attivo 14 dischi a suo nome pubblicati e distribuiti in tutto il mondo. Ha scritto colonne sonore per documentari (RAI e altre reti) e musica per istallazioni e vernissage. Ha inoltre collaborato per la realizzazione di circa 60 dischi come side man. Ha suonato con Enrico Rava, Paolo Fresu, Kenny Wheeler,  Ares Tavolazzi, Stefano Cocco Cantini, Massimo Urbani, Roberto Gatto, Paul Wertico e molti altri. Ha realizzato concerti in festival e jazz club in Tutta Europa. Franco Fabbrini: compositore e polistrumentista eclettico, capace di calarsi brillantemente nei più diversi generi musicali: contaminazione e versatilità gli ingredienti principali del proprio stile. Lunghissima la lista di musicisti e band con i quali ha collaborato e prodotto cd in veste di esecutore, compositore e arrangiatore e con i quali ha svolto un'intensa attività concertistica in tutta Europa. Tra i musicisti con cui ha suonato: Glenn Ferris, Michael Blake, Enrico Rava, Nir Felder, John Ramsay, Thomas Agergaard, Paolo Fresu, Klaus Lessmann. Insegna basso elettrico e musica d’insieme alla Siena Jazz University dal 2012. Paolo Corsi: batterista e  percussionista aperto, curioso e istintivo, un ricercatore a trecentosessanta gradi, concepisce il suo stile personale come fusione di tecnica, suoni e linguaggi. Affascinato dall’aspetto timbrico conduce una personale ricerca sulle sonorità, inserendo nel suo live-set percussioni e oggetti di ogni tipo associandoli a sintesi elettronica, campionamenti e interfacciamenti  MIDI. Alcuni musicisti con i quali ha suonato sono: Otmaro Ruiz, Bob Mintzer, Ted Curson, Mike Stern, Glenn Ferris, Larry Schneider, Sheldon Gomberg, Gabin Dabiré, Nguyen Le, Stefano Battaglia, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Bruno Tommaso, Danilo Rea, Mauro Grossi. Insegna prassi esecutive e musica d’insieme alla Siena Jazz University dal 2014.  
27
Ago
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Due appuntamenti chiudono la  rassegna Metjazz 2018:  Unica data in Italia, Venerdì 16 febbraio alle ore 21.15, nella del Sala Vanni Musicus Concentus a Firenze  dalla Svezia arriva FIRE!, il supergruppo eccitante e distorto del jazz contemporaneo,composto da Mats Gustafsson (sassofoni, elettronica), Johan Berthling (basso elettrico)e Andreas Werliin(batteria e percussioni). Un trio carico di energia, che smonta le tradizioni classiche, inserendo nuove sfumature di suoni e soprattutto freschi approcci nella musica improvvisata – approcci provenienti in egual muisura dal garage punk, dai suoni della heavy indusrty e dall’elettronica. Lunedì 19 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Metastasio chiude la rassegna il concerto Una festa cubana della violinista cubana YILIAN CAÑIZARES con il suo quintetto “INVÓCACION”, formato dal pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo. La vicenda personale e artistica di Yilian Cañizares è esemplare dei percorsi musicali nell’era della globalizzazione. Ha iniziato a studiare violino all’Avana, la sua città natale, e si è formata alla grande scuola didattica russa, che domina la scena cubana classica. Nel 1997 studia in Venezuela ma tre anni dopo emigra in Svizzera per studiare al Conservatorio di Friburgo. Ed è qui, in Svizzera, che la violinista, il cui obbiettivo è diventare una musicista classica, scopre il jazz e comincia anche a cantare. Il suo idolo è Stéphane Grappelli, sul cui virtuosismo agile e cantabile modella il suo stile. Presa la cittadinanza svizzera, la Cañizares inizia una carriera da solista jazz, con gruppi che mescolano le tradizioni afrocubane con la musica statunitense: prima il trio Ochumare (“arcobaleno” in yoruba), e poi l’attuale quintetto. Dunque la mescolanza di lingue è la cifra della sua musica: non solo perché canta in spagnolo, yoruba e francese, ma perché nella sua musica con grande senso dello spettacolo e impeccabile rigore della forma si mescolano stili diversi senza scadere in soluzioni più facili. Al contrario, il senso dello spettacolo, la brillantezza inventiva e il gioco d’assieme dei suoi gruppi producono un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea. E il fatto che quell’allieva della scuola russa all’Avana oggi sia un’insegnante di violino e improvvisazione all’Ecole de jazz et des musiques actuelles di Losanna dimostra ancora una volta che i percorsi delle migrazioni e dei meticciati musicali possono raggiungere esiti tanto felici quanto imprevedibili.
15
Feb
cinziaguidetti::eventi, notizie
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All’interno di Metjazz 2018, giovedì 15 febbraio ore 21.00 al Teatro Politeama Pratese il jazz incontra la musica classica nel concerto in PRIMA ASSOLUTA Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet. Coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, questo concerto nasce dall’idea del compositore e arrangiatore Michele Corcella di omaggiare uno dei più importanti esponenti della musica afro-americana: John Lewis, leader e fondatore del celebre Modern Jazz Quartet, il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi, accompagnato dal contrabbasso di Luca Bulgarelli e dalla batteria di Mauro Beggio e affiancato dall’Orchestra della Camerata Strumentale Città di Prato. Il rapporto tra jazz e musica classica europea è uno dei temi più dibattuti tra storici, critici e appassionati, ed è ancora oggi oggetto di incomprensioni, visioni storiche distorte e terreno di scontro ideologico. In verità si tratta di una relazione complessa, a tratti contraddittoria, una sorta di incontro-scontro tra culture che si nutre tanto di diffidenze quanto di scambi autentici e fecondi. Di certo esistono delle difficoltà a conciliare linguaggi di provenienza storica così diversa, ma esistono anche molti elementi compatibili che consentono una feconda mescolanza di idee. Nel mondo del jazz è stato il compositore e pianista John Lewis a produrre le opere più belle e importanti. In particolare con il suo Modern Jazz Quartet, tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Lewis ha risolto problemi musicali impervi, come la creazione di fughe jazz (anche triple, come Three Windows), strutture a sviluppo con improvvisazione, apertura della forma, strutture tonali ispirate al nome “Bach” e così via, salvaguardando lo swing e un intenso blues feeling, con risultati di eccezionale valore. Essendo fuori dalle categorie compositive tradizionali, la musica di Lewis e del MJQ ha subìto le accuse più assurde, compresa quella di tradire la spontaneità del jazz. Per introdurre il concerto con una preziosa guida all’ascolto, alle ore 19.00 presso il Ridotto del Politeama Pratese, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze.
13
Feb
cinziaguidetti::eventi, notizie
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Tra  venerdì   2 e lunedì 5 febbraio , la rassegna  METJAZZ   2018 , organizzata dal  Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di  STEFANO ZENNI , fissa quattro appuntamenti, con due concerti a Firenze e una conferenza e un concerto a Prato.  Venerdì 2 febbraio alle ore 21.15, al Musicus Concentus di Firenze, va in scena Sfueâi, il concerto di ELSA MARTIN e STEFANO BATTAGLIA, omaggio in musica a poeti del Friuli contemporaneo quali Pier Paolo Pasolini, Novella Cantarutti, Pierluigi Cappello, Amedeo Giacomini e Federico Tavan, che attraverso le loro opere hanno recuperato e reinventato la lingua friulana, nelle diverse varianti dei luoghi di provenienza. La poesia friulana che diviene musa, quella di autori del passato e del presente, dove emerge naturale il senso del sacro, la vita e i suoi valori più profondi e reali, la natura, l’amore per la bellezza e le persone, spesso attraverso una semplicità e un senso della verità disarmanti. La lingua friulana come recupero e ricerca, non solo come sopravvivenza di ciò che è puro e incontaminato, ma come possibile ponte tra origine e futuro, lingua di terra e di metafore, di radici e simbolismi, che comprende al contempo la purezza rustica del mondo contadino e le diversità della sperimentazione letteraria, ma anche una sorta di laboratorio linguistico che porta le tradizioni trecentesche in una dimensione del tutto emotiva, al di là del significato stretto della parola stessa. Le musiche di Sfueâi, scritte da entrambi, sono per lo più composizioni inedite ispirate a poesie quali L’Aunar o Cjampanis di Pasolini, Canaa su la puarta della Cantarutti, Elementare di Cappello, Prejere di Giacomini, accanto a rivisitazioni di brani quali Anìn a grìs di Maria Di Gleria, di cui si ricorda una magica interpretazione di Alice. Sabato 3 febbraio alle ore 22, presso Il Pinocchio Jazz di Firenze, con DI VI KAPPA, Il rock duro diventa (jazz) acustico, tra psichedelia, jazz, improvvisazione, avanguardia e, qualche volta, retroguardia… Il trio presenta il nuovo disco “Oxymoron”, un viaggio visionario e improvvisato, fatto di soste malinconiche, di sguardi e di racconti che sfociano in un abbraccio segreto tra i Beatles e i Rolling Stones. Domenica 4 febbraio ore 11.00, presso la Scuola di musica Verdi, in un appuntamento di METJAZZ OFF, nella conferenza L’incontro tra Bach e il jazz: Concorde del Modern Jazz Quartet, per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea, STEFANO ZENNI guida passo passo nell’ascolto di Concorde, capolavoro di John Lewis, magnifico prototipo di fughe jazz. Lunedì 5 febbraio alle ore 21.00, al Teatro Fabbricone va in scena un concerto che indaga La nuova lingua del jazz italiano proponendo due diverse formazioni: la prima, SIMONE GRAZIANO SNAILSPACE è un trio classico che affianca il pianista Simone Grazianocon il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista DAN KINZELMAN espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto GHOST HORSE (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro Per tutta la durata della rassegna, prosegue inoltre la mostra fotografica  NOTE IN CHIAROSCURO  di  Marco Benvenuti , con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.
1
Feb
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Tra venerdì 26 e lunedì 29 gennaio, ad inaugurare la rassegna METJAZZ 2018, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di STEFANO ZENNI, saranno ben quattro concerti, di cui tre a Prato e uno a Firenze. - Venerdì 26 gennaio alle ore 21.00, al Museo del Tessuto, il concerto di apertura figura per la prima volta tra gli appuntamenti di METJAZZ OFF e è affidato a due grandi sassofonisti, MARIO MARZI, primo sax della Scala e ACHILLE SUCCI, uno dei migliori jazzisti italiani. Inseguendo una delle tracce distintive dell’offerta di questa edizione, il loro concerto BACH IN BLACK, coprodotto da Metjazz 2018 con Museo del Tessuto, affronta la grande sfida di far incontrare Bach e il jazz e offre un percorso tra alcune delle composizioni di Bach trascritte per duo di sax o per sax e clarinetto. - Sabato 26 gennaio alle ore 22, presso Il Pinocchio Jazz di Firenze, replicando la felice collaborazione di METJAZZ con il Pinocchio Jazz Club, la sezione “incroci jazz tra Prato e Firenze” propone il quartetto di uno degli sperimentatori più aperti e versatili della scena italiana, il chitarrista genovese ALBERTO CAPPELLI TOROYA. In tema con il sottotitolo di questa edizione di MetJazz, “Lingue oltre i confini”, da sempre interessato ai linguaggi dell’improvvisazione, dopo essersi spinto oltre la tradizione jazzistica, avanguardie comprese, esplorando la lingua del flamenco, la musica indiana, le sonorità elettriche del rock,Cappelli ora torna al primo amore, quello elettrico, ma con consapevolezza nuova e intelligente ironia, frutto e sintesi dei diversi mondi stilistici attraversati, e affacciata su nuovi affascinanti orizzonti con il concerto LA CHITARRA OLTRE I CONFINI DEL JAZZ ELETTRICO. - Domenica 28 gennaio ore 11.00, presso la Scuola di musica Verdi, in un appuntamento di METJAZZ OFF realizzato da METJAZZ 2018 con la Scuola di musica Verdi, lo scrittore ALESSANDRO AGOSTINELLI leggerà pagine del suo romanzo BENEDETTI DA PARKER, dando voce alla storia di Dean Benedetti, il livornese fanatico di Charlie Parker che dopo la guerra registrò dal vivo decine di assoli del sassofonista. Ad accompagnarlo ci saranno due musicisti livornesi, ANDREA E NINO PELLEGRINI. - Lunedì 29 gennaio ore 21.00, al Teatro Metastasio Il primo grande concerto di METJAZZ 2018, coprodotto da Metjazz e Musicus Concentus, esplora le FRONTIERE DEL JAZZ CONTEMPORANEO e, affidato a uno dei nuovi astri della tromba jazz e al suo quintetto, JONATHAN FINLAYSON & SICILIAN DEFENSE (assieme a Finlayson, la chitarra di Miles Okazaki, il pianoforte di Andy Milne, il contrabbasso di John Hébert, la batteria e le percussioni di Craig Weinrib) propone un repertorio ispirato a Steve Coleman e al gioco degli scacchi (la “difesa siciliana” è una mossa degli scacchi inventata nel XVI secolo), fatto di una musica melodica e astratta al tempo stesso, in bilico tra ispirazioni ritmiche africane, contrappunto contemporaneo e un senso della forma rigoroso e limpido. A corredare la rassegna, dal 26 gennaio al 23 febbraio nel foyer del Metastasio sarà allestita la mostra fotografica NOTE IN CHIAROSCURO di Marco Benvenuti, con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.
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Gen
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Esce oggi, lunedì 8 gennaio 2018, per l’etichetta Improvvisatore Involontario il disco Trio Galactus, di Giorgio Casadei (chitarra elettrica, chitarra-basso doppio manico), Alessio Alberghini (sax baritono, sax contralto, flauto) e Simone Pederzoli (trombone). Si tratta della prima uscita per il trio. I brani, tutti originali, composti e arrangiati da Giorgio Casadei, sono ispirati alle figure dei supereroi a fumetti del mondo Marvel come Iron Man, Capitan America, La Vedova Nera, Spider-Woman e gli X-Men. Le composizioni traggono spunto dalle avventure, ma ancora di più dalla complessità psicologica e dalle loro contraddizioni di esseri umani e di supereroi. Questo progetto viene pubblicato, in edizione limitata, con un cofanetto da collezione che, oltre al cd, contiene 13 cartoline d’autore che accompagnano le rispettive composizioni. Infatti, ospiti del progetto discografico sono 13 artisti (pittori, grafici, disegnatori) che hanno generosamente concesso l’utilizzo di una delle loro opere in abbinamento alla musica. Si tratta di Massimo Bonfatti, Andrea Chiesi, Anna Armellino, Simone Fazio, Pier Lanzillotta, Raffaella Tròiero, Denis Riva, Irene Prendin, Simone Cortesi, Alessia Travaglini, Carlo S. Tedeschi, Marino Neri, Beatrice Pucci. Per ogni brano è stata accuratamente scelta un’opera che potesse creare un collegamento evocativo tra il titolo del brano, la musica e il mondo delle immagini. Quella del Trio Galactus è una musica inedita, a volte turbolenta, a volte riflessiva, sempre alla ricerca di un equilibrio tra composizione e improvvisazione, tra spirito di ricerca e piacere dell’ascolto. L’uso di tempi dispari, di strutture a volte molto articolate, dell’improvvisazione nelle sue varie declinazioni sono tutti elementi che contraddistinguono il repertorio del progetto, vero e proprio laboratorio di alchimie timbriche per le sonorità sprigionate dal trombone, dai saxofoni (baritono e contralto), dal flauto e dalla chitarra elettrica. Il disco è acquistabile da oggi, lunedì 8 gennaio 2018, in formato digitale, sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/68/trio-galactus e in formato fisico su Jazzos https://www.jazzos.com/detail0.php?prod=II0053 Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Pagina Facebook Trio Galactus https://www.facebook.com/triogalactus Soundcloud https://soundcloud.com/trio-galactus-969167579 galactustrio@gmail.com Giorgio Casadei: (chitarrista, compositore, , arrangiatore, didatta e disegnatore) nasce a Rimini il 18 dicembre 1962. Si diploma al liceo artistico. Nel 1990 si laurea al D.A.M.S, col massimo dei voti, presentando la tesi intitolata: "Interferenze tra culture musicali. Il ruolo dell'improvvisazione". E’ artisticamente attivo dall’inizio degli anni ‘80. In campo musicale si è espresso attraverso la chitarra, il pianoforte, la composizione, l'arrangiamento e svariate tecniche d'improvvisazione, spaziando spesso tra vari mondi musicali. I principali progetti cui ha dato vita sono: Rimini Beach Party, Ella Guru, Trio Magneto, Musica nel Buio, Orchestra Spaziale, Sonic Uke Orchestra, Trio Galactus. Ha collaborato con svariati musicisti tra cui Massimo Semprini, Ivan Valentini, Stefano Zorzanello, Enrico Merlin, Vincenzo Vasi, Alessandro Lamborghini, Tony Coe, Chris Cutler, Uri Caine, Enzo Favata, Luigi “Lullo” Mosso, Marco Dalpane, Tiziano Popoli, Stefano Scodanibbio, partecipando a festival e rassegne in Italia e all'estero. Ha composto ed eseguito musiche per il cinema muto su commissione della Cineteca di Bologna. Compone musica da film, collaborando con i registi Paolo Fazzini, Marco Cruciani, per il quale ha realizzato le musiche di Tutti tu (2005) e Di colore vagabondo (2006)  e con Marco Bertozzi, con il quale lavora dal 2008 e ha realizzato le musiche per i seguenti film: Predappio in luce (2008), Rifugiati a Cinecitta' (2011) e Cinema grattacielo (2017). Collabora attivamente con lo scrittore Ermanno Cavazzoni nella sonorizzazione di letture dal vivo e spettacoli; nel 2013 ha realizzato insieme a Vincenzo Vasi la colonna sonora del film Vacanze al mare. Realizza performance di carattere multimediale insieme a pittori e artisti come Andrea Chiesi, per il quale ha commentato con musiche dal vivo alcuni suoi dipinti ad olio e ha composto la colonna sonora del video “Il rumore e il nero”, filmato con le opere realizzate dal pittore dal 2002 al 2011, e Marino Neri, con il quale nel 2017 il Trio Galactus ha collaborato in un dialogo dal vivo tra musica e disegno. Sempre nel 2017 con il progetto della Sonic Uke Orchestra  realizza alcune sonorizzazioni dal vivo di film di animazione di Beatrice Pucci, Alessia Travaglini e l'Associazione  OTTOmani. Affianca alle attività artistiche la didattica musicale, insegnando chitarra, sviluppando progetti per le scuole, tenendo corsi di musica d’insieme e laboratori dedicati all’arrangiamento. E' operatore e responsabile della Fonoteca del Comune di Nonantola, per la quale organizza anche, in veste di direttore artistico,  Salto nel suono, rassegna di ascolti guidati, incontri concerti e conferenze. Alessio Alberghini: nato a Cento nel 1974, si diploma brillantemente in Flauto Traverso presso il conservatorio  “G.B.Martini” di Bologna. Dopo aver partecipato a vari seminari d’approfondimento sulla didattica e sulla musica moderna flautistica, avvia un’intensa attività concertistica come solista e camerista. In seguito decide di intraprendere anche gli studi di saxofono, partecipa al “Sax Master Class” con il M° Claude Delangle e nel 2002 si diploma a pieni voti sotto la guida del M° Daniele Faziani. Avvicinatosi sempre più al repertorio jazzistico, segue corsi di improvvisazione col M° Ivan Valentini e col M° Haddy Handerson; inoltre frequenta il corso di specializzazione in “Musica Jazz” col M° Tomaso Lama presso il Conservatorio “G.B.Martini” di Bologna. Nel luglio 2004 frequenta l’alto corso di specializzazione della Berklee School diretto da Larry Monroe, Giovanni Tommaso e Roger Brown all’interno della rassegna Umbria Jazz, vincendo la prestigiosa borsa di studio. Intensa è la sua attività concertistica come polistrumentista in diversi ensemble toccando repertori che spaziano dal classico al jazz, dal musical al rock, in cartelloni come “Angelica Festival”,“Clusone Jazz”, “B--‐Jazz”, “Non Sole Jazz”, “Trentino Jazz”, “Isole che parlano”, “Salto nel Suono”, Comacchio Jazz, per citarne alcuni. All’attivo ha diverse incisioni discografiche, in particolare con il M° Andrea Centazzo, con il M° Davide Masarati per il quale ha inciso colonne sonore per Mediaset col M° Sandro Comini e con il premio Oscar Nicola Piovani. Recentemente è stato invitato dal direttore d’orchestra Gillian Anderson per una collaborazione con l’organista americano Keith Reas in tournée europea, col quale ha suonato repertorio contemporaneo per organo e flauto. Nell’anno 2010 ha suonato come primo sax con l’orchestra del Comunale di Bologna in occasione dell’allestimento del musical “Il bacio della donna ragno” diretto dal M° Squarzina. Insieme a Tiziano Zanotti e Fabrizio Puglisi e Claudio Trotta hanno formato il gruppo “Psaico Bop”, col quale incidono per l’etichetta “Echoes” e BE1TWO. Ha collaborato con il sassofonista americano “Sabir Mateen” col quale ha suonato presso A38ship di Budapest, e il “Free jazz festival” di Praga. A fianco del chitarrista compositore Giorgio Casadei ed il trombonista Simone Pederzoli, nasce il gruppo “Galactus”. Ha collaborato attivamente con il chitarrista docente del Berklee Boston college “Garrison Fewell”, con il quale nasce un duo sax e chitarra, dando vita ad un CD intitolato “Inverso”. Incide per la “Floating Forest”, etichetta discografica che si dedica alla musica d’avanguardia, e recentemente è nata la collaborazione con la “a Simple Lunch”, etichetta discografica di Bologna con la quale ha stampato “Oddities”. All’attivo ha tre progetti musicali che lo portano a collaborare insieme ad Andre Massaria e Massimiliano Furia negli “Hapax trio”, con Alberto Coda e Valerio Chetta negli “Opus Funk Trio”, e come leader nel progetto “Oddities” insieme a Samuele Garau, Enrico degli Antoni e Giuseppe Risitano. Inoltre ha preso parte di “Sonata Island” gruppo cameristico capitanato da Emilio Galante, insieme a Giordano Montecchi, Giorgio Casadei, e Simone Pederzoli. A settembre 2016, ha preso parte al Jazz festival di Comacchio al fianco di Paolo Fresu. Recentemente ha intrapreso una collaborazione artistica con masterclass e concerti insieme al batterista americano Bruce Ditmas. Dal 2000 affianca agli impegni concertistici in teatri, festival e club, un’intensa attività didattica come docente di flauto traverso, sassofono e musica d’insieme, e direttore didattico presso la scuola di musica “Fra le Quinte”(Cento, Ferrara)  come presidente. Simone Pederzoli: diplomato a pieni voti al conservatorio statale di musica “E.F.Dall’Abaco” di Verona nell’anno scolastico 1999/2000 in trombone sotto l’insegnamento del M° Lorenzo Rigo. Perfezionando gli studi con il M° Marco Pellacani (primo trombone dell’Orchestra RAI di Roma) Steve Turre e successivamente con il M° Roberto Rossi. Oltre allo studio del trombone ha conseguito la Laurea di primo livello in musica jazz al conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento nell’anno scolastico 2004/05 sotto l’insegnamento del M° Franco D’Andrea. Vanta numerose collaborazioni con artisti nazionali e internazionali nell’ambito jazz e la partecipazione a numerosi festival.    
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Giunta alla XXIII edizione, dal 26 gennaio al 19 febbraio si terrà la rassegna Metjazz 2018, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni. Il programma di quest’anno si presenta più ampio del consueto perché, se da un lato la rassegna, forte delle collaborazioni pratesi con il Museo del Tessuto, la Camerata Strumentale e la Scuola di Musica Verdi, conserva la sua struttura classica proponendo a Prato 6 concerti, 2 conferenze e una mostra fotografica, dall’altro diventa il fulcro di una sorta di festival jazz che, grazie a una coesa sintonia d’intenti con il Musicus Concentus e il Pinocchio Jazz di Firenze, presenta quattro concerti anche nel capoluogo toscano. Due le caratteristiche peculiari delle proposte di Metjazz 2018: la prima è che tutti gli appuntamenti ruotano intorno al tema delle lingue e dei linguaggi del jazz, spaziando dall’inglese al francese, dallo yoruba allo spagnolo, dall’italiano al dialetto friulano; la seconda è che la rassegna intende esplorare i confini porosi tra i linguaggi musicali, ammettendo l’incontro tra jazz e musica classica e spingendosi attraverso i confini del rock elettrico e acustico, l’avanguardia, la world music, l’elettronica, fino ad approdare in altri modi espressivi, come la letteratura e la fotografia. Quattro i grandi eventi pratesi tra Metastasio, Fabbricone e Teatro Politeama Pratese: Il primo concerto, coprodotto da Metjazz e Musicus Concentus, esplora le Frontiere del jazz contemporaneo e, affidato a uno dei nuovi astri della tromba jazz e al suo quintetto, JONATHAN FINLAYSON & SICILIAN DEFENSE (assieme a Finlayson, la chitarra di Miles Okazaki, il pianoforte di Andy Milne, il contrabbasso di John Hébert, la batteria e le percussioni di Craig Weinrib) propone un repertorio ispirato a Steve Coleman e al gioco degli scacchi (la “difesa siciliana” è una mossa degli scacchi inventata nel XVI secolo), fatto di una musica melodica e astratta al tempo stesso, in bilico tra ispirazioni ritmiche africane, contrappunto contemporaneo e un senso della forma rigoroso e limpido (Lunedì 29 gennaio ore 21.00 - Teatro Metastasio). Il secondo concerto indaga La nuova lingua del jazz italiano proponendo due diverse formazioni: la prima, SIMONE GRAZIANO SNAILSPACE è un trio classico che affianca il pianista Simone Graziano con il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista Dan Kinzelman espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto GHOST HORSE (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro (Lunedì 5 febbraio ore 21.00 - Teatro Fabbricone). Il terzo concerto, Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet, coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, è una PRIMA ASSOLUTA che si sviluppa da un progetto del compositore Michele Corcella con lo scopo di esaltare la ricchezza della musica di John Lewis (il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea) e che coinvolge uno dei più grandi pianisti del nostro jazz, Enrico Pieranunzi, cui si affiancano il contrabbasso di Luca Bulgarelli e la batteria di Mauro Beggio (Giovedì 15 febbraio ore 21.00 - Teatro Politeama Pratese). Il quarto appuntamento è quello con la violinista cubana YILIAN CAÑIZARES e il suo quintetto “INVÓCACION” (con la Cañizares sul palco anche il pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo) che, in Una festa cubana, fa della mescolanza di lingue (canta in spagnolo, yoruba e francese) e stili, un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea (Lunedì 19 febbraio ore 21.00 - Teatro Metastasio). Ci saranno poi altri quattro appuntamenti racchiusi tra gli eventi di Metjazz OFF: Per il concerto di apertura, due grandi sassofonisti, il primo sax della Scala e uno dei migliori jazzisti italiani, Mario Marzi e Achille Succi affrontano la grande sfida di far incontrare Bach e il jazz nel concerto Bach in Black, coprodotto da Metjazz 2018 con Museo del Tessuto (Venerdì 26 gennaio ore 21.00, Museo del Tessuto). In un appuntamento realizzato da Metjazz 2018 con la Scuola di musica Verdi, accompagnato da due magnifici musicisti livornesi, Andrea e Nino Pellegrini, lo scrittore Alessandro Agostinelli leggerà pagine del suo romanzo Benedetti da Parker, dando voce alla storia di Dean Benedetti, il livornese fanatico di Charlie Parker che dopo la guerra registrò dal vivo decine di assoli del sassofonista (Domenica 28 gennaio ore 11.00, Scuola di musica Verdi). Con una conferenza esplicativa realizzata in collaborazione con Scuola di musica Verdi, Stefano Zenni analizza L’incontro tra Bach e il jazz e trova nelle fughe jazz scritte da John Lewis in Concorde (1955) l’occasione per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea (Domenica 4 febbraio ore 11.00, Scuola di musica Verdi) Per introdurre il grande concerto del 15 febbraio con una preziosa guida all’ascolto, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze (Giovedì 15 febbraio ore 19.00, Ridotto del Politeama Pratese). Nei giorni della rassegna Metjazz a Prato, a creare una sorta di festival nel festival ci sono poi gli Incroci Jazz, una sorta di festival federativo tra Prato e Firenze frutto della collaborazione con Musicus Concentus e Pinocchio Jazz, con mostre, concerti, conferenze in sala, club, teatri (prezzi ridotti per gli abbonati di Metjazz per i concerti a Firenze). Tra gli appuntamenti fiorentini si segnala: Sabato 27 gennaio ore 22.00, Pinocchio Jazz, Firenze Alberto Capelli Toroya La chitarra oltre i confini del jazz elettrico  Venerdì 2 febbraio ore 21.15, Musicus Concentus, Sala Vanni, Firenze Elsa Martin/Stefano Battaglia - Sfueâi Voce e pianoforte, in lingua friulana Sabato 3 febbraio ore 22.00, Pinocchio Jazz, Firenze Di Vi Kappa Il rock duro diventa (jazz) acustico Venerdì 16 febbraio ore 21.15, Musicus Concentus, Sala Vanni, Firenze Fire! Il supergruppo eccitante e distorto del jazz contemporaneo, dalla Svezia A corredare la rassegna, dal 26 gennaio al 23 febbraio nel foyer del Metastasio sarà allestita la mostra fotografica NOTE IN CHIAROSCURO di Marco Benvenuti, con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz. Il festival è organizzato dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Network Sonoro, Musicus Concentus, Camerata Strumentale “Città di Prato”, Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi, Museo del Tessuto, e Pinocchio Jazz Club di Firenze. ______________________________________________________________ Info Teatro Metastasio - tel 0574 608501 - Cristina Roncucci 0574/24782 (interno 2) - 347 1122817 PREZZI ABBONAMENTO 4 CONCERTI intero > € 60,00 (on-line € 57,00) convenzioni - soci coop - over 65 - abbonati Met/8 e Fab/8 > € 45,00 (on-line € 43,00) gruppi - under 25 > € 36,00 (on-line € 34,00) PREZZI BIGLIETTI METASTASIO E FABBRICONE intero > € 20,00 (on-line € 19,00) convenzioni - soci coop - over 65 - abbonati Met/8 e Fab/8 > € 15,00 (on-line € 14,00) gruppi - under 25 > € 12,00 (on-line € 11,00) PREZZI BIGLIETTI POLITEAMA PRATESE da € 5,00 a € 25,00 presso la biglietteria del Teatro Politeama a partire dal 16 dicembre PREZZI BIGLIETTI CONCERTI METJAZZ OFF Bach in Black € 7,00 posto unico - € 5,00 gruppi / under 25 Benedetti da Parker € 5,00 posto unico - € 4,00 gruppi / under 25 CONFERENZA del 4 febbraio presso la scuola di Musica Verdi, ingresso libero CONFERENZA del 15 febbraio presso il Ridotto del Politeama, ingresso libero INFORMAZIONI E VENDITA È possibile abbonarsi a partire dal 19 dicembre 2017. Chi ha sottoscritto l’abbonamento per la scorsa edizione può confermare la propria poltrona fino al 28 dicembre. I biglietti per i concerti al Metastasio e al Fabbricone e per i concerti MetJazz Off sono in vendita a partire dal 9 gennaio 2018.   BIGLIETTERIA TEATRO METASTASIO via Cairoli 59, Prato - tel. 0574/608501 dal martedì al sabato 9.30/12.30 e 16.00/19.00 Per il periodo della rassegna, la biglietteria sarà aperta anche il lunedì BIGLIETTERIA ON-LINE http://ticka.metastasio.it (sconto di circa il 5%) CIRCUITO BOX OFFICE tel. 055/210804 TABACCHERIA BIGI via Bologna 77, Prato . tel. 0574/462310  
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Dic
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L’etichetta  Improvvisatore Involontario  è felice di annunciare l’uscita di un nuovo disco: si tratta di  “Dissolvenze”  del sassofonista toscano  Giovanni Benvenuti . L’album, che vede la collaborazione di  Katia Moling  alla viola,  Andrea Libero Cito  al violino,  Francesco Pierotti  al contrabbasso e  Andrea Beninati  al violoncello e batteria, è composto da sette tracce tutte scritte e arrangiate da Benvenuti ed eseguite da lui al sax tenore e soprano. “Dissolvenze” è un disco nato dalla volontà di trascrivere in musica le influenze artistiche, musicali ed extramusicali, che il sassofonista di origini toscane ha avuto.  I brani contenuti nell’album, infatti, sono un sapiente mix di stili, che con la giusta scelta degli strumenti, riescono a creare una multiforme atmosfera: gran parte della musica contenuta nell'album è molto vicina a quella classica europea, in particolare a compositori come Ravel ed è eseguita dagli archi. Queste parti sono praticamente prive di improvvisazione e rispecchiano l’amore che Benvenuti ha per la musica classica ed il suo legame con la cultura classica europea. Ci sono però altri brani che, invece, sono più vicini al jazz contemporaneo, gli strumenti cambiano (contrabbasso e batteria) e risentono, invece, all’estrazione jazzistica dell’artista. Non manca, inoltre, qualche accenno al rock, altro amore di Benvenuti. Il titolo “Dissolvenze” è legato al mondo del cinema al quale il sassofonista si è ispirato nella composizione dei brani, in parte perché alcuni potrebbero essere colonne sonore, in parte per il metodo compositivo utilizzato. Invece i titoli sono in parte legati alla letteratura (per esempio “La Montagna” di Thomas Mann) o al mondo dei fumetti. Il disco è acquistabile da oggi,  18 settembre 2017 , in formato digitale, sul sito di  Improvvisatore Involontario  al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/67/dissolvenze-giovanni-benvenuti E presto sarà disponibile anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com http://www.giovannibenvenuti.com/ https://www.facebook.com/giovannibenvenutimusic/?ref=bookmarks https://www.youtube.com/channel/UCS9ApUWW056g66aet37HHbA Giovanni Benvenuti  (sassofonista tenore e soprano) nasce a Siena il 27 giugno 1989 e si diploma con 110 con lode e menzione accademica al conservatorio G.B.Martini di Bologna. Ha suonato nell’ Arbia big band diretta da Klaus Lessmann e nell’orchestra Labyrinto diretta da Roberto Nannetti, col quale ha inciso un disco uscito nel 2013 intitolato “Mi arrangio, suono e canto…” con la partecipazione di Ettore Buonafè, Barbara Casini, Mirco Mariottini e Gilson Silveira e con arrangiamenti di Marcello Faneschi e Roberto Nannetti. Ha frequentato quattro edizioni dei seminari estivi di Siena Jazz. E’ stato ammesso e ha frequentato, ottenendo il diploma, il master internazionale In.Ja.m. (International jazz master in tecniche dell’improvvisazione). Ha partecipato al festival Panama jazz 2010, nell’ambito del quale si è esibito in concerto con un gruppo formato da Luigi di Nunzio, Enrico Morello, Francesco Diodati, Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista, ed ha tenuto come insegnante una masterclass sempre nell’ambito del festival. Con questa formazione si esibisce al teatro dei Rinnovati di Siena, al Baluardo di Modena ed al Torrione jazz club di Ferrara, e successivamente rappresenta la Fondazione Siena Jazz in un meeting col conservatorio di Parigi e la Berklee Con lo stesso quintetto, con l’aggiunta di Achille Succi, si è esibito a Boston ed a New York. A Boston ha seguito lezioni di Danilo Perez, Ben Street ed altri musicisti internazionali all’interno del Berklee college. Ha suonato in concerto con John Taylor; col compositore brasiliano Guinga; con la cantante Barbara Casini; col pianista Danilo Perez. Ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “D’acqua e di sabbia” di Gloria Mugelli e Lorenzo Taccini. Collabora Roberto Spadoni, col quale si è esibito in big band al festival jazz di Comacchio nel 2011 con Marco Tamburini alla tromba. Si esibisce in numerosi Festival Jazz come quello di Terni, di Novara, il Grey Cat. Si esibisce in numerosi club come Torrione di Ferrara, un Tubo di Siena, Cantina Bentivoglio e Spazio in Due di Bologna, Ex Wide di Pisa, Nof di Firenze. Col Gaga quartet ha vinto il concorso T-rumors indetto dalla regione Toscana e nell’estate 2012 il concorso le Murate. Con questa formazione si esibisce in numerose rassegne prestigiose (come il festival del libro di Torino, il Grey Cat festival, il Mei a Faenza etc.) grazie alla collaborazione con Eventi Music Pool, con ospiti come Mirko Guerrini e Giovanni Falzone. Nell’estate del 2012 con il Gaga quartet apre il concerto al quartetto di Dave Holland tenuto nell’anfiteatro romano di Fiesole. Col Gruppo Redsolution incide un disco pubblicato da Irma Records intitolato “Invisible song”con la partecipazione di Humberto Amesquita, Federico Pierantoni, Yuri Goloubev, Germano Zenga e Luca Bortoluzzi. Ai seminari di Siena Jazz 2012 vince una borsa di studio grazie alla quale parteciperà al Iasj jazz meeting 2013 in Danimarca. Vince nell’ambito del festival di Bologna il premio Massimo Mutti, con giuria composta anche dai membri degli Opus Five. Sempre nel festival di Bologna suona sia con un gruppo di studenti selezionati dal conservatorio e diretti dagli Opus Five, sia con la Big band del conservatorio diretta da Massimo Morganti. Suona col Michele Pazzini quartet a San Marino nel Teatro Titano. Collabora con la Natural Revolution Orchestra diretta da Fabio Morgera, all'interno della quale collabora con numerosi musicisti come Dario Cecchini, Claudio Giovagnoli, Stefania Scarinzi, Nico Gori. E’ finalista al concorso Premio Massimo Urbani 2014. E' finalista del concorso Chicco Bettinardi 2015 nella categoria solisti. Tramite il conservatorio di Bologna ha la possibilità di seguire un seminario con John Taylor e Diana Torto. Registra un disco di sua musica originale in coproduzione con la Emme produzioni musicali dal titolo “Che fine ha fatto il signor Bowman”, con i musicisti Simone Graziano, Francesco Pierotti e Andrea Grillini, pubblicato nel mese di aprile 2015. Con questa formazione suona in numerose rassegne e festival come il Torrione jazz club, il festival jazz di Tarquinia, il festival jazz di Farfa, il teatro della Cittadella a Civitavecchia. Partecipa ad piccolo tour di tre concerti organizzati dall'Ismez (dentro i conservatori Santa Cecilia a Roma, G.B. Martini di Bologna e quello di Rovigo) insieme a musicisti come Salvatore Maiore e Diana Torto. Si esibisce con la Fragile Orchestra nell'ambito del festival Novementis a Modena. Si esibisce col Fuel Quartet in numerosi festival come Jazz on the Corner ad Arezzo, Fano Jazz festival, Fara Jazz festival. Con il duo StepTwo incide un disco, intitolato Binari, pubblicato dalla Abeatrecords. Con questa formazione si qualifica terzo al concorso del Festival Nazionale dei conservatori 2016 tenutosi a Frosinone. Collabora stabilmente con Francesco Cusa nell’ambito del gruppo Francesco Cusa & The Assassins. Con gli Assassins pubblica il disco Live a Collescipoli in allegato alla rivista Jazzit per l’etichetta Alfa Music. Pubblica per El Gallo Rojorecords il disco “Kind of Mosch” contenente composizioni di Riccardo la Foresta, formazione con la quale suona in numerose rassegne quali il Blue Noise di Reggio Emilia. Incide l’album di Elisa Mini “Beyond the Line” pubblicato per Nadir Music e suona in concerto con questo progetto alla Sala del Rosso di Firenze. Grazie all’associazione Ismazonlus partecipa ad un tour (comprendente anche la Casa del Jazz di Roma) con Diana Torto e Stefano Battaglia. Registra il disco della formazione Question Market per la Emme records. Ha collaborato con la cantante australiana Tamara Kuldin.
19
Set
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In collaborazione con
ACCADEMIA D'ARTE
DI PISA
AnimaJazz”, e “Blues Fires” vanno in onda su Punto Radio, 91.6 Mhz e 91.1 Mhz e sono ascoltabili via web su www.puntoradio.fm negli orari:
ANIMAJAZZ”: il martedì dalle 20:30 alle 21:25;
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