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AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale; “DUBIDUBIDU': FESTIVAL RADIOFONICO DELLE VOCI JAZZ ITALIANE”. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della MUSICA JAZZ QUALE ALTA FORMA D'ARTE E DI COMUNICAZIONE. Animajazz è ascoltabile anche via WEB collegandosi negli orari di programmazione a questo sito ed a www.puntoradio.fm.

Comparison DAL 2 al 10 agosto Organizzazione – Associazione Volterra Jazz Direzione Artistica - Giulio Stracciati 25 anni di Jazz. Ne è passato di tempo da quel lontano 1992 in cui ufficialmente l'Associazione Volterra Jazz si costitì con una decina di soci fondatori, anche se le origini sicuramente ci riportano al 1957 quando nella rivista “Musica Jazz” a pagina 37, nel Notiziario della Federazione Italiana del Jazz si legge “ Volterra (PI) - Ha aderito alla FIDJ il Club Amici del Jazz di Volterra”. Ad un anno di distanza, nel 1993 nacque così il Festival Volterra Jazz che compie quest'anno il suo ventiquattresimo compleanno. Da quel lontano 1993 è stato un susseguirsi di musicisti alcuni giovanissimi al tempo, diventati poi giganti del jazz, italiani e internazionali: Boltro, Cafiso, Cisi, Giuliani, Bosso, Fasoli, Ghiglioni, Bollani, Condorelli, Leveratto, Tamburini, Tessarollo, Negri, Cantini, Stracciati, Mariottini, Fabbrini, Bigliazzi, Corsi, Giachero, Tavolazzi, Rava, Gaslini, Fresu e tra i musicisti stranieri, Richard Galliano, George Cables, Terence Blanchard, Freddie Hubbard, Rachel Gould, Mike Stern, Charlie Mariano, Jim Snidero, Nir Felder, Glenn Ferris, solo per citarne alcuni. A distanza di ventiquattro anni il Festival Volterra Jazz non ha perso la sua principale aspirazione: ricerca del significato della parola “jazz” che si modella, si contamina e si evolve, ma non muore mai. Ed è per questo motivo che anche nell'edizione del 2017 si darà ancora una volta spazio ai giovani emergenti sia stranieri che italiani. Volterra Jazz ha il piacere di ospitare: il sassofonista Jerome Sabbagh, francese, trasferitosi nel 1995 a New York, una delle nuove promesse del jazz proveniente direttamente dalla fucina newyorkese in cui il jazz si incontra con il rock e con il pop per dare vita a nuovi colori, a nuovi sapori. Stefano Battaglia e Stefano Onorati, due pianisti d'eccezione. Perchè anche il jazz italiano ha una propria forza, più legata al jazz classico, più introspettiva e il Festival Volterra Jazz vuole in qualche modo metterla a confronto con quella d'oltreoceano; accreditato pianista a livello internazionale il primo; in fase crescente e di cui sentiremo sicuramente parlare nei prossi anni, il secondo. Come spesso si fa nel jazz, abbiamo voluto giocare sull'improvvisazione e ai due pianisti abbiamo voluto affiancare due nostre conoscenze, Mirco Mariottini ai clarinetti e Giulio Stracciati alla chitarra: un mix esplosivo! Il Festival si conclude in bellezza ospitando sul palco Daniele Malvisi, musicista attento e aperto a vari stili e generi musicali come ad esempio la musica etnica, la jazz-fusion e la musica classica. La ricerca e il confronto accompagneranno quest'anno non solo la musica, ma anche l'arte pittorica. Ali Hassoun, artista libanese, dal 1982 in Italia oggi vive e lavora a Milano. L’artista con la sua mostra dal titolo Crossover, sarà a Volterra dal 3/8 al 10/8 nelle Logge di Palazzo Pretorio. Si fa interprete di culture diverse ma confrontabili, che convivono nello spazio perfettamente orchestrato delle sue tele coloratissime. I personaggi di un Islam o di un’Africa tanto vissuta quanto favolosa e immaginata, nelle sue composizioni sono tutti catturati in un gioco di citazioni colte e di rimandi indiretti tra figura e sfondo.Il tema più evidente fra quelli che emergono nella sua ricerca pittorica è relativo al viaggio, strumento per esplorare esperienze e visioni eterogenee. Invece del concetto di “scontro di civiltà”, semplificazione pericolosa e tuttavia molto diffusa oggi in Occidente, Hassoun propone un’idea di “umanità come qualità universale e comune fra tutti i popoli, fondata su una spiritualità originaria che precede le diversificazioni religiose e politiche. 2 AGOSTO – VOLTERRA JEROME SABBAGH QUARTET Jerome Sabbagh – sax Giulio Stracciati – chitarra Matteo Addabbo – organo hammond Giovanni Paolo Liguori – batteria 03 AGOSTO – 10 AGOSTO - VOLTERRA ALI HASSOUN CROSSOVER – MOSTRA DI PITTURA LOGGE DI PALAZZO PRETORIO 4 AGOSTO – VOLTERRA STEFANO BATTAGLIA & MIRCO MARIOTTINI IN CONCERTO Stefano Battaglia – piano Mirco Mariottini – clarinetti 5 AGOSTO – VOLTERRA STEFANO ONORATI & GIULIO STRACCIATI IN CONCERTO Stefano Onorati – piano Giulio Stracciati – chitarra 9 AGOSTO – VOLTERRA DANIELE MALVISI SEXTET
18
Lug
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Partendo dai quarantanove anni della mia esperienza artistica professionale nell'ambito delle Arti Figurative, che mi ha visto partire da una rigorosa e solida formazione classica, per poi vedermi sempre dedito alla sperimentazione ed alla ricerca, passando dalla “Nuova Figurazione” al “New Pop”, dal “New Dada” all'astrazione, all'arte povera ed alle istallazioni , per poi passare dalla “Poesia Visiva”, alla “Copy Art” ed approdare poi, dal 1994, alla “Computer Art”, oggi stò prendendo atto di un nuovo movimento, che grazie alla mia parallela attività critica in ambito musicale, nei settori del Jazz e del Blues, stò avvertendo come misteriosamente ma anche chiaramente interdisciplinare, vissuta da più artisti, contemporaneamente, senza averne coscienza collettiva. Nelle due ultime puntate di "Blues Fires" e di "Animajazz" ho accennato (molto brevemente, per oggettiva esigenza di dare spazio alla musica) proprio al fatto "misterioso" che in questi ultimi due anni stà accomunando alcuni artisti di Arti Figurative, di Jazz e di Blues che solitamente hanno interpretato e vissuto gran parte della propria attività professionale negli ambiti della "ricerca", della “sperimentazione” e della cosiddetta "avanguardia". Ciò che accomuna le esperienze di questi artisti è il piacere/bisogno di "riscoprire le "origini", di rivivere (chiaramente con la maturità e la coscienza esperienziale vissute negli ambiti di ricerca) con rinnovato entusiasmo, con sincero piacere, divertimento e giocosità, quelle aree e quelle esperienze artistiche dalle quali sono partiti. Nel caso di noi artisti figurativi, dal disegno e dalla figurazione, mentre per i musicisti Jazz e Blues una ripartenza generica dagli inizi del '900. Ed interessandomi anche di spiritualità, di crescita interiore, ma anche di psicologia, mi sono permesso di tentare una chiave di lettura di questo movimento/azione comportamentale, che ho ravvisato in una sorta di impellente "bisogno di far chiarezza", di ritrovare punti di riferimento solidi (che evidentemente non vengono ravvisati nella proposta contemporanea) e che furono quelli dei nostri inizi, quelli che ci fecero "innamorare", fantasticare, sognare, credere in un possibile percorso di vita, che poi abbiamo intrapreso con entusiasmo e passione. Ecco...sembra che alcuni di noi, nello stesso periodo storico ed in modo interdisciplinare, stiano sentendo proprio questo piacere del recupero del "da dove vengo", del "come, dove e perchè nacque il mio amore per...". Un'operazione di “centratura su se stessi”, di analisi profonda del nostro essere, anche in relazione al nostro fare. E questo nuovo operare si rivela azione sincera e liberatoria, vissuta con la massima “leggerezza” ma anche con la nostra solita massima serietà professionale, alla riscoperta di quel piacere che fù dei primi anni della scoperta del nostro primo amore per le Arti. Un atto anche "coraggioso" perchè molti "compagni d'avventura" che hanno condiviso con noi decenni di sperimentazione e di ricerca possono considerare questo nostro recupero come un "ritorno indietro" o peggio come un tentativo disperato di rendere più commerciale la nostra produzione artistica. Ed invece è un fatto straordinario ed epocale che alcuni noi, proprio negli stessi anni dello stesso periodo storico, stiano sentendo questo piacere/bisogno di recuperare le proprie origini, per fare chiarezza in se stessi e manifestare ancora una volta la sincerità del proprio percorso, mai viziato dal business, ma sempre vissuto in funzione dell'emozione, della congiunzione sincera e scoperta tra il proprio essere ed il proprio fare. E se io, dopo 23 anni di Computer Art ho sentito il piacere/bisogno di recuperare la sensualità del segno, e della pennellata con gli strumenti di base del nostro mestiere, così stò verificando che anche nel mondo del Jazz e del Blues, diversi artisti con esperienze avanzate alle spalle stiano avvertendo questo stesso bisogno/piacere (chiaramente rapportato ai loro strumenti ed al loro bagaglio di riferimenti artistici), contemporaneamente e con similari caratteristiche emozionali e di bisogno esistenziale. Non sono mai stato interessato a creare “movimenti artistici”, magari giusto per vantarsi di aver aver avuto per primi certe intuizioni culturali ed artistiche, ed essere ricordati nel tempo, ma questo contemporaneo ed interdisciplinare comportamento potrebbe essere davvero considerato come una sorta di nuovo "movimento artistico interdisciplinare" basato sul recupero del nostro "io artistico primordiale, giovanile", quell'identità entusiasta che ha vissuto il "primo amore" e che oggi, dopo decenni di percorsi infiniti, si manifesta per fare “pulizia interiore” con l'urgenza di recuperare un'insostituibile verità. Per azzerare e ripartire con un profondo, maggiore ascolto di se stessi, per vivere pienamente ciò che ci fa star bene sinceramente, sgombri da sovrastrutture culturali o pseudoculturali, e liberi da imbrigliamenti di “appartenenza intellettuale”, spesso manifestata in modo anche settario, nell'ottica di un recupero di quel sano, meraviglioso entusiasmo dell'essere e del fare che è specchio dell'amore per la vita. Bruno Pollacci “Animajazz” - Blues Fires”
29
Giu
animajazz::notizie
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Una serata gradevole, all'insegna della migliore “leggerezza”, quella che i “Fratelli Marelli” hanno fatto vivere venerdi sera al pubblico del “Villa Reale Festival”, nell'affascinante contesto storico e naturalistico della Villa Reale di Marlia, alle porte di Lucca. La simpatia, la giocosità e l'ironia di Lorenzo Lucci (voce, chitarra e tromba vocale), Francesco Giorgi (voce, violino, mandolino e arrangiamenti) e Pedro Judkowski (voce e contrabbasso) hanno saputo stimolare e coinvolgere una platea decisamente entusiasta, che ha lungamente applaudito questa band che pur presentandosi genericamente all'insegna dello “Swing”, ha saputo spaziare con originalità dal Charleston allo Swing Italiano, per poi passare dai miti della canzone italiana degli anni '50 e '60, fino alla contemporaneità delle loro composizioni originali, e sempre con scioltezza, freschezza interpretativa e “legando” il tutto con le corde vibranti e gioiose della propria identità artistica, tra Swing e Rock'n'Roll. I riferimenti interpretativi hanno spaziato da certe mitiche composizioni di Nicola Arigliano, Fred Buscaglione e Renato Carosone, (autori che lo Swing lo hanno vissuto da protagonisti assoluti, personalizzandolo con proprie decise colorazioni nell'immediato dopoguerra e riuscendo poi a cavalcare intere generazioni rimanendo fresche e briosamente attuali) fino a recuperare le atmosfere di uno dei re dei night come Fred Bongusto ed un mito nostrano, ma divenuto ben presto mondiale come Domenico Modugno, creando una sorta di percorso mnemonico ed emozionale capace, seppur nell'ottica di un'estrema sintesi, di evidenziare la bellezza e la varietà poetica ed espressiva di certo patrimonio musicale italiano e facendoci riscoprire un DNA ancora pienamente vibrante e caldo in ognuno di noi. Ma le qualità e le potenzialità dei “Fratelli Marelli” non si esauriscono certo nell'abilità interpretativa e nelle felici intuizioni d'arrangiamento esibite da Francesco Giorgi, in quanto abbiamo potuto godere anche della pulsante e leggera freschezza delle composizioni originali, intrise di un particolare e personale carattere dal sapore “Jive cantautoriale” che ci ha saputo convincere con testi ironici e con tensioni ritmiche coinvolgenti. Le performances tecniche, seppur con punte avvincenti, hanno anche mostrato qualche fuori tempo ed alcune stonature, ma nel contesto dell'esplosiva energia spontanea ed a tratti deliberatamente “goliardica” e non certo seriosa e celebrativa, non hanno intaccato più di tanto, lasciando comunque emergere una prestazione dai profumi caldi e vitali, pulsanti di passione e di voglia di far buona musica divertendosi e con il sorriso sulle labbra e nel cuore, con la coscienza che si può anche giocare citando i grandi, mantenendoli ancora vivi e rinnovandone le emozioni d'ascolto. In definitiva un concerto che rappresenta un ulteriore risultato positivo per questo “Villa Reale Festival” che fino ad ora ha saputo offrire un “menù” artistico dai sapori più vari e dai profumi avvolgenti, con progetti interessanti e sempre all'insegna della qualità. Bruno Pollacci “Animajazz”
17
Giu
animajazz::notizie
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Domenica 18 giugno alle ore 21:00 presso il Teatro dei Differenti di Barga si terrà un concerto a scopo benefico dedicato a Mauro Malatesta. Trombonista storico della Barga Jazz Big Band, insegnante della classe di Tromba e Trombone dell'Istituto Musicale "L. Boccherini" di Lucca dove ha insegnato per ben 27 anni, Malatesta è venuto a mancare oramai 11 anni fa il 16 Giugno 2006 a soli 51 anni. Mauro Malatesta è nato e ha studiato a Firenze, successivamente si è perfezionato a New York con Larry Witmer. Nell'ambito della sua intensa attività solistica, cameristica, didattica e orchestrale sono da ricordare i concerti di musica da camera tenuti con il " Musicus Concentus " (trasmessi dal primo programma Rai), Master Class col laboratorio di Alessandria e le collaborazioni nazionali e internazionali, in qualita' di primo trombone, con l'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Internazionale d'Italia, Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli, Orchestra Regionale Toscana. Diplomato anche in composizione ha alternato alla sua principale attività, la musica classica, arrangiamenti e esecuzioni discografiche nel mondo della musica leggera e jazz. Dal 1978 è stato docente della cattedra di Tromba e Trombone presso l'istituto musicale Luigi Boccherini di Lucca. Strettissimo anche il suo legame con Barga e con Giancarlo Rizzardi nella cui orchestra aveva iniziato a suonare da professionista nei primi anni '70. Il concerto di domenica è stato fortemente voluto dai suoi allievi, molti dei quali oggi affermati professionisti del mondo della musica classica e del jazz. Nel corso della serata si alterneranno vari ensemble di ottoni a cui parteciperanno tra gli altri Andrea Guzzoletti, Andrea Tofanelli, Claudio Rossi, Stefano Benedetti, Silvio Bernardi. Andrea Dell'Ira, Marcello Angeli, Marco Bartalini, Alessio Bianchi, Battista Ceragioli. Introdurrà la serata il Prof. Renzo Cresti per molti anni collega ed amico di Malatesta. In chiusura si esibirà la BargaJazz Big Band, formazione in cui Mauro ha militato per oltre 20 anni. L'ingresso è a offerta ed il ricavato sarà devoluto all'associazione Misericordia del Barghigiano. Per informazioni e prenotazioni: www.barganews.com – info@bargajazz.it – Tel. 0583 723860
15
Giu
animajazz::notizie
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I ritmi della World Music e dell’Afro Jazz dell’Ivan Mazuze Quartet aprono la 15esima edizione dell'International Academy of Music Festival (IAM). L'appuntamento con l'ormai consueto prologo jazz del festival è venerdì 23 giugno dalle 21,30 a Castelnuovo Garfagnana (LU). L'Ivan Mazuze Quartet ruota intorno al pluripremiato sassofonista e compositore, Ivan Mazuze, originario del Mozambico, che vive in Norvegia, dove lavora collaborando a vari progetti tra il jazz, il folk e la musica tradizionale. Le sue composizioni si ispirano anche alla musica tradizionale Africana con il risultato di un sound inconfondibile, una delle migliori espressioni attuali del world jazz. Sul palco insieme a lui, Bjørn Vidar Solli alla chitarra elettrica, Isildo Novela al basso e Raciel Torres alla batteria. A seguire, DJ Set a cura di Inside club con Nameless e Davide Pozzi. L'appuntamento successivo con il jazz è sabato 8 luglio, alle 21, a Borgo Romiti di Fabbriche di Vergemoli (Lu), con il concerto “Con Alma” con Simona Parrinello (voce), Gianluca Di Ienno (piano acustico e fender), Marco Micheli (chitarra basso) e Alessandro Rossi (batteria). “Con Alma” prende ispirazione da alcune figure di riferimento della storia della musica jazz, prime fra tutte Duke Ellington e Billy Strayhorn. In stretto legame con la tradizione africana e la musica afro-americana, si fa spazio la volontà di celebrare il forte rapporto fra composizione e poetica in un racconto intenso, dinamico, evocativo, ma fortemente contemporaneo, la cui forza descrittiva risiede soprattutto nella relazione voce-testo-musica. I due appuntamenti sono a ingresso libero. Il Festival IAM si svolge dal 23 giugno al 9 luglio con un cartellone di numerosi concerti di musica da camera. Info: www.iamitalia.com
13
Giu
annabenedetto::notizie
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Dopo la prima settimana jazz inaugurata con il grande trombettista Flavio Boltro, sul palco del Villa Reale Festival, la rassegna trasversale di musica, teatro, performance acrobatiche e piccole degustazioni km0 organizzata da Ecoeventi e Villa Reale di Marlia, a Capannori, Lucca (fino al 2 luglio), il 16 giugno arriva il vero Rock’n’Swing Italiano con i Fratelli Marelli. Voci note al grande pubblico, grazie anche alla loro partecipazione in programmi come Rosa dei Venti su Raiuno e Meno mal che c’è Radio Due condotta da Nino Frassica e Simone Cristicchi, i Fratelli Marelli sono senza ombra di dubbio i portabandiera del nuovo Rock’n’Swing Italiano. Non tutti sanno che il gruppo originario nasce a Bologna nel 2004 dall’incontro di tre musicisti pronipoti diretti di alcuni orchestrali dell’Orchestrina jazz “Tumbuctu” famosa in Italia durante gli anni ’30 e poi scioltasi con l’arrivo della guerra, con la voglia di recuperare musiche, atmosfere e voglia di divertire il pubblico. Al Villa Reale Festival si potranno gustare sincopate melodie di cori a tre voci, mirabolanti assoli di violino, indiavolati ritmi di chitarra e saporite note di contrabbasso che trascineranno il pubblico non in un viaggio a ritroso nel tempo ma bensì in uno spettacolo di irrefrenabile e moderno swing. La scaletta dello spettacolo è incentrata su brani composti dalla fine degli anni '50 a metà degli anni '60 del novecento. Un periodo storico immortalato nel film “La Dolce Vita” di Federico Fellini. Nelle canzoni il Jazz si mischia allo Swing e la musica risente maggiormente dello stile americano. In questi anni le stelle della canzone italiana sono Bruno Martino, Carosone, Fred Buscaglione, Peppino di Capri, i Flippers e Edoardo Vianello. “Fin da subito si delinea nella nostra attività il carattere della ricerca di un suono e di uno stile personale attraverso la reinterpretazione e l’arrangiamento del repertorio dei nostri nonni che abbiamo potuto reperire attraverso ricordi e documenti di famiglia – spiegano i Fratelli Marelli - Il nostro stile di riproposta è principalmente un modo per congiungerci idealmente all’attività dei nostri nonni, bruscamente interrotta dall’arrivo della guerra. Tutto il lavoro svolto in questi anni si basa su precise intenzioni: restituire al pubblico il piacere di assistere ad uno spettacolo. Le musiche sono elaborate e arrangiate in maniera particolarmente invitante e gli assoli più che a sbalordire tendono piuttosto a carezzare piacevolmente chi ascolta. Quindi, da qua, la necessità di fare della musica veramente “leggera” da ogni punto di vista. Lo studio della musica classica e del jazz tradizionale ci aiuta in questa difficile conquista: arrivare a far capire forme complesse attraverso la semplicità dell’idea. Questo pensiamo possa descrivere al meglio il lavoro del Trio nato per far divertire”. Sul palco: Lorenzo Lucci, voce, chitarra, ukulele, vocal trumpet; Francesco Giorgi, voce, violino, diamonica, mandolino,  e arrangiamenti; Pedro Judkowski, voce e contrabbasso. Il concerto comincerà alle ore 21.15 ma la serata del Villa Reale Festival, per chi vuole, comincia presto. Il biglietto, infatti, al costo di 25 euro, comprende la visita completa al Parco della Villa con il Giardino dei Limoni, il lago, il Teatro di Verzura, la grotta di Pan, i Giardini spagnolo e italiano, la Piscina anni ‘20 (visita a partire dalle ore 18.00 ma su richiesta anche prima o recuperabile in un altro giorno), un piccolo aperitivo km0 e lo spettacolo serale. I posti sono limitatissimi, solo 150 per quest’anno, per vivere questa esperienza unica. Le prenotazioni per tutti gli spettacoli sono attive sul sito ufficiale villarealefestival.it oppure alla biglietteria di Villa Reale a Marlia (orario 10.00-18.00) e presso gli uffici di Itinera Lucca in Piazzale Verdi a Lucca.
13
Giu
animajazz::notizie
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Adnan Joubran, Kardemimmit, Volosi, Andhira e Carmen Souza. Per comodità riuniti sotto l’etichetta “world music”, la cui musica è portatrice di tradizioni, folklore, spiritualità ed etnie diverse, ecco gli artisti internazionali che coloreranno di musica l’estate italiana dal 7 luglio al 12 agosto 2017. A partire da Adnan Joubran, uno dei musicisti più innovativi del mondo arabo secondo il “The Guardian”, nonché fondatore del primo trio oud del mondo, il cui tour europeo farà tappa unica in Italia il 7 luglio 2017 all’Udin&Jazz Festival. Si prosegue con le finlandesi Kardemimmit, gruppo al femminile che canta e suona sul kantele, strumento tradizionale finnico di rara bellezza, e che sarà il 14 luglio a Trento per Itinerari Folk Festival e il 15 luglio a Lonigo (Chiesa di San Daniele). Altra tappa unica, il 18 luglio a Ziano Piacentino per il Val Tidone Music Festival, quella del quintetto d’archi Volosi, uno dei più importanti ensemble della musica polacca contemporanea. Due invece le date dell’ensemble sardo Andhira: il 28 luglio a Trento e il 29 luglio ad Andalo (Itinerari Folk Festival). Chiudono l’estate world music le due date estive di Carmen Souza, affascinante sintesi creola di tutto il soul del mondo, che dopo la tranche primaverile torna in Italia l’11 agosto a Trento (Itinerari Folk Festival) e il 12 agosto a Castelsardo (World Music Festival). ADNAN JOUBRAN Nel 2014 è uscito per Randana / Harmonia Mundi “Borders Behind”, album che segna il debutto da solista di Adnan e del suo progetto live. È il frutto di due anni di lavoro su singole composizioni ed esperimenti, da cui è nata una nuova identità musicale basata sulla musica orientale tradizionale mescolata ad altre culture: indiana, flamenca, jazz e musica classica. In questo progetto, infatti, il virtuosismo di Adnan viene valorizzato da collaborazioni preziose: Prabhu Edouard, che apporta l’essenza dell’India con il suo tocco delicato sulle tablas; Valentin Mussou al violoncello, che aggiunge un tocco jazz e di musica classica; del Cajon e Palmas interpretati da Javier Sanchez, che accentua i ritmi appassionati del flamenco. Infine Adnan ha invitato il leggendario flautista e sassofonista Flamenco, Jorge Pardo, che ha accompagnato Paco De Lucia. Con questa bella serie di diversità musicali, Adnan Joubran vola oltre i confini di culture e tradizioni, perfettamente in linea con lo spirito che ha guidato Udin&Jazz nella scelta del tema conduttore dell’intero Festival: #ethnoshock!, musica senza steccati. KARDEMIMMIT Kardemimmit è un gruppo di quattro giovani donne che cantano e suonano su una rara gemma: il Kantele, strumento nazionale finnico. Accanto al kantele con le sue 15 e 38 corde, grande parte della musica di questo gruppo si costruisce attorno alle melodie celestiali delle loro voci, formate sugli intrecci sonori e vocali della musica tradizionale finnica, scandinava e della musica dell’est, ma rinfrescati dalla loro giovinezza e dal loro desiderio di rinnovamento. Kardemimmit sono nate nel 1999. Il nome di questo gruppo è composto da due parole finniche: kardemumma (la spezia, cardamomo) e mimmit (ragazza di grande personalità) e ha preservato negli anni la sua line up originale con Maija Pokela, Jutta Rahmel, Anna Wegelius e Leeni Wegelius. VOLOSI Il debutto di VOŁOSI, nel 2010 al New Tradition Festival, ha riscosso ogni possibile premio, confermato l’anno successivo con la vittoria al Grand Prix Svetozar Stracina come miglior brano di world music nella categoria “Europa”, nel contest organizzato dalla European Broadcasting Union. Nel 2012 il loro primo album entra nella top 20 della World Charts Europe, e da allora il gruppo è stato costantemente in tour. Il sound di Volosi è unico e fatica a essere inquadrato in un genere specifico. Portando al limite le potenzialità degli strumenti a corda, Volosi supera le radici della musica carpazica a cui si ispira, aggiungendo component di improvvisazione che sconfinano nel jazz e nel rock. ANDHIRA Andhira ha un animo musicale randagio, dal quale prende vita un repertorio mutevole nella forma e nello stile di ogni singolo brano, passando per tradizioni classiche e popolari, labili confini mediterranei, agili profili di sardità e altro ancora. L’organico comprende tre voci femminili, e un pianoforte, occasionalmente a loro si unisce un percussionista. Al loro ultimo album, “Nakitirando”, frutto di un ciclo compositivo caratterizzato da differenti forme d'arte e di ricerca, da incontri e collaborazioni con artisti di diverse provenienze culturali, hanno collaborato Mauro Pagani, Madya Diebate e Alberto Cabiddu, e la mano di alcuni amici autori e coautori come Sergio Pira, Pietro Lorrai e Carlo Antonio Borghi. Il testo di un brano e la presentazione dell'album portano la firma della grande poetessa candidata al Nobel Marcia Theophilo. CARMEN SOUZA David Sylvian ha definito la sua “una musica senza eguali, di rara limpidezza. Il soul del mondo del ventunesimo secolo”. E in effetti nelle vene di Carmen Souza – vincitrice di 2 Grammy di Capo Verde (miglior voce femminile e migliore Morna) – scorre sangue misto, portoghese e capoverdiano, origini che le regalano una voce particolarissima, una delle più interessanti della nuova generazione della cosiddetta world music. Strizzando l’occhio ora a Billie Holiday, ora a Nina Simone e Casara Evoria, quando non a Keith Jarret o Herbie Hancock, la musica di Carmen Souza nasce da un mix di nazionalità e ambienti cosmopoliti, che la rende un incrocio tra latin, Capo Verde e jazz con suggestioni orientali. Nel 2016 Epistola, il penultimo album di Carmen, ha ricevuto la nomination “Best African Jazz” al prestigioso AFRIMA Awards. Organizzato in collaborazione con l’Africa Union Commission (AUC), il premio è stato istituito per promuovere la musica africana nel mondo.
13
Giu
claudiac::notizie
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Ancora un concerto interessante ed all'insegna della qualità vocale e strumentale al ”Villa Reale Festival” di Villa Reale a Marlia, appena fuori Lucca , e venerdi abbiamo potuto godere di una serata particolare, dedicata alla Bossa Nova, ma senza mai scivolare nell'interpretazione “citazionista” che spesso tende a schiacciare, a comprimere le identità personali, per l'atteggiamento troppo reverenziale verso i classici originali della meravigliosa musica brasiliana, che da sempre affascina ed attira noi italiani. La leader del quintetto e “regina” della serata è stata la cantante livornese Dona Pellegrini, conosciuta ormai da un largo pubblico per essere tra le più grandi vocalist Blues e R&B italiane e conduttrice delle “vocal clinics” di Pistoia Blues, la quale, non solo perchè è una solida e preparata professionista, capace d'interpretare al meglio qualsiasi genere e linguaggio musicale, ma anche perchè ha un animo aperto, curioso, avventuroso, gentile e dall'ampia sensibilità, ha deciso di concretizzare il suo emozionale rapporto con la musica brasiliana immergendosi in questo nuovo progetto delle malinconiche, ma anche gioiose sinuosità della Bossa Nova, con spigliato senso dell'avventura e facendo leva sulla propria identità. Si, perchè come ho detto all'inizio, Dona Pellegrini non ha eseguito un concerto limitandosi a fare delle cosiddette “cover”, ma ha prima ascoltato, poi assimilato e “digerito” il materiale storico originale della grande tradizione brasiliana, per poi offrirne una versione decisamente filtrata dalla sua personalità, da un DNA canoro che non si piega alla passività ripropositiva, ma si fa vitale protagonista di una reinvenzione dalle cromìe inconfondibili. I colori espressivi di questo particolare progetto sono quelli tipici dell'identità canora intraprendente, irequieta ed appassionatamente calda della Dona Pellegrini che è riuscita a far proprie anche quelle canzoni ormai cosi radicate nel popolare dominio che sembrerebbe impossibile (o almeno molto difficile) proporre in modi alternativi. Invece la nostra brava interprete è stata capace di rendere stimolante ogni momento del percorso d'ascolto, proponendo versioni imprevedibili e godibili al tempo stesso, con amore e rispetto verso la tradizione, ma anche e soprattutto senza mai perdere di vista se stessa e la propria identità artistica. Aggiungiamo che se in un progetto come questo possiamo godere anche della presenza di uno straordinario chitarrista come Max Amazio, possiamo davvero dire che...”il gioco è fatto”! Il noto chitarrista napoletano, ma da molti anni residente in Toscana, che ha al suo attivo vari propri progetti discografici da leader, in equilibrio tra le atmosfere della sua terra natìa e le sonorità moderne che non hanno mai disdegnato la migliore tradizione “Fusion”, ha saputo farci letteralmente volare con i suoi assoli incontenibili e vibranti. Un virtuoso della chitarra che però non si esaurisce mai in esibizioni vistose fini a se stesse, giusto per strappare l'applauso, ma che al contrario riesce sempre ad offrire performances “caricate dall'interno”, partorite da un cuore che sa aumentare i battiti nel segno della sensibilità, in un crescendo di partecipazione sensoriale che si fa pura energia dinamica, capace di estrinsecarsi in solismi eccelsi e trascinanti. Ma le qualità non si esauriscono qui, perchè la ricca sezione ritmica, formata da Sebastiano Sacchetti al basso, Dario Guarino alla batteria e David Domilici alle percussioni è stata fortemente e vivacemente protagonista per tutta la durata del concerto, dotando l'ensemble di un supporto ritmico affidabile e preciso, ma riuscendo anche ad esprimere delle performances solistiche individuali non solo sempre all'altezza della situazione, ma anche con delle preziosiotà tutte da gustare. Gli strumenti tradizionali ed originali in dotazione all'esperto percussionista Domilici hanno rappresentato una “chicca” straordinaria nella logica del concerto e sia gli interventi di Guarino alla batteria, che di Sacchetti al basso, hanno sempre mantenuto un bellissimo equilibrio tra i momenti della “discrezione” e quelli della vivace presenza, come del resto è previsto dalle caratteristiche della stessa struttura musicale brasiliana. Una serata quindi che s'inserisce nelle felice sequenza degli ottimi concerti proposti dal “Villa Reale Festival” che non avrebbe potuto esprimersi meglio alla sua prima edizione. Bruno Pollacci “Animajazz”
10
Giu
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A “Villa Reale” di Marlia, alle porte di Lucca, in uno scenario naturalistico e storico affascinante che riesce ad avvolgere e rapire per le sue espressioni del bello, mercoledi 7 Giugno, nell'ambito del lungo, ricco e vario “Villa Reale Festival”, abbiamo potuto godere del bel concerto del Valentina Ranalli quartet. La giovane e preparatissima vocalist napoletana ha presentato il progetto “So Beautiful – Richard Rodgers Songs”, un'elegante ed importante omaggio a quello che viene considerato uno dei massimi autori del Jazz del '900. Valentina ha scelto di aprire la sua splendida performance con un'entrata sorprendente, che partiva dalla balaustra retrostante il palco, tra i getti d'acqua e la cascatella della scenografica e decorativa fontana con laghetto che fa da idilliaco scenario ai concerti. Ed offrendo i suoi vocalizzi senza microfono ha percorso un lungo tratto passando anche attraverso il gioco labirintico tra le alte siepi dello sfondo, raggiungendo poi il palco tra gli applausi di un pubblico internazionale che ha tra l'altro apprezzato tutta la presentazione e l'intrattenimento dello show volutamente vissuto in inglese dall'attenta cantante napoletana. Lo spettacolo inizia con My Favorite Things e My Romance, pezzi che Valentina Ranalli interpreta con grande sentimento ed un taglio originale che rappresentano immediatamente un “biglietto da visita” inequivocabile: ci troviamo di fronte ad una grande professionista, che vive ogni minimo passaggio vocale con rispetto per le composizioni , che sono pietre miliari della grande tradizione Jazzistica, ma anche e soprattutto con la determinazione di un'interpretazione originale, capace di evidenziare personalità e felici intuizioni espressive. Ed anche in ogni interpretazione successiva, Valentina Ranalli ci regala il piacere dell'imprevedibilità, dell'improvvisazione colta ed ispirata, ricca di raffinate modulazioni, di accenti vibranti ma anche di morbide frasi appena enunciate con leggerezza ed eleganza. Toccante l'esibizione in duo voce e contrabbasso, con l'abile Dario Piccioni, nella quale l'interpretazione di Mi Sono Innamorato di Te del grande Tenco, riesce a far palpitare il cuore per la sentita partecipazione degli interpreti. Pur rasentando la perfezione, l'esibizione di Valentina Ranalli, non si manifesta mai come uno sterile “bel compitino”, ma riesce a vibrare ed a risplendere della luce dell'emozione, del sentimento, della vera partecipazione interiore, che sorprende e comunica inquivocabilmente un grande livello di sensibilità. Al fianco della Ranalli un gruppo di grande spessore, che vede nel virtuoso Sebi Burgio uno dei pianisti italiani più eclettici e qualitativamente più importanti degli ultimi anni, riconosciuto ormai in tutto il nostro Paese come una preziosità assoluta del Jazz nostrale. Fù proprio un paio d'anni fa e sempre in provincia di Lucca, al “Barga Jazz Contest” (...dove io ebbi l'onore di far parte della giuria) che lo stesso Sebi Burgio vinse il premio come miglior musicista assoluto e da quei momenti la sua carriera è stata sempre in costante e luminosa ascesa. Ci piace poi evidenziare la fresca determinazione del contrabbassista Dario Piccioni, fantasioso improvvisatore, preciso tempista e incisivo performer dalla grande personalità, capace di accompagnare offrendo estrema sicurezza d'ensemble ma anche di rapire l'attenzione con i suoi funamboleschi assoli dalla freschezza innegabile e dalle lucide e chiare sonorità. Ed una bella prestazione è stata offerta anche dal batterista Giovanni Paolo Liguori, esperto musicista dalla variegata fantasia ritmica, capace di ascolto e talmente sensibile nella sua discrezione da non essere mai “sopra le righe” con i volumi (come solo i grandi sanno essere) ma al contempo decisamente presente e protagonista con le sue vibranti performance solistiche e d'accompagnamento. Un concerto che ha saputo offrire momenti magici di pura poesia ed altri di frizzante energia, regalando una serata musicale dalla varietà cromatica, dalla costante eleganza e dalla grande qualità vocale e strumentale. Una serata che ha confermato la felice scelta del programma da parte di un'organizzazione accogliente, attenta e capace di aver allestito un Festival dagli alti contenuti professionali ed artistici, che spero il pubblico continui a premiare con una sempre più appassionata presenza. Bruno Pollacci “Animajazz”
8
Giu
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Il MUSICASTRADA" è tra i più importanti festival di World music in Italia, taglia il traguardo della 18° edizione e diventa maggiorenne. fino al 2 settembre 2017 con un cast internazionale suddiviso in venti appuntamenti, tutti a ingresso gratuito. Un'intuizione e un'invenzione di diciotto anni fa, il Musicastrada Festival, un lungo viaggio nel cuore della Toscana alla scoperta di luoghi dal fascino unico. Una manifestazione che continua a portare musicisti provenienti da tutto il mondo nelle piazze, nelle pievi, nei cortili, davanti alle chiese e ai monumenti storici più importanti dei comuni che ospitano gli eventi. Da sempre Musicastrada utilizza le scenografie naturali mozzafiato che i Comuni mettono a disposizione e per la scelta del cast artistico si affida a una ricerca musicale non scontata, capace di pescare nomi di spicco nel panorama internazionale spaziando dalla musica popolare contemporanea alla (tanta) world music, passando attraverso il blues e il jazz. Gruppi che Davide Mancini, il patron di Musicastrada, va a conoscere in fiere internazionali di primo piano come il Babel Med di Marsiglia, il World Music Expo (Womex), l'Atlantic Music Expo di Capo Verde, il Mercat de Música Viva de Vic di Barcellona ed altri ancora. La piazza, sia del piccolo paese che del capoluogo più grande, diventa per una sera il palcoscenico naturale di un evento dalla portata internazionale che possiede la bellissima forza di aggregare l'intera comunità dove si svolge e di rendere tutto così naturale anche grazie allo stretto contatto che si crea con i musicisti che vivono appieno della “magia” della Toscana. Grazie ad una nuova collaborazione con OndaSuOnda Music Festival, quest'anno Musicastrada Festival bagna i suoi piedi nel mare. Sono quattordici in totale i Comuni toccati dal Festival tra le province di Livorno e Pisa: Bientina, Calcinaia, Casale Marittimo, Cascina, Castelnuovo Val di Cecina, Castelfranco di Sotto, Chianni, Monteverdi Marittimo, Pisa all'Arno Vivo, Pomarance, Pontedera, Santa Maria a Monte e Vicopisano. Gli artisti provengono da dodici paesi: Algeria, Argentina, Benin, Capo Verde, Colombia, Francia, Inghilterra, Italia, Macedonia, Portogallo, Stati Uniti, Tunisia. Nella serata inaugurale, il 10 giugno a San Vincenzo, comune della costa livornese nuovo arrivato insieme all'OndaSuOnda Festival, tagliano il nastro della diciottesima edizione gli Eyo'nlé Brass Band, dal Benin, un viaggio unico e autentico tra ritmi, danze e canti della terra d'Africa. Tra i tanti appuntamenti da segnalare, particolare evidenza va data a quello in programma il 21 agosto all'anfiteatro del Porto di San Vincenzo con i Terrakota, dal Portogallo, una sorta di spazio multiculturale a base di ritmi afrocubani, soukous, samba, musica araba, funk, reggae, chimurenga e musica indiana, senza dubbio uno dei gruppi simbolo e più amati della world music globale degli ultimi 15 anni. E poi ancora tra gli appuntamenti del festival si segnalano: - il 22 giugno a San Vincenzo e il 3 agosto a Montecastelli Pisano con il doppio appuntamento con Tommaso Novi e Francesco Bottai (i due “Gatti Mèzzi”) che presentano i rispettivi dischi solisti; - venerdì 21 luglio alla stupenda “Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano”, a San Casciano di Cascina in provincia di Pisa, con la trascinate e divertente miscela di funk/soul di “Smoove & Turrell”, un combo di sei elementi proveniente dal nord-est dell'Inghilterra; - domenica 23 luglio, in località Montecalvoli a Santa Maria a Monte, sempre in provincia di Pisa, con King Naat Veliov & The Original Kočani Orkestar, l'incredibile e celeberrima fanfara macedone che ha saputo tradurre in uno spettacolo pirotecnico le melodie tradizionali dei Balcani; - il 26 luglio con EZZA, potentissimo power trio con sonorità rock e trance e beat africani sulla scia di quello che viene definito Desert blues o Tuareg rock, con musicisti provenienti da Nigeria, Francia e Tunisia; - il 27 luglio nella fantastica Villa Pacini a Bencina con Ilaria Graziano e Francesco Forni, la versatile ed eclettica coppia del nuovo alt-folk italiano; - venerdì 28 luglio in Piazza della Pieve a Vicopisano da Capo Verde Elida Almeida, una voce calda e canzoni d'amore e ribellione; - il 31 luglio in Piazza Trieste a Pontedera, con gli XIXA dagli Stati Uniti, gruppo simbolo dello psych-cumbia rock: - e nell'anfiteatro del porto di San Vincenzo il 2 agosto la band culto della cumbia colombiana, i Puerto Candelaria, la più innovativa, controversa e audace proposta musicale della scena latino-americana; - l'11 agosto all'Arno Vivo di Lungarno Buozzi a Pisa con Fanfara Station, fanfara balcanica in festa rafforzata da una sezione ritmica nordafricana e da beats contemporanei marcatamente electro-dance; Sarà attivo per ogni sera del festival il progetto “Aperistrada”, nato in collaborazione con la Camera di Commercio di Pisa e il Progetto Vetrina Toscana, che consiste nella possibilità di arrivare prima al concerto per incontrare gli artisti, visitare il luogo fino al tramonto e riservare la cena in uno dei ristoranti convenzionati vicini alla zona palco con la garanzia di prodotti gastronomici e vini tipici locali, a prezzi assolutamente vantaggiosi. Il costo è solo quello della cena perché i concerti, come da tradizione, sono tutti ad ingresso gratuito. Anche un paio di spazio extra musical riservati alla fotografia, da sempre compagna di strada di Musicastrada Festival: il 7 luglio a San Vincenzo per la presentazione di “SEDICI”, libro di fotografie scattate durante il Musicastrada Festival 2016 (autore Gabriele Bientinesi, sviluppo e post produzione di Fabio Bacci) che racconta il festival con gli occhi di chi l'ha vissuto per molti anni e il 22 luglio a San Vincenzo il workshop di fotografia e reportage “La musica e la strada” tenuto sempre dal fotografo Gabriele Bientinesi. Per il quattordicesimo anno si terrà anche il concorso fotografico, unico nel suo genere nel panorama nazionale, “Fotografando la Musica”, sponsorizzato da “Il Fotoamatore”. Oggetto del concorso le fotografie che girano intorno alla musica, comunque e dovunque siano state scattate. Non soltanto il musicista o la classica foto di scena, ma anche il pubblico, l’ascoltatore, il balletto, il liutaio, il particolare di uno strumento, l’allestimento di uno spettacolo musicale o un'immagine che “ha” suono o “esprime” ritmo. A questo punto non ci resta che augurare un buon Musicastrada I OndaSuOnda Music Festival a tutti. MUSICASTRADA FESTIVAL ADERISCE AL PROGETTO TOSCANA MUSICHE E AL CIRCUITO ITALIAN WORLD BEAT www.musicastrada.it www.facebook.com/musicastrada twitter.com/musicastrada www.facebook.com/OndaSuOndaMusicFSTVL/ I concerti (se non diversamente indicato) sono ad ingresso gratuito e iniziano alle ore 21.45 Organizzazione: MUSICASTRADA Associazione Culturale c/o Studio Canale e Petrucci Via Antonio Gramsci 63/H 56020 Montopoli in Val d’Arno (Pisa) Direzione: Davide Mancini info@musicastrada.it
7
Giu
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In collaborazione con
ACCADEMIA D'ARTE
DI PISA
AnimaJazz”, “Blues Fires” e il “Dubidubidù” vanno in onda su Punto Radio, 91.6 Mhz e 91.1 Mhz e sono ascoltabili via web su www.puntoradio.fm negli orari:
ANIMAJAZZ”: il giovedì dalle 19:30 alle 20:25;
BLUES FIRES(da Febbraio ad Ottobre) : il lunedi dalle 20:30 alle 21:25;
DUBIDUBIDÙ: Festival Delle Voci Jazz Italiane”: (da Ottobre a Gennaio): il lunedi dalle 20:30 alle 21:25.
Contatti: info@animajazz.eu
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