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AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale; “DUBIDUBIDU': FESTIVAL RADIOFONICO DELLE VOCI JAZZ ITALIANE”. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della MUSICA JAZZ QUALE ALTA FORMA D'ARTE E DI COMUNICAZIONE. Animajazz è ascoltabile anche via WEB collegandosi negli orari di programmazione a questo sito ed a www.puntoradio.fm.

La puntata n° 138 di “BLUES FIRES”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda Lunedi 26 Giugno alle 20,30, su “PuntoRadio”, ascoltabile in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu, si aprirà con una grande cantante del passato, un po' dimenticata: ALBERTA ADAMS (nella 1a foto a sinistra) che potremo ascoltare in una intensa interpretazione di “Remember” tratta dal CD “Let Me Tell You About The Blues - Detroit”. Proseguiremo con ANDERS OSBORNE (nella 1a foto a destra) che dal CD “Black Eye Galaxy” pubblicato dalla “Alligator” ci farà ascoltare una sua composizione originale intitolata “Send Me A Friend”. Continueremo con il chitarrista e vocalist OTIS RUSH (nella 2a foto a sinistra) che potremo ascoltare in “Feel So Bad”, tratta dal CD “Tops” pubblicato dalla “Blind Pig Records”. Eccoci quindi al bravissimo cantante Blues,Soul e R&B MIGHTY SAM McCLAIN (scomparso nel 2015, nella 2a foto a destra) che dal CD “Joy And Pain”, pubblicato dalla "Ruf Records", potremo ascoltare in una pregnante composizione originale intitolata “A Soul that's been Abused”. Sarà poi la volta del chitarrista e cantante ERIC BIBB (nella 3a foto a sionistra) che dal CD “Deeper In The Well” ci farà ascoltare “Could Be You Could Be Me”. Continueremo quindi con GABRIELE DODERO (nella 3a foto a destra)che potremo ascoltare in “Hard Time Killin' Floor” tratta dal CD ”Stories for A Friend” pubblicato da “Blues Made In Italy”. Passeremo poi al gruppo MONKEY JUNK che ci proporrà “Small Tile Evil” tratta dal CD “Tiger In Your Tank” (nella 4a foto a sinistra), pubblicato nel 2009. Eccoci quindi al chitarrista e vocalist TOM LEGGETT (nella 4a foto a destra) che con la sua band, dal CD "Spinnin' My Wheels" ci farà ascoltare una sua composizione intitolata "Angel On Your Shoulder". Chiuderemo la serata con il bruciante Blues-Rock del chitarrista e vocalist JAY HOOKS (nella 5a foto a sinistra) che dal CD "Where Blues Meets Rock - Vol. 4" ci farà ascoltare "Where You Going?".
24
Giu
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La puntata n° 767 di “ANIMAJAZZ”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda GIOVEDI 22 Giugno alle 19,30 su PUNTORADIO, anche in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu i aprirà con la musica del trombettista e compositore GIOVANNI FALZONE (nella 1a foto a sinistra) che in Quintet (Giovanni Falzone, tp/el, Filippo Vignato, tbn, Fausto Beccalossi, acc, Giulio Corini, b, Alessandro Rossi, d) dal CD “Pianeti Affini” pubblicato dalla “Cam for Jazz” ci farà ascoltare proprio la sua composizione originale che dà il titolo all'album. Passeremo quindi all'AARON SHRAGGE's Innocent When You Dream (Aaron Shragge, tp, Jonathan Lindhorst, ts, Ryan Butler, g, Joe Grass, pedal steel, Dan Fortin, b, Nico Dann, d) che ci farà ascoltare una composizione originale intitolata “Temptation”, tratta dal CD “Dirt In The Ground” (nella 1a foto a destra) . Eccoci poi al gruppo italiano OLMO (Davide Merlino_Vib/Mar/Perc, Andrea Cocco, d/pc, Roberta Brighi, b, Elia Anelli, g/el) che ci proporrà una composizione originale intitolata “I'nm Not Here”, tratta dal CD “Echo” (nella 2a foto a sinistra). Passeremo quindi all' ART FRISTOE Trio (Art Friscoe, p, Tim Ruiz, b, Richard Cholakian, d) che ci farà ascoltare una composizione originale intitolata “Lambastin” tratta dal doppio CD “Double Down” (nella 2a foto a destra). Sarà poi la volta di AARON PARKS, BEN STREET & BILLY HART (piano, contrabbasso e batteria) che dal CD “Find The Way“ (nella 3a foto a sinistra) pubblicato dalla “ECM” ci faranno ascoltare una composizione originale intitolata “Adrift”. Proseguiremo con CHARLIE WATTS meets The DANISH RADIO BIG BAND che dal CD che porta lo stesso nome (nella 3a foto a destra) ci faranno ascoltare l'interpretazione di “Faction”. Eccoci poi al pianista e compositore MARCO DE GENNARO (nella 4a foto a sinistra) che con il suo gruppo (Marco De Gennaro, p, Francesco Galatro, b, Armando Luongo, d e special gust Xavier Girotto, ss) dal CD “Enjoy” ci farà ascoltare una composizione originale intitolata “Notte A Salerno”. Chiuderemo quindi la serata con il trombettista e compositore ALDO BERTOLINO (nella 4a foto a destrache con la sua band (Aldo Bertolino, tp/fhn, Marcello Tonolo, p, Marc Abrams, b, Dario Li Voti, d, Dario Silvia, p/key, Gianluca Pantaleo, b, Anzo Augello, d) dal CD “Break In Jazz” ci proporrà una sua composizione originale intitolata “Roulette”. Ricordiamo che "ANIMAJAZZ" si può ascoltare GIOVEDI alle 19,30 in immediato podcast su http://animajazz.eu ed in streaming su www.puntoradio.fm e potrà essere effettuato il "DOWNLOAD" della puntata, gratuitamente, dal sito di "ANIMAJAZZ", area podcasts. Buon ascolto. "ANIMAJAZZ"in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa.http://accademiadartedipisa.jimdo.com
20
Giu
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Una serata gradevole, all'insegna della migliore “leggerezza”, quella che i “Fratelli Marelli” hanno fatto vivere venerdi sera al pubblico del “Villa Reale Festival”, nell'affascinante contesto storico e naturalistico della Villa Reale di Marlia, alle porte di Lucca. La simpatia, la giocosità e l'ironia di Lorenzo Lucci (voce, chitarra e tromba vocale), Francesco Giorgi (voce, violino, mandolino e arrangiamenti) e Pedro Judkowski (voce e contrabbasso) hanno saputo stimolare e coinvolgere una platea decisamente entusiasta, che ha lungamente applaudito questa band che pur presentandosi genericamente all'insegna dello “Swing”, ha saputo spaziare con originalità dal Charleston allo Swing Italiano, per poi passare dai miti della canzone italiana degli anni '50 e '60, fino alla contemporaneità delle loro composizioni originali, e sempre con scioltezza, freschezza interpretativa e “legando” il tutto con le corde vibranti e gioiose della propria identità artistica, tra Swing e Rock'n'Roll. I riferimenti interpretativi hanno spaziato da certe mitiche composizioni di Nicola Arigliano, Fred Buscaglione e Renato Carosone, (autori che lo Swing lo hanno vissuto da protagonisti assoluti, personalizzandolo con proprie decise colorazioni nell'immediato dopoguerra e riuscendo poi a cavalcare intere generazioni rimanendo fresche e briosamente attuali) fino a recuperare le atmosfere di uno dei re dei night come Fred Bongusto ed un mito nostrano, ma divenuto ben presto mondiale come Domenico Modugno, creando una sorta di percorso mnemonico ed emozionale capace, seppur nell'ottica di un'estrema sintesi, di evidenziare la bellezza e la varietà poetica ed espressiva di certo patrimonio musicale italiano e facendoci riscoprire un DNA ancora pienamente vibrante e caldo in ognuno di noi. Ma le qualità e le potenzialità dei “Fratelli Marelli” non si esauriscono certo nell'abilità interpretativa e nelle felici intuizioni d'arrangiamento esibite da Francesco Giorgi, in quanto abbiamo potuto godere anche della pulsante e leggera freschezza delle composizioni originali, intrise di un particolare e personale carattere dal sapore “Jive cantautoriale” che ci ha saputo convincere con testi ironici e con tensioni ritmiche coinvolgenti. Le performances tecniche, seppur con punte avvincenti, hanno anche mostrato qualche fuori tempo ed alcune stonature, ma nel contesto dell'esplosiva energia spontanea ed a tratti deliberatamente “goliardica” e non certo seriosa e celebrativa, non hanno intaccato più di tanto, lasciando comunque emergere una prestazione dai profumi caldi e vitali, pulsanti di passione e di voglia di far buona musica divertendosi e con il sorriso sulle labbra e nel cuore, con la coscienza che si può anche giocare citando i grandi, mantenendoli ancora vivi e rinnovandone le emozioni d'ascolto. In definitiva un concerto che rappresenta un ulteriore risultato positivo per questo “Villa Reale Festival” che fino ad ora ha saputo offrire un “menù” artistico dai sapori più vari e dai profumi avvolgenti, con progetti interessanti e sempre all'insegna della qualità. Bruno Pollacci “Animajazz”
17
Giu
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La puntata n° 137 di “BLUES FIRES”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda Lunedi 10 Aprile alle 20,30, su “PuntoRadio”, ascoltabile in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu, si aprirà con la musica di BLIND CREEK RHYTHM & BLUES REVIEW (nella 1a foto a sinistra) che potremo ascoltare in “Steamroller Blues” tratta dal CD “Blind Creek Rhythm & Blues Review”. Proseguiremo con LI'L CHUCK The ONE MAN SKIFFLE MACHINE (nella 1a foto a destra) che dal CD “Utility Blues” pubblicato nel 2017, ci farà ascoltare una sua composizione originale intitolata “Whiskey And Ginger”. Continueremo con MICHAEL HILL BLUES MOB (nella 2a foto a sinistra) che dal CD “Electric Storyland” pubblicato nel 2009 dalla “RUF Records” ci farà ascoltare “Evil In The Air”. Passeremo poi a BUCKWHEAT ZYDECO che potremo ascoltare in “The Wrong Side”, tratta dal CD “Lay Your Burden Down” (nella 2a foto a destra), pubblicato dalla “Alligator Records”. Eccoci quindi al vocalist e armonicista JOHNNY DYER che con il suo gruppo, dal CD “Junkin” (nella 3a foto a sinistra) , pubblicato dalla “Blind Pig” ci offrirà una pregnante composizione originale intitolata “Everybody Talking”. Sarà poi la volta del duo italiano MORA & BRONSKY (nella 3a foto a destra) che dal CD “The Blues Masters: An Italian Tribute” pubblicato da “Blues Made In Italy”, ci farà ascoltare un'interessante interpretazione di “Mannish Boy” scritta da Muddy Waters. Passeremo poi ad il grande B.B.KING (scomparso nel 2015, nella 4a foto a sinistra) che potremo ascoltare in una sua interpretazione della conosciuta “Got My Mojo Working” tratta dal CD “King Size” pubblicato nel 1977. Chiuderemo la serata con l'indimenticato MAGIC SLIM (nella 4a foto a destra, scomparso nel 2013)che potremo ascoltare in una sua composizione originale intitolata “Gold Tailed Bird” tratta dal CD 2 30 Most Slow Blues” pubblicato nel 2017. Ricordiamo che "BLUES FIRES" si può ascoltare Lunedi in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu. Buon ascolto. "BLUES FIRES"in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa. http://accademiadartedipisa.jimdo.com .
15
Giu
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Domenica 18 giugno alle ore 21:00 presso il Teatro dei Differenti di Barga si terrà un concerto a scopo benefico dedicato a Mauro Malatesta. Trombonista storico della Barga Jazz Big Band, insegnante della classe di Tromba e Trombone dell'Istituto Musicale "L. Boccherini" di Lucca dove ha insegnato per ben 27 anni, Malatesta è venuto a mancare oramai 11 anni fa il 16 Giugno 2006 a soli 51 anni. Mauro Malatesta è nato e ha studiato a Firenze, successivamente si è perfezionato a New York con Larry Witmer. Nell'ambito della sua intensa attività solistica, cameristica, didattica e orchestrale sono da ricordare i concerti di musica da camera tenuti con il " Musicus Concentus " (trasmessi dal primo programma Rai), Master Class col laboratorio di Alessandria e le collaborazioni nazionali e internazionali, in qualita' di primo trombone, con l'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Internazionale d'Italia, Orchestra Scarlatti della Rai di Napoli, Orchestra Regionale Toscana. Diplomato anche in composizione ha alternato alla sua principale attività, la musica classica, arrangiamenti e esecuzioni discografiche nel mondo della musica leggera e jazz. Dal 1978 è stato docente della cattedra di Tromba e Trombone presso l'istituto musicale Luigi Boccherini di Lucca. Strettissimo anche il suo legame con Barga e con Giancarlo Rizzardi nella cui orchestra aveva iniziato a suonare da professionista nei primi anni '70. Il concerto di domenica è stato fortemente voluto dai suoi allievi, molti dei quali oggi affermati professionisti del mondo della musica classica e del jazz. Nel corso della serata si alterneranno vari ensemble di ottoni a cui parteciperanno tra gli altri Andrea Guzzoletti, Andrea Tofanelli, Claudio Rossi, Stefano Benedetti, Silvio Bernardi. Andrea Dell'Ira, Marcello Angeli, Marco Bartalini, Alessio Bianchi, Battista Ceragioli. Introdurrà la serata il Prof. Renzo Cresti per molti anni collega ed amico di Malatesta. In chiusura si esibirà la BargaJazz Big Band, formazione in cui Mauro ha militato per oltre 20 anni. L'ingresso è a offerta ed il ricavato sarà devoluto all'associazione Misericordia del Barghigiano. Per informazioni e prenotazioni: www.barganews.com – info@bargajazz.it – Tel. 0583 723860
15
Giu
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La puntata n° 766 di “ANIMAJAZZ”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda GIOVEDI 15 Giugno alle 19,30 su PUNTO RADIO, anche in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu si aprirà con il sassofonista e compositore ADAM SCHNEIT che con la sua band (Adam Schneit, ts/cl, Sean Moran, g, Eivind Psvik, b, Kenny Wollesen, d) dal CD “Light Shines In” (nella 1a foto a sinistra) ci faranno ascoltare una composizione originale intitolata “Old Time Musketry”. Passeremo quindi al The MUH Trio (Roberto Magris, p, Frantisek Uhlir, b, Jaromir Helesic, d, nella 1a foto a destra) che ci farà ascoltare una composizione originale di Roberto Magris intitolata “Song For An American Child” tratta dal CD “Prague After Dark”. Eccoci poi al JASON RIGBY: Detroit-Cleveland Trio (Jason Rigby, ts, Cameron Brown, b, Gerald Cleaver, d, nella 2a foto a sinistra) che ci proporrà una composizione originale di Jason Rigby intitolata “Live By The Sword” tratta dal CD “One”. Sarà poi il momento del gruppo WALK TALL (Enric Peinado, g, Gilles Estoppey, p, Giampaolo Laurentaci, b, Ijn Jans, d) che dal CD “Roots On Top” (nella 2a foto a destra) pubblicato dalla “A.MA. Edizioni” ci farà ascoltare una composizione originale intitolata “Tucan”. Proseguiremo con il vocalist GAVIN HOPE che accompagnato al pianoforte da Bill King, dal CD “For All We Know” (nella 3a foto a sinistra) ci farà ascoltare “Love You More Than You Even Know”. Passeremo poi all'ascolto del MONTANARI_DONATI Project (Diego Donati, g, Manuele Montanari, b, Pietro Tonolo, ts, Massimo Morganti, tbn, Lorenzo Marinelli, d) che ci proporrà una composizione originale intitolata “L'Apparenza Inganna” tratta dal CD “In A Few Minutes” (nella 3a foto a destra) pubblicato dalla “Notami”. Chiuderemo quindi la serata con il trio formato da LORENZO COMINOLI, MAX DE ALOE e ATTILIO ZANCHI (chitarra, armonica cromatica e contrabbasso) che con lo special guest TINO TRACANNA al sax soprano potremo ascoltare in “City Of Dreams” una sua composizione originale di Garrison Fewell tratta dal CD “City Of Dream – For Garrison Fewell” (nella 4a foto a sinistra) pubblicato dall'”Abeat For Jazz”. Ricordiamo che "ANIMAJAZZ" si può ascoltare GIOVEDI alle 19,30 in immediato podcast su http://animajazz.eu ed in streaming su www.puntoradio.fm e potrà essere effettuato il "DOWNLOAD" della puntata, gratuitamente, dal sito di "ANIMAJAZZ", area podcasts. Buon ascolto. "ANIMAJAZZ"in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa.http://accademiadartedipisa.jimdo.com
13
Giu
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I ritmi della World Music e dell’Afro Jazz dell’Ivan Mazuze Quartet aprono la 15esima edizione dell'International Academy of Music Festival (IAM). L'appuntamento con l'ormai consueto prologo jazz del festival è venerdì 23 giugno dalle 21,30 a Castelnuovo Garfagnana (LU). L'Ivan Mazuze Quartet ruota intorno al pluripremiato sassofonista e compositore, Ivan Mazuze, originario del Mozambico, che vive in Norvegia, dove lavora collaborando a vari progetti tra il jazz, il folk e la musica tradizionale. Le sue composizioni si ispirano anche alla musica tradizionale Africana con il risultato di un sound inconfondibile, una delle migliori espressioni attuali del world jazz. Sul palco insieme a lui, Bjørn Vidar Solli alla chitarra elettrica, Isildo Novela al basso e Raciel Torres alla batteria. A seguire, DJ Set a cura di Inside club con Nameless e Davide Pozzi. L'appuntamento successivo con il jazz è sabato 8 luglio, alle 21, a Borgo Romiti di Fabbriche di Vergemoli (Lu), con il concerto “Con Alma” con Simona Parrinello (voce), Gianluca Di Ienno (piano acustico e fender), Marco Micheli (chitarra basso) e Alessandro Rossi (batteria). “Con Alma” prende ispirazione da alcune figure di riferimento della storia della musica jazz, prime fra tutte Duke Ellington e Billy Strayhorn. In stretto legame con la tradizione africana e la musica afro-americana, si fa spazio la volontà di celebrare il forte rapporto fra composizione e poetica in un racconto intenso, dinamico, evocativo, ma fortemente contemporaneo, la cui forza descrittiva risiede soprattutto nella relazione voce-testo-musica. I due appuntamenti sono a ingresso libero. Il Festival IAM si svolge dal 23 giugno al 9 luglio con un cartellone di numerosi concerti di musica da camera. Info: www.iamitalia.com
13
Giu
annabenedetto::notizie
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Dopo la prima settimana jazz inaugurata con il grande trombettista Flavio Boltro, sul palco del Villa Reale Festival, la rassegna trasversale di musica, teatro, performance acrobatiche e piccole degustazioni km0 organizzata da Ecoeventi e Villa Reale di Marlia, a Capannori, Lucca (fino al 2 luglio), il 16 giugno arriva il vero Rock’n’Swing Italiano con i Fratelli Marelli. Voci note al grande pubblico, grazie anche alla loro partecipazione in programmi come Rosa dei Venti su Raiuno e Meno mal che c’è Radio Due condotta da Nino Frassica e Simone Cristicchi, i Fratelli Marelli sono senza ombra di dubbio i portabandiera del nuovo Rock’n’Swing Italiano. Non tutti sanno che il gruppo originario nasce a Bologna nel 2004 dall’incontro di tre musicisti pronipoti diretti di alcuni orchestrali dell’Orchestrina jazz “Tumbuctu” famosa in Italia durante gli anni ’30 e poi scioltasi con l’arrivo della guerra, con la voglia di recuperare musiche, atmosfere e voglia di divertire il pubblico. Al Villa Reale Festival si potranno gustare sincopate melodie di cori a tre voci, mirabolanti assoli di violino, indiavolati ritmi di chitarra e saporite note di contrabbasso che trascineranno il pubblico non in un viaggio a ritroso nel tempo ma bensì in uno spettacolo di irrefrenabile e moderno swing. La scaletta dello spettacolo è incentrata su brani composti dalla fine degli anni '50 a metà degli anni '60 del novecento. Un periodo storico immortalato nel film “La Dolce Vita” di Federico Fellini. Nelle canzoni il Jazz si mischia allo Swing e la musica risente maggiormente dello stile americano. In questi anni le stelle della canzone italiana sono Bruno Martino, Carosone, Fred Buscaglione, Peppino di Capri, i Flippers e Edoardo Vianello. “Fin da subito si delinea nella nostra attività il carattere della ricerca di un suono e di uno stile personale attraverso la reinterpretazione e l’arrangiamento del repertorio dei nostri nonni che abbiamo potuto reperire attraverso ricordi e documenti di famiglia – spiegano i Fratelli Marelli - Il nostro stile di riproposta è principalmente un modo per congiungerci idealmente all’attività dei nostri nonni, bruscamente interrotta dall’arrivo della guerra. Tutto il lavoro svolto in questi anni si basa su precise intenzioni: restituire al pubblico il piacere di assistere ad uno spettacolo. Le musiche sono elaborate e arrangiate in maniera particolarmente invitante e gli assoli più che a sbalordire tendono piuttosto a carezzare piacevolmente chi ascolta. Quindi, da qua, la necessità di fare della musica veramente “leggera” da ogni punto di vista. Lo studio della musica classica e del jazz tradizionale ci aiuta in questa difficile conquista: arrivare a far capire forme complesse attraverso la semplicità dell’idea. Questo pensiamo possa descrivere al meglio il lavoro del Trio nato per far divertire”. Sul palco: Lorenzo Lucci, voce, chitarra, ukulele, vocal trumpet; Francesco Giorgi, voce, violino, diamonica, mandolino,  e arrangiamenti; Pedro Judkowski, voce e contrabbasso. Il concerto comincerà alle ore 21.15 ma la serata del Villa Reale Festival, per chi vuole, comincia presto. Il biglietto, infatti, al costo di 25 euro, comprende la visita completa al Parco della Villa con il Giardino dei Limoni, il lago, il Teatro di Verzura, la grotta di Pan, i Giardini spagnolo e italiano, la Piscina anni ‘20 (visita a partire dalle ore 18.00 ma su richiesta anche prima o recuperabile in un altro giorno), un piccolo aperitivo km0 e lo spettacolo serale. I posti sono limitatissimi, solo 150 per quest’anno, per vivere questa esperienza unica. Le prenotazioni per tutti gli spettacoli sono attive sul sito ufficiale villarealefestival.it oppure alla biglietteria di Villa Reale a Marlia (orario 10.00-18.00) e presso gli uffici di Itinera Lucca in Piazzale Verdi a Lucca.
13
Giu
animajazz::notizie
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Adnan Joubran, Kardemimmit, Volosi, Andhira e Carmen Souza. Per comodità riuniti sotto l’etichetta “world music”, la cui musica è portatrice di tradizioni, folklore, spiritualità ed etnie diverse, ecco gli artisti internazionali che coloreranno di musica l’estate italiana dal 7 luglio al 12 agosto 2017. A partire da Adnan Joubran, uno dei musicisti più innovativi del mondo arabo secondo il “The Guardian”, nonché fondatore del primo trio oud del mondo, il cui tour europeo farà tappa unica in Italia il 7 luglio 2017 all’Udin&Jazz Festival. Si prosegue con le finlandesi Kardemimmit, gruppo al femminile che canta e suona sul kantele, strumento tradizionale finnico di rara bellezza, e che sarà il 14 luglio a Trento per Itinerari Folk Festival e il 15 luglio a Lonigo (Chiesa di San Daniele). Altra tappa unica, il 18 luglio a Ziano Piacentino per il Val Tidone Music Festival, quella del quintetto d’archi Volosi, uno dei più importanti ensemble della musica polacca contemporanea. Due invece le date dell’ensemble sardo Andhira: il 28 luglio a Trento e il 29 luglio ad Andalo (Itinerari Folk Festival). Chiudono l’estate world music le due date estive di Carmen Souza, affascinante sintesi creola di tutto il soul del mondo, che dopo la tranche primaverile torna in Italia l’11 agosto a Trento (Itinerari Folk Festival) e il 12 agosto a Castelsardo (World Music Festival). ADNAN JOUBRAN Nel 2014 è uscito per Randana / Harmonia Mundi “Borders Behind”, album che segna il debutto da solista di Adnan e del suo progetto live. È il frutto di due anni di lavoro su singole composizioni ed esperimenti, da cui è nata una nuova identità musicale basata sulla musica orientale tradizionale mescolata ad altre culture: indiana, flamenca, jazz e musica classica. In questo progetto, infatti, il virtuosismo di Adnan viene valorizzato da collaborazioni preziose: Prabhu Edouard, che apporta l’essenza dell’India con il suo tocco delicato sulle tablas; Valentin Mussou al violoncello, che aggiunge un tocco jazz e di musica classica; del Cajon e Palmas interpretati da Javier Sanchez, che accentua i ritmi appassionati del flamenco. Infine Adnan ha invitato il leggendario flautista e sassofonista Flamenco, Jorge Pardo, che ha accompagnato Paco De Lucia. Con questa bella serie di diversità musicali, Adnan Joubran vola oltre i confini di culture e tradizioni, perfettamente in linea con lo spirito che ha guidato Udin&Jazz nella scelta del tema conduttore dell’intero Festival: #ethnoshock!, musica senza steccati. KARDEMIMMIT Kardemimmit è un gruppo di quattro giovani donne che cantano e suonano su una rara gemma: il Kantele, strumento nazionale finnico. Accanto al kantele con le sue 15 e 38 corde, grande parte della musica di questo gruppo si costruisce attorno alle melodie celestiali delle loro voci, formate sugli intrecci sonori e vocali della musica tradizionale finnica, scandinava e della musica dell’est, ma rinfrescati dalla loro giovinezza e dal loro desiderio di rinnovamento. Kardemimmit sono nate nel 1999. Il nome di questo gruppo è composto da due parole finniche: kardemumma (la spezia, cardamomo) e mimmit (ragazza di grande personalità) e ha preservato negli anni la sua line up originale con Maija Pokela, Jutta Rahmel, Anna Wegelius e Leeni Wegelius. VOLOSI Il debutto di VOŁOSI, nel 2010 al New Tradition Festival, ha riscosso ogni possibile premio, confermato l’anno successivo con la vittoria al Grand Prix Svetozar Stracina come miglior brano di world music nella categoria “Europa”, nel contest organizzato dalla European Broadcasting Union. Nel 2012 il loro primo album entra nella top 20 della World Charts Europe, e da allora il gruppo è stato costantemente in tour. Il sound di Volosi è unico e fatica a essere inquadrato in un genere specifico. Portando al limite le potenzialità degli strumenti a corda, Volosi supera le radici della musica carpazica a cui si ispira, aggiungendo component di improvvisazione che sconfinano nel jazz e nel rock. ANDHIRA Andhira ha un animo musicale randagio, dal quale prende vita un repertorio mutevole nella forma e nello stile di ogni singolo brano, passando per tradizioni classiche e popolari, labili confini mediterranei, agili profili di sardità e altro ancora. L’organico comprende tre voci femminili, e un pianoforte, occasionalmente a loro si unisce un percussionista. Al loro ultimo album, “Nakitirando”, frutto di un ciclo compositivo caratterizzato da differenti forme d'arte e di ricerca, da incontri e collaborazioni con artisti di diverse provenienze culturali, hanno collaborato Mauro Pagani, Madya Diebate e Alberto Cabiddu, e la mano di alcuni amici autori e coautori come Sergio Pira, Pietro Lorrai e Carlo Antonio Borghi. Il testo di un brano e la presentazione dell'album portano la firma della grande poetessa candidata al Nobel Marcia Theophilo. CARMEN SOUZA David Sylvian ha definito la sua “una musica senza eguali, di rara limpidezza. Il soul del mondo del ventunesimo secolo”. E in effetti nelle vene di Carmen Souza – vincitrice di 2 Grammy di Capo Verde (miglior voce femminile e migliore Morna) – scorre sangue misto, portoghese e capoverdiano, origini che le regalano una voce particolarissima, una delle più interessanti della nuova generazione della cosiddetta world music. Strizzando l’occhio ora a Billie Holiday, ora a Nina Simone e Casara Evoria, quando non a Keith Jarret o Herbie Hancock, la musica di Carmen Souza nasce da un mix di nazionalità e ambienti cosmopoliti, che la rende un incrocio tra latin, Capo Verde e jazz con suggestioni orientali. Nel 2016 Epistola, il penultimo album di Carmen, ha ricevuto la nomination “Best African Jazz” al prestigioso AFRIMA Awards. Organizzato in collaborazione con l’Africa Union Commission (AUC), il premio è stato istituito per promuovere la musica africana nel mondo.
13
Giu
claudiac::notizie
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Ancora un concerto interessante ed all'insegna della qualità vocale e strumentale al ”Villa Reale Festival” di Villa Reale a Marlia, appena fuori Lucca , e venerdi abbiamo potuto godere di una serata particolare, dedicata alla Bossa Nova, ma senza mai scivolare nell'interpretazione “citazionista” che spesso tende a schiacciare, a comprimere le identità personali, per l'atteggiamento troppo reverenziale verso i classici originali della meravigliosa musica brasiliana, che da sempre affascina ed attira noi italiani. La leader del quintetto e “regina” della serata è stata la cantante livornese Dona Pellegrini, conosciuta ormai da un largo pubblico per essere tra le più grandi vocalist Blues e R&B italiane e conduttrice delle “vocal clinics” di Pistoia Blues, la quale, non solo perchè è una solida e preparata professionista, capace d'interpretare al meglio qualsiasi genere e linguaggio musicale, ma anche perchè ha un animo aperto, curioso, avventuroso, gentile e dall'ampia sensibilità, ha deciso di concretizzare il suo emozionale rapporto con la musica brasiliana immergendosi in questo nuovo progetto delle malinconiche, ma anche gioiose sinuosità della Bossa Nova, con spigliato senso dell'avventura e facendo leva sulla propria identità. Si, perchè come ho detto all'inizio, Dona Pellegrini non ha eseguito un concerto limitandosi a fare delle cosiddette “cover”, ma ha prima ascoltato, poi assimilato e “digerito” il materiale storico originale della grande tradizione brasiliana, per poi offrirne una versione decisamente filtrata dalla sua personalità, da un DNA canoro che non si piega alla passività ripropositiva, ma si fa vitale protagonista di una reinvenzione dalle cromìe inconfondibili. I colori espressivi di questo particolare progetto sono quelli tipici dell'identità canora intraprendente, irequieta ed appassionatamente calda della Dona Pellegrini che è riuscita a far proprie anche quelle canzoni ormai cosi radicate nel popolare dominio che sembrerebbe impossibile (o almeno molto difficile) proporre in modi alternativi. Invece la nostra brava interprete è stata capace di rendere stimolante ogni momento del percorso d'ascolto, proponendo versioni imprevedibili e godibili al tempo stesso, con amore e rispetto verso la tradizione, ma anche e soprattutto senza mai perdere di vista se stessa e la propria identità artistica. Aggiungiamo che se in un progetto come questo possiamo godere anche della presenza di uno straordinario chitarrista come Max Amazio, possiamo davvero dire che...”il gioco è fatto”! Il noto chitarrista napoletano, ma da molti anni residente in Toscana, che ha al suo attivo vari propri progetti discografici da leader, in equilibrio tra le atmosfere della sua terra natìa e le sonorità moderne che non hanno mai disdegnato la migliore tradizione “Fusion”, ha saputo farci letteralmente volare con i suoi assoli incontenibili e vibranti. Un virtuoso della chitarra che però non si esaurisce mai in esibizioni vistose fini a se stesse, giusto per strappare l'applauso, ma che al contrario riesce sempre ad offrire performances “caricate dall'interno”, partorite da un cuore che sa aumentare i battiti nel segno della sensibilità, in un crescendo di partecipazione sensoriale che si fa pura energia dinamica, capace di estrinsecarsi in solismi eccelsi e trascinanti. Ma le qualità non si esauriscono qui, perchè la ricca sezione ritmica, formata da Sebastiano Sacchetti al basso, Dario Guarino alla batteria e David Domilici alle percussioni è stata fortemente e vivacemente protagonista per tutta la durata del concerto, dotando l'ensemble di un supporto ritmico affidabile e preciso, ma riuscendo anche ad esprimere delle performances solistiche individuali non solo sempre all'altezza della situazione, ma anche con delle preziosiotà tutte da gustare. Gli strumenti tradizionali ed originali in dotazione all'esperto percussionista Domilici hanno rappresentato una “chicca” straordinaria nella logica del concerto e sia gli interventi di Guarino alla batteria, che di Sacchetti al basso, hanno sempre mantenuto un bellissimo equilibrio tra i momenti della “discrezione” e quelli della vivace presenza, come del resto è previsto dalle caratteristiche della stessa struttura musicale brasiliana. Una serata quindi che s'inserisce nelle felice sequenza degli ottimi concerti proposti dal “Villa Reale Festival” che non avrebbe potuto esprimersi meglio alla sua prima edizione. Bruno Pollacci “Animajazz”
10
Giu
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