Benvenuto su www.animajazz.eu/wordpress.
AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale; “DUBIDUBIDU': FESTIVAL RADIOFONICO DELLE VOCI JAZZ ITALIANE”. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della MUSICA JAZZ QUALE ALTA FORMA D'ARTE E DI COMUNICAZIONE. Animajazz è ascoltabile anche via WEB collegandosi negli orari di programmazione a questo sito ed a www.puntoradio.fm.

Due appuntamenti chiudono la  rassegna Metjazz 2018:  Unica data in Italia, Venerdì 16 febbraio alle ore 21.15, nella del Sala Vanni Musicus Concentus a Firenze  dalla Svezia arriva FIRE!, il supergruppo eccitante e distorto del jazz contemporaneo,composto da Mats Gustafsson (sassofoni, elettronica), Johan Berthling (basso elettrico)e Andreas Werliin(batteria e percussioni). Un trio carico di energia, che smonta le tradizioni classiche, inserendo nuove sfumature di suoni e soprattutto freschi approcci nella musica improvvisata – approcci provenienti in egual muisura dal garage punk, dai suoni della heavy indusrty e dall’elettronica. Lunedì 19 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Metastasio chiude la rassegna il concerto Una festa cubana della violinista cubana YILIAN CAÑIZARES con il suo quintetto “INVÓCACION”, formato dal pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo. La vicenda personale e artistica di Yilian Cañizares è esemplare dei percorsi musicali nell’era della globalizzazione. Ha iniziato a studiare violino all’Avana, la sua città natale, e si è formata alla grande scuola didattica russa, che domina la scena cubana classica. Nel 1997 studia in Venezuela ma tre anni dopo emigra in Svizzera per studiare al Conservatorio di Friburgo. Ed è qui, in Svizzera, che la violinista, il cui obbiettivo è diventare una musicista classica, scopre il jazz e comincia anche a cantare. Il suo idolo è Stéphane Grappelli, sul cui virtuosismo agile e cantabile modella il suo stile. Presa la cittadinanza svizzera, la Cañizares inizia una carriera da solista jazz, con gruppi che mescolano le tradizioni afrocubane con la musica statunitense: prima il trio Ochumare (“arcobaleno” in yoruba), e poi l’attuale quintetto. Dunque la mescolanza di lingue è la cifra della sua musica: non solo perché canta in spagnolo, yoruba e francese, ma perché nella sua musica con grande senso dello spettacolo e impeccabile rigore della forma si mescolano stili diversi senza scadere in soluzioni più facili. Al contrario, il senso dello spettacolo, la brillantezza inventiva e il gioco d’assieme dei suoi gruppi producono un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea. E il fatto che quell’allieva della scuola russa all’Avana oggi sia un’insegnante di violino e improvvisazione all’Ecole de jazz et des musiques actuelles di Losanna dimostra ancora una volta che i percorsi delle migrazioni e dei meticciati musicali possono raggiungere esiti tanto felici quanto imprevedibili.
15
Feb
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All’interno di Metjazz 2018, giovedì 15 febbraio ore 21.00 al Teatro Politeama Pratese il jazz incontra la musica classica nel concerto in PRIMA ASSOLUTA Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet. Coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, questo concerto nasce dall’idea del compositore e arrangiatore Michele Corcella di omaggiare uno dei più importanti esponenti della musica afro-americana: John Lewis, leader e fondatore del celebre Modern Jazz Quartet, il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi, accompagnato dal contrabbasso di Luca Bulgarelli e dalla batteria di Mauro Beggio e affiancato dall’Orchestra della Camerata Strumentale Città di Prato. Il rapporto tra jazz e musica classica europea è uno dei temi più dibattuti tra storici, critici e appassionati, ed è ancora oggi oggetto di incomprensioni, visioni storiche distorte e terreno di scontro ideologico. In verità si tratta di una relazione complessa, a tratti contraddittoria, una sorta di incontro-scontro tra culture che si nutre tanto di diffidenze quanto di scambi autentici e fecondi. Di certo esistono delle difficoltà a conciliare linguaggi di provenienza storica così diversa, ma esistono anche molti elementi compatibili che consentono una feconda mescolanza di idee. Nel mondo del jazz è stato il compositore e pianista John Lewis a produrre le opere più belle e importanti. In particolare con il suo Modern Jazz Quartet, tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Lewis ha risolto problemi musicali impervi, come la creazione di fughe jazz (anche triple, come Three Windows), strutture a sviluppo con improvvisazione, apertura della forma, strutture tonali ispirate al nome “Bach” e così via, salvaguardando lo swing e un intenso blues feeling, con risultati di eccezionale valore. Essendo fuori dalle categorie compositive tradizionali, la musica di Lewis e del MJQ ha subìto le accuse più assurde, compresa quella di tradire la spontaneità del jazz. Per introdurre il concerto con una preziosa guida all’ascolto, alle ore 19.00 presso il Ridotto del Politeama Pratese, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze.
13
Feb
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Tra  venerdì   2 e lunedì 5 febbraio , la rassegna  METJAZZ   2018 , organizzata dal  Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di  STEFANO ZENNI , fissa quattro appuntamenti, con due concerti a Firenze e una conferenza e un concerto a Prato.  Venerdì 2 febbraio alle ore 21.15, al Musicus Concentus di Firenze, va in scena Sfueâi, il concerto di ELSA MARTIN e STEFANO BATTAGLIA, omaggio in musica a poeti del Friuli contemporaneo quali Pier Paolo Pasolini, Novella Cantarutti, Pierluigi Cappello, Amedeo Giacomini e Federico Tavan, che attraverso le loro opere hanno recuperato e reinventato la lingua friulana, nelle diverse varianti dei luoghi di provenienza. La poesia friulana che diviene musa, quella di autori del passato e del presente, dove emerge naturale il senso del sacro, la vita e i suoi valori più profondi e reali, la natura, l’amore per la bellezza e le persone, spesso attraverso una semplicità e un senso della verità disarmanti. La lingua friulana come recupero e ricerca, non solo come sopravvivenza di ciò che è puro e incontaminato, ma come possibile ponte tra origine e futuro, lingua di terra e di metafore, di radici e simbolismi, che comprende al contempo la purezza rustica del mondo contadino e le diversità della sperimentazione letteraria, ma anche una sorta di laboratorio linguistico che porta le tradizioni trecentesche in una dimensione del tutto emotiva, al di là del significato stretto della parola stessa. Le musiche di Sfueâi, scritte da entrambi, sono per lo più composizioni inedite ispirate a poesie quali L’Aunar o Cjampanis di Pasolini, Canaa su la puarta della Cantarutti, Elementare di Cappello, Prejere di Giacomini, accanto a rivisitazioni di brani quali Anìn a grìs di Maria Di Gleria, di cui si ricorda una magica interpretazione di Alice. Sabato 3 febbraio alle ore 22, presso Il Pinocchio Jazz di Firenze, con DI VI KAPPA, Il rock duro diventa (jazz) acustico, tra psichedelia, jazz, improvvisazione, avanguardia e, qualche volta, retroguardia… Il trio presenta il nuovo disco “Oxymoron”, un viaggio visionario e improvvisato, fatto di soste malinconiche, di sguardi e di racconti che sfociano in un abbraccio segreto tra i Beatles e i Rolling Stones. Domenica 4 febbraio ore 11.00, presso la Scuola di musica Verdi, in un appuntamento di METJAZZ OFF, nella conferenza L’incontro tra Bach e il jazz: Concorde del Modern Jazz Quartet, per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea, STEFANO ZENNI guida passo passo nell’ascolto di Concorde, capolavoro di John Lewis, magnifico prototipo di fughe jazz. Lunedì 5 febbraio alle ore 21.00, al Teatro Fabbricone va in scena un concerto che indaga La nuova lingua del jazz italiano proponendo due diverse formazioni: la prima, SIMONE GRAZIANO SNAILSPACE è un trio classico che affianca il pianista Simone Grazianocon il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista DAN KINZELMAN espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto GHOST HORSE (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro Per tutta la durata della rassegna, prosegue inoltre la mostra fotografica  NOTE IN CHIAROSCURO  di  Marco Benvenuti , con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.
1
Feb
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Tra venerdì 26 e lunedì 29 gennaio, ad inaugurare la rassegna METJAZZ 2018, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di STEFANO ZENNI, saranno ben quattro concerti, di cui tre a Prato e uno a Firenze. - Venerdì 26 gennaio alle ore 21.00, al Museo del Tessuto, il concerto di apertura figura per la prima volta tra gli appuntamenti di METJAZZ OFF e è affidato a due grandi sassofonisti, MARIO MARZI, primo sax della Scala e ACHILLE SUCCI, uno dei migliori jazzisti italiani. Inseguendo una delle tracce distintive dell’offerta di questa edizione, il loro concerto BACH IN BLACK, coprodotto da Metjazz 2018 con Museo del Tessuto, affronta la grande sfida di far incontrare Bach e il jazz e offre un percorso tra alcune delle composizioni di Bach trascritte per duo di sax o per sax e clarinetto. - Sabato 26 gennaio alle ore 22, presso Il Pinocchio Jazz di Firenze, replicando la felice collaborazione di METJAZZ con il Pinocchio Jazz Club, la sezione “incroci jazz tra Prato e Firenze” propone il quartetto di uno degli sperimentatori più aperti e versatili della scena italiana, il chitarrista genovese ALBERTO CAPPELLI TOROYA. In tema con il sottotitolo di questa edizione di MetJazz, “Lingue oltre i confini”, da sempre interessato ai linguaggi dell’improvvisazione, dopo essersi spinto oltre la tradizione jazzistica, avanguardie comprese, esplorando la lingua del flamenco, la musica indiana, le sonorità elettriche del rock,Cappelli ora torna al primo amore, quello elettrico, ma con consapevolezza nuova e intelligente ironia, frutto e sintesi dei diversi mondi stilistici attraversati, e affacciata su nuovi affascinanti orizzonti con il concerto LA CHITARRA OLTRE I CONFINI DEL JAZZ ELETTRICO. - Domenica 28 gennaio ore 11.00, presso la Scuola di musica Verdi, in un appuntamento di METJAZZ OFF realizzato da METJAZZ 2018 con la Scuola di musica Verdi, lo scrittore ALESSANDRO AGOSTINELLI leggerà pagine del suo romanzo BENEDETTI DA PARKER, dando voce alla storia di Dean Benedetti, il livornese fanatico di Charlie Parker che dopo la guerra registrò dal vivo decine di assoli del sassofonista. Ad accompagnarlo ci saranno due musicisti livornesi, ANDREA E NINO PELLEGRINI. - Lunedì 29 gennaio ore 21.00, al Teatro Metastasio Il primo grande concerto di METJAZZ 2018, coprodotto da Metjazz e Musicus Concentus, esplora le FRONTIERE DEL JAZZ CONTEMPORANEO e, affidato a uno dei nuovi astri della tromba jazz e al suo quintetto, JONATHAN FINLAYSON & SICILIAN DEFENSE (assieme a Finlayson, la chitarra di Miles Okazaki, il pianoforte di Andy Milne, il contrabbasso di John Hébert, la batteria e le percussioni di Craig Weinrib) propone un repertorio ispirato a Steve Coleman e al gioco degli scacchi (la “difesa siciliana” è una mossa degli scacchi inventata nel XVI secolo), fatto di una musica melodica e astratta al tempo stesso, in bilico tra ispirazioni ritmiche africane, contrappunto contemporaneo e un senso della forma rigoroso e limpido. A corredare la rassegna, dal 26 gennaio al 23 febbraio nel foyer del Metastasio sarà allestita la mostra fotografica NOTE IN CHIAROSCURO di Marco Benvenuti, con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.
23
Gen
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Esce oggi, lunedì 8 gennaio 2018, per l’etichetta Improvvisatore Involontario il disco Trio Galactus, di Giorgio Casadei (chitarra elettrica, chitarra-basso doppio manico), Alessio Alberghini (sax baritono, sax contralto, flauto) e Simone Pederzoli (trombone). Si tratta della prima uscita per il trio. I brani, tutti originali, composti e arrangiati da Giorgio Casadei, sono ispirati alle figure dei supereroi a fumetti del mondo Marvel come Iron Man, Capitan America, La Vedova Nera, Spider-Woman e gli X-Men. Le composizioni traggono spunto dalle avventure, ma ancora di più dalla complessità psicologica e dalle loro contraddizioni di esseri umani e di supereroi. Questo progetto viene pubblicato, in edizione limitata, con un cofanetto da collezione che, oltre al cd, contiene 13 cartoline d’autore che accompagnano le rispettive composizioni. Infatti, ospiti del progetto discografico sono 13 artisti (pittori, grafici, disegnatori) che hanno generosamente concesso l’utilizzo di una delle loro opere in abbinamento alla musica. Si tratta di Massimo Bonfatti, Andrea Chiesi, Anna Armellino, Simone Fazio, Pier Lanzillotta, Raffaella Tròiero, Denis Riva, Irene Prendin, Simone Cortesi, Alessia Travaglini, Carlo S. Tedeschi, Marino Neri, Beatrice Pucci. Per ogni brano è stata accuratamente scelta un’opera che potesse creare un collegamento evocativo tra il titolo del brano, la musica e il mondo delle immagini. Quella del Trio Galactus è una musica inedita, a volte turbolenta, a volte riflessiva, sempre alla ricerca di un equilibrio tra composizione e improvvisazione, tra spirito di ricerca e piacere dell’ascolto. L’uso di tempi dispari, di strutture a volte molto articolate, dell’improvvisazione nelle sue varie declinazioni sono tutti elementi che contraddistinguono il repertorio del progetto, vero e proprio laboratorio di alchimie timbriche per le sonorità sprigionate dal trombone, dai saxofoni (baritono e contralto), dal flauto e dalla chitarra elettrica. Il disco è acquistabile da oggi, lunedì 8 gennaio 2018, in formato digitale, sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/68/trio-galactus e in formato fisico su Jazzos https://www.jazzos.com/detail0.php?prod=II0053 Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Pagina Facebook Trio Galactus https://www.facebook.com/triogalactus Soundcloud https://soundcloud.com/trio-galactus-969167579 galactustrio@gmail.com Giorgio Casadei: (chitarrista, compositore, , arrangiatore, didatta e disegnatore) nasce a Rimini il 18 dicembre 1962. Si diploma al liceo artistico. Nel 1990 si laurea al D.A.M.S, col massimo dei voti, presentando la tesi intitolata: "Interferenze tra culture musicali. Il ruolo dell'improvvisazione". E’ artisticamente attivo dall’inizio degli anni ‘80. In campo musicale si è espresso attraverso la chitarra, il pianoforte, la composizione, l'arrangiamento e svariate tecniche d'improvvisazione, spaziando spesso tra vari mondi musicali. I principali progetti cui ha dato vita sono: Rimini Beach Party, Ella Guru, Trio Magneto, Musica nel Buio, Orchestra Spaziale, Sonic Uke Orchestra, Trio Galactus. Ha collaborato con svariati musicisti tra cui Massimo Semprini, Ivan Valentini, Stefano Zorzanello, Enrico Merlin, Vincenzo Vasi, Alessandro Lamborghini, Tony Coe, Chris Cutler, Uri Caine, Enzo Favata, Luigi “Lullo” Mosso, Marco Dalpane, Tiziano Popoli, Stefano Scodanibbio, partecipando a festival e rassegne in Italia e all'estero. Ha composto ed eseguito musiche per il cinema muto su commissione della Cineteca di Bologna. Compone musica da film, collaborando con i registi Paolo Fazzini, Marco Cruciani, per il quale ha realizzato le musiche di Tutti tu (2005) e Di colore vagabondo (2006)  e con Marco Bertozzi, con il quale lavora dal 2008 e ha realizzato le musiche per i seguenti film: Predappio in luce (2008), Rifugiati a Cinecitta' (2011) e Cinema grattacielo (2017). Collabora attivamente con lo scrittore Ermanno Cavazzoni nella sonorizzazione di letture dal vivo e spettacoli; nel 2013 ha realizzato insieme a Vincenzo Vasi la colonna sonora del film Vacanze al mare. Realizza performance di carattere multimediale insieme a pittori e artisti come Andrea Chiesi, per il quale ha commentato con musiche dal vivo alcuni suoi dipinti ad olio e ha composto la colonna sonora del video “Il rumore e il nero”, filmato con le opere realizzate dal pittore dal 2002 al 2011, e Marino Neri, con il quale nel 2017 il Trio Galactus ha collaborato in un dialogo dal vivo tra musica e disegno. Sempre nel 2017 con il progetto della Sonic Uke Orchestra  realizza alcune sonorizzazioni dal vivo di film di animazione di Beatrice Pucci, Alessia Travaglini e l'Associazione  OTTOmani. Affianca alle attività artistiche la didattica musicale, insegnando chitarra, sviluppando progetti per le scuole, tenendo corsi di musica d’insieme e laboratori dedicati all’arrangiamento. E' operatore e responsabile della Fonoteca del Comune di Nonantola, per la quale organizza anche, in veste di direttore artistico,  Salto nel suono, rassegna di ascolti guidati, incontri concerti e conferenze. Alessio Alberghini: nato a Cento nel 1974, si diploma brillantemente in Flauto Traverso presso il conservatorio  “G.B.Martini” di Bologna. Dopo aver partecipato a vari seminari d’approfondimento sulla didattica e sulla musica moderna flautistica, avvia un’intensa attività concertistica come solista e camerista. In seguito decide di intraprendere anche gli studi di saxofono, partecipa al “Sax Master Class” con il M° Claude Delangle e nel 2002 si diploma a pieni voti sotto la guida del M° Daniele Faziani. Avvicinatosi sempre più al repertorio jazzistico, segue corsi di improvvisazione col M° Ivan Valentini e col M° Haddy Handerson; inoltre frequenta il corso di specializzazione in “Musica Jazz” col M° Tomaso Lama presso il Conservatorio “G.B.Martini” di Bologna. Nel luglio 2004 frequenta l’alto corso di specializzazione della Berklee School diretto da Larry Monroe, Giovanni Tommaso e Roger Brown all’interno della rassegna Umbria Jazz, vincendo la prestigiosa borsa di studio. Intensa è la sua attività concertistica come polistrumentista in diversi ensemble toccando repertori che spaziano dal classico al jazz, dal musical al rock, in cartelloni come “Angelica Festival”,“Clusone Jazz”, “B--‐Jazz”, “Non Sole Jazz”, “Trentino Jazz”, “Isole che parlano”, “Salto nel Suono”, Comacchio Jazz, per citarne alcuni. All’attivo ha diverse incisioni discografiche, in particolare con il M° Andrea Centazzo, con il M° Davide Masarati per il quale ha inciso colonne sonore per Mediaset col M° Sandro Comini e con il premio Oscar Nicola Piovani. Recentemente è stato invitato dal direttore d’orchestra Gillian Anderson per una collaborazione con l’organista americano Keith Reas in tournée europea, col quale ha suonato repertorio contemporaneo per organo e flauto. Nell’anno 2010 ha suonato come primo sax con l’orchestra del Comunale di Bologna in occasione dell’allestimento del musical “Il bacio della donna ragno” diretto dal M° Squarzina. Insieme a Tiziano Zanotti e Fabrizio Puglisi e Claudio Trotta hanno formato il gruppo “Psaico Bop”, col quale incidono per l’etichetta “Echoes” e BE1TWO. Ha collaborato con il sassofonista americano “Sabir Mateen” col quale ha suonato presso A38ship di Budapest, e il “Free jazz festival” di Praga. A fianco del chitarrista compositore Giorgio Casadei ed il trombonista Simone Pederzoli, nasce il gruppo “Galactus”. Ha collaborato attivamente con il chitarrista docente del Berklee Boston college “Garrison Fewell”, con il quale nasce un duo sax e chitarra, dando vita ad un CD intitolato “Inverso”. Incide per la “Floating Forest”, etichetta discografica che si dedica alla musica d’avanguardia, e recentemente è nata la collaborazione con la “a Simple Lunch”, etichetta discografica di Bologna con la quale ha stampato “Oddities”. All’attivo ha tre progetti musicali che lo portano a collaborare insieme ad Andre Massaria e Massimiliano Furia negli “Hapax trio”, con Alberto Coda e Valerio Chetta negli “Opus Funk Trio”, e come leader nel progetto “Oddities” insieme a Samuele Garau, Enrico degli Antoni e Giuseppe Risitano. Inoltre ha preso parte di “Sonata Island” gruppo cameristico capitanato da Emilio Galante, insieme a Giordano Montecchi, Giorgio Casadei, e Simone Pederzoli. A settembre 2016, ha preso parte al Jazz festival di Comacchio al fianco di Paolo Fresu. Recentemente ha intrapreso una collaborazione artistica con masterclass e concerti insieme al batterista americano Bruce Ditmas. Dal 2000 affianca agli impegni concertistici in teatri, festival e club, un’intensa attività didattica come docente di flauto traverso, sassofono e musica d’insieme, e direttore didattico presso la scuola di musica “Fra le Quinte”(Cento, Ferrara)  come presidente. Simone Pederzoli: diplomato a pieni voti al conservatorio statale di musica “E.F.Dall’Abaco” di Verona nell’anno scolastico 1999/2000 in trombone sotto l’insegnamento del M° Lorenzo Rigo. Perfezionando gli studi con il M° Marco Pellacani (primo trombone dell’Orchestra RAI di Roma) Steve Turre e successivamente con il M° Roberto Rossi. Oltre allo studio del trombone ha conseguito la Laurea di primo livello in musica jazz al conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento nell’anno scolastico 2004/05 sotto l’insegnamento del M° Franco D’Andrea. Vanta numerose collaborazioni con artisti nazionali e internazionali nell’ambito jazz e la partecipazione a numerosi festival.    
9
Gen
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Giunta alla XXIII edizione, dal 26 gennaio al 19 febbraio si terrà la rassegna Metjazz 2018, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di Stefano Zenni. Il programma di quest’anno si presenta più ampio del consueto perché, se da un lato la rassegna, forte delle collaborazioni pratesi con il Museo del Tessuto, la Camerata Strumentale e la Scuola di Musica Verdi, conserva la sua struttura classica proponendo a Prato 6 concerti, 2 conferenze e una mostra fotografica, dall’altro diventa il fulcro di una sorta di festival jazz che, grazie a una coesa sintonia d’intenti con il Musicus Concentus e il Pinocchio Jazz di Firenze, presenta quattro concerti anche nel capoluogo toscano. Due le caratteristiche peculiari delle proposte di Metjazz 2018: la prima è che tutti gli appuntamenti ruotano intorno al tema delle lingue e dei linguaggi del jazz, spaziando dall’inglese al francese, dallo yoruba allo spagnolo, dall’italiano al dialetto friulano; la seconda è che la rassegna intende esplorare i confini porosi tra i linguaggi musicali, ammettendo l’incontro tra jazz e musica classica e spingendosi attraverso i confini del rock elettrico e acustico, l’avanguardia, la world music, l’elettronica, fino ad approdare in altri modi espressivi, come la letteratura e la fotografia. Quattro i grandi eventi pratesi tra Metastasio, Fabbricone e Teatro Politeama Pratese: Il primo concerto, coprodotto da Metjazz e Musicus Concentus, esplora le Frontiere del jazz contemporaneo e, affidato a uno dei nuovi astri della tromba jazz e al suo quintetto, JONATHAN FINLAYSON & SICILIAN DEFENSE (assieme a Finlayson, la chitarra di Miles Okazaki, il pianoforte di Andy Milne, il contrabbasso di John Hébert, la batteria e le percussioni di Craig Weinrib) propone un repertorio ispirato a Steve Coleman e al gioco degli scacchi (la “difesa siciliana” è una mossa degli scacchi inventata nel XVI secolo), fatto di una musica melodica e astratta al tempo stesso, in bilico tra ispirazioni ritmiche africane, contrappunto contemporaneo e un senso della forma rigoroso e limpido (Lunedì 29 gennaio ore 21.00 - Teatro Metastasio). Il secondo concerto indaga La nuova lingua del jazz italiano proponendo due diverse formazioni: la prima, SIMONE GRAZIANO SNAILSPACE è un trio classico che affianca il pianista Simone Graziano con il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista Dan Kinzelman espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto GHOST HORSE (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro (Lunedì 5 febbraio ore 21.00 - Teatro Fabbricone). Il terzo concerto, Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet, coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, è una PRIMA ASSOLUTA che si sviluppa da un progetto del compositore Michele Corcella con lo scopo di esaltare la ricchezza della musica di John Lewis (il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea) e che coinvolge uno dei più grandi pianisti del nostro jazz, Enrico Pieranunzi, cui si affiancano il contrabbasso di Luca Bulgarelli e la batteria di Mauro Beggio (Giovedì 15 febbraio ore 21.00 - Teatro Politeama Pratese). Il quarto appuntamento è quello con la violinista cubana YILIAN CAÑIZARES e il suo quintetto “INVÓCACION” (con la Cañizares sul palco anche il pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo) che, in Una festa cubana, fa della mescolanza di lingue (canta in spagnolo, yoruba e francese) e stili, un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea (Lunedì 19 febbraio ore 21.00 - Teatro Metastasio). Ci saranno poi altri quattro appuntamenti racchiusi tra gli eventi di Metjazz OFF: Per il concerto di apertura, due grandi sassofonisti, il primo sax della Scala e uno dei migliori jazzisti italiani, Mario Marzi e Achille Succi affrontano la grande sfida di far incontrare Bach e il jazz nel concerto Bach in Black, coprodotto da Metjazz 2018 con Museo del Tessuto (Venerdì 26 gennaio ore 21.00, Museo del Tessuto). In un appuntamento realizzato da Metjazz 2018 con la Scuola di musica Verdi, accompagnato da due magnifici musicisti livornesi, Andrea e Nino Pellegrini, lo scrittore Alessandro Agostinelli leggerà pagine del suo romanzo Benedetti da Parker, dando voce alla storia di Dean Benedetti, il livornese fanatico di Charlie Parker che dopo la guerra registrò dal vivo decine di assoli del sassofonista (Domenica 28 gennaio ore 11.00, Scuola di musica Verdi). Con una conferenza esplicativa realizzata in collaborazione con Scuola di musica Verdi, Stefano Zenni analizza L’incontro tra Bach e il jazz e trova nelle fughe jazz scritte da John Lewis in Concorde (1955) l’occasione per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea (Domenica 4 febbraio ore 11.00, Scuola di musica Verdi) Per introdurre il grande concerto del 15 febbraio con una preziosa guida all’ascolto, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze (Giovedì 15 febbraio ore 19.00, Ridotto del Politeama Pratese). Nei giorni della rassegna Metjazz a Prato, a creare una sorta di festival nel festival ci sono poi gli Incroci Jazz, una sorta di festival federativo tra Prato e Firenze frutto della collaborazione con Musicus Concentus e Pinocchio Jazz, con mostre, concerti, conferenze in sala, club, teatri (prezzi ridotti per gli abbonati di Metjazz per i concerti a Firenze). Tra gli appuntamenti fiorentini si segnala: Sabato 27 gennaio ore 22.00, Pinocchio Jazz, Firenze Alberto Capelli Toroya La chitarra oltre i confini del jazz elettrico  Venerdì 2 febbraio ore 21.15, Musicus Concentus, Sala Vanni, Firenze Elsa Martin/Stefano Battaglia - Sfueâi Voce e pianoforte, in lingua friulana Sabato 3 febbraio ore 22.00, Pinocchio Jazz, Firenze Di Vi Kappa Il rock duro diventa (jazz) acustico Venerdì 16 febbraio ore 21.15, Musicus Concentus, Sala Vanni, Firenze Fire! Il supergruppo eccitante e distorto del jazz contemporaneo, dalla Svezia A corredare la rassegna, dal 26 gennaio al 23 febbraio nel foyer del Metastasio sarà allestita la mostra fotografica NOTE IN CHIAROSCURO di Marco Benvenuti, con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz. Il festival è organizzato dal Teatro Metastasio di Prato in collaborazione con Network Sonoro, Musicus Concentus, Camerata Strumentale “Città di Prato”, Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi, Museo del Tessuto, e Pinocchio Jazz Club di Firenze. ______________________________________________________________ Info Teatro Metastasio - tel 0574 608501 - Cristina Roncucci 0574/24782 (interno 2) - 347 1122817 PREZZI ABBONAMENTO 4 CONCERTI intero > € 60,00 (on-line € 57,00) convenzioni - soci coop - over 65 - abbonati Met/8 e Fab/8 > € 45,00 (on-line € 43,00) gruppi - under 25 > € 36,00 (on-line € 34,00) PREZZI BIGLIETTI METASTASIO E FABBRICONE intero > € 20,00 (on-line € 19,00) convenzioni - soci coop - over 65 - abbonati Met/8 e Fab/8 > € 15,00 (on-line € 14,00) gruppi - under 25 > € 12,00 (on-line € 11,00) PREZZI BIGLIETTI POLITEAMA PRATESE da € 5,00 a € 25,00 presso la biglietteria del Teatro Politeama a partire dal 16 dicembre PREZZI BIGLIETTI CONCERTI METJAZZ OFF Bach in Black € 7,00 posto unico - € 5,00 gruppi / under 25 Benedetti da Parker € 5,00 posto unico - € 4,00 gruppi / under 25 CONFERENZA del 4 febbraio presso la scuola di Musica Verdi, ingresso libero CONFERENZA del 15 febbraio presso il Ridotto del Politeama, ingresso libero INFORMAZIONI E VENDITA È possibile abbonarsi a partire dal 19 dicembre 2017. Chi ha sottoscritto l’abbonamento per la scorsa edizione può confermare la propria poltrona fino al 28 dicembre. I biglietti per i concerti al Metastasio e al Fabbricone e per i concerti MetJazz Off sono in vendita a partire dal 9 gennaio 2018.   BIGLIETTERIA TEATRO METASTASIO via Cairoli 59, Prato - tel. 0574/608501 dal martedì al sabato 9.30/12.30 e 16.00/19.00 Per il periodo della rassegna, la biglietteria sarà aperta anche il lunedì BIGLIETTERIA ON-LINE http://ticka.metastasio.it (sconto di circa il 5%) CIRCUITO BOX OFFICE tel. 055/210804 TABACCHERIA BIGI via Bologna 77, Prato . tel. 0574/462310  
15
Dic
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L’etichetta  Improvvisatore Involontario  è felice di annunciare l’uscita di un nuovo disco: si tratta di  “Dissolvenze”  del sassofonista toscano  Giovanni Benvenuti . L’album, che vede la collaborazione di  Katia Moling  alla viola,  Andrea Libero Cito  al violino,  Francesco Pierotti  al contrabbasso e  Andrea Beninati  al violoncello e batteria, è composto da sette tracce tutte scritte e arrangiate da Benvenuti ed eseguite da lui al sax tenore e soprano. “Dissolvenze” è un disco nato dalla volontà di trascrivere in musica le influenze artistiche, musicali ed extramusicali, che il sassofonista di origini toscane ha avuto.  I brani contenuti nell’album, infatti, sono un sapiente mix di stili, che con la giusta scelta degli strumenti, riescono a creare una multiforme atmosfera: gran parte della musica contenuta nell'album è molto vicina a quella classica europea, in particolare a compositori come Ravel ed è eseguita dagli archi. Queste parti sono praticamente prive di improvvisazione e rispecchiano l’amore che Benvenuti ha per la musica classica ed il suo legame con la cultura classica europea. Ci sono però altri brani che, invece, sono più vicini al jazz contemporaneo, gli strumenti cambiano (contrabbasso e batteria) e risentono, invece, all’estrazione jazzistica dell’artista. Non manca, inoltre, qualche accenno al rock, altro amore di Benvenuti. Il titolo “Dissolvenze” è legato al mondo del cinema al quale il sassofonista si è ispirato nella composizione dei brani, in parte perché alcuni potrebbero essere colonne sonore, in parte per il metodo compositivo utilizzato. Invece i titoli sono in parte legati alla letteratura (per esempio “La Montagna” di Thomas Mann) o al mondo dei fumetti. Il disco è acquistabile da oggi,  18 settembre 2017 , in formato digitale, sul sito di  Improvvisatore Involontario  al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/67/dissolvenze-giovanni-benvenuti E presto sarà disponibile anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com http://www.giovannibenvenuti.com/ https://www.facebook.com/giovannibenvenutimusic/?ref=bookmarks https://www.youtube.com/channel/UCS9ApUWW056g66aet37HHbA Giovanni Benvenuti  (sassofonista tenore e soprano) nasce a Siena il 27 giugno 1989 e si diploma con 110 con lode e menzione accademica al conservatorio G.B.Martini di Bologna. Ha suonato nell’ Arbia big band diretta da Klaus Lessmann e nell’orchestra Labyrinto diretta da Roberto Nannetti, col quale ha inciso un disco uscito nel 2013 intitolato “Mi arrangio, suono e canto…” con la partecipazione di Ettore Buonafè, Barbara Casini, Mirco Mariottini e Gilson Silveira e con arrangiamenti di Marcello Faneschi e Roberto Nannetti. Ha frequentato quattro edizioni dei seminari estivi di Siena Jazz. E’ stato ammesso e ha frequentato, ottenendo il diploma, il master internazionale In.Ja.m. (International jazz master in tecniche dell’improvvisazione). Ha partecipato al festival Panama jazz 2010, nell’ambito del quale si è esibito in concerto con un gruppo formato da Luigi di Nunzio, Enrico Morello, Francesco Diodati, Alessandro Lanzoni e Gabriele Evangelista, ed ha tenuto come insegnante una masterclass sempre nell’ambito del festival. Con questa formazione si esibisce al teatro dei Rinnovati di Siena, al Baluardo di Modena ed al Torrione jazz club di Ferrara, e successivamente rappresenta la Fondazione Siena Jazz in un meeting col conservatorio di Parigi e la Berklee Con lo stesso quintetto, con l’aggiunta di Achille Succi, si è esibito a Boston ed a New York. A Boston ha seguito lezioni di Danilo Perez, Ben Street ed altri musicisti internazionali all’interno del Berklee college. Ha suonato in concerto con John Taylor; col compositore brasiliano Guinga; con la cantante Barbara Casini; col pianista Danilo Perez. Ha composto le musiche per lo spettacolo teatrale “D’acqua e di sabbia” di Gloria Mugelli e Lorenzo Taccini. Collabora Roberto Spadoni, col quale si è esibito in big band al festival jazz di Comacchio nel 2011 con Marco Tamburini alla tromba. Si esibisce in numerosi Festival Jazz come quello di Terni, di Novara, il Grey Cat. Si esibisce in numerosi club come Torrione di Ferrara, un Tubo di Siena, Cantina Bentivoglio e Spazio in Due di Bologna, Ex Wide di Pisa, Nof di Firenze. Col Gaga quartet ha vinto il concorso T-rumors indetto dalla regione Toscana e nell’estate 2012 il concorso le Murate. Con questa formazione si esibisce in numerose rassegne prestigiose (come il festival del libro di Torino, il Grey Cat festival, il Mei a Faenza etc.) grazie alla collaborazione con Eventi Music Pool, con ospiti come Mirko Guerrini e Giovanni Falzone. Nell’estate del 2012 con il Gaga quartet apre il concerto al quartetto di Dave Holland tenuto nell’anfiteatro romano di Fiesole. Col Gruppo Redsolution incide un disco pubblicato da Irma Records intitolato “Invisible song”con la partecipazione di Humberto Amesquita, Federico Pierantoni, Yuri Goloubev, Germano Zenga e Luca Bortoluzzi. Ai seminari di Siena Jazz 2012 vince una borsa di studio grazie alla quale parteciperà al Iasj jazz meeting 2013 in Danimarca. Vince nell’ambito del festival di Bologna il premio Massimo Mutti, con giuria composta anche dai membri degli Opus Five. Sempre nel festival di Bologna suona sia con un gruppo di studenti selezionati dal conservatorio e diretti dagli Opus Five, sia con la Big band del conservatorio diretta da Massimo Morganti. Suona col Michele Pazzini quartet a San Marino nel Teatro Titano. Collabora con la Natural Revolution Orchestra diretta da Fabio Morgera, all'interno della quale collabora con numerosi musicisti come Dario Cecchini, Claudio Giovagnoli, Stefania Scarinzi, Nico Gori. E’ finalista al concorso Premio Massimo Urbani 2014. E' finalista del concorso Chicco Bettinardi 2015 nella categoria solisti. Tramite il conservatorio di Bologna ha la possibilità di seguire un seminario con John Taylor e Diana Torto. Registra un disco di sua musica originale in coproduzione con la Emme produzioni musicali dal titolo “Che fine ha fatto il signor Bowman”, con i musicisti Simone Graziano, Francesco Pierotti e Andrea Grillini, pubblicato nel mese di aprile 2015. Con questa formazione suona in numerose rassegne e festival come il Torrione jazz club, il festival jazz di Tarquinia, il festival jazz di Farfa, il teatro della Cittadella a Civitavecchia. Partecipa ad piccolo tour di tre concerti organizzati dall'Ismez (dentro i conservatori Santa Cecilia a Roma, G.B. Martini di Bologna e quello di Rovigo) insieme a musicisti come Salvatore Maiore e Diana Torto. Si esibisce con la Fragile Orchestra nell'ambito del festival Novementis a Modena. Si esibisce col Fuel Quartet in numerosi festival come Jazz on the Corner ad Arezzo, Fano Jazz festival, Fara Jazz festival. Con il duo StepTwo incide un disco, intitolato Binari, pubblicato dalla Abeatrecords. Con questa formazione si qualifica terzo al concorso del Festival Nazionale dei conservatori 2016 tenutosi a Frosinone. Collabora stabilmente con Francesco Cusa nell’ambito del gruppo Francesco Cusa & The Assassins. Con gli Assassins pubblica il disco Live a Collescipoli in allegato alla rivista Jazzit per l’etichetta Alfa Music. Pubblica per El Gallo Rojorecords il disco “Kind of Mosch” contenente composizioni di Riccardo la Foresta, formazione con la quale suona in numerose rassegne quali il Blue Noise di Reggio Emilia. Incide l’album di Elisa Mini “Beyond the Line” pubblicato per Nadir Music e suona in concerto con questo progetto alla Sala del Rosso di Firenze. Grazie all’associazione Ismazonlus partecipa ad un tour (comprendente anche la Casa del Jazz di Roma) con Diana Torto e Stefano Battaglia. Registra il disco della formazione Question Market per la Emme records. Ha collaborato con la cantante australiana Tamara Kuldin.
19
Set
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Finalmente disponibile in formato fisico e acquistabile online il disco “Trouble No More… All Men Are Brothers” (etichetta Long Song Records, distribuzione Audioglobe) dell’acclamato batterista, compositore, arrangiatore e interprete Tiziano Tononi e del produttore Fabrizio Perissinotto. Un ispirato tributo e una reinvenzione creativa di classici della Allman Brothers Band, suonati con una inedita sensibilità avant jazz, ed eseguiti da alcuni dei migliori musicisti italiani e stranieri del genere: Piero Bittolo Bon (sax alto, clarinetto e flauti), Emanuele Passerini (sassofono tenore e soprano), Emanuele Parrini (violino e viola), il bassista newyorkese Joe Fonda (basso acustico ed elettrico), alle spalle anni da luminare della scena avant di New York con Braxton e mille altri; Carmelo Massimo Torre (fisarmonica) e Pacho (congas, bongos, percussioni) ex-allievo di Tononi. Infine Tononi e Perissinotto hanno deciso di ingaggiare, alla ricerca della diversificazione, una voce femminile bella, nobile e di sostanza: Marta Raviglia, che ha graziato col suo blues pezzi come “Whippin' Post”, “Midnight Rider”, “It's Not My Cross To Bear”, “You Don't Love Me”. Special guest invece Fabio Treves (armonica in “You Don’t Love Me”) e Daniele Cavallanti (solo di sax tenore in “Soul Serenade”). L’album è acquistabile, in formato fisico, sul sito dell’etichetta Long Song Record al seguente link http://www.longsongrecords.com/discography/trouble-no-more-all-men-are-brothers/ A quasi cinquant'anni dall'uscita dei primi dischi della Allman Brothers Band l'eredità lascia ancora il segno. La band ha creato un sound che affonda le proprie radici nel blues e nel rock per estendersi a lunghe improvvisazioni più vicine al jazz. In America, e non solo, il gruppo è una istituzione, specialmente nella sua prima incarnazione culminata con la pietra miliare “Live at Fillmore East”, uno dei più grandi dischi dal vivo di sempre. La loro musica è unica, e molti dei loro pezzi sono dei classici assoluti (come ad esempio “Ramblin' Man”, “Whippin' Post”). Tutto ciò rende “Trouble No More… All Men Are Brothers” di Tiziano Tononi & Southbound un successo ancora più sorprendente e particolare. E’ un tributo amorevole a questo gruppo fondamentale, e un innovativo viaggio musicale a sé stante, un'ibridazione unica tra elementi di musica roots/blues e la celebrazione del free jazz. Questo progetto nasce da una passione pluridecennale di Tononi e del produttore   Fabrizio Perissinotto, entrambi fan accaniti della musica degli Allman Brothers. Perissinotto desiderava fare un tributo agli Allman Brothers sin da quando ha fondato la Long Song Records (il nome stesso dell'etichetta è infatti un riferimento ai lunghi pezzi degli Allman), e Tononi gli è sempre sembrato la persona perfetta per questo progetto. Nel 2015 i piani per realizzare l'album hanno iniziato a prendere forma. Perissinotto e Tononi si trovavano entrambi a New York per la registrazione di The Brooklyn Express - No Time Left (con Tononi  affiancato da Steve Swell, Herb Robertson, Joe Fonda e Daniele Cavallanti), quando hanno cominciato a parlare della loro condivisa passione per la musica degli Allman Brothers con il bassista Joe Fonda, anche lui fan di vecchia data, nonché bassista talvolta per un side project di Jaimoe, uno dei due batteristi della ABB. In quel momento le idee hanno preso una prima forma nella testa di Tononi: il suono, la formazione, la strumentazione e gli arrangiamenti. Tuttavia questo progetto presentava una serie di sfide particolari: come indirizzare il proprio amore per la musica degli Allman omaggiandola, reimmaginandola, e riconcontestualizzandola allo stesso tempo anche nell'ambito dell'improvvisazione e del jazz e non solo. La soluzione più semplice è stata ripensare completamente la strumentazione coinvolta. Perissinotto spiega: "Il punto di svolta è arrivato quando ci siamo completamente dimenticati delle chitarre. Qualsiasi chitarrista sarebbe stato paragonato a Duane Allman o a Dickey Betts, o altri più recenti interpreti delle sei corde che sono passati nella band. E io volevo andare oltre questo. Quindi abbiamo optato per due sassofoni al posto delle chitarre e un violino al posto della famosa chitarra slide tanto parte del loro sound. Tiziano ha poi pensato alla fisarmonica per sostituire l'organo. Violino e fisarmonica hanno in qualche modo aggiunto un peculiare tocco "rootsy" al tutto”. Il cambio radicale degli strumenti coinvolti è stato fondamentale per dare una nuova identità originale alla musica, che non si limitasse semplicemente a creare delle “versioni jazz” fedeli agli arrangiamenti originali. Anche se molte delle tracce contenute nell'album suoneranno familiari ai fan della musica degli Allman, sicuramente nessuno le ha mai sentite reinterpretate in questo modo. L'album sembra infatti prendere uguale ispirazione sia dalla natura epica di un album come Ascension di Coltrane, che dalla fonte originale del materiale. E lo potrete chiaramente sentire nelle improvvisazioni dei sassofoni, nell'ottima tecnica esecutiva, e negli arrangiamenti sontuosi e a tratti epici. Per ulteriori info: http://www.longsongrecords.com/ info@longsongrecords.com http://www.longsongrecords.com/discography/trouble-no-more-all-men-are-brothers/
5
Mag
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Nuovo video promozionale per il trio Kuku formato da Sara Montagni (voce, flauto, sensori),  Martino Rappelli (chitarre) e Tommaso Rosati (electronic devices, live electronics, batteria). Si tratta di “God save the glitch” , settima traccia dell’album “Kuku” uscito a gennaio, in formato digitale, per l’etichetta Improvvisatore Involontario. Il trio, immerso nell'assenza di luce, su un pianeta senza nome, in un territorio incontaminato, perlustra nuovi spazi e destruttura il proprio bagaglio jazz creando nuove sonorità. L'incontro di più mondi è nell'attimo di una canzone: http://www.youtube.com/watch?v=Dgq_uGqD6pE Il cd è acquistabile, in formato digitale, sul sito dell’etichetta Improvvisatore Involontario http://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/65/kuku-del-trio-kuku e presto sarà disponibile anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://www.kukumusic.it http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UCkv5eqwDed8sm5gjt4p5BbA Soundcloud https://soundcloud.com/kukumusic/ Pagina Facebook https://www.facebook.com/kukumusictrio/ Video teaser https://youtu.be/Ke2XOnz8dH4   Sara Montagni: cantante, flautista, compositrice, attrice di musical e insegnante di canto jazz e moderno. Studia musica classica e flauto traverso per poi dedicarsi interamente al jazz. Frequenta masterclass con: Mark Murphy, Sheila Jordan, Jay Clayton, Bruno Tommaso, Giancarlo Gazzani, Giancarlo Schiaffini, Stefano Zenni, Norma Winstone, Cinzia Spata, Susanna Stivali, Joey Calderazzo, Kurt Rosenwinkel, Scott Colley, Jeff Tain Watts, Paul McCandless, P.Swerts, Bob Stoloff, Paolo Silvestri, Ennio Nicotra, Mauro Tiberi, solo per citarne alcuni. Si è laureata con il massimo dei voti in Canto Jazz e in Arrangiamento e Composizione Jazz presso l’I.S.S.M. “P. Mascagni” di Livorno. Ha partecipato a varie rassegne e Festival tra cui International Jazz Day Unesco, Suoni Inauditi, Fara Music Festival, Suoni Mediterranei Jazz Festival. Vincitrice della borsa di studio “Nicola Paoli” (2013) per il miglior arrangiamento; ha vinto il premio Giovanni Finizii 2013 per il miglior brano inedito. Con il progetto Kuku ha vinto il premio al concorso “Julia… Jazz e non solo” (2013), è stata finalista al Premio Jazz Live (2013) e al concorso Internazionale di Arrangiamento e Composizione Jazz di Barga (2016). Tommaso Rosati: musicista elettronico, batterista jazz, compositore elettroacustico, si è diplomato in batteria jazz all’I.S.S.M. “P. Mascagni” di Livorno e in musica elettronica (MNT) al conservatorio Cherubini di Firenze con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Ha creato e seguito vari progetti che spaziano dalle installazioni d’arte alle performance di musica elettronica. Produce musica per cortometraggi e documentari. Si occupa di spazializzazione del suono e creazione di sistemi hardware-software per il controllo di live electronics (strumenti aumentati). Ha suonato in vari contesti tra cui l’Homework festival di Bologna e il Loewe Theater di New York; Ha collaborato con Nicoletta Andreuccetti, Riccardo Onori, Marco De Cotis, Piero Bittolo Bon, Elias Nardi, Carlo Failli, Teresa Paoli e molti altri. Martino Rappelli: inizia lo studio della chitarra da autodidatta proseguendo poi con Luigi Gagliardi, Alessio Menconi, Franco Ceccanti e Luigi Tessarollo. Partecipa a eventi e seminari incentrati sull’improvvisazione e la sperimentazione con il chitarrista Eugenio Sanna, il percussionista Mauro Orselli e il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza. Studia elementi di composizione per immagini con il M° Roberto Sbolci, il M° Ezio Bosso, il M° Stefano Zorzanello e il professor Sergio Miceli. Frequenta i corsi di jazz del M° Mauro Grossi presso l’I.S.S.M. “P. Mascagni” di Livorno diplomandosi col massimo dei voti in chitarra jazz e arrangiamento e composizione jazz. Ha partecipato a varie rassegne e festival internazionali tra cui, per citarne alcuni, l’International Jazz Day Unesco, Suoni Inauditi, Fara Music Festival, Suoni Mediterranei Jazz Festival. Nel 2014 ha vinto la borsa di studio “Nicola Paoli” per il miglior arrangiamento in forma classica e con strumenti acustici di un brano di musica rock/popolare.
2
Mag
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Si intitola “Check your Soul” ed è il  terzo progetto da solista per Massimo Spano, il secondo uscito con l’etichetta Improvvisatore Involontario. Si tratta di una nuova partenza per il contrabbassista cagliaritano che con i “Double Decker Quartet” ha voluto confrontarsi con un organico di musicisti più ristretto rispetto agli ultimi suoi lavori con la Rural Electrification. Questo lavoro vede il fortunoso incontro di esperti musicisti che riescono, fin dall’inizio, a consolidare un suono personale e compatto dove i ruoli e gli interventi sono definiti in maniera naturale. Nel progetto Massimo Spano e il suo contrabbasso sono affiancati da Achille Succi al clarinetto basso, Sebastiano Meloni al pianoforte e Roberto Migoni alla batteria e percussioni. Il disco è acquistabile da oggi, 28 aprile 2017, in formato digitale, sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: http://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/66/check-you-soul e presto lo sarà anche in formato fisico. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Massimo Spano: diplomato con il massimo dei voti nel 2009 al “Corso Universitario Triennale  di Musica Jazz” presso il conservatorio di Cagliari “Pierluigi da Palestrina”, inizia la sua attività musicale negli anni ’80 come bassista elettrico suonando in diversi gruppi musicali di funky e jazz elettrico. Nel 1997 si avvicina al jazz acustico e allo studio del contrabbasso partecipando a diversi seminari dove ha occasione di affinare la propria tecnica strumentale e ampliare le conoscenze di armonia e arrangiamento. Negli anni seguenti svolge un’intensa attività compositiva esplorando nuove sonorità prendendo spunto dai vecchi esperimenti di C. Mingus, C. Haden  e O. Coleman sulla free improvisation. Suona con alcuni tra i più importanti musicisti isolani riuscendo a dare forma alle sue idee sulla libera improvvisazione sperimentando con organici inusuali sonorità particolari, riuscendo a svincolare il singolo musicista dagli schemi jazzistici tradizionali. Costituisce la “Rural Electrification Orchestra” con la quale nel 2009 registra il disco “Col Fiato Sospeso” curando personalmente le composizioni e gli arrangiamenti. Nel 2013 esce per l’etichetta “Improvvisatore Involontario” il secondo CD della medesima orchestra dal titolo The Sleepwalker. Nel 2014 esce per l’etichetta Clair de Lune il disco “Be Happy” del Quartetto Hard ‘Up di cui fa parte stabilmente come bassista e compositore. Nel 2017 esce il nuovo disco “Waves” dell’  Hard ‘Up Trio. Attualmente suona con il suo nuovo Double Decker Quartet con Achille Succi, Sebastiano Meloni e Roberto Migoni. Achille Succi: saxofonista, clarinettista e compositore è stato recentemente recensito da Bill Shoemaker nel “giornale della Musica” come uno dei musicisti Europei da seguire nei prossimi 10 anni mentre il giornalista Mario Gamba lo descrive come un genio del Jazz Italiano. Fra i molti artisti italiani e stranieri con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Ralph Alessi, Silvie Courvoisier, Steve Swell, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dorge, David Liebman,  Franco DʼAndrea, Giorgio Gaslini, Ettore Fioravanti, Simone Guiducci e Giancarlo Tossani; con molti di questi ha anche preso parte alla realizzazione di numerose incisioni discografiche, tra cui due CD da leader: “Shivaʼs dance” e “ Terra” ed uno in duo con Salvatore Maiore “ Pequenas Flores do inferno”. Ha fondato con Fabrizio Puglisi e Alberto Capelli il gruppo “Atman” con cui ha realizzato due lavori discografici (“Atman” e “Puntolinea”), con il pianista Christopher Culpo ha realizzato i Cd “Fresh Frozen”, al quale ha partecipato anche il tubista Oren Marshall, e il recente “Thawing Mammoth”. Di recente pubblicazione anche “Three Branches” con l’omonimo trio e “Protection Sound” con il JuJu sound di Silvia Bolognesi, oltre a “Bach in Black”, un lavoro di ricerca su Bach e l’improvvisazione in duo con il sassofonista Mario Marzi. E’  molto attivo anche nel campo dell’alta formazione musicale sin dal 2006; attualmente è in cattedra di sassofono Jazz al Conservatorio di Cagliari, e dal 2012 è docente alla Siena Jazz University. Numerosi sono i workshop e masterclass di Jazz e improvvisazione in diversi conservatori e istituzioni musicali italiane ed estere, tra i quali i seminari estivi di Siena Jazz (dal 2001) e la “European Jazz School” a Marburg, Germania, oltre ad essere stato docente di tecniche di improvvisazione al Master annuale di clarinetto basso e musica elettronica del Conservatorio di Milano. Dal 2015 insegna presso il Conservatorio di Cagliari “Pierluigi da Palestrina”. Sebastiano Meloni: pianista, vive a Cagliari, dove ha conseguito il diploma accademico in jazz-pianoforte e ha studiato pianoforte classico, armonia e composizione. Insegna Lettere nella scuola secondaria. Ha suonato tra gli altri con Tony Oxley, Paul Dunmall, Roberto Dani, Mark Sanders, Achille Succi e i musicisti sardi Adriano Orrù, Roberto Pellegrini, Nicola Cossu, Massimo Maso Spano, Massimo Tore, Roberto Migoni, Simona Bandino, Sebastiano Dessanay e Alessandro Garau. Ha pubblicato vari CD, tra cui Improvised Pieces for Trio (Big Round/Parma Recordings - 2009) con Tony Oxley, Adriano Orrù; Dialogues (Slam Productions - 2010) con Roberto Dani, Nicola Cossu; Cut-Up (Ticonzero - 2011) con  Roberto Pellegrini, Simona Bandino, Massimo Tore; Pictures of a Quartet (Slam Productions - 2012) con Paul Dunmall, Mark Sanders, Sebastiano Dessanay e Moods and Sketches (Big Round/Parma Recordings - 2016), piano solo. Roberto Migoni: nato a Cagliari nel 1986, nel 2010 si diploma col massimo dei voti e la lode in Strumenti a Percussione presso il Conservatorio di Cagliari col Mº Roberto Pellegrini. Si dedica dai primi anni Duemila allo studio del repertorio della musica contemporanea. Oltre all'attività solistica, è membro del MiniM Ensemble, del Modular Quartet e del Modular Ensemble, coi quali ha eseguito brani di Globokar, Aperghis, Xenakis, Scelsi, Cage e Reich tra gli altri e ha pubblicato il CD "Drumming" nel 2012. Dal 2014 è membro dell'Ensemble Spaziomusica. Si è esibito in numerosi festival e ha suonato e collaborato nel corso degli anni con figure di primo piano della scena musicale internazionale tra le quali David Cossin, Steven Schick, Markus Stockhausen, Michiko Hirayama, Henrik Strindberg, Tomas Ondrusek, François Bedel e Françoise Rivalland. È inoltre attivo in campo jazzistico a partire dal 2004. Suona in diverse formazioni jazzistiche isolane, e ha collaborato con importanti jazzisti quali Franco D'Andrea, Franco Cerri, Joe Locke, Paolo Fresu e Maurizio Giammarco, in diversi jazz-club e festival nazionali ed europei. È attualmente docente di strumenti a percussione e batteria e percussioni jazz presso il conservatorio di Cagliari.
28
Apr
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In collaborazione con
ACCADEMIA D'ARTE
DI PISA
AnimaJazz”, “Blues Fires” e il “Dubidubidù” vanno in onda su Punto Radio, 91.6 Mhz e 91.1 Mhz e sono ascoltabili via web su www.puntoradio.fm negli orari:
ANIMAJAZZ”: il giovedì dalle 19:30 alle 20:25;
BLUES FIRES(da Febbraio ad Ottobre) : il lunedi dalle 20:30 alle 21:25;
DUBIDUBIDÙ: Festival Delle Voci Jazz Italiane”: (da Ottobre a Gennaio): il lunedi dalle 20:30 alle 21:25.
Contatti: info@animajazz.eu
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