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Il sito di AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della musica. Animajazz e Blues Fires sono ascoltabile anche via WEB in podcast da questo sito e collegandosi negli orari di programmazione a www.puntoradio.fm.

Esce oggi, lunedì 9 settembre 2019, un nuovo disco dell'etichetta Improvvisatore Involontario: si tratta di “Emily Dickinsongs” del chitarrista Daniele Cervigni dedicato alla poetessa Emily Dickinson, e registrato insieme a Anna Laura Alvear Calderon alla voce, Emanuele Evangelista al pianoforte, Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Pako Montuori alla batteria. Il progetto “Emily Dickinsongs” è interamente dedicato alla poetessa americana Emily Dickinson; la poesia della scrittrice è il filo conduttore e, sullo stile del concept album, i versi si fondono alla perfezione con le composizioni musicali, tutte del chitarrista Daniele Cervigni, dando vita così a brani con sonorità di confine fra jazz, soul, rock, pop e R&B. L’idea di questo lavoro nasce nel 2015 nel conservatorio Pergolesi di Fermo, quando il Maestro Fabrizio De Rossi Re incarica Cervigni, ancora studente, di scrivere liberamente una composizione per chitarra e voce su un testo di Emily Dickinson. “I See” viene poi eseguita dallo stesso Cervigni, e dalla cantante Anna Laura Alvear Calderon, nella rassegna “Invenzioni su una voce”organizzata dal conservatorio di Fermo. Da quell’evento Cervigni decide di scrivere altre composizioni seguendo il suo sentire e scegliendo altri testi della Dickinson. Nel 2017 il progetto diventa la sua tesi di laurea e da lì inizia a mettere le basi per un vero e proprio lavoro discografico che vede la sua forma nello studio di registrazione Marzi di Riccione. Il disco è acquistabile in formato fisico su Jazzos    Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com www.danielecervigni.com Instagram  Facebook YouTube   Daniele Cervigni inizia a suonare la chitarra all’età di 8 anni. Inizialmente, ascoltando i dischi del fratello maggiore, si appassiona al cantautorato italiano per poi scoprire gruppi rock come Beatles e Led Zeppelin. Si avvicina alla musica jazz con il chitarrista Augusto Mancinelli e nel 2010 rende omaggio al Maestro scrivendo, in conclusione del triennio jazz al conservatorio Pergolesi di Fermo, la tesi biografica “La vita e le opere del chitarrista Augusto Mancinelli”. Perfeziona gli studi della chitarra jazz con Fabio Zeppetella; partecipa alle masterclass di Jonathan Kreisberg, Kurt Rosenwinkel, Franco Cerri, Franco D’Andrea, seminari di Siena, Nuoro Jazz, Perugia e Fara Sabina. Nel 2017 conclude, con il massimo dei voti, il biennio in musica jazz presso il conservatorio di Fermo. Nel 2018 incide il disco “Emily Dickinsongs”. Fra le collaborazioni più importanti quella con Fabrizio Bosso per il progetto ISMEZ. Anna Laura Alvear Calderon nasce nel 1990 da madre italiana e padre ecuadoriano. Inizia gli studi del canto, del pianoforte e della danza all’età di otto anni. Nel 2018 consegue la laurea di 1° livello in canto jazz al  conservatorio “G.B. Pergolesi” di Fermo. Nel corso della sua formazione frequenta seminari e workshop con Susanna Stivali, Elisa Turlà, Judy Niemack, Joey Blake, Susanne Abbuehl, Amanda Tiffin. Attualmente è iscritta al biennio di canto jazz al conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara. Nell’estate 2018 vince la borsa di studio per il South African College of Music di Cape Town durante i corsi di Arcevia Jazz Festival. Viene selezionata come voce solista per un concerto in memoria di Alfredo Impullitti con l’orchestra del conservatorio di Pescara diretto da Luisella Chiarini; special guest dell'evento: Paolo Fresu, Tino Tracanna, Achille Succi e Pierre Favre. Nello stesso anno entra in studio per incidere un disco di musiche inedite sulle poesie di Emily Dickinson, composte dal chitarrista maceratese Daniele Cervigni. Si esibisce in diversi festival, tra i più importanti: Offida Jazz Festival, Jesi Jazz Festival, Jazz e non solo Jazz, Sibillini Swing Festival, Civitanova Jazz Festival, “Il jazz italiano per le terre del sisma”. Nel 2019 entra a far parte della big band del conservatorio di Pescara diretta da Mike Applebaum e Maurizio Rolli. Emanuele Evangelista: pianista, arrangiatore e compositore. Intraprende il percorso musicale all’età di 12 anni, avviandosi allo studio della fisarmonica strumento ancora prediletto per la composizione e l’esecuzione di lavori teatrali realizzati negli ultimi anni tra cui Rane – Tau Urbisaglia e Incanti e Disincanti. L’interesse per il pianoforte nasce in seguito all’incontro con il Maestro Ramberto Ciammarughi, di cui organizza per anni i seminari in territorio marchigiano; si viene così a creare un laboratorio di ricerca e di sperimentazione dove si incontrano vari musicisti disseminati nella regione. Approfondisce, quindi, lo studio del linguaggio jazzistico, frequentando pianisti come Greg Burk, Davide Santorsola e lo studio della composizione e dell’arrangiamento al conservatorio statale di musica "G.B. Pergolesi" di Fermo. È leader del progetto Vertex, quintetto con cui ha realizzato il disco "Fermata Obbligatoria" uscito nel 2012 per la Not.A.Mi.. Svolge attività concertistica in numerose rassegne e festival jazzistici nazionali ed internazionali tra cui Jazz Ethnic Festival Durazzo, Villa Celimontana Roma, MIFA Jazz Matera, Jazz Village Pesaro, Ancona Jazz, Julia Jazz, Fiorenza Jazz, TAM e Casa del Jazz per citarne alcuni. Suona in diverse formazioni jazz e sviluppa, parallelamente, in qualità di arrangiatore e compositore, differenti esperienze nell’ambito rock e pop a livello nazionale tra cui Tora Tora Festival, Hiroshima mon amour, Rock in the Casbah. È docente di pianoforte jazz, musica d’insieme jazz alla scuola “B. Padovano” di Senigallia, musica d’insieme rock-pop e pianoforte moderno alla Opus One di Pantiere. Lorenzo Scipioni: si diploma e consegue la laurea di secondo livello in contrabbasso classico col massimo dei voti e la lode al conservatorio "G.B.Pergolesi di Fermo" sotto la guida del Maestro Silvio Bruni. Ha suonato in importanti festival e jazz club italiani tra i quali Umbria Jazz Winter, Siena Jazz, Pisa Jazz, Roccella Jazz, Laurin Jazz, Pozzuoli Jazz, Zingaró jazzclub, Milleluci jazzclub per citarne alcuni. Tra le collaborazioni vanta quelle con Franco Cerri, Tiziana Ghiglioni, Marco Tamburini, Massimo Manzi. Pubblicazioni discografiche: "One, two, three... Quartet!" Franco Cerri Quartet (Rararecords); "Chi Tene o'Mare" Convergenze Parallele (Dodicilune) e "Emily Dickinsongs" Daniele Cervigni Quintet (Improvvisatore Involontario). Pako Montuori: nasce nel 1986. Inizia a suonare la batteria da piccolissimo come autodidatta, per poi iniziare il suo percorso di studi sotto la guida di Paolo Clementi. Nel corso degli anni prosegue gli studi al Music Academy 2000 diplomandosi nel 2005. Finito il periodo scolastico decide di iniziare un percorso di perfezionamento sotto la guida di alcuni fra i suoi batteristi di riferimento: Fabio Nobile (M.Biondi, C.Baglioni) e Pier Foschi (Jovanotti). Nel corso degli anni, grazie proprio a questi ultimi, si avvicina al jazz e decide di approfondire il linguaggio intraprendendo un percorso di studi con il batterista americano Gregory Hutchinson; mentre per quanto riguarda la parte teorica e armonica si affida al sassofonista Simone La Maida. Inoltre partecipa a seminari e masterclass tenuti da Ellade Bandini, Christian Mayer, Jojo Mayer, Stevie Smith-Denis Chambres, Dawe Wackel. Attualmente divide la sua vita lavorativa tra insegnamento e musica dal vivo. Ha diversi progetti e collaborazioni come: Roberto Zechini “Il Chitarreto”, Stevie Biondi 4et, Daniele Cervigni “Emily Dickinsongs”, Whon Washington, Will Robertson, Marcello Sutera, Filippo Tirincanti, Simone La Maida, Roberto Monti. Con Sara Jane Ghiotti e il suo progetto latin-Jazz “In mancanza d'aria”, nell'estate 2018 collabora con la cantante inglese Joss Stone.  
10
Set
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Dopo che il vibrafonista inglese Roger Beaujolais è stato in Italia per presentare il suo disco "Barba Lunga" la tournée si sposta in Inghilterra. Le date da non perdere sono quattro: primo appuntamento venerdì 1 marzo ore 21 The Crypt chiesa di St. Giles a Londra; il tour prosegue con un concerto a favore dell'ospedale pediatrico di Birmingham sabato 2 marzo ore 19.30 all'Hilton St George's Park a Needwood (per i biglietti occorre telefonare al numero 01283 576696 o inviare un'e-mail a stgeorgespark.events@hilton.com. I biglietti sono disponibili anche all'Hilton St George's Park. Costo del biglietto £ 20 che include un bicchiere di prosecco e buffet). La tournée si conclude con due date nello stesso giorno: martedì 5 marzo alle ore 13.15 nel foyer del Rose Theatre a Kingston upon Thames a Londra, e alle ore 20 al Dave Knight's Swindon Jazz - Royal Oak a  Swindon. Beaujolais sarà affiancato dal giovane e talentuoso italiano Alessandro Pivi alla batteria e da Al Swainger al contrabbasso. Durante le serate verrà presentato il nuovo disco che raccoglie undici brani tutti firmati da Roger Beaujolais ad eccezione di The Wind Cries Mary (di Jimi Hendrix) e Faith (J. Lawrence, S. Freeman). Con il trio il vibrafonista inglese affronterà un repertorio di standard, arrangiati secondo il suo estro tipico trasversale, e brani originali di grande fascino e estrema godibilità. L'album è acquistabile in formato fisico su http://www.rogerbeaujolais.com/shop/ e in formato digitale su https://rogerbeaujolaisitaliantrio.bandcamp.com/album/barba-lunga Maggiori info su www.rogerbeaujolais.com  e vibemeister52@gmail.com   Roger Beaujolais: ha iniziato a suonare il vibrafono da autodidatta quando aveva 24 anni, e ha fatto il suo primo concerto quattro anni dopo. Attualmente è professore di musica al conservatorio di musica e danza Trinity Laban di Londra. Ha fondato, nel 1982 insieme a Ray Gelato, gli Chevalier Brothers con cui ha girato il mondo per sei anni suonando in tre continenti e oltre 20 paesi. Successivamente si è unito alla pop band Fairground Attraction. Ha poi firmato per la Acid Jazz Records con cui ha pubblicato due album di latin jazz con il nome di Beaujolais Band e due album jazz funk soul con il nome di Vibraphonic. Una delle composizioni per vibrafono di Roger Beaujolais ha raggiunto nel 1995 il  primo posto nelle classifiche jazz americane, questo successo lo ha portato a firmare un contratto per la Hollywood Records a Los Angeles - la sezione audio della Disney. Ha poi inciso altri due album prima di decidere di passare a suonare un jazz più acustico.Ha inoltre pubblicato quattro album con quintetti acustici e due album con quartetti, tutti acclamati dalla critica con una band  con cui lavora regolarmente in tutto il Regno Unito. Inoltre ha anche realizzato alcuni album in collaborazione con altri musicisti come Robert Plant, Paul Weller, Fairground Attraction, Morrissey, Kirsty MacColl, Alison Limerick, Omara Portuondo, Tony Allen, Ed Motta, Blow Monkeys , Colin Vearncombe, D Influenza e Roni Size solo per citarne alcuni. Alessandro Pivi: nasce a Cattolica in provincia di Rimini nel 1982. Intraprende lo studio della batteria all’età di 7 anni. Dal 2002 al 2009 si reca a Milano per approfondire i propri studi con il M° Giorgio Di Tullio. Si perfeziona con Massimo Manzi, Ettore Fioravanti, Marco Tamburini, Han Bennink, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Joe Farnsworth, Michele Rabbia e Al Foster per citarne alcuni. Seppure ancora un giovane svolge già una intensa attività concertistica esibendosi con numerose formazioni jazz, latin, funk, pop e rock collaborando con musicisti di prestigio. Nel 2010 si laurea al triennio superiore sperimentale di I livello in “Jazz, musiche improvvisate e musiche del nostro tempo”, al conservatorio di musica “G.B. Martini“ di Bologna con una tesi dal titolo “Max Roach biografia, stile musicale e impegno politico: una bacchetta contro il razzismo”. Nel 2012 sempre al conservatorio di Bologna consegue la laurea al biennio superiore sperimentale di II livello in “Discipline musicali. Musica Jazz” con una tesi dal titolo “Roy Haynes: il passato, presente e futuro del jazz”. Si aggiudica il primo premio del concorso nazionale “Chicco Bettinardi” 2010 sezione B (gruppi) ed il secondo premio del “Concorso Nazionale Nuovi Talenti Jazz Gruppi” 2011 – V edizione, con il Michele Francesconi Vocal Quartet composto da Laura Avanzolini alla voce, Michele Francesconi al piano, Giacomo Dominici al contrabbasso. Con il gruppo Bologna Jazz Quartet, composto da Manuel Trabucco al sax alto, Federico Pierantoni al trombone, Sam Gambarini all’organo Hammond riceve una menzione speciale dalla giuria del Premio Nazionale Delle Arti 2010 – sezione interpretazione musicale jazz, “per l’importanza dello studio della tradizione jazzistica al fine sviluppare un proprio linguaggio musicale”. Nell’agosto 2010, a capo del gruppo Alessandro Pivi And The Organic Vibe (ex London Jazz Quartet), insieme a Roger Beaujolais, Tommaso Starace e Sam Gambarini, incide il suo primo disco da band leader. Il disco, dal titolo “Crossing Generations”, è stato prodotto e stampato nell’aprile 2011. Nell'anno accademico 2017/2018 insegna batteria e percussioni jazz (per i corsi propedeutici jazz) al conservatorio di musica "G.B. Martini" di Bologna. Dal 2016 insegna batteria jazz e pop con incarico triennale assegnato dal conservatorio statale di Musica “B. Maderna” di Cesena tramite bando con graduatoria per titoli ed esami per i seguenti anni accademici svolgendo le lezioni presso la scuola di musica “Corelli” di Cesena. Impartisce inoltre lezioni di batteria e musica d’insieme jazz presso l’istituto musicale pareggiato “G. Lettimi” di Rimini. Al Swainger: bassista e contrabbassista, compositore, improvvisatore, produttore e appassionato di effetti speciali. I suoi gusti eclettici lo hanno portato a fare musica con centinaia di musicisti suonando un'ampia varietà di generi dal pop al progressive rock, dal tradizionale al jazz moderno fino alla world music. Oltre ai suoi progetti, tra cui spicca 'The Art Trip' con Alan Barnes, il Craig Milverton Trio e Tomasso Starace, Swainger  continua a esibirsi dal vivo regolarmente con Half Dozen di Digby Fairweather, il quartetto Annika Skoogh, Swing Machine di Ed Leaker, Kick Ass Brass e The Blue Vanguard House Trio.    
28
Feb
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Il vibrafonista inglese Roger Beaujolais arriva in Italia per presentare il suo ultimo disco "Barba Lunga". Saranno due i concerti imperdibili di questa mini tournée: il primo mercoledì 16 alle ore 20 a San Marino al Bar Guaita viale Antonio Onofri, 3 (evento Facebook: https://goo.gl/UApo32 e/o 0549.992521) e il secondo, il giorno dopo, giovedì 17, alle ore 21 a Pesaro al Circolo G. Rossini, piazza Europa 14 (evento Facebook https://goo.gl/aCphBW e/o 349 2984656 - 0721 1863926). Beaujolais sarà affiancato da due giovani e talentuosi musicisti italiani con cui ha inciso anche il disco: Giacomo Dominici al contrabbasso e  Alessandro Pivi alla batteria. Durante le due serate verrà presentato il nuovo disco che raccoglie undici brani tutti firmati da Roger Beaujolais ad eccezione di The Wind Cries Mary (di Jimi Hendrix) e Faith (J. Lawrence, S. Freeman). Con l'Italian trio il vibrafonista inglese affronterà un repertorio di standard, arrangiati secondo il suo estro tipico trasversale, e brani originali di grande fascino e estrema godibilità. Le due date sono un'occasione per conoscere dal vivo i musicisti, sentirli suonare, acquistare il disco e farselo autografare. L'album è acquistabile in formato fisico su http://www.rogerbeaujolais.com/shop/ e in formato digitale su https://rogerbeaujolaisitaliantrio.bandcamp.com/album/barba-lunga Maggiori info su www.rogerbeaujolais.com  e vibemeister52@gmail.com Video promo data di Pesaro: https://goo.gl/LHkzTV Roger Beaujolais: ha iniziato a suonare il vibrafono da autodidatta quando aveva 24 anni, e ha fatto il suo primo concerto quattro anni dopo. Attualmente è professore di musica al conservatorio di musica e danza Trinity Laban di Londra. Ha fondato, nel 1982 insieme a Ray Gelato, gli Chevalier Brothers con cui ha girato il mondo per sei anni suonando in tre continenti e oltre 20 paesi. Successivamente si è unito alla pop band Fairground Attraction. Ha poi firmato per la Acid Jazz Records con cui ha pubblicato due album di latin jazz con il nome di Beaujolais Band e due album jazz funk soul con il nome di Vibraphonic. Una delle composizioni per vibrafono di Roger Beaujolais ha raggiunto nel 1995 il  primo posto nelle classifiche jazz americane, questo successo lo ha portato a firmare un contratto per la Hollywood Records a Los Angeles - la sezione audio della Disney. Ha poi inciso altri due album prima di decidere di passare a suonare un jazz più acustico.Ha inoltre pubblicato quattro album con quintetti acustici e due album con quartetti, tutti acclamati dalla critica con una band  con cui lavora regolarmente in tutto il Regno Unito. Inoltre ha anche realizzato alcuni album in collaborazione con altri musicisti come Robert Plant, Paul Weller, Fairground Attraction, Morrissey, Kirsty MacColl, Alison Limerick, Omara Portuondo, Tony Allen, Ed Motta, Blow Monkeys , Colin Vearncombe, D Influenza e Roni Size solo per citarne alcuni. Giacomo Dominici: nasce a Pesaro nel 1982. Inizia a suonare il basso elettrico all’età di dieci anni. Un anno dopo inizia lo studio del contrabbasso, per poi diplomarsi presso il conservatorio di Pesaro con il M° Riccardo Donati. Successivamente si perfeziona ai corsi speciali della scuola di musica di Fiesole, studiando con il M° Alberto Bocini (titolare della cattedra di virtuosità al Conservatorio di Ginevra). Parallelamente agli studi classici coltiva la passione per la musica jazz; consegue così il diploma accademico di primo livello in jazz presso il conservatorio “G. Rossini” di Pesaro con votazione 110/110 con lode. Successivamente si perfeziona ottenendo il diploma accademico di II livello in musica jazz, con votazione 110/110 con lode, presso il Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria, studiando contrabbasso con Paolo Ghetti, arrangiamento, orchestrazione, composizione e big band con il M° Paolo Silvestri. In questi anni approfondisce lo studio del basso elettrico con vari Maestri tra cui Onorino Tiburzi, Stefano Travaglini, Maurizio Rolli, Dario Deidda e John Patitucci. I suoi studi sono integrati da numerosi seminari sia di musica classica, sia di musica jazz con importanti didatti di fama internazionale. Dal 2006  è docente di contrabbasso, basso elettrico e musica d’insieme per i corsi organizzati dall’associazione culturale "Libertas Arcobaleno" in collaborazione con la 1^ e la 7^ circoscrizione del comune di Pesaro. Dal 2013 svolge educazione musicale nelle scuole medie statali. Dal 2016 è docente di basso elettrico all’istituto musicale "Corelli" di Cesena, grazie al concorso per esami e titoli indetto dal conservatorio "B. Maderna" di Cesena. E’ attualmente presidente e socio fondatore dell’associazione “Pesaro Jazz Club”, e dal 2007 ne è direttore artistico. Alessandro Pivi: nasce a Cattolica in provincia di Rimini nel 1982. Intraprende lo studio della batteria all’età di 7 anni. Dal 2002 al 2009 si reca a Milano per approfondire i propri studi con il M° Giorgio Di Tullio. Si perfeziona con Massimo Manzi, Ettore Fioravanti, Marco Tamburini, Han Bennink, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Joe Farnsworth, Michele Rabbia e Al Foster per citarne alcuni. Seppure ancora un giovane svolge già una intensa attività concertistica esibendosi con numerose formazioni jazz, latin, funk, pop e rock collaborando con musicisti di prestigio. Nel 2010 si laurea al triennio superiore sperimentale di I livello in “Jazz, musiche improvvisate e musiche del nostro tempo”, al conservatorio di musica “G.B. Martini“ di Bologna con una tesi dal titolo “Max Roach biografia, stile musicale e impegno politico: una bacchetta contro il razzismo”. Nel 2012 sempre al conservatorio di Bologna consegue la laurea al biennio superiore sperimentale di II livello in “Discipline musicali. Musica Jazz” con una tesi dal titolo “Roy Haynes: il passato, presente e futuro del jazz”. Si aggiudica il primo premio del concorso nazionale “Chicco Bettinardi” 2010 sezione B (gruppi) ed il secondo premio del “Concorso Nazionale Nuovi Talenti Jazz Gruppi” 2011 – V edizione, con il Michele Francesconi Vocal Quartet composto da Laura Avanzolini alla voce, Michele Francesconi al piano, Giacomo Dominici al contrabbasso. Con il gruppo Bologna Jazz Quartet, composto da Manuel Trabucco al sax alto, Federico Pierantoni al trombone, Sam Gambarini all’organo Hammond riceve una menzione speciale dalla giuria del Premio Nazionale Delle Arti 2010 – sezione interpretazione musicale jazz, “per l’importanza dello studio della tradizione jazzistica al fine sviluppare un proprio linguaggio musicale”. Nell’agosto 2010, a capo del gruppo Alessandro Pivi And The Organic Vibe (ex London Jazz Quartet), insieme a Roger Beaujolais, Tommaso Starace e Sam Gambarini, incide il suo primo disco da band leader. Il disco, dal titolo “Crossing Generations”, è stato prodotto e stampato nell’aprile 2011. Nell'anno accademico 2017/2018 insegna batteria e percussioni jazz (per i corsi propedeutici jazz) al conservatorio di musica "G.B. Martini" di Bologna. Dal 2016 insegna batteria jazz e pop con incarico triennale assegnato dal conservatorio statale di Musica “B. Maderna” di Cesena tramite bando con graduatoria per titoli ed esami per i seguenti anni accademici svolgendo le lezioni presso la scuola di musica “Corelli” di Cesena. Impartisce inoltre lezioni di batteria e musica d’insieme jazz presso l’istituto musicale pareggiato “G. Lettimi” di Rimini.    
14
Gen
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E' uscito oggi  martedì 8 gennaio  "Barba Lunga" il nuovo disco del vibrafonista inglese  Roger Beaujolais  affiancato in questo progetto da due italiani:  Giacomo Dominici  al contrabbasso e   Alessandro  Pivi  alla batteria. Undici i brani contenuti nell'album, tutti firmati da Roger Beaujolais, che è anche produttore del disco, ad eccezione di The Wind Cries Mary (di Jimi Hendrix) e Faith (J. Lawrence, S. Freeman). Con l'Italian trio il vibrafonista inglese affronta un repertorio di standard, arrangiati secondo il suo estro tipico trasversale, e brani originali di grande fascino e estrema godibilità. Roger Beaujolais, classe 1952, è un musicista molto noto e apprezzato in Inghilterra. Dopo varie esperienze in rock band a 28 anni, dopo aver ascolto tanto jazz che gli indica la strada principale da seguire, decide di dedicarsi esclusivamente al vibrafono. Trovata una propria voce stilistica, comincia a guidare gruppi spaziando tra la salsa, il bop, l'hard-bop, l'acid jazz (con i “Vibraphonic”) e il jump jive (con i “Chevalier Brothers”, band che includeva il poi famoso sassofonista Ray Gelato). La sua attività è tutt'ora allargata a collaborazioni anche nell’ambito del pop inglese, tra cui Robert Plant e Paul Weller, solo per citarne alcuni, e all’insegnamento del vibrafono al Trinity Laban di Londra. Grazie al background di Roger Beaujolais "Barba Lunga" risulta essere un progetto unico nel suo essere, arricchito da una giovane sezione ritmica di talento. L'album è acquistabile in formato fisico su http://www.rogerbeaujolais.com/shop/ e in formato digitale su https://rogerbeaujolaisitaliantrio.bandcamp.com/album/barba-lunga Roger Beaujolais sarà presto in Italia in tournée per presentare il suo disco. Maggiori info su www.rogerbeaujolais.com  e vibemeister52@gmail.com   Roger Beaujolais: ha iniziato a suonare il vibrafono da autodidatta quando aveva 24 anni, e ha fatto il suo primo concerto quattro anni dopo. Attualmente è professore di musica al conservatorio di musica e danza Trinity Laban di Londra. Ha fondato, nel 1982 insieme a Ray Gelato, gli Chevalier Brothers con cui ha girato il mondo per sei anni suonando in tre continenti e oltre 20 paesi. Successivamente si è unito alla pop band Fairground Attraction. Ha poi firmato per la Acid Jazz Records con cui ha pubblicato due album di latin jazz con il nome di Beaujolais Band e due album jazz funk soul con il nome di Vibraphonic. Una delle composizioni per vibrafono di Roger Beaujolais ha raggiunto nel 1995 il  primo posto nelle classifiche jazz americane, questo successo lo ha portato a firmare un contratto per la Hollywood Records a Los Angeles - la sezione audio della Disney. Ha poi inciso altri due album prima di decidere di passare a suonare un jazz più acustico.Ha inoltre pubblicato quattro album con quintetti acustici e due album con quartetti, tutti acclamati dalla critica con una band  con cui lavora regolarmente in tutto il Regno Unito. Inoltre ha anche realizzato alcuni album in collaborazione con altri musicisti come Robert Plant, Paul Weller, Fairground Attraction, Morrissey, Kirsty MacColl, Alison Limerick, Omara Portuondo, Tony Allen, Ed Motta, Blow Monkeys , Colin Vearncombe, D Influenza e Roni Size solo per citarne alcuni. Giacomo Dominici:  nasce a Pesaro nel 1982. Inizia a suonare il basso elettrico all’età di dieci anni. Un anno dopo inizia lo studio del contrabbasso, per poi diplomarsi presso il conservatorio di Pesaro con il M° Riccardo Donati. Successivamente si perfeziona ai corsi speciali della scuola di musica di Fiesole, studiando con il M° Alberto Bocini (titolare della cattedra di virtuosità al Conservatorio di Ginevra). Parallelamente agli studi classici coltiva la passione per la musica jazz; consegue così il diploma accademico di primo livello in jazz presso il conservatorio “G. Rossini” di Pesaro con votazione 110/110 con lode. Successivamente si perfeziona ottenendo il diploma accademico di II livello in musica jazz, con votazione 110/110 con lode, presso il Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria, studiando contrabbasso con Paolo Ghetti, arrangiamento, orchestrazione, composizione e big band con il M° Paolo Silvestri. In questi anni approfondisce lo studio del basso elettrico con vari Maestri tra cui Onorino Tiburzi, Stefano Travaglini, Maurizio Rolli, Dario Deidda e John Patitucci. I suoi studi sono integrati da numerosi seminari sia di musica classica, sia di musica jazz con importanti didatti di fama internazionale. Dal 2006  è docente di contrabbasso, basso elettrico e musica d’insieme per i corsi organizzati dall’associazione culturale "Libertas Arcobaleno" in collaborazione con la 1^ e la 7^ circoscrizione del comune di Pesaro. Dal 2013 svolge educazione musicale nelle scuole medie statali. Dal 2016 è docente di basso elettrico all’istituto musicale "Corelli" di Cesena, grazie al concorso per esami e titoli indetto dal conservatorio "B. Maderna" di Cesena. E’ attualmente presidente e socio fondatore dell’associazione “Pesaro Jazz Club”, e dal 2007 ne è direttore artistico. Alessandro Pivi: nasce a Cattolica in provincia di Rimini nel 1982. Intraprende lo studio della batteria all’età di 7 anni. Dal 2002 al 2009 si reca a Milano per approfondire i propri studi con il M° Giorgio Di Tullio. Si perfeziona con Massimo Manzi, Ettore Fioravanti, Marco Tamburini, Han Bennink, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Joe Farnsworth, Michele Rabbia e Al Foster per citarne alcuni. Seppure ancora un giovane svolge già una intensa attività concertistica esibendosi con numerose formazioni jazz, latin, funk, pop e rock collaborando con musicisti di prestigio. Nel 2010 si laurea al triennio superiore sperimentale di I livello in “Jazz, musiche improvvisate e musiche del nostro tempo”, al conservatorio di musica “G.B. Martini“ di Bologna con una tesi dal titolo “Max Roach biografia, stile musicale e impegno politico: una bacchetta contro il razzismo”. Nel 2012 sempre al conservatorio di Bologna consegue la laurea al biennio superiore sperimentale di II livello in “Discipline musicali. Musica Jazz” con una tesi dal titolo “Roy Haynes: il passato, presente e futuro del jazz”. Si aggiudica il primo premio del concorso nazionale “Chicco Bettinardi” 2010 sezione B (gruppi) ed il secondo premio del “Concorso Nazionale Nuovi Talenti Jazz Gruppi” 2011 – V edizione, con il Michele Francesconi Vocal Quartet composto da Laura Avanzolini alla voce, Michele Francesconi al piano, Giacomo Dominici al contrabbasso. Con il gruppo Bologna Jazz Quartet, composto da Manuel Trabucco al sax alto, Federico Pierantoni al trombone, Sam Gambarini all’organo Hammond riceve una menzione speciale dalla giuria del Premio Nazionale Delle Arti 2010 – sezione interpretazione musicale jazz, “per l’importanza dello studio della tradizione jazzistica al fine sviluppare un proprio linguaggio musicale”. Nell’agosto 2010, a capo del gruppo Alessandro Pivi And The Organic Vibe (ex London Jazz Quartet), insieme a Roger Beaujolais, Tommaso Starace e Sam Gambarini, incide il suo primo disco da band leader. Il disco, dal titolo “Crossing Generations”, è stato prodotto e stampato nell’aprile 2011. Nell'anno accademico 2017/2018 insegna batteria e percussioni jazz (per i corsi propedeutici jazz) al conservatorio di musica "G.B. Martini" di Bologna. Dal 2016 insegna batteria jazz e pop con incarico triennale assegnato dal conservatorio statale di Musica “B. Maderna” di Cesena tramite bando con graduatoria per titoli ed esami per i seguenti anni accademici svolgendo le lezioni presso la scuola di musica “Corelli” di Cesena. Impartisce inoltre lezioni di batteria e musica d’insieme jazz presso l’istituto musicale pareggiato “G. Lettimi” di Rimini.
7
Gen
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Esce oggi, lunedì 17 settembre 2018, un nuovo disco per l'etichetta Improvvisatore Involontario: si tratta di "Red&Blue" del contrabbassista Simone di Benedetto, affiancato da Achille Succi (sax alto e clarinetto basso), Giulio Stermieri (pianoforte) e Andrea Burani (batteria). Red&Blue nasce dal desiderio di Di Benedetto di confrontarsi con la tradizione jazzistica, scegliendo alcuni dei tanti linguaggi che il mondo del jazz può offrire. Ci sono, così, riferimenti alla musica di oltre oceano come il free jazz di matrice ornettiana, sonorità che richiamano il quartetto americano di Keith Jarrett o l’Art Ensemble di Chicago, ma anche spunti che riprendono la tradizione europea, in particolare della scuola scandinava. L’idea delle canzoni, una volta prese dal repertorio di Broadway, è proposta in chiave europea, come la melodia di tradizione svedese da cui nasce "Ballata Scandinava", o lo spunto extra-jazzistico da cui si sviluppa "Homage a Haydn". In questo Di Benedetto vuole proporre una faccia del jazz spesso in ombra, nonostante i tanti spunti che può ancora fornire. Nove le tracce contenute nell'album tutte firmate da Di Benedetto ad esclusione di "Vashkar" di Carla Bley. Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/72/redblue-simone-di-benedetto E  su BandCamp al seguente link: https://simonedibenedetto.bandcamp.com/album/red-blue Prossimamente sarà disponibile anche su CD Baby. Inoltre il disco è disponibile in formato fisico su Jazzos https://www.jazzos.com/detail0.php?prod=II0055 Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com http://www.simonedibenedetto.com Youtube: https://www.youtube.com/user/simodiben Instagram: https://www.instagram.com/simodiben/ Soundcloud: https://soundcloud.com/simone-di-benedetto   Simone Di Benedetto: classe 1989, si diploma in contrabbasso col massimo dei voti, proseguendo poi negli studi di composizione, diplomandosi con lode e menzione d'onore con una tesi sul rapporto tra composizione e improvvisazione. Nel 2018 è vincitore del bando AIR per una residenza artistica a Copenaghen. Nel 2011 incide col trio Else! il disco “First degree”, edito da UltraSound records, mentre nel 2016 registra con Alberto Collodel ai clarinetti il disco “Il sistema periodico” (ispirato all’omonimo libro di Primo Levi) per la berlinese Aut Records. Nel 2017 incide a nome S.d.B. project il suo primo disco da solista, interamente di composizioni originali, e il disco d’esordio del progetto Archipelagos, vincitore del primo premio Stefano Cerri. Dal 2007 ha suonato con artisti quali Stefano Battaglia, Franco Cerri, Fred Hamilton, Achille Succi, Francesco Cusa, Piero Bittolo Bon; si è esibito in paesi come Belgio, Spagna, Svizzera e Slovenia, ed in festival quali Umbria Jazz, Jazz It Festival, Ravenna Festival, Barga Jazz, Tuscia in jazz Festival, Festival della Filosofia, Festival delle arti, Musicultura ed esibendosi in radio come Rai Radio3, Rai Radio1, Radio Kairos, Radio Moon, Radio Nazionale della Slovenia. Achille Succi: sassofonista e clarinettista modenese, è stato recentemente indicato come uno dei musicisti europei che verranno alla ribalta nei prossimi 10 anni (Bill Schoemaker, Giornale della Musica gennaio 2010), mentre Mario Gamba lo definisce come uno dei musicisti tra i più geniali del Jazz italiano (Alias, 20/3/2010). Tra i numerosi artisti con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dørge, Kenny Wheeler, Franco D'andrea, Sylvie Curvoisier, Ralph Alessi, Butch Morris, Ettore Fioravanti, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Simone Guiducci, Cristiano Calcagnile, Giancarlo Tossani, Vincenzo Vasi, Giovanni Falzone, Umberto Petrin. Ha preso parte, inoltre, alla registrazione di numerosi CD e concerti in Europa e nel mondo. Giulio Stermieri: votato tra i migliori tastieristi italiani agli ultimi Jazzit Awards. Laureato con lode presso il conservatorio di Parma con Alberto Tacchini, studia con Paolo Birro al conservatorio di Vicenza. Dal 2011 al 2014 è attivo con la band jazz-rock Foursome, con cui pubblica due album di sue composizioni.  Dal 2013 al 2017 suona Hammond e pianoforte negli Assassins di Francesco Cusa, registrando tre album ed esibendosi in Italia, Slovenia, Francia e Olanda. Dal 2015 guida lo Stopping Trio a suo nome, con Giacomo Marzi ed Andrea Burani, pubblicando con Auand nel 2017 l'album omonimo. Cristiano Arcelli, Massimiliano Milesi e Andrea Baronchelli completano lo Stopping Sextet. Altri progetti di rilievo sono il duo Mizar con Flavio Zanuttini, il trio Bred con Federico Negri e Martino De Franceschi e Aparticle, quartetto con Michele Bonifati, Cristiano Arcelli ed Ermanno Baron che pubblica nel 2018 “Bulbs” per UR Records. Tra le formazioni ora più attive in cui è sideman, il quartetto Rust di Luca Dalpozzo, con Matteo Sabattini e Marco Frattini, e il trio The Storytellers di Paolo Bacchetta, con Zeno De Rossi. Andrea Burani: inizia l’attività concertistica con la High Society Swing Orchestra partecipando a diverse rassegne e festival in ambito nazionale. Collabora con numerosi musicisti del panorama jazz sia a livello regionale che nazionale (P. Odorici, C. Atti, J. Villotti, G. Baiocco, H. Gualdi, G. Basso, F. Bosso, M.Murphy, B. Stoloff, F. Henke, L. Souza per citarne alcuni). Con il Maestro Giorgio Baiocco ha la fortuna di collaborare per parecchi anni, ed approfondire  il linguaggio hard bop, fino alla prematura scomparsa. Negli ultimi anni collabora con diverse formazioni, registrando diversi progetti originali, sia con piccoli organici che con big band. Attualmente fa parte dello “Stopping trio & sextet” con cui ha inciso un cd e ha ricostituito in quest’ultimo periodo il gruppo “PADMA” formatosi negli anni '90 con cui, oltre a rivisitare in maniera personale standard dell’era hard bop, propone brani originali.   18
17
Set
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Altra nuova uscita per l'etichetta Improvvisatore Involontario: si tratta di "Meetings..." del Late Sense Quartet che esce ufficialmente oggi, lunedì 3 settembre 2018, in formato digitale. "Meetings..." è il primo disco del quartetto formato da Gaetano Santoro (sax baritono e tenore), Edoardo Ponzi (vibrafono e marimba), Francesco Marchetti (contrabbasso e basso elettrico) e Mauro Cimarra (batteria). L'album, già dal titolo, pone l'attenzione su quello che c'è di più bello nella vita di una persona: gli incontri; e proprio "Meetings..." è l’incontro fra sensibilità e vite diverse, alla ricerca di un minimo comun denominatore che sia il trampolino per creare una musica davvero condivisa. Ad arricchire l'album la presenza del colore sgargiante del trombone di Massimo Morganti e l’omaggio al grande genio di Bill Evans (in "Interplay" e "Nardis"). Col cuore diviso tra Fabriano, Reggio Emilia e Milano, il Late Sense Trio nasce nel 2015 dall'incontro fra Edoardo Ponzi, Francesco Marchetti e Mauro Cimarra per esplorare romantiche ballad e latin infuocati, il tutto avvolto nell’atmosfera eterea e sospesa che solo il vibrafono sa creare. Vibrafono, contrabbasso e batteria, basterebbero questi strumenti per scoperchiare un mondo di suoni, ma dal 2016 il trio si arricchisce del sassofono di Gaetano Santoro: una musica che diventa potente, a tratti spigolosa, ma sempre fedele a un’idea di melodia che nasce come risultante di più voci. Un intreccio costante fra mainstream e avanguardia, un equilibrio instabile, e proprio per questo bello e affascinante da esplorare. Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/71/meetings-late-sense-quartet Prossimamente sarà disponibile su CD Baby e anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Pagina Facebook Late Sense 4et https://www.facebook.com/latesensequartet Soundcloud: Elba https://soundcloud.com/user-416965286/elba-e-ponzi/s-PcoH9 Interplay https://soundcloud.com/user-416965286/interplay-bill-evans-arranged-by-m-cimarra/s-5e57k Gaetano Santoro (sassofonista e compositore) docente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Reggio Emilia. Nel 1994 intraprende gli studi classici sotto la guida del M° Gianfranco Brundo.  Nel luglio del 2001 si diploma in sassofono presso il Conservatorio “B. Maderna“ di Cesena. Nell’aprile del 2014 consegue, con il massimo dei voti, il Diploma Accademico di Primo Livello in Musica Jazz presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna. Attualmente iscritto al Corso Accademico di Secondo Livello in Musica Jazz presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo. Nel corso di questi anni ha approfondito gli studi con i sassofonisti Barend Middelhoff e Fabio Petretti. Stretto collaboratore del trombettista Roy Paci per più di quindici anni, nel 1999 contribuisce alla nascita della band Roy Paci & Aretuska, formazione d’impronta ska-jazz tra le più attive in Italia e all’estero (Europa, Stati Uniti, Sud America e India), con la quale partecipa a tre edizioni della trasmissione televisiva Zelig. Dal 2000 al 2006 prende parte ai progetti Skrunch e Naked Musicians ideati dal batterista e compositore catanese Francesco Cusa, maturati all’interno del collettivo “Improvvisatore Involontario”. Ha suonato dal vivo e in studio, con: Anthony Braxton, Andy Sheppard, Michael Riessler, Ray Mantilla, Giorgio Conte, Vinicio Capossela, i Negrita, Colapesce, Tonino Carotone, i Macaco, Cristina Zavalloni, Guglielmo Pagnozzi, Domenico Caliri, Federico Squassabia, Pasquale Mirra, Gianni Gebbia, Tony Cattano, Fred Casadei, l’attrice Paola Pace, il narratore Alessio Di Modica, il dj e produttore brasiliano Ramilson Maia e l’umorista e pittore Alvalenti. Edoardo Ponzi (1990), inizia lo studio sotto la guida del M.Simone Beneventi. Nel 2012 si laurea in strumenti a percussioni con il massimo dei voti presso l’Istituto Superiore di Studi musicali Achille Peri di Reggio Emilia sotto la guida del M. Francesco Repola. Parallelamente al conservatorio si dedica anche allo studio della batteria con professionisti di fama internazionale. Si laurea in Batteria e Percussioni jazz presso la Scuola Civica di Milano Claudio Abbado nel 2016 sotto la guida del M. Tony Arco. Si perfeziona al corso quadriennale Mastering Jazz Vibraphone tenuto dal M. Andrea Dulbecco, considerato il miglior vibrafonista jazz italiano, presso l’Accademia del Suono di Milano. Ha vinto il concorso nazionale Mister Jazz 2016. Dal 2014 è percussionista della compagnia voluta da Dario Fo con la quale ha suonato in prima assoluta nello spettacolo Storia di Q al Piccolo di Milano e che l’ha visto attivo nel 2015 e nel 2016 in numerosissime repliche in Italia, e all’estero. Ha collaborato con l’Orchestra giovanile italiana Santa Cecilia, con Icarus Ensemble grazie al quale si è esibito in Italia e in Europa, con Adrian Ensemble, con il Re Percussio, IDML Ensemble, con il Time Percussion, con la Civica Jazz Band diretta dal M. Enrico Intra. Si esibisce come percussionista in diverse formazioni cameristiche e collabora come vibrafonista jazz in diversi gruppi musicali. Ha registrato per alcune etichette discografiche fra le quali l’Egea, Visage, Improvvisatore Involontario e Musica Ex Temporanea. Francesco Marchetti: frequentatore di frequenze gravi sin dall’infanzia non poteva che scegliere il basso come suo strumento musicale. Appassionato di musica rock e pop, studia basso elettrico nella scuola della sua città, Fabriano, e col tempo si avvicina alla musica jazz. Il passaggio al contrabbasso è naturale e Milano è la città giusta dove poter studiare e coltivare la sua musica. Si è laureato a pieni voti in contrabbasso jazz presso la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, studiando coi Maestri Lucio Terzano e Marco Vaggi. Nel 2015 conosce il contrabbassista statunitense Gerald Cannon, col quale intraprende un percorso di approfondimento che dura tuttora. Collabora con formazioni prestigiose come la Civica Jazz Band e la Monday Orchestra, partecipando a manifestazioni come Jazz al Piccolo, JazzMI, Area M, Il Ritmo delle Città e Iseo Jazz, dividendo il palco con musicisti quali Enrico Pieranunzi, Giovanni Mazzarino, Mario Rusca, Tony Arco, Emilio Soana, Giulio Visibelli, Roberto Rossi, Leonello Bionda, Paolo Tomelleri. Dal 2014 collabora con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e con la Fondazione Milano, contribuendo alle musiche di alcuni spettacoli teatrali, fra cui “Storia di Qu” su testo inedito di Dario Fo e Franca Rame, portato in scena al Piccolo Teatro di Milano e al Parco Archeologico Principij di Rijeka (Croazia). Mauro Cimarra (Fabriano, 1982): si avvicina allo studio della batteria all’età di 15 anni, per un breve periodo da autodidatta poi seguendo le lezioni del M° Giorgio Bartoloni presso la scuola G.B. Pergolesi di Jesi. All’età di 21 anni si iscrive al corso di strumenti a percussione tenuto dal M° Domenico Fontana presso il conservatorio Morlacchi di Perugia e nel 2011 consegue il diploma dello stesso corso con votazione di 10/10.Parallelamente approfondisce e perfeziona il linguaggio della musica jazz studiando privatamente e frequentando seminari e workshop. Durante i viaggi in U.S.A. ha potuto frequentare le lezioni tenute da: Hal Crook (Boston), Greg Hutchinson e Adam Nassbaum (New York). Nel corso degli anni ha suonato in festival, teatri e club su tutto il territorio nazionale. Nel 2013 registra due album di musica jazz: il primo “Mauro Gubbiotti trio” con composizioni originali dell’omonimo pianista, il secondo “A Shorter Moment” dello “Speak no evil trio”, omaggio a Wayne Shorter. Nel 2015 con registra con il chitarrista Franco Cerri “One... Two... Three... Quartet!!!!” edito per Ra.Ra. records.
3
Set
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Il collettivo Improvvisatore Involontario è orgoglioso di presentare "Animal Love", il primo disco del Glenn Ferris Italian Quintet che esce ufficialmente oggi, lunedì 27 agosto 2018, per la propria etichetta. Il gruppo ha suonato per la prima volta insieme nel 2015 in occasione del Volterra Jazz Festival. Da subito si è stabilito un forte feeling umano e musicale tra il leader e gli altri componenti della band. L'album nasce per iniziativa dello stesso Ferris che, dopo varie collaborazioni per una serie di concerti, ha voluto suggellare con questo lavoro il legame che si era creato tra i cinque musicisti Glenn Ferris (trombone), Mirco Mariottini (clarinetto), Giulio Stracciati (chitarra), Franco Fabbrini (basso) e Paolo Corsi (batteria). In repertorio otto brani di cui cinque firmati dal leader Ferris; uno “Five in China”, da Mirco Mariottini; uno, “W Ernest” da Franco Fabbrini, e uno tratto dalla grande tradizione jazzistica: “Saint James Infirmary”. L’album è caratterizzato da un forte impianto ritmico sostenuto autorevolmente da basso e batteria, mentre la front-line si sbizzarrisce in interventi ora solistici ora di insieme che evidenziano l'assoluta originalità degli arrangiamenti e del sound. Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link: https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/70/animal-love-glenn-ferris-italian-5et Prossimamente sarà disponibile su CD Baby e anche in formato fisico su Jazzos. Per info: http://improvvisatoreinvolontario.com info@improvvisatoreinvolontario.com Ulteriori info sul progetto:  http://gfitalianquintet.wixsite.com/gfi5 Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GlennFerrisItalianQuintet/ Glenn Ferris (Los Angeles, California): trombonista jazz, ha suonato anche altri generi musicali con artisti com Frank Zappa, Tim Buckley, Stevie Wonder, James Taylor, Duran Duran e altri. Studia musica classica dal 1958 al 1967, e dal 1964 inizia l'apprendimento della musica jazz con Don Ellis.Ha continuato a esibirsi con una varietà di musicisti americani in vari generi prima di trasferirsi in Francia nel 1980. Qui ha lavorato con Tony Scott, Brotherhood of Breath, Henri Texier e altri.Qui il link con una biografia dettagliata http://www.glennferris.com/biography_151.htm Mirco Mariottini: clarinettista. Ha collaborato con musicisti come John Taylor, Glenn Ferris, Paul McCandless, Tony Scott, Sainkho Namtchylak, William Parker, James Newton, Butch Morris, Sadiq Bey, Antonello Salis, Chris Laurence, Michele Rabbia, Diana Torto, Paolino Dalla Porta e Stefano Battaglia."Clarinettista dalla vis interiore e dirompente” (Musica Jazz), “tra le personalità emergenti più interessanti dell’odierno panorama jazzistico nazionale” (Anima Jazz), “insieme forte e leggero, capace di imprimere allo strumento vive e suggestive serpentine” ( JazzIt), “con proprietà d’espressione e fraseggio armonioso si invola il ben inanellato delineare di Mariottini ai clarinetti, che denota sentimento e si effonde con vivace nitidezza e prestante e avvincente scioltezza” (Italian Sound Company), “con il suo periodare dall’andamento raffinato e sinuoso, ora morbido, ora intenso, dalle digressioni che ascendono con ubertoso e sensibile profondere” (Basimedia Magazine), “strumentista estremamente duttile e tecnicamente straordinario, dotato di uno stile poliedrico e di un fraseggio visionario....e dal gusto melodico non comune”(Musica Jazz).cd baby Giulio Stracciati: chitarrista senese da 24 anni docente di chitarra e musica di insieme presso l'associazione Siena jazz . E’ direttore artistico e docente di Volterra Jazz. Ha all’attivo 14 dischi a suo nome pubblicati e distribuiti in tutto il mondo. Ha scritto colonne sonore per documentari (RAI e altre reti) e musica per istallazioni e vernissage. Ha inoltre collaborato per la realizzazione di circa 60 dischi come side man. Ha suonato con Enrico Rava, Paolo Fresu, Kenny Wheeler,  Ares Tavolazzi, Stefano Cocco Cantini, Massimo Urbani, Roberto Gatto, Paul Wertico e molti altri. Ha realizzato concerti in festival e jazz club in Tutta Europa. Franco Fabbrini: compositore e polistrumentista eclettico, capace di calarsi brillantemente nei più diversi generi musicali: contaminazione e versatilità gli ingredienti principali del proprio stile. Lunghissima la lista di musicisti e band con i quali ha collaborato e prodotto cd in veste di esecutore, compositore e arrangiatore e con i quali ha svolto un'intensa attività concertistica in tutta Europa. Tra i musicisti con cui ha suonato: Glenn Ferris, Michael Blake, Enrico Rava, Nir Felder, John Ramsay, Thomas Agergaard, Paolo Fresu, Klaus Lessmann. Insegna basso elettrico e musica d’insieme alla Siena Jazz University dal 2012. Paolo Corsi: batterista e  percussionista aperto, curioso e istintivo, un ricercatore a trecentosessanta gradi, concepisce il suo stile personale come fusione di tecnica, suoni e linguaggi. Affascinato dall’aspetto timbrico conduce una personale ricerca sulle sonorità, inserendo nel suo live-set percussioni e oggetti di ogni tipo associandoli a sintesi elettronica, campionamenti e interfacciamenti  MIDI. Alcuni musicisti con i quali ha suonato sono: Otmaro Ruiz, Bob Mintzer, Ted Curson, Mike Stern, Glenn Ferris, Larry Schneider, Sheldon Gomberg, Gabin Dabiré, Nguyen Le, Stefano Battaglia, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi, Bruno Tommaso, Danilo Rea, Mauro Grossi. Insegna prassi esecutive e musica d’insieme alla Siena Jazz University dal 2014.  
27
Ago
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Due appuntamenti chiudono la  rassegna Metjazz 2018:  Unica data in Italia, Venerdì 16 febbraio alle ore 21.15, nella del Sala Vanni Musicus Concentus a Firenze  dalla Svezia arriva FIRE!, il supergruppo eccitante e distorto del jazz contemporaneo,composto da Mats Gustafsson (sassofoni, elettronica), Johan Berthling (basso elettrico)e Andreas Werliin(batteria e percussioni). Un trio carico di energia, che smonta le tradizioni classiche, inserendo nuove sfumature di suoni e soprattutto freschi approcci nella musica improvvisata – approcci provenienti in egual muisura dal garage punk, dai suoni della heavy indusrty e dall’elettronica. Lunedì 19 febbraio alle ore 21.00 al Teatro Metastasio chiude la rassegna il concerto Una festa cubana della violinista cubana YILIAN CAÑIZARES con il suo quintetto “INVÓCACION”, formato dal pianoforte di Daniel Stawinski, il contrabbasso di David Brito, la batteria di Frank Durand, le percussioni di Inor Sotolongo. La vicenda personale e artistica di Yilian Cañizares è esemplare dei percorsi musicali nell’era della globalizzazione. Ha iniziato a studiare violino all’Avana, la sua città natale, e si è formata alla grande scuola didattica russa, che domina la scena cubana classica. Nel 1997 studia in Venezuela ma tre anni dopo emigra in Svizzera per studiare al Conservatorio di Friburgo. Ed è qui, in Svizzera, che la violinista, il cui obbiettivo è diventare una musicista classica, scopre il jazz e comincia anche a cantare. Il suo idolo è Stéphane Grappelli, sul cui virtuosismo agile e cantabile modella il suo stile. Presa la cittadinanza svizzera, la Cañizares inizia una carriera da solista jazz, con gruppi che mescolano le tradizioni afrocubane con la musica statunitense: prima il trio Ochumare (“arcobaleno” in yoruba), e poi l’attuale quintetto. Dunque la mescolanza di lingue è la cifra della sua musica: non solo perché canta in spagnolo, yoruba e francese, ma perché nella sua musica con grande senso dello spettacolo e impeccabile rigore della forma si mescolano stili diversi senza scadere in soluzioni più facili. Al contrario, il senso dello spettacolo, la brillantezza inventiva e il gioco d’assieme dei suoi gruppi producono un jazz di ispirazione cubana in chiave contemporanea. E il fatto che quell’allieva della scuola russa all’Avana oggi sia un’insegnante di violino e improvvisazione all’Ecole de jazz et des musiques actuelles di Losanna dimostra ancora una volta che i percorsi delle migrazioni e dei meticciati musicali possono raggiungere esiti tanto felici quanto imprevedibili.
15
Feb
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All’interno di Metjazz 2018, giovedì 15 febbraio ore 21.00 al Teatro Politeama Pratese il jazz incontra la musica classica nel concerto in PRIMA ASSOLUTA Blues on Bach. John Lewis e il Modern jazz Quartet. Coprodotto da Metjazz e Camerata Strumentale “Città di Prato”, questo concerto nasce dall’idea del compositore e arrangiatore Michele Corcella di omaggiare uno dei più importanti esponenti della musica afro-americana: John Lewis, leader e fondatore del celebre Modern Jazz Quartet, il primo a tentare di conciliare il jazz con la musica classica europea. Protagonista di questa produzione originale è il grande pianista Enrico Pieranunzi, accompagnato dal contrabbasso di Luca Bulgarelli e dalla batteria di Mauro Beggio e affiancato dall’Orchestra della Camerata Strumentale Città di Prato. Il rapporto tra jazz e musica classica europea è uno dei temi più dibattuti tra storici, critici e appassionati, ed è ancora oggi oggetto di incomprensioni, visioni storiche distorte e terreno di scontro ideologico. In verità si tratta di una relazione complessa, a tratti contraddittoria, una sorta di incontro-scontro tra culture che si nutre tanto di diffidenze quanto di scambi autentici e fecondi. Di certo esistono delle difficoltà a conciliare linguaggi di provenienza storica così diversa, ma esistono anche molti elementi compatibili che consentono una feconda mescolanza di idee. Nel mondo del jazz è stato il compositore e pianista John Lewis a produrre le opere più belle e importanti. In particolare con il suo Modern Jazz Quartet, tra la metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Lewis ha risolto problemi musicali impervi, come la creazione di fughe jazz (anche triple, come Three Windows), strutture a sviluppo con improvvisazione, apertura della forma, strutture tonali ispirate al nome “Bach” e così via, salvaguardando lo swing e un intenso blues feeling, con risultati di eccezionale valore. Essendo fuori dalle categorie compositive tradizionali, la musica di Lewis e del MJQ ha subìto le accuse più assurde, compresa quella di tradire la spontaneità del jazz. Per introdurre il concerto con una preziosa guida all’ascolto, alle ore 19.00 presso il Ridotto del Politeama Pratese, Michele Corcella, affiancato da Stefano Zenni, spiega il suo lavoro di studio e arrangiamento della musica di John Lewis ripensata per Enrico Pieranunzi e orchestra da camera, con ascolti, confronti e riflessioni su come adattare una musica già di per sé sfaccettata e ricca di influenze.
13
Feb
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Tra  venerdì   2 e lunedì 5 febbraio , la rassegna  METJAZZ   2018 , organizzata dal  Teatro Metastasio di Prato con la direzione artistica di  STEFANO ZENNI , fissa quattro appuntamenti, con due concerti a Firenze e una conferenza e un concerto a Prato.  Venerdì 2 febbraio alle ore 21.15, al Musicus Concentus di Firenze, va in scena Sfueâi, il concerto di ELSA MARTIN e STEFANO BATTAGLIA, omaggio in musica a poeti del Friuli contemporaneo quali Pier Paolo Pasolini, Novella Cantarutti, Pierluigi Cappello, Amedeo Giacomini e Federico Tavan, che attraverso le loro opere hanno recuperato e reinventato la lingua friulana, nelle diverse varianti dei luoghi di provenienza. La poesia friulana che diviene musa, quella di autori del passato e del presente, dove emerge naturale il senso del sacro, la vita e i suoi valori più profondi e reali, la natura, l’amore per la bellezza e le persone, spesso attraverso una semplicità e un senso della verità disarmanti. La lingua friulana come recupero e ricerca, non solo come sopravvivenza di ciò che è puro e incontaminato, ma come possibile ponte tra origine e futuro, lingua di terra e di metafore, di radici e simbolismi, che comprende al contempo la purezza rustica del mondo contadino e le diversità della sperimentazione letteraria, ma anche una sorta di laboratorio linguistico che porta le tradizioni trecentesche in una dimensione del tutto emotiva, al di là del significato stretto della parola stessa. Le musiche di Sfueâi, scritte da entrambi, sono per lo più composizioni inedite ispirate a poesie quali L’Aunar o Cjampanis di Pasolini, Canaa su la puarta della Cantarutti, Elementare di Cappello, Prejere di Giacomini, accanto a rivisitazioni di brani quali Anìn a grìs di Maria Di Gleria, di cui si ricorda una magica interpretazione di Alice. Sabato 3 febbraio alle ore 22, presso Il Pinocchio Jazz di Firenze, con DI VI KAPPA, Il rock duro diventa (jazz) acustico, tra psichedelia, jazz, improvvisazione, avanguardia e, qualche volta, retroguardia… Il trio presenta il nuovo disco “Oxymoron”, un viaggio visionario e improvvisato, fatto di soste malinconiche, di sguardi e di racconti che sfociano in un abbraccio segreto tra i Beatles e i Rolling Stones. Domenica 4 febbraio ore 11.00, presso la Scuola di musica Verdi, in un appuntamento di METJAZZ OFF, nella conferenza L’incontro tra Bach e il jazz: Concorde del Modern Jazz Quartet, per indagare i punti di contatto tra jazz e tradizione classica europea, STEFANO ZENNI guida passo passo nell’ascolto di Concorde, capolavoro di John Lewis, magnifico prototipo di fughe jazz. Lunedì 5 febbraio alle ore 21.00, al Teatro Fabbricone va in scena un concerto che indaga La nuova lingua del jazz italiano proponendo due diverse formazioni: la prima, SIMONE GRAZIANO SNAILSPACE è un trio classico che affianca il pianista Simone Grazianocon il basso di Francesco Ponticelli e la batteria di Enrico Morello, ma con un ripensamento sostanziale dei ruoli e un gusto per la cantabilità più calda; la seconda vede il sassofonista DAN KINZELMAN espandere il suo consueto trio Hobby Horse nel sestetto GHOST HORSE (con il trombone e le percussioni di Filippo Vignato, l’euphonium, la tuba e le percussioni di Glauco Benedetti, la chitarra baritono di Gabrio Baldacci, il contrabbasso di Joe Rehmer e la batteria di Stefano Tamborrino), per lavorare su elementi minimali che poi si espandono in strutture policrome di grande respiro Per tutta la durata della rassegna, prosegue inoltre la mostra fotografica  NOTE IN CHIAROSCURO  di  Marco Benvenuti , con fotografie che trasmettono la profonda passione e il legame intimo tra il musicista e il suo strumento, che cercano di amalgamare gesti ed espressioni con luci ed ombre, che esplicitano la completa fusione tra note e luce, che suonano imprigionando i magici istanti di un concerto jazz.
1
Feb
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In collaborazione con
ACCADEMIA D'ARTE
DI PISA
AnimaJazz”, e “Blues Fires” vanno in onda su Punto Radio, 91.6 Mhz e 91.1 Mhz e sono ascoltabili via web su www.puntoradio.fm negli orari:
ANIMAJAZZ”: il martedì dalle 20:30 alle 21:25;
BLUES FIRES” il venerdi dalle 20:30 alle 21:25;
Contatti: info@animajazz.eu
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