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AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale; “DUBIDUBIDU': FESTIVAL RADIOFONICO DELLE VOCI JAZZ ITALIANE”. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della MUSICA JAZZ QUALE ALTA FORMA D'ARTE E DI COMUNICAZIONE. Animajazz è ascoltabile anche via WEB collegandosi negli orari di programmazione a questo sito ed a www.puntoradio.fm.

Dal 26 al 29 luglio 2018, si terrà a Celano la prima edizione di Celano Jazz Convention. Il direttore artistico del festival, il chitarrista Franco Finucci, ha scelto una strada doppia per lanciare questa nuova iniziativa: da una parte con i concerti che si terranno sul palco di Piazza San Giovanni e, dall'altra, con le Masterclass dedicate ai giovani jazzisti. In entrambi i casi, la linea tracciata da Finucci propone un percorso di altissimo livello con la presenza di alcuni tra i nomi più eccellenti del panorama jazzistico italiano. Inoltre va sottolineata la mediapartnership con il webmagazine Jazz Convention. Si comincia giovedì 26 luglio con Triology, concerto che vedrà impegnati Paolo Damiani, Rosario Giuliani e Francesco Merenda. Triology Il repertorio si basa quasi interamente sulle composizioni dei tre solisti, andando a riprendere sia brani giù pubblicati nei lavori dei tre musicisti che inediti nati appositamente per la formazione. Pur essendo fortemente strutturate, le copmosizioni scelte permettono ai musicisti di generare spazi sonori aperti e flessibili grazie alle linee del contrappunto: in questo modo, il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente. Si crea così un territorio di confine in cui la cantabilità delle composizioni non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione e stupore. Paolo Damiani e Rosario Giuliani collaborano da tempo in duo ed entrambi hanno già avuto modo di collaborare con Francesco Merenda, batterista classe 1987, considerato senz'altro tra i giovani talenti più interessanti del panorama europeo. Venerdì 27 luglio sarà il turno del trio guidato dal pianista Luca Mannutza. Il percorso disegnato da Mannutza affianca composizioni originali e standard riletti secondo una visione moderna del piano trio, insieme a Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria. Il pianista si è avvicina al jazz nel 1990, assecondando una naturale predisposizione all'improvvisazione e alla creatività. Sin dalle prime collaborazioni con il sassofonista argentino Hector Costita e il trombettista statunitense Andy Gravish e dai concerti tenuti al fianco dei migliori jazzisti italiani - tra cui Paolo Fresu, Emanuele Cisi, Maurizio Giammarco, Bebo Ferra - si riconosce uno stile sempre elegante e ricercato. Mannutza è tra i pianisti più in vista sul panorama italiano e internazionale come attestano gli incontri musicali con Max Ionata, Lorenzo Tucci, Luca Bulgarelli, Nicola Angelucci, Roberto Gatto, Mario Biondi, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Rosario Bonaccorso, Jeremy Pelt, Steve Grossman e moltissimi altri, sia nelle formazioni guidate da lui che come sideman. Sabato 28 luglio con il concerto del chitarrista Umberto Fiorentino in trio con Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria. Umberto Fiorentino, chitarrista e compositore, ha esordito negli anni settanta al fianco dei suoi coetanei dell'area romana come Roberto Gatto e Danilo Rea. Negli anni ottanta partecipa, soprattutto con la formazione Lingomania, a una innumerevole quantità di concerti, rassegne internazionali ed esibizioni radiofoniche e televisive italiane ed estere, riscuotendo grandi riscontri di pubblico e critica. In veste di Leader e side man ha avuto collaborazioni con grandi nomi quali: Paolo Fresu, Enrico Rava, Mike Stern, Manu Roche, Rita Marcotulli e moltissimi altri. Ha anche occasione di partecipare ad alcune importanti produzioni nell'ambito della musica pop e, in particolare, nei lavori di Mina. Ha pubblicato diversi libri, video e metodi di didattica musicale, ha collaborato alla rivista "Chitarre" pubblicando più di 80 articoli di carattere didattico e insegna da molti anni presso le più prestigiose scuole di musica italiane. Celano Jazz Convention si concluderà infine, domenica 29 luglio, con l'esibizione di Sonic Latitudes, il duo formato da Marco Di Battista al pianoforte e Franco Finucci alla chitarra. L'esplorazione musicale di Finucci e Di Battista passa attraverso la conoscenza reciproca, la pratica del duo, l'interesse comune per la melodia: i due musicisti disegnano la tessitura di un dialogo maturo, coinvolgente dal punto di vista ritmico, sempre ricco di soluzioni armoniche raffinate. Il senso melodico si riflette in brani dalla concezione personale dove si uniscono gli spunti provenienti dal jazz contemporaneo e dall'attualità musicale con le necessità del supporto ritmico, dell'incrocio armonico, del sostegno alle improvvisazioni, delle questioni poste da una formazione esigente e scarna come il duo. Ogni sera, poi, al termine dei concerti, si aprirà la jam session presso l’Osteria degli Artisti. Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito e, in caso di pioggia, si svolgeranno presso l’Auditorium Enrico Fermi. Come si diceva sopra, a fianco dei concerti delle jam session e delle attività collaterali, si sviluppa il percorso didattico voluto da Franco Finucci: tutti i musicisti presenti nel programma, infatti, condurranno masterclass di strumento e seminari sull'improvvisazione. In questo modo, durante i tre giorni del festival, Celano diventerà una vera e propria cittadella del jazz, con la presenza di jazzisti già affermati e di giovani talenti che verranno a studiare insieme a loro. La squadra dei docenti è di assoluto livello e annovera la presenza di Paolo Damiani, Marco Di Battista, Rosario Giuliani, Marcello Di Leonardo, Luca Mannutza, Umberto Fiorentino e Gabriele Pesaresi. Una prima edizione di grande spessore. Il disegno del direttore artistico Franco Finucci di un punto di partenza sul quale costruire un percorso di lunga gittata, capace di unire qualità musicale, accoglienza e promozione del territorio. Celano Jazz Convention il programma dei concerti giovedì 26 luglio Paolo Damiani/Rosario Giuliani/Francesco Merenda. Triology 27 luglio 2018 Luca Mannutza Trio 28 luglio 2018 Umberto Fiorentino Trio 29 luglio 2018 Marco di Battista & Franco finucci. Sonic Latitudes
19
Lug
Fabio Ciminiera::notizie
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La seconda parte del SaxArts Festival 2018 si terrà dal 19 al 21 luglio e avrà come protagonista il celebre sassofonista statunitense Russ Peterson, un gradito ritorno per la ventesima edizione del festival diretto da Marco Albonetti. Il SaxArts Festival viene organizzato con il contributo del Comune di Faenza, del Comune di Tredozio, del Comune di Russi, di Romagna Acque, di Confcooperative e dell’Unione della Romagna Faentina e con il supporto materiale ed umano delle famiglie ospitanti che accolgono i ragazzi convenuti a Faenza per la rassegna. Sono tre gli appuntamenti in programma a luglio, tutti ad ingresso libero. Si comincia giovedì 19 con American Funky Pants. Il concerto, in programma al Giardino della Rocca di Russi, vedrà Russ Peterson impegnato con la ritmica formata da Alessandro Altarocca alle tastiere, Marcello Sutera al basso e Filippo Mignatti alla batteria. Un concerto pieno di travolgente energia dove si intrecciano i suoni del jazz e i ritmi del funk sotto la guida coinvolgente di un vero e proprio funambolo della “pipa di nichel”. Si prosegue poi a Faenza, venerdì 20 luglio, con il concerto in programma presso la Bottega Bertaccini - Libri e Arte. Saranno di scena i musicisti del SaxArts Ensemble promosso da Marco Albonetti che avranno l’onore e la responsabilità di confrontarsi con un solista della levatura di Russ Peterson, uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale mondiale. La formazione presenta quest’anno una particolarità molto intrigante: nel suo organico saranno presenti tutti i componenti della famiglia del saxofono, dal sopranino al basso, passando per i più “abituali” soprano, alto, tenore e baritono. L’ultimo della ventesima edizione del SaxArts Festival è in programma al Palazzo Fantini di Tredozio per una serata dedicata alla musica americana, dove Peterson potrà condividere con i giovani musicisti del Concordia College Saxophone Quartet e del SaxArts Ensemble la sua grande esperienza musicale: sarà un concerto diretto con la consueta simpatia, con la verve e la maestria che da sempre sono una vera e propria firma del Maestro statunitense. La direzione del SaxArts Festival ringrazia l’avvocato Gian Franco Fontaine per ospitare come ormai felice abitudine gli appuntamenti della manifestazione. La prima parte della rassegna si era svolta a giugno e aveva ospitato un musicista di prestigio internazionale: il grande pianista argentino Pablo Ziegler, recente vincitore del Grammy Award per il Best Latin Jazz Album, è stato infatti il protagonista del concerto tenuto al Ridotto del Teatro Masini di Faenza insieme al Marco Albonetti Trio e di un incontro pubblico, condotto da Fabio Ciminiera, presso il Palazzo Fantini di Tredozio.
6
Lug
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Improvvisazione jazz consapevole (Volume 3), il nuovo libro del pianista jazz, compositore e didatta Marco Di Battista, non è un semplice manuale ma un saggio che offre al musicista utili strumenti per entrare nel mondo dell'improvvisazione e all'insegnante jazz un efficace mezzo di supporto alla didattica. L'autore, in 240 pagine corredate da circa 165 esempi, affianca nozioni tecniche rigorose e innovative al contesto storico che le ha prodotte. Il volume, il terzo della serie, continua cronologicamente il discorso avviato nei due precedenti libri per arrivare, nel corso del piano completo dell'opera, all'oggi, alla libertà di concedersi il lusso di poter scegliere attraverso la conoscenza. Il terzo volume è stato pubblicato per la casa editrice statunitense Lulu Enterprise Inc. ed è già disponibile nelle principali librerie e online nel formato cartaceo. Il libro può acquistare in rete - su Amazon.com, su BarnesandNoble.com e su altri siti di vendita al dettaglio online. Inoltre, il lavoro è inserito tra i titoli di Ingram Book Company e può essere ordinato, quindi, nelle librerie tradizionali. Marco Di Battista, pianista jazz, compositore e didatta, è diplomato in jazz e popular music e ha frequentato, nel triennio 1993-1995, i corsi invernali di Siena Jazz. È docente presso il conservatorio L. D'Annunzio di Pescara dove insegna: “Storia del jazz”, “Storia delle musiche afroamericane” e “Analisi delle forme interpretative e performative del jazz”. Inoltre, nel 2016, è stato titolare della cattedra di “Tecniche d'improvvisazione musicale” presso il conservatorio N. Rota di Monopoli. Nello stesso conservatorio, nel 2012, ha rivestito il ruolo di contitolare della cattedra di “Storia del jazz”. Marco Di Battista svolge regolare attività concertistica suonando in Italia e all'estero e ha collaborato con i migliori musicisti della scena italiana ed internazionale. Ha registrato diversi album a suo nome ed è presente come "sideman" in molti lavori discografici. Nel 2000 ha fondato il web magazine Jazz Convention, che dirige tuttora, e, per la tv, ha curato diversi programmi riguardanti il jazz come autore e come conduttore. Ha scritto testi e musica per spettacoli teatrali di jazz. Nel 2012 ha pubblicato “Lennie Tristano, C-Minor Complex”, volume dedicato al celebre brano del pianista statunitense, libro che ha portato il pianista a tenere alcuni seminari presso istituzioni pubbliche e private sia italiane sia estere.
29
Giu
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Celano ospiterà a luglio la prima edizione di Celano Jazz Convention. Il direttore artistico del festival, il chitarrista Franco Finucci, ha scelto una strada doppia per lanciare questa nuova iniziativa: ai concerti programmati sui palchi presenti in città, si affiancheranno le Masterclass dedicate ai giovani jazzisti. In entrambi i casi, la linea tracciata da Finucci propne un percorso di altissimo livello con la presenza di alcuni tra i nomi più eccellenti del panorama jazzistico italiano. Va sottolineata, inoltre, la mediapartnership con il webmagazine Jazz Convention. Il percorso didattico voluto da Franco Finucci si sviluppa da giovedì 26 a domenica 29 luglio e coinvolge tutti i musicisti presenti nel programma che condurranno masterclass di strumento e seminari sull'improvvisazione. In questo modo, durante i tre giorni del festival, Celano diventerà una vera e propria cittadella del jazz, con la presenza di jazzisti già affermati e di giovani talenti che verranno a studiare insieme a loro. La squadra dei docenti è di assoluto livello e annovera la presenza di Paolo Damiani, Marco Di Battista, Rosario Giuliani, Marcello Di Leonardo, Luca Mannutza, Umberto Fiorentino e Gabriele Pesaresi. Da questo link, inoltre, è possibile scaricare la scheda di iscrizione alle Masterclass di Celano Jazz Convention: http://www.jazzconvention.net/CJC_2018/CJC2018_Scheda_Masterclass.pdf Per quanto riguarda i concerti, la rassegna si apre giovedì 26 luglio con Triology, concerto che vedrà impegnati Paolo Damiani, Rosario Giuliani e Francesco Merenda. Venerdì 27 luglio, Celano Jazz Convention prosegue con il trio guidato dal chitarrista Umberto Fiorentino e si conclude sabato 28 luglio con il concerto del piano trio capitanato da Luca Mannutza. Celano Jazz Convention si presenta con una prima edizione di grande spessore. Il disegno del direttore artistico Franco Finucci vuole stabilire un punto di partenza importante, il primo passo di un percorso di lunga gittata, capace di unire qualità musicale, accoglienza e promozione del territorio.
5
Giu
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Il SaxArts Festival apre l'edizione 2018 con una anteprima prestigiosa di livello internazionale. Sarà infatti il grande pianista argentino Pablo Ziegler, recente vincitopre del Grammy Award per il Best Latin Jazz Album, il protagonista degli appuntamenti in programma nel mese di giugno con la rassegna diretta da Marco Albonetti e giunta alla ventesima edizione. Compositore, pianista e arrangiatore, Pablo Ziegler attualmente è considerato il principale esponente del Nuevo Tango. È stato il pianista di Astor Piazzolla nel suo celebre Quintetto, a partire dal 1978. Ha fondato il New Tango Quartet nel 1990 e, tra le sue prestigiose collaborazioni, figurano nomi del calibro di Gary Burton, Regina Carter, Branford Marsalis, Milva, Placido Domingo, Paquito D'Rivera, Joe Lovano, David Sánchez, Miguel Zenón e organici importanti quali la Metropole Orkest, la Sydney Symphony Orchestra, l'Orpheus Chamber Orchestra. Ha composto per numerosi spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi. Il suo recente lavoro in trio, Jazz Tango, ha vinto il Grammy Award come Best Latin Jazz Album. Il pianista aveva già ricevuto diverse nominations per i Latin Grammy ed aveva vinto, nel 2005, con Bajo Cero nella categoria Best Tango Album. Tra i numerosissimi premi e riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, Ziegler è stato nominato miglior compositore dalla Theatre Critics Association per il suo album "Traición" e vincitore dell'Echo Klassik Award per il suo lavoro insieme al basso-baritono uruguaiano Erwin Schrott. Si comincia domenica 10 giugno, al Palazzo Fantini di Tredozio, con Jazz Tango, un incontro tra musica e parole in cui Pablo Ziegler racconterà la sua carriera artistica, parlando di Astor Piazzolla e dell'Argentina, del tango e dei suoi incontri con il jazz, dei riconoscimenti internazionali e del suo rapporto con la voce del sassofono. Nel corso della serata, condotta da Fabio Ciminiera, il pianista interpreterà alcuni suoi brani originali e temi tratti dal repertorio di Astor Piazzolla, Alejandro Dolina e Juan Carlos Cobian, presenterà il suo recente disco "Solo" e duetterà con Marco Albonetti. Al termine della serata, inoltre, Ziegler riceverà anche il Premio alla Carriera "SaxArts Festival 2018". Giovedì 14 e venerdì 15 giugno, in doppia replica al Ridotto del Teatro Masini di Faenza, si terrà il concerto Pablo Ziegler meets Marco Albonetti Trio, formazione composta dallo stesso Albonetti al sax soprano, al sax contralto e al sax baritono, da Aya Shimura al violoncello e da Virgilio Monti al contrabbasso. Un nuovo progetto tutto dedicato al Nuevo Tango. La scaletta della serata prevede ovviamente brani di Piazzolla e dello stesso Ziegler, che ha curato gli arrangiamenti di questo progetto. Rivive così il tango nato nei bassifondi e poi elevato a musica d’identità nazionale, con le suadenti melodie e le improvvisazioni. Queste si liberano dalla forma e la plasmano disegnando nuovi scenari vibranti di suggestioni, sinestesie ed emozioni. Il biglietto di ingresso ai singoli concerti costa 10€. A luglio poi, il SaxArts Festival torna con tre appuntamenti in programma a Faenza, Russi e Tredozio, nei luoghi in cui la rassegna è ormai di casa, per tre appuntamenti che coinvolgono i talenti emergenti della scena sassofonistica italiana ed internazionale, selezionati come di consueto dall'occhio esperto del direttore artistico Marco Albonetti. Anche quest'anno, il festival ospita una figura di spicco del panorama internazionale con il gradito ritorno di Russ Peterson. Il sassofonista statunitense sarà presente nella rassegna, infatti, dal 19 al 21 luglio e si esibirà con i diversi gruppi formati dai giovani musicisti e con lo stesso Albonetti. Sui palchi del SaxArts Festival, Peterson potrà condividere la sua grande esperienza musicale con la simpatia, la verve e la maestria che lo contraddistinguono. Il SaxArts Festival viene organizzato con il contributo del Comune di Tredozio, del Comune di Faenza, del Comune di Russi, di Romagna Acque, di Confcooperative e dell’Unione della Romagna Faentina e con il supporto materiale ed umano delle famiglie ospitanti che accolgono i ragazzi convenuti a Faenza per la rassegna.
29
Mag
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THE EVOLUTION OF SOLO JAZZ PIANO una lezione concerto sul lavoro di Bill Dobbins progetto ideato da Michele Francesconi Mercoledì 20 giugno 2018 Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila Direttore Giandomenico Piermarini Mercoledì 20 giugno 2018, il Dipartimento di Jazz del Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila, coordinato da Paolo Di Sabatino, presenta The Evolution of Solo Jazz Piano, progetto ideato da Michele Francesconi, docente di pianoforte jazz, e ispirato al celebre libro di Bill Dobbins, "Contemporary Jazz Pianist". Al progetto parteciperanno la classe di pianoforte jazz, Massimiliano Coclite (docente di canto jazz) e Massimiliano Caporale (docente di composizione e arrangiamento jazz). Nella stessa giornata, sarà possibile visitare in anteprima la mostra curata da Luca Bragalini (docente di storia del jazz) insieme al collezionista Vittorio Castelli: un vero e proprio racconto dell’evoluzione del disco, dai 78 giri ai Long Playing a 33 giri, passando per i V-Disc della Seconda Guerra Mondiale e numerose rarità. La mostra verrà inaugurata giovedì 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, ed è allestita nell'Auditorium del Conservatorio. Sarà possibile visitare l'esposizione fino ai primi di settembre. La lezione-concerto prende in esame il quarto volume del "Contemporary Jazz Pianist" di Bill Dobbins, metodo pubblicato nel 1988 in quattro volumi. In questo volume vengono presentate 24 variazioni dello stesso tema (costruito sulle armonie dello standard All of Me) come potrebbero suonarlo, in piano solo, 24 pianisti della storia del jazz, da Scott Joplin a Richie Beirach. Dobbins divide il lavoro in due parti, usando come spartiacque il bebop: i primi dodici, quindi, considerati pre-bebop vengono ascritti ai Traditional Styles, mentre i secondi dodici vanno sotto la definizione di Modern Styles. Bill Dobbins insegna Composizione e Arrangiamento jazz e dirige l'Eastman Jazz Ensemble e l'Eastman Studio Orchestra. Come pianista si è esibito con orchestre classiche e ensemble da camera sotto la direzione di Pierre Boulez, Lukas Foss e Louis Lane, tra gli altri, e ha suonato e registrato con musicisti come Clark Terry, Phil Woods, Dave Liebman e Peter Erskine. Nel 1972, ha vinto l'International Gaudeamus Competition per interpreti di musica contemporanea ed ha vinto numerosi concorsi di composizione jazz tra cui l'Ohio Arts Council e il National Endowment for the Arts. Dal 1994 al 2002, Dobbins è stato direttore principale della WDR Big Band di Colonia, in Germania. Nel 2002 è tornato ad Eastman, pur continuando a lavorare come direttore ospite della WDR Big Band e della Metropole Orchestra di Hilversum. Le scuole di jazz di tutto il mondo hanno adottato i suoi volumi di trascrizioni di assoli di piano jazz e i suoi libri didattici. Il lavoro effettuato da Michele Francesconi, insieme alla classe di pianoforte jazz, vuole indagare i processi stilistici, compositivi, di fraseggio e di forma che Dobbins ha mutuato dai grandi pianisti della storia del jazz. Le variazioni sono interamente scritte e per questo possono essere suonate da pianisti che non improvvisano. L'obiettivo si sposta così su quella che Dobbins, nella sua prefazione al lavoro chiama “convincing rhythmic feeling”, più che sulla perfezione o sulla velocità dell'esecuzione. Dal lavoro portato avanti nel “laboratorio” emerge un concetto importante, vale a dire, il jazz e l'evoluzione degli stili pianistici sono spesso frutto di una crescita collettiva, il risultato degli interventi di molti artisti, più o meno noti, che hanno tramandato e modificato il modo di suonare e di improvvisare negli anni. La lezione è naturalmente anche l'occasione per un confronto informale. Nel corso della giornata, il pubblico avrà modo di intervenire per discutere insieme. Successione degli interventi Ore 10.30 SCOTT JOPLIN. suona FRANCESCO DI MARCO JELLY ROLL MORTON. suona JACOPO PAOLUCCI JAMES P. JOHNSON. suona MICHELE FRANCESCONI WILLIE “THE LION” SMITH. suona MASSIMILIANO CAPORALE EARL HINES. suona ALBERTO BIANCHI FATS WALLER. suona MATTIA PARISSI TEDDY WILSON. suona SEBASTIAN GIOVANNUCCI DUKE ELLINGTON. suona MASSIMILIANO COCLITE Ore 13.30 ART TATUM. presenta MICHELE FRANCESCONI MEADE LUX LEWIS. suona ELEONORA LA PROVA PETE JOHNSON. suona GIANCARLO GREGORI JIMMY YANCEY. suona TIZIANO PATACCHINI THELONIOUS MONK. suona SEBASTIAN GIOVANNUCCI BUD POWELL. presenta MASSIMILIANO COCLITE OSCAR PETERSON. suona MASSIMILIANO CAPORALE ERROLL GARNER. presenta MATTIA PARISSI Ore 16.30 LENNIE TRISTANO. presenta ALBERTO BIANCHI BILL EVANS. suona JACOPO PAOLUCCI CLARE FISCHER. suona MICHELE FRANCESCONI JIMMY ROWLES. suona MATTIA PARISSI CECIL TAYLOR. presenta MICHELE FRANCESCONI CHICK COREA. suona SEBASTIAN GIOVANNUCCI KEITH JARRETT. suona GIANCARLO GREGORI RICHIE BEIRACH. suona TIZIANO PATACCHINI
24
Mag
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La stagione dello Zingarò Jazz Club si concluderà giovedì 17 maggio 2018: nella prima parte della serata, Luca Bragalini presenterà il suo nuovo libro, intitolato «Dalla Scala ad Harlem: I sogni sinfonici di Duke Ellington», dedicato alle pagine sinfoniche del grande compositore e musicista statunitense. A seguire, si terrà il Concerto finale del Laboratorio dedicato al Piano Trio, coordinato da Michele Francesconi con Paolo Ghetti al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria. La serata è ad ingresso libero con inizio alle 21.30. Luca Bragalini studia da tempo la musica che Duke Ellington ha scritto per orchestra sinfonica, un ambito spesso ingiustamente dimenticato. Il musicologo ha presentato i suoi studi nei più prestigiosi convegni internazionali ed ha pubblicato di recente il libro "Dalla Scala ad Harlem. I sogni sinfonici di Duke Ellington" (EDT) dove riassume le ricerche svolte. Bragalini presenta l'"Ellington Sinfonico" attraverso ascolti inediti, immagini mai rivelate, preziosi video per dare vita ad un racconto coinvolgente. Luca Bragalini è docente di Storia e Analisi del Jazz al Conservatorio de l’Aquila, collabora anche con i conservatori di musica de La Spezia, Brescia e Trento; ha tenuto, in Italia e all’estero, corsi e masterclass in 13 conservatori. È stato direttore di tre seminari di musica e docente in 25 edizioni di sette diversi workshop. Ha rappresentato l’Italia in diversi convegni internazionali di musicologia e, nel 2015, è stato invitato come Distinguished Scholar al Reed College di Portland (Oregon) per un ciclo di conferenze su Ellington rivolto ad allievi e docenti. Ha scoperto l’ultima opera sinfonica di Ellington di cui ne ha curato la Prima Registrazione Mondiale, che verrà discussa nel suo libro «Dalla Scala ad Harlem: I sogni sinfonici di Duke Ellington» (EDT). Ha scoperto opere inedite di Luciano Chailly (di cui ha curato la world premiere) e ha riportato alla luce dei manoscritti inediti di Chet Baker con un progetto che ha coinvolto Paolo Fresu. La sua pubblicazione precedente «Storie poco standard» (EDT), in questi giorni in ristampa, è diventata un format radiofonico ed uno spettacolo teatrale. È un apprezzato divulgatore della storia del musical e della cultura musicale afroamericana. Nella seconda parte della serata, invece, si terrà il Concerto finale del Laboratorio dedicato al Piano Trio, coordinato da Michele Francesconi con Paolo Ghetti al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria. Nel concerto, si alterneranno al pianoforte colleghi musicisti e allievi dei corsi tenuti da Francesconi per dare vita e sostanza al percorso compiuto durante l'anno accademico: un ragionamento divulgativo, appassionante e appassionato intorno ad uno dei formati - il piano trio, appunto - più amati e frequentati nel jazz moderno. Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.
14
Mag
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THE EVOLUTION OF SOLO JAZZ PIANO una lezione concerto sul lavoro di Bill Dobbins progetto ideato da Michele Francesconi Mercoledì 20 giugno 2018 Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila Direttore Giandomenico Piermarini Mercoledì 20 giugno 2018, il Dipartimento di Jazz del Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila, coordinato da Paolo Di Sabatino, presenta The Evolution of Solo Jazz Piano, progetto ideato da Michele Francesconi, docente di pianoforte jazz, e ispirato al celebre libro di Bill Dobbins, "Contemporary Jazz Pianist". Al progetto parteciperanno la classe di pianoforte jazz, Massimiliano Coclite (docente di canto jazz) e Massimiliano Caporale (docente di composizione e arrangiamento jazz). Nella stessa giornata, sarà possibile visitare in anteprima la mostra curata da Luca Bragalini (docente di storia del jazz) insieme al collezionista Vittorio Castelli: un vero e proprio racconto dell’evoluzione del disco, dai 78 giri ai Long Playing a 33 giri, passando per i V-Disc della Seconda Guerra Mondiale e numerose rarità. La mostra verrà inaugurata giovedì 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, ed è allestita nell'Auditorium del Conservatorio. Sarà possibile visitare l'esposizione fino ai primi di settembre. La lezione-concerto prende in esame il quarto volume del "Contemporary Jazz Pianist" di Bill Dobbins, metodo pubblicato nel 1988 in quattro volumi. In questo volume vengono presentate 24 variazioni dello stesso tema (costruito sulle armonie dello standard All of Me) come potrebbero suonarlo, in piano solo, 24 pianisti della storia del jazz, da Scott Joplin a Richie Beirach. Dobbins divide il lavoro in due parti, usando come spartiacque il bebop: i primi dodici, quindi, considerati pre-bebop vengono ascritti ai Traditional Styles, mentre i secondi dodici vanno sotto la definizione di Modern Styles. Bill Dobbins insegna Composizione e Arrangiamento jazz e dirige l'Eastman Jazz Ensemble e l'Eastman Studio Orchestra. Come pianista si è esibito con orchestre classiche e ensemble da camera sotto la direzione di Pierre Boulez, Lukas Foss e Louis Lane, tra gli altri, e ha suonato e registrato con musicisti come Clark Terry, Phil Woods, Dave Liebman e Peter Erskine. Nel 1972, ha vinto l'International Gaudeamus Competition per interpreti di musica contemporanea ed ha vinto numerosi concorsi di composizione jazz tra cui l'Ohio Arts Council e il National Endowment for the Arts. Dal 1994 al 2002, Dobbins è stato direttore principale della WDR Big Band di Colonia, in Germania. Nel 2002 è tornato ad Eastman, pur continuando a lavorare come direttore ospite della WDR Big Band e della Metropole Orchestra di Hilversum. Le scuole di jazz di tutto il mondo hanno adottato i suoi volumi di trascrizioni di assoli di piano jazz e i suoi libri didattici. Il lavoro effettuato da Michele Francesconi, insieme alla classe di pianoforte jazz, vuole indagare i processi stilistici, compositivi, di fraseggio e di forma che Dobbins ha mutuato dai grandi pianisti della storia del jazz. Le variazioni sono interamente scritte e per questo possono essere suonate da pianisti che non improvvisano. L'obiettivo si sposta così su quella che Dobbins, nella sua prefazione al lavoro chiama “convincing rhythmic feeling”, più che sulla perfezione o sulla velocità dell'esecuzione. Dal lavoro portato avanti nel “laboratorio” emerge un concetto importante, vale a dire, il jazz e l'evoluzione degli stili pianistici sono spesso frutto di una crescita collettiva, il risultato degli interventi di molti artisti, più o meno noti, che hanno tramandato e modificato il modo di suonare e di improvvisare negli anni. La lezione è naturalmente anche l'occasione per un confronto informale. Nel corso della giornata, il pubblico avrà modo di intervenire per discutere insieme. Successione degli interventi Ore 10.30 SCOTT JOPLIN. suona FRANCESCO DI MARCO JELLY ROLL MORTON. suona JACOPO PAOLUCCI JAMES P. JOHNSON. suona MICHELE FRANCESCONI WILLIE “THE LION” SMITH. suona MASSIMILIANO CAPORALE EARL HINES. suona ALBERTO BIANCHI FATS WALLER. suona MATTIA PARISSI TEDDY WILSON. suona SEBASTIAN GIOVANNUCCI DUKE ELLINGTON. suona MASSIMILIANO COCLITE Ore 13.30 ART TATUM. presenta MICHELE FRANCESCONI MEADE LUX LEWIS. suona ELEONORA LA PROVA PETE JOHNSON. suona GIANCARLO GREGORI JIMMY YANCEY. suona TIZIANO PATACCHINI THELONIOUS MONK. suona SEBASTIAN GIOVANNUCCI BUD POWELL. presenta MASSIMILIANO COCLITE OSCAR PETERSON. suona MASSIMILIANO CAPORALE ERROLL GARNER. presenta MATTIA PARISSI Ore 16.30 LENNIE TRISTANO. presenta ALBERTO BIANCHI BILL EVANS. suona JACOPO PAOLUCCI CLARE FISCHER. suona MICHELE FRANCESCONI JIMMY ROWLES. suona MATTIA PARISSI CECIL TAYLOR. presenta MICHELE FRANCESCONI CHICK COREA. suona SEBASTIAN GIOVANNUCCI KEITH JARRETT. suona GIANCARLO GREGORI RICHIE BEIRACH. suona TIZIANO PATACCHINI
16
Apr
Fabio Ciminiera::notizie
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La stagione dello Zingarò Jazz Club prosegue, mercoledì 4 aprile 2018, con il concerto del Giacomo Toni Trio, formato dal cantante e musicista Giacomo Toni insieme a Roberto Villa al contrabbasso e a Marco Frattini alla batteria. La serata è ad ingresso libero con inizio alle 22. Giacomo Toni è pianista, autore e compositore. La sua musica spazia dal piano punk al jazz, dal pop-rock alla canzone d'autore. Chi segue i suoi concerti, consoce il suo utilizzo paradossale del lessico e i suoi monologhi improvvisati che legano un brano all'altro. Il suo ultimo lavoro si intitola Nafta è stato pubblicato nello scorso ottobre per Brutture Moderne. Maturate con la band durante i live e i viaggi in furgone, le canzoni del disco somigliano ai paesaggi agrodolci e ai personaggi stralunati e imprevedibili, presenti nei territori della provincia. Girone dopo girone, si affronta l'emarginazione, la solitudine, la velocità, la prostituzione, il lavoro, l'insolenza, l'eroina, la polizia, fino alla chiusura, in piano e voce, dove si ritorna al suono classico e si parla, appunto, di assenza di amore, che metaforicamente è applicabile anche alla società, al pericolo del disinteressamento sociale, del nichilismo individualista, che probabilmente oggi riguarda un po' tutti. Un album sporco, grezzo, verace: nessun suono di plastica, ma suoni di trivelle e rombi di marmitte. Una serie di storie che raccontano le vicissitudini di diversi personaggi che si possono incontrare in qualsiasi provincia italiana. Nell'ultimo decennio, Giacomo Toni si è imposto nel panorama indipendente come cantautore contemporaneo. Le sue canzoni sono a tratti serie e a tratti comiche, ma più spesso serie e comiche insieme. Dietro la scorza strafottente, Toni è tra quelli ancora abili e attenti a giocare con le parole: le sceglie con cura sorprendente, le tratta come se fossero uno strumento musicale. Una maturità nell'approccio stilistico che sapranno accontentare tanto gli intenditori e appassionati del genere quanto i fruitori più liberi, arrivati ad incontrare le sue canzoni in modo casuale e fortuito. Ha frequentato il Conservatorio Maderna di Cesena per poi dedicarsi allo studio del linguaggio jazz. Nel corso degli anni è stato invitato alle rassegne più prestigiose della nuova musica italiana, come tra gli altri il Premio Tenco e il Pistoia Blues, ed è stato il vincitore di Hitweek nel 2013. Mercoledì 11 aprile 2018, torna il tradizionale appuntamento dedicato agli Allievi della Scuola Sarti: lo Zingarò Jazz Club offre la sua ribalta ai talenti più interessanti del territorio e guarda a quelli che saranno i protagonisti della nostra scena jazzistica nelle prossime stagioni. Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.
30
Mar
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Mercoledì 28 marzo 2018, la stagione dello Zingarò Jazz Club presenta Secondo, il progetto ideato da Claudio Zappi come tributo alla musica di Secondo Casadei. Insieme al clarinettista Claudio Zappi, si esibiranno Alessandro Petrillo alla chitarra, Milko Merloni al contrabbasso ed Enrico Guerzoni al violoncello. La serata è ad ingresso libero con inizio alle 22. Secondo è un progetto ideato da Claudio Zappi come tributo alla musica di Secondo Casadei. Il folk della Romagna si intreccia con il jazz, tradizionale e moderno, con l'etno jazz, con il rock, con echi classici, soprattutto negli arrangiamenti per gli archi. Trasversale è l'aggettivo che meglio descrive il progetto Secondo. I famosi brani di Casadei sono stati riarrangiati da Claudio Zappi seguendo il suo eclettismo musicale e la sua inclinazione per il jazz, il latin, il funk e la musica popolare. Si è poi unito l'amico e chitarrista Alessandro Petrillo, la cui esperienza passata è legata al rock progressivo e contaminato del gruppo Transgender, la sua predilezione per le commistioni di genere e la conoscenza del jazz rientrano perfettamente nel progetto. Petrillo ha anche collaborato agli arrangiamenti. Il quartetto è completato da Milko Merloni al contrabbasso - altro musicista eclettico che spazia dalla classica al jazz al rock - e da Enrico Guerzoni al violoncello - attivo in molteplici ambiti, dalla musica barocca e classica al rock, jazz, pop e etnica e collaboratore per molti anni di Zucchero con cui ha intrapreso anche il suo ultimo World Tour. Secondo ha vinto il Premio Imola in musica che valorizza «la contaminazione tra le tradizioni popolari emiliano-romagnole e forme contemporanee di musica.» Il disco della formazione è stato pubblicato da Incipit Records ad aprile 2017 con una formazione ampia: oltre ai musicisti già citati, ci sono Gianluca Nanni alla batteria, Luisa Cottifogli alla voce e come ospite Simone Zanchini alla fisarmonica. La stagione dello Zingarò Jazz Club prosegue, mercoledì 4 aprile 2018, con il concerto del Giacomo Toni Trio, formato dal cantante e musicista Giacomo Toni insieme a Roberto Villa al contrabbasso e a Marco Frattini alla batteria. Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.
23
Mar
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