Benvenuto su www.animajazz.eu/wordpress.
Il sito di AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della musica. Animajazz e Blues Fires sono ascoltabile anche via WEB in podcast da questo sito e collegandosi negli orari di programmazione a www.puntoradio.fm.

Sold - out  all'auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca per la presentazione ufficiale del nuovo libro di  Renzo Cresti, “Musica presente, tendenze e compositori di oggi” (edizioni LIM) , che si è tenuta  sabato 9 novembre  per l'apertura della rassegna di Cluster davanti a un pubblico attentissimo. Grande successo anche per il firmacopie che ha visto il professore Cresti impegnato per oltre un'ora. Il libro, che risponde alla domanda chi sono e cosa fanno i compositori di oggi, prendendo in esame oltre 2000 compositori, è stato spiegato dallo stesso Cresti che ha magnetizzato la platea raccontando la nuova metodologia utilizzata e le scelta strutturale del libro. Infatti il libro, di 1000 pagine, è formato da una premessa, suddivisa in 15 paragrafi, che contiene le riflessioni su una nuova metodologia e dal racconto di una storia ancora in atto. Seguono tre capitoli che analizzano altrettante generazioni di musicisti: quella nata negli anni Cinquanta (224 compositori analizzati, 112 citati e autori in nota); la successiva che prevede compositori di area classica (260 compositori analizzati, 200 citati) e jazz (291 analizzati e 262 citati), e l'ultima che esamina i musicisti delle ultime generazioni, compresi alcuni gruppi di rock progressive (72 compositori analizzati, 180 citati e 38 musicisti ed ensemble di rock progressive). La presentazione è stata inoltre arricchita dalla performance del giovane sassofonista Lorenzo Simoni, che sta attualmente studiando jazz al conservatorio Cherubini di Livorno. Le presentazioni proseguiranno in tutta Italia con il seguente calendario: Napoli, 2 dicembre ore 17.30, Progetto Piano; Roma, 3 dicembre ore 19, Mattatoio, a cura di Nuova Consonanza e 5 dicembre ore 18, Conservatorio; Trento, 11 gennaio 2020 ore 16, Conservatorio; Genova, 25 gennaio ore 17.30, Circolo Jazz Il Luisiana; Treviso, 8 febbraio ore 18, Chez Donella;  Bergamo , 15 febbraio ore 16, Rassegna Musicale in Sala Piatti;  L’Aquila , 28 febbraio ore 17, Conservatorio;  Piacenza , 12 marzo ore 17, Conservatorio;  Avellino , 19 marzo ore 16, Conservatorio;  Milano , 9 giugno ore 17, Conservatorio. Inoltre, con date ancora da  definire, sarà presentato a  Venezia  e Torino  e al Conservatorio di  La Spezia,  Livorno  e Fermo. Nel libro vengono analizzate prevalentemente le tendenze e i compositori della musica contemporanea classica, con un grosso contributo anche al jazz e al rock progressive, ed è proprio per questo che le presentazioni si terranno sia in conservatori che in jazz club. Ulteriori info su www.lim.it lim@lim.it www.renzocresti.com  
12
Nov
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Giunge molto attesa la prima presentazione nazionale del nuovo libro di Renzo Cresti, “ Musica presente, tendenze e compositori di oggi”, che si terrà  sabato 9 novembre, alle  ore 17,  all' Auditorium della Fondazione Banca del Monte  di  Lucca , in piazza san Martino. Ancora prima che venga presentato ufficialmente decine sono state le richieste di recensioni e di presentazioni del libro in tutta Italia che testimoniano quanto l’uscita sia attesa. Il libro risponde a una domanda che in molti si fanno: chi sono e cosa fanno i compositori di oggi? Trattando ogni area stilistica, da quella della contemporanea colta al jazz, dalla musica elettronica a quella cinematografica, dalla musica neo-melodica al rock sperimentale, il libro riserva ai compositori approfondite pagine critiche, agili schede che mettono in risalto le caratteristiche tecniche ed espressive, o citazioni per segnalarne la presenza nei vari contesti culturali. Gli autori sono ordinati in modo tale che il volume possa essere utilizzato anche come enciclopedia. Sono circa 2000 i compositori citati nel libro, edito dalla LIM di Lucca,  lim@lim.it, e vanno a comporre un mosaico di diversificati tasselli sonori che Cresti tiene insieme attraverso varie riflessioni sulle tendenze estetiche, sui modi di scrittura, sulle finalità e funzioni. Ci sono anche molti musicisti toscani e lucchesi, del resto basti pensare ai giovani che escono dalle classi di composizione, ai tanti che suonano jazz o che si dirigono verso forme compositive che oggi sono davvero infinite. Nel libro vengono presi in considerazione i musicisti nati dopo gli anni '50 fino ad arrivare a qualche giovane trentenne. Nella premessa introduttiva si inquadrano le varie problematiche, in modo da guidare il lettore alla scoperta di questo mondo musicale attuale, poco conosciuto, ma molto ricco, interessante e affascinante. Il libro ha una scrittura molto scorrevole e si può leggere anche come un’enciclopedia. Un lavoro che mancava. Info su www.lim.it  lim@lim.it www.renzocresti.com  
6
Nov
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Lunedì 4 Novembre alle ore 18:30 all’Associazione Remo Gaibazzi (Borgo Scacchini, 3/a, 43121 Parma PR) in programma un incontro, condotto da Alessandro Rigolli, con Roberto Masotti che, per l’occasione, presenterà due volumi: la sua ultima fatica letteraria, Jazz Area edito da Seipersei, e Doisneau e la musica di Clémentine Derodudille edito da Jaca Book. Il libro di Roberto Masotti appare come una sorta di taccuino, un diario di viaggio dove sono state annotate le immagini di un tragitto che viene ricostruito lungo quasi cinquant’anni di incontri, ascolti e, naturalmente, fugaci, irripetibili visioni rese immortali e custodite in queste pagine. Dalla prima foto che pone inizio al viaggio e che immortala la formazione Detroit Free Jazz, con Art Fletcher, Don Moye e Ron Miller al Conservatorio di Bologna nel 1968, alle mani in soggettiva di Lawrence Casserley (2016), lo sguardo di Masotti ci restituisce una sorta di personale pellegrinaggio nella musica jazz nel quale i protagonisti non vengono solo ripresi, ma “incontrati”, restituiti nei loro gesti espressivi, le cui immagini plasmano idealmente l’atto sonoro e musicale. Come dico sempre, sono approdato alla fotografia attraverso l’orecchio: da giovane strimpellavo il violino, fin dall’età di cinque anni. Quando andavo al Kremlin-Bicêntre, avevo un insegnante molto elegante, che piaceva molto alle signore […]. La cattedra era collocata sotto un grande specchio. Vi si vedeva la stanza alle mie spalle – vedevo la signorina che dava lezioni di piano, con i capelli come raggi di sole, e il mio insegnante di violino che la osservava attentamente. In quella sorta di specchietto retrovisore improvvisato aveva così inizio un balletto di cui ero il direttore d’orchestra… La mia capacità di osservazione diventò molto acuta. Robert Doisneau Nato a Ravenna nel 1947. Studi in industrial design. Lavora come freelance dal 1971. Il suo lavoro più noto “You tourned the tables on me” (115 ritratti di musicisti contemporanei 1974-1981), è stato esposto in diverse mostre in Europa. Altri lavori: Jazz Area (pubblicato nel 2019), Diario dal Sud, Life Size Acts, wallsCAGEwalls, Naturae Sequentia Mirabilis, raccoltadisguardi, 12 variations on electric guitar. Diverse le mostre e pubblicazioni monografiche su: John Cage, Arvo Pärt, Keith Jarrett, Stratos e Area (con Silvia Lelli). È rappresentato dalla galleria 29 Arts in Progress di Milano.
3
Nov
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La Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara" presenta, a novembre, la nuova edizione di Jazz 'n Fall: un programma di grande livello che si aprirà martedì 5 novembre con il Cross Currents Trio, formato da Dave Holland, Chris Potter e Zakir Hussein, proseguirà mercoledì 6 novembre con il Linda May Han Oh Quintet e si concluderà lunedì 11 novembre con il concerto in piano solo di Kenny Barron e il Daniele Cordisco Organ Trio. I concerti si terranno al Teatro Massimo di Pescara, con inizio alle ore 21. Il prezzo del biglietto di ingresso ai singoli concerti è di 20 euro. Anche nell'edizione 2019, Jazz 'n Fall rinnova il senso dato a questa nuova stagione della rassegna, un ponte, cioè, tra quanto prodotto da musicisti esperti, stimati e diventati grazie alle incisioni e alle esperienze dei veri e propri capiscuola, e i talenti delle nuove generazioni. Una staffetta tra generazioni e stili espressivi, tra intenzioni, riferimenti e provenienze geografiche. Raccogliere - e sviluppare secondo coordinate diverse - l'idea di una musica capace di sfuggire alle definizioni più stringenti per ritrovare le radici comuni nella condivisione e nell'improvvisazione: un approccio creativo e libero da troppi schemi precostituiti per dialogare con il mondo e raccontarne l'attualità. "New Bottle, Old Wine" è il motto scelto dal Direttore Artistico Lucio Fumo alla ripartenza di Jazz 'n Fall: è un modo per sottolineare proprio questo significato intimo. Ed è il senso del percorso che prende le mosse dal Cross Currents Trio - progetto che unisce tre personalità importanti come Dave Holland, Zakir Hussain e Chris Potter - e arriva al nuovo lavoro della contrabbassista Linda May Han Oh, passando attraverso esperienze più vicine alle tradizioni del jazz come il piano solo di un Maestro di questo formato quale è Kenny Barron e il fluido organ trio di Daniele Cordisco. Dave Holland è un caposcuola indiscusso del jazz degli ultimi decenni. Se, giovanissimo, fu tra i protagonisti della svolta elettrica di Miles Davis, ha sempre cercato nuove strade e soluzioni espressive: il trio Gateway, con Jack DeJohnette e John Abercrombie, e il suo splendido quintetto di inizio secolo sono solo due tra le tante testimonianze di un percorso sempre attento nel combinare suggestioni diverse, sotto l'aspetto timbrico, melodico e armonico. Questo nuovo progetto collettivo coinvolge musicisti di spessore assoluto come Chris Potter ai sassofoni e Zakir Hussain alle tabla: Good Hope è il titolo del disco che hanno appena pubblicato e che stabilisce, ancora una volta, come la musica - e, in particolare, il jazz - sia un veicolo naturale di integrazione, costruita con rispetto e maestria da tre artisti versatili ma dalla forte personalità espressiva. Kenny Barron è tra i pianisti jazz più importanti del panorama attuale. Un vero e proprio maestro nel condurre lo strumento attraverso la sua storia e la sua letteratura in percorsi che tengano conto delle tradizioni senza rimanerne prigionieri. La sua musica sgorga dal pianoforte rispettosa della lezione dei grandi del passato e, allo stesso tempo, fresca e creativa. Il piano solo diventa una maniera ulteriore per affrontare l'essenza più intima di questo discorso: le mani sapienti di Kenny Barron è il modo più diretto per innescare un processo naturale e sempre capace di raccontare come il jazz sia una musica in grado rinnovarsi prendendo le mosse dalle sue radici e dalle sua stessa storia. La figura artistica di Linda May Han Oh racconta molto bene il percorso jazzistico delle nuove generazioni. Una sintesi tra riferimenti provenienti da contesti diversi e continuamente rimessi in gioco. È quanto emerge dai suoi lavori più recenti - Walk against the wind del 2017 e Aventurine, pubblicato quest'anno - e lo rivela la sua presenza al fianco di musicisti del livello di Pat Metheny e Dave Douglas, tanto per citarne un paio. La musica della contrabbassista è solida e senza compromessi, raccoglie il testimone dalle vicende più recenti del jazz per offrire una sintesi personale e un contributo personale alla scena musicale odierna. Una musica densa, animata da melodie frastagliate e strutture composite ma sempre controllate e ben dirette. Un ambiente sonoro tutto sommato acustico senza rinunciare alle manipolazioni sonore. Una sintesi articolata per confrontarsi con il mondo sempre più sfaccettato di oggi. Organ trio venato di blues, suonato con trasporto e condotto con grande rispetto per la tradizione: questa la ricetta di Daniele Cordisco, chitarrista dal percorso solido e già maturo, capace di far notare le sue qualità sin da giovanissimo con collaborazioni di sicuro livello e la vittoria nel Premio Internazionale Massimo Urbani. La musica del trio si muove tra standard, brani del songbook statunitense e temi originali con accento scanzonato e ironico, una dose equilibrata di virtuosismo e groove, un tocco romantico e il suono sempre seducente dell'organ trio. Con il chitarrista, suonano anche Pat Bianchi, grande inteprete statunitense dell'organo Hammond, e il batterista Giovanni Campanella.
22
Ott
Fabio Ciminiera::notizie
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Mercoledì 6 novembre 2019, alle ore 19, la Sala Concerti di Fabbrini Pianoforti ospita il primo appuntamento della nuova stagione di “Spunti di vista sul Jazz”, intitolato “Il jazz, perché non lo capisco?” “Spunti di vista sul Jazz” è la proposta didattico-divulgativa sulla musica jazz a più riprese promossa nel corso degli anni da Intercral Abruzzo e dal web magazine Jazz Convention affiancati, in questo nuovo ciclo, dal centro didattico L’Officina della Musica. Per partecipare agli incontri occorre prenotare entro il 4 novembre 2019. I numeri di riferimento per le prenotazioni e per tutte le informazioni sono i seguenti: 338 370 0792; 085 219 7893; Mario De Leonardis 328 025 9982; Stefano Marino 349 749 0368 Il progetto, per il suo svolgimento, utilizza la consueta formula della lezione-concerto, si divide in dieci appuntamenti, ciascuno della durata di un'ora e mezza, nei quali un trio di musica jazz suona, dibatte, interagisce con il pubblico seguendo una cronologia storica dei fatti e degli stili del jazz ben definita. I musicisti coinvolti sono Marco Di Battista, impegnato nel doppio ruolo di pianista jazz e relatore, Giorgio Pelagatti al contrabbasso e Aldo Leandro alla batteria. I tre artisti prendono per mano gli spettatori e li conducono, con musica e parole, alla scoperta del jazz un genere accessibile, trascinante e divertente. La Sala Concerti di Fabbrini Pianoforti si trova a Pescara, in Lungomare Giacomo Matteotti, 79.
22
Ott
Fabio Ciminiera::notizie
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SKYLINE MANAGEMENT PRESS & BOOKING AGENCY ha il piacere di annunciare l’uscita del terzo album del chitarrista, compositore e docente vicentino MAURIZIO MECENERO, dal titolo “INSIDE DREAMS”, per l’etichetta milanese Preludio Srl. Il nuovo album in quintetto verrà presentato in concerto al Teatro Comunale di Thiene (VI) venerdi 15 novembre 2019, alle ore 21.15. "INSIDE DREAMS", ovvero entrare nei sogni espressi in musica del Maurizio Mecenero Quintet. Progetto nato nel 2011 alla pubblicazione di " Upward ", seguito, nel 2015, da "Secrets Of Light" che tracciano il percorso di crescita musicale del quintetto e del suo autore Maurizio Mecenero, che affondando le sue radici nella musica fusion, portano l'orecchio attento dell'ascoltatore alle sonorità eteree ed eleganti del Pat Metheny Group quanto a Mike Stern, Weather Report, Four Play. Tastierista della formazione è Francesco Signorini che ha curato tutti gli arrangiamenti, donando un respiro internazionale a tutti i brani dell'album. Il gruppo è supportato dall'estrosa fantasia ritmica di Giulio Faedo, dalla world music di Valerio Galla alle percussioni e dal tocco British di Andrea Bevilacqua al basso elettrico. Importanti figure musicali hanno collaborato alla nascita di INSIDE DREAMS. L'album può vantare la collaborazione di Federico Malaman, Ricky Quagliato, Davide Pezzin , Davide Devito , Gianluca Carollo , Giovanni Forestan. MAURIZIO MECENERO QUINTET: Maurizio Mecenero, guitar Francesco Signorini, keyboards Andrea Bevilacqua, bass Giulio Faedo, drums Valerio Galla, percussions. SPECIAL GUESTS DELLA SERATA DI PRESENTAZIONE: Federico Malaman Gianluca Carollo BIOGRAFIA DI MAURIZIO MECENERO: All'età di 14 anni inizia a studiare la chitarra privatamente con un maestro di Arzignano, suo paese natale. Prosegue da autodidatta per tre anni avvicinandosi al mondo della chitarra rock, ascoltando e suonando il repertorio dei Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Queen, Dire Straits, Santana e suonando dopo due anni già in diverse formazioni rock della zona. All’età di 17 anni avviene l’incontro con la musica jazz. Frequenta la Scuola Thelonious di Vicenza studiando jazz per quattro anni con Michele Calgaro. Decide di perfezionarsi e studia per quattro anni a Milano con il maestro Danilo Minotti, fino all’età di 25 anni. Frequenta numerosi seminari (Chitarra acustica nel 2005, 2007, 2008 e 2009 con Franco Morone; Chitarra jazz nel 2007 con Tommaso Lama e Garrison Fewell. Nel 2009 frequenta un seminario dedicato all’uso e alla costruzione del suono e degli effetti con Massimo Varini; Due seminari di chitarra pop rock con Chicco Gussoni nel 2009 e 2010). Dal 2014 al 2015 studia regolarmente con Ruggero Robin. Dal 2018 studia ear training con Francesco Villa. Dal 2003 al 2010 svolge attività di insegnante presso la Dali Music School di Vicenza. Le sue collaborazioni sono molteplici, dividendo il palco con l’Orchestra Pop di Danilo Minotti, Elio, Paola Folli, Vittorio Matteucci, Ambra Marie Facchetti. Da notare in particolare due importanti esperienze con il gruppo rock Terzo Capitolo: la riproposizione del concerto eseguito dalla PFM con Fabrizio de Andrè e un progetto teatrale dedicato a Gaber. L’incontro con la musica di Pat Metheny Group, Mike Stern e con la fusion è amore al primo ascolto, il cambiamento e la scintilla che creano il desiderio di iniziare anche a comporre musica originale. Dal 2006 forma un trio jazz-fusion a suo nome, Mecetrio, riproponendo brani del repertorio jazz con pezzi di Wes Montgomery, Miles Davis e classici standard. Dal 2010 si aggiunge al trio un nuovo elemento al pianoforte e la formazione diventa Mecequartet, avvicinandosi sempre più allo stile fusion di Pat Metheny, John Scofield, Herbie Hancock e Chick Corea. E’ in questo periodo che Maurizio Mecenero inizia a comporre i suoi primi pezzi originali. Nel 2011 infatti esce il suo primo disco autoprodotto di musica jazz fusion strumentale intitolato UPWARD con otto tracce originali, album nel quale inizia a collaborare anche con il percussionista Valerio Galla. Dal 2012 forma un duo contrabbasso e chitarra classica con la contrabbassista Joy Grifoni, proponendo sia propri brani originali sia brani della contrabbassista umbra, sia reinterpretando pezzi tratti dal disco The Missouri Sky di Pat Metheny e Charlie Haden. Nel 2015 al Mecequartet si aggiungono stabilmente le percussioni di Valerio Galla, dando vita al definitivo Maurizio Mecenero Quintet”. Nel 2015 esce il suo secondo disco autoprodotto, SECRETS OF LIGHT. Nel mese di ottobre 2019 è appena stato pubblicato il suo terzo album, INSIDE DREAMS, per l’etichetta milanese Preludio Srl. La caratteristica principale del modo di suonare di Maurizio Mecenero è la versatilità e la fusione di molti stili e generi diversi: Mecenero suona con le dita alla Mark Knopfler passando per i fraseggi alla Pat Metheny e Mike Stern o al rock anni ’70, o ancora allo stile classico ad ottave di Wes Montgomery. “Per me il jazz non è una lezione di stile ma è come ce lo ha lasciato Davis, il suo suono e la sua improvvisazione in una mescolanza di culture e generi diversi”. (Maurizio Mecenero). CONTATTI: Maurizio Mecenero Cell. ++39 349 5439194 e-mail: mecequintet@gmail.com Website: www.mauriziomeceneroquintet.com Facebook: https://www.facebook.com/meceneroquintet MANAGEMENT & BOOKING: SKYLINE Management, Press & Booking Agency - Milano Rossella Del Grande e-mail: milani.gres@tiscali.it Tel.: ++39 02 58110517 Cell.: ++39 345 8861387 Twitter: @rossellaskyline
22
Ott
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Finalmente disponibile per l'acquisto l'attesissimo e rivoluzionario libro del professore Renzo Cresti "Musica presente, tendenze e compositori di oggi" che tratta una nuova metodologia per affrontare le musiche di oggi con oltre 2000 musicisti presi in esame (edito da LIM, Libreria Musicale Italiana, lim@lim.it). Il libro è disponibile per l'acquisto online sul sito della LIM,  nei negozi Ricordi, e nelle librerie fiduciarie della LIM riportate in elenco: • Libreria Musicale Ut Orpheus, Bologna Via Marsala, 31/e; Tel. 051239295 - info@libreriamusicale.com • Libreria Alfani, Firenze Via Alfani, 84/86 r; Tel. 0552398800 - info@librerialfani.it • Dischi Fenice, Firenze Via Santa Reparata 8/b; Tel. 0553928712 - info@dischifenice.it • Libreria Ubik, Lucca Via Fillungo, 139; Tel. 0583998041 - lucca@ubiklibri.it • Libreria Birdland, Milano Via Cosimo del Fante 16; Tel. 0258310856 - birdland@birdlandjazz.it • Magazzino Musica, Milano Via Soave, 3; Tel. 02 36686303 - mamu@magazzinomusica.it • Libreria Hoepli, Milano Via Hoepli, 5; Tel. 02864871 / 02 86487245 - p.gandin@hoepli.it • Le Note Colorate, Milano Via G. Donizetti 8; Tel. 0254120875 - info@lenotecolorate.it • Libreria Neapolis, Napoli Via San Gregorio Armeno, 4; Tel. 0815514337 / 3383160146 - info@librerianeapolis.it • Casa Editrice Simeoli, Napoli Via San Pietro a Majella 5; Tel. 081459885 - info@simeolimusica.com • Armelin Musica, Libreria Musicale Zanibon, Padova Riviera San Benedetto, 18; Tel. 049 8724 928 - info@armelin.it • Broadway Libreria dello Spettacolo, Palermo Tel. 0916090305 - staff@libreriabroadway.it • Azzali Editori, Parma Piazzale Boito, 5; Tel. 3470772391 - azzalieditori@gmail.com • La Stanza della Musica, Roma Via dei Greci, 36; Tel. 063218874 - ordini@lastanzadellamusica.com • Libreria già Nardecchia, Roma Via Pasquale Revoltella, 105-107; Tel. 06.5373901 - info@nardecchia.it • Auditorium Parco della Musica, Roma Viale Pietro de Coubertin, 30; Tel. 0680693461 - c.prodan@notebookauditorium.it • Libreria Umanistica, Rovereto TN Corso Verona 135f; Tel. 0464430841 - libreria-umanistica@seldati.net • Scritti sulla Musica di Demarie Fabrizio, Torino Via Ugo Foscolo 11/b; Tel. 011655951 - info@scrittisullamusica.it • Otto Harrassowitz, Wiesbaden Germania Kreuzberger Ring 7 B-D; Tel. 0049 611 530 0 - service@harrassowitz.de • Theodore Front, Santa Clarita Usa 26362 Ruether Avenue; Tel. 001 661 250 7189 - Music@Tfront.Com • Omi, New York NY Usa 226 E. 54 Street, Room 610; TEL. 001 212 7581946 - immels@earthlink.net Oggi si ascolta molta musica, canzoni e canzonette, in un sottofondo continuo, ma la musica di qualità è pressoché sconosciuta. Il libro mette a disposizione un’enorme quantità di notizie e riflessioni strutturate in modo che il volume sia leggibile anche come una enciclopedia. Chi sono i compositori di oggi? Raramente si ha la possibilità di ascoltare quelli di area classica, ma anche il jazz odierno è sopravanzato da quello che viene usato come sottofondo, e il rock che esce dagli stereotipi dove si ascolta e chi lo fa? Cosa scrivono i compositori di oggi? Cresti riflette su cosa può significare fare ricerca dopo le avanguardie e sulla rivalutazione dell’ascolto, sul pubblico e sul neo-romanticismo, facendo spesso ricorso alle testimonianze dirette dei compositori. Cosa vuol dire in musica post-verità e post-umano? Vengono inoltre esaminati i nuovi concetti di musica inclusiva, di intrecci stilistici, di area stilistica, di solchi sperimentali e molto altro. Ai compositori presi in esame vengono riservate approfondite pagine critiche, ad altri agili schede che mettono in risalto le caratteristiche tecniche ed espressive, altri ancora vengono citati per segnalarne la presenza nei vari contesti culturali. Il volume è formato da una premessa, suddivisa in 15 paragrafi, che contiene le riflessioni su una nuova metodologia e dal racconto di una storia ancora in atto. Seguono tre capitoli che analizzano altrettante generazioni di musicisti: quella nata negli anni Cinquanta; la successiva che prevede compositori di area classica e jazz, e l'ultima che esamina i musicisti delle ultime generazioni, compresi alcuni gruppi di rock progressive. Per ogni decennio si susseguono i compositori in ordine cronologico, intercalati da continue riflessioni sui testi poetici e musicali e sui contesti culturali e sociali. Ne scaturisce una mappatura viva e aggiornata, vista da più prospettive, di 920 pagine correlate da 1063 note che rimandano a ulteriori approfondimenti e a un bibliografia culturale, dove le difficoltà vengono sciolte in un linguaggio preciso che non perde mai di vista la comunicazione, realizzando così un’affascinante esposizione che rende possibile l’impossibile: ossia conoscere il mondo della composizione che, dopo questo studio-resoconto, diventa uno scrigno aperto di tesori. Unico libro del suo genere che, abbinato a Ragioni e sentimenti dello stesso autore (LIM, in seconda edizione 2017), va a completare un approfondito racconto della musica dall’inizio del Novecento all’inizio del Duemila, con rigore e partecipazione affettiva. Renzo Cresti è docente di storia della musica al conservatorio di Lucca (dove è stato anche direttore e dove tiene un corso di storia del jazz). Come musicologo ha scritto e curato oltre 40 libri, fra i quali si ricordano i più recenti, l’Enciclopedia italiana dei compositori contemporanei (3 voll., 10 cd, Napoli 2000), l’ipertesto didattico La vita della musica (VI ed., Panzano in Chianti 2008), L’arte innocente (con cdrom - Milano 2004), Firenze e la musica italiana del secondo Novecento (Premio Firenze 2005), Puccini e il Postmoderno (con versione inglese) e in traduzione giapponese (2007), di Puccini ha curato anche le lettere ad Adami. Inoltre, una lunga serie di monografie sui grandi compositori italiani: da Franco Donatoni ad Aldo Clementi, da Niccolò Castiglioni a Giorgio Gaslini a molti altri. È stato direttore della rivista Il Pasquino Musicale e della collana I linguaggi della musica contemporanea (Milano 1990-2000, per la quale sono stati pubblicati 14 volumi). Collabora con molte riviste anche straniere (ha un rubrica fissa sulla rivista FaLaUt). Ha curato, insieme ad Antonello Cresti, il libro La scomparsa della musica (2019). Alcuni suoi testi sono stati tradotti in inglese, tedesco, francese, portoghese, spagnolo e giapponese. È stato consulente del teatro del Giglio di Lucca, ideando, fra l’altro, la rassegna musicale Anfiteatro jazz (1995 e ancora in corso). Ha lavorato per molte importanti istituzioni, per diverse università e con molti conservatori, per la Biennale di Venezia, per il Maggio Musicale Fiorentino, per la Chigiana di Siena, per la RAI, per la Radio Svizzera Italiana per citarne alcune. Fa parte di giurie di numerosi concorsi di composizione e di esecuzione (per molti anni è stato presidente del concorso Barga Jazz al quale ha dedicato anche un libro). Attivo conferenziere, è direttore artistico e consulente musicale di associazioni, rassegne e orchestre; è stato direttore artistico, per la provincia di Lucca, del progetto della Comunità europea Sonata di Mare e ora lo è dell’associazione Cluster di Lucca (ha curato il libro per i 10 anni di attività, 2019). Da oltre 20 anni fa parte del direttivo dell’UNIDEL di Lucca. Ha al suo attivo anche racconti letterari e saggi di critica d’arte (il romanzo La terra che canta è stato finalista al Premio Pisa 1998). Per la LIM sono uscite l’imponente monografia wagneriana Richard Wagner, la poetica del puro umano, Lucca 2012, pubblicata contemporaneamente anche in edizione inglese (seconda edizione 2016) e il suo ultimo libro, al quale questo si riallaccia, che si intitola Ragioni e sentimenti nelle musiche europee dall’inizio del Novecento a oggi, LIM (2015, seconda edizione 2017). Il suo sito web è www.renzocresti.com .
22
Ott
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LUCCA JAZZ DONNA ed i “fuochi d'artificio” del finale Un ricco pubblico appassionato ed in attesa fuori dal palazzo del Real Collegio di Lucca ha riempito velocemente tutta la sala concerti che ha ospitato l'ultima serata del Festival “Lucca Jazz Donna” organizzato dal “Circolo Lucca Jazz”e che sabato sera, per l'imprevista indisposizione della cantante Barbara Eramo, ha offerto subito in apertura un “fuori programma” in sostituzione, proponendo il lucchese “Freekeysounds Duo”, formato da Daniela Acquaviva alla voce e Lucia Coli al pianoforte. Come ha prontamente ricordato la brava, vivace, intuitiva ed esperta presentatrice del festival Michela Panigada, comunemente e con un po' di superficialità, molti tendono a considerare gli artisti “locali” come se avessero sempre un po' meno valori e prestigio di altri venuti “da fuori”, ma in questo caso il pubblico ha potuto invece prendere atto immediatamente della professionalità espressa da questo duo, che ha saputo condurre l'ascoltatore in un fantastico viaggio internazionale e temporale, alla riscoperta di composizioni che hanno fatto la storia del '900, come “Lili Marlene” e “Besame Mucho”, ad esempio, reinterpretati con grazia e proprietà di linguaggio da Daniela Acquaviva, che ha esibito, con un buon timbro, una vocazione interpretativa morbida ed una sensuale partecipazione espressiva, e sottolineati con passione al pianoforte da una Lucia Coli preparata e visibilmente partecipe sul piano emotivo. Il secondo set ha visto protagonista la cantante Ileana Mottola, artista salernitana e presentata dalla casa discografica "Alfamusic", che ho avuto il piacere di proporre anche nel mio programma radiofonico “Animajazz” proprio con il progetto “All My Tomorrows” presentato al Festival, dedicato a grandi composizioni del passato amate particolarmente dalla leader, che ne ha saputo far rivivere l'essenza poetica ed i valori sonori, attraverso un'esibizione personale caratterizzata da esperienza tecnica, capacità reinterpretativa, partecipazione interiore e resa ancor più gradevole da un buon timbro vocale. La sorpresa di questo set è stata rappresentata dalla sola presenza d'accompagnamento strumentale affidata al contrabbassista Antonio De Luise, che ha saputo sorprendere il pubblico esibendosi per l'occasione al pianoforte, con spontanea naturalezza e felice disinvoltura, offrendo non solo “corretto accompagnamento”, ma anche significativi spunti improvvisativi solistici degni di un pianista di grande esperienza e di preziosa sensibilità. Lo show ha poi trovato il suo apice serale nel terzo set, che ha visto sul palco il duo de “Le Valentine”, anche loro ospiti gradite del mio programma "Animajazz" e presentate anche in questo caso dalla casa discografica "Alfamusic", due incredibili artiste che definire di livello mondiale, non può certo essere considerato una sorta di concessione di giudizio benevolo, per la loro caratura indiscutibile e per la loro esclusiva identità e potenzialità. Il progetto, dedicato alla ricerca ed alla valorizzazione delle più significative composizioni del tango internazionale, distillato attraverso una personale reinterpretazione in chiave Jazz, ha preso subito il volo, nel cielo del bello, attraverso le sapienti mani della fisarmonicista e bandoneonista Valentina Cesarini, che fin dal primo pezzo ha subito affermato una straordinaria sicurezza, una padronanza dello strumento ed una imprevedibile e gustosissima proprietà improvvisativa, capace di vivere di luce propria e potente, di primissima qualità e capace di sbalordire anche il più esperto, colto ed esigente ascoltatore. Il duo si completa meravigliosamente con la cantante Valentina Rossi, che ha fatto “spellare le mani” ad un pubblico in delirio, per gli applausi senza fine, che hanno accolto con elettrizzante entusiasmo la pura, potente, limpida, colta ed appassionata capacità vocale di questa preparatissima artista, che sa coniugare in modo impeccabile la tecnica più vasta e profonda con il cuore ed il calore passionale interpretativo. Due talenti assoluti che potrebbero mandare in visibilio il pubblico dei più prestigiosi teatri mondiali, se solo il nostro sistema artistico musicale nazionale fosse molto più attento a certe eccellenze italiane e capace a produrre la loro proposta internazionale. “Le Valentine”, non hanno solo offerto una performance nella luce eccelsa della perfezione artistica e del bello assoluto della musica, ma hanno anche saputo appassionare e coinvolgere per la loro profonda identità sincera e la loro potente proprietà di scena, che ha trascinato e commosso, portando quest'ultima serata ad un livello, a mio modesto giudizio, difficilmente ripetibile. Bruno Pollacci “Animajazz”
20
Ott
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La lunghissima serata di musica che il Festival Lucca Jazz Donna ha offerto venerdi 18 al Real Collegio di Lucca si è svolta addirittura in quattro set ed è stata all'insegna della diversità e della particolarità. Il primo set ha visto come protagonista Giuliana Soscia, forse la più famosa e prestigiosa fisarmonicista Jazz italiana, che in quest'occasione si è esibita al pianoforte in un progetto dedicato a grandi compositrici Jazz internazionali, riuscendo a conquistare il pubblico attraverso una performance, non solo coinvolgente e stimolante per le preziosità tecniche, ma anche e soprattutto per il cuore messo in gioco nell'esibizione. La Soscia ha confermato di essere una grande performer capace di mettere l'anima in ogni fraseggio e riuscendo a convincere sia nei pezzi più melodici, sia in quelli più dinamici e meno convenzionali, anche con guizzi imprevisti e fraseggi talentuosi capaci di vivacizzare il concerto con brio e sensibilità. La sezione ritmica, affidata a Dario Rosciglione al conrabbasso e ad Alessandro Marzi alla batteria, ha confermato il prestigio e la fama che accompagna da decenni il grande contrabbassista, figura ormai storica del Jazz italiano e che riafferma Marzi come batterista attento ascoltatore e prezioso e sensibile sottolineatore ritmico, capace di delicatezza ma anche di personalità. Il secondo set ha visto protagonista la vocalist toscana Sara Battaglini che attraverso il progetto “Dalia” ha espresso musica dalle connotazioni decisamente contemporanee, vissute con un particolare ed interessante valore timbrico e con atmosfere “astratte” interpretatate con una professionalità che affonda le radici nei suoi studi sempre intenti alla scoperta ed alla ricerca di nuove sonorità e proposte con un coinvolgimento interiore avvertibile in ogni composizione. Federico Pierantoni al trombone ha offerto una preziosa quanto non facile performance, che lo ha anche visto come autore e come performer molto preparato tecnicamente e non certo privo di sensibilità interpretativa. Al pianoforte Enrico Ronzani, che ha offerto una prova di discrezione, capacità tecnica e sensibilità per il suo tocco delicato, preciso ed in sintonia con le istanze del progetto. Il terzo set ha visto come protagonista la cantante Serena Spedicato con il suo progetto “The Shinings Of Things” dedicato a David Sylvian, che la vocalist pugliese ha interpretato con grande partecipazione sia interiore che intellettuale, sposandone perfettamente le istanze poetiche. Una performance impeccabile sul piano tecnico e su quello interpretativo, con il supporto di una straordinaria band di ottimi musicisti, come Michele Rabbia alla batteria e percussioni, incredibile e prezioso “alchimista” delle percussioni, Nicola Andrioli, pianista preparato, dal tocco sensibile e fantasioso ed il trombettista finlandese Kalevi Louhivuori che anche con l'ausilio dell'eletronica ha offerto performances molto efficaci, che hanno affascinato per le loro prove ricche d'intuizioni creative e di ottimi valori tecnici. Purtroppo i tempi di quest'ultimo set non sono stati calcolati e tenuti sotto controllo ed andando ben oltre il dovuto, come non sarebbe dovuto accadere, nel rispetto dell'ultima band, il terzo set del gruppo “Ajugada” è stato fortemente ed irrimediabilmente penalizzato con la perdita di metà del pubblico presente. Un errore da non ripetere. Un vero peccato, perchè il gruppo ha saputo offrire una performance di alto valore professionale e con sentimento, meritevoli del più folto pubblico delle prime esibizioni e della massima attenzione. Antonella Vitale alla voce, Gaia Possenti al piano (e alcune composizioni), Giulia Salsone alla chitarra e Danielle di Maio al sax alto, hanno comunque offerto performances molto partecipate interiormente ed eseguite con grande capacità tecnica ed ottimo interplay, capaci di attivare gli applausi pieni ed entusiasti del pubblico appassionato rimasto in sala. Bruno Pollacci “Animajazz”
19
Ott
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Appuntamento il 19 ottobre 2019 alle 21 al Real Collegio Con Ileana Mottola, le Valentine e Barbara Eramo Alle 23, jam session al Caffè delle Mura Ingresso libero Ancora musiche originali, contaminazioni e atmosfera per il sabato sera di Lucca Jazz Donna. Sul palco del Real Collegio (Lucca), sabato 19 ottobre alle 21 per la 15ma edizione del fstival dedicato al talento femminile nel jazz, tre proposte nuove e piene di talento: Ileana Mottola, Le Valentine e Barbara Eramo. Ileana Mottola presenta "All my Tomorrows"(Alfa Music Records), accompagnata da Antonio De Luise al pianoforte (contrabbassista nel disco). Dopo un album d'esordio che ne aveva evidenziato le doti autorali e compositive, l’eclettica artista salernitana si affaccia definitivamente al jazz da interprete e lo fa in gran stile affidandosi all' estro creativo e alla potenza espressiva di quattro assi. La scelta dei brani è carnale così come l'approccio vocale. Nessun intento sensazionalistico. Il filo conduttore è la priorità comunicativa ed evocativa. Il quadro sonoro risultante è una colorata ed armoniosa composizione dal gusto tradizionale ma con pennellate di grande modernità. Nel secondo set sul palco due artiste, due donne, due anime che si incontrano fra le note di una musica in cui il passato e presente si fondono indissolubilmente: il tango. Sono Le Valentine (AlfaMusic Records), ovvero Valentina Rossi voce e Valentina Cesarini alla fisarmonica e bandoneon. Il duo racconta la storia del tango attraverso i sentimenti e le passioni travolgenti, con un linguaggio musicale moderno, intriso di commistioni jazz e rivolto al futuro: un omaggio agli artisti di un tempo e di oggi che ci hanno lasciato melodie indimenticabili. Italia/ Argentina andata e ritorno: il tango, infatti, nasceva più di 100 anni fa da musicisti emigrati italiani: uomini che avevano nel cuore la nostalgia della patria lontana e la durezza di una vita difficile. Il disco de Le Valentine “Recuerdo”- Alfa Projects 2019 – è la dimostrazione della versatilità del genere tango e della sua plasmabilità in base ad un sentire nazionale italiano dal sapor mediterraneo. Un confronto musicale al femminile di estrema delicatezza e solarità radiosa che si mostra “accogliente” per il fruitore. Chiude la serata Barbara Eramo feat. Seacircle della Filibusta Records con Barbara Eramo voce, Camillo Pace al contrabbasso, Alberto Dati live electronics. Seacircle è un progetto di improvvisazione: otto brani ispirati ad isole e luoghi legati al mare, città bagnate dal Mediterraneo, dal Mare del Nord o dagli oceani sterminati. Nessuno è straniero in mare, e proprio per questo non esiste una lingua ufficiale del mare. E se non esiste una koinè del mare, non esiste una lingua neanche in questo album, ma solo un linguaggio: i brani sono tutti cantati, ma nessuno ha un testo. La lingua è fluida, cambia come cambiano gli uomini e i luoghi. La musica di Seacircle vuole restituire proprio questa fluidità, questa assenza di significanti, di sensi prestabiliti, di barriere, di linee di continuità. Un incrocio di musiche occidentali e asiatiche, africane e contemporanee: espresse in forma libera, divagante, sempre sfuggente e che pure sempre si ripete, come il mare infinito. Ingresso libero con offerta a sostegno della Croce Verde di Lucca. Alle 23, Jam Session all’Antico caffè delle Mura con la house band del Liceo Musicale Passaglia di Lucca: Nicola Puccetti al piano, Vittorio Fioramonti al contrabbasso, Marco Martinelli alla batteria. La Jam è aperta a tutti i musicisti. Durante la serata sarà visitabile la mostra “Le donne nell'immaginario svelato”, a cura della Cooperativa Sociale La Mano Amica di Lucca, con opere che la cooperativa sta portando in tour sul territorio all’interno del calendario di eventi organizzato per i 30 anni dalla sua nascita. Sono quadri espressione di un’arte diversa, realizzati da artisti forse inconsapevoli e per questo ancora più affascinanti: persone con disabilità mentale che frequentano i servizi della cooperativa sociale. A presentare i concerti Michela Panigada, che indossa per il festival abiti realizzati da OFP - Officina Femminile Plurale, laboratorio creativo ideato dal Centro Antiviolenza Luna per promuovere l’autonomia personale e professionale delle donne provenienti da diverse situazioni di disagio. Il festival è organizzato dal Circolo Lucca Jazz insieme al Comune di Lucca, al Comune di Capannori, alla Provincia di Lucca, con il sostegno dalla Regione Toscana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e della Banca del Monte di Lucca, e si terrà fino al 26 ottobre 2019 in diversi auditorium e teatri di Lucca e Capannori. Il concerto finale di Lucca Jazz Donna 2019 è sabato prossimo 26 ottobre alle 21, nella Chiesa di San Francesco grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, con il Trio Marinetti e l’Orchestra Maniscalchi. Per informazioni: www.luccajazzdonna.it; Centro Pari opportunità della Provincia di Lucca, Cortile degli Svizzeri, 2 (0583.417.489, centro.po@provincia.lucca.it) e Comune di Lucca, Ufficio relazioni con il pubblico, via del Moro, 17 (0583.44.24.44, urp@comune.lucca.it).
18
Ott
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