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Il sito di AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della musica. Animajazz e Blues Fires sono ascoltabile anche via WEB in podcast da questo sito e collegandosi negli orari di programmazione a www.puntoradio.fm.

Giovedì 21 marzo 2019, l’appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza si rinnova con il concerto del Paolo Ghetti Melody Quartet, formazione composta da Paolo Ghetti al contrabbasso, Alessandra Abbondanza alla voce, Massimiliano Rocchetta al pianoforte e Andrea Elisei alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. Il contrabbassista Paolo Ghetti ha scelto una serie di brani provenienti dai musical di Broadway come repertorio musicale da affidare alla giovane e interessante voce di Alessandra Abbondanza e al trio formato insieme a Massimiliano Rocchetta e Andrea Elisei. Le composizioni scelte da Ghetti per questa formazione - chiamata, non a caso, Melody Quartet - provengono da quella perfetta integrazione tra musica, recitazione e danza che troviamo nelle pagine di autori come Jerome Kern, George Gerswhin, Irving Berlin, Cole Porter, Lorenz Hart. Il lirismo e la capacità narrative di questi autori e dei loro parolieri, l'abilità nel trattare il tema dell'amore secondo angolazioni diverse, la felicità della scrittura di questi artisti, sono tutti elementi che hanno contribuito a rendere indimenticabili i passaggi delle trame e, al tempo stesso, hanno reso immortali queste canzoni, passate dai teatri di New York alle pellicole di Hollywood e, infine, entrate nel repertorio degli standard del jazz. Gli arrangiamenti di Paolo Ghetti hanno portato in ogni brano scelto un colore nuovo: uno sguardo più vicino al gusto moderno e diverse chiavi armoniche e ritmiche hanno permesso al contrabbassista di costruire un programma vario e più vicino alla sensibilità dei nostri tempi. Spunti e riferimenti che si ritrovano poi anche nelle composizioni originali proposte da Paolo Ghetti, in una sintesi efficace tra semplicità melodica e tematiche più attuali. Dotato di un fisico gracile e minuto, Paolo Ghetti rischia di rimanere nascosto dietro alla sagoma ingombrante del suo contrabbasso, se non fosse per la sua potente cavata e la grande padronanza tecnica che lo rivelano come uno dei più interessanti strumentisti del panorama nazionale. Durante il suo lungo percorso come sideman, ha sempre espresso grande versatilità, solidità ritmica, interplay, senza cadere mai nell'esibizionismo fine a sé stesso, per mettere le sue doti al servizio della musica con buon gusto e sensibilità. Un arricchimento musicale e umano che passa attraverso l'approfondimento del linguaggio jazz nel solco della tradizione aperto dai grandi maestri del passato e la ricerca di formule per tradurre quel linguaggio in espressioni assolutamente contemporanee: tutte qualità emerse negli incontri avuti sul palco con musicisti del calibro, tra gli altri, di Pat Metheny, Peter Erskine, Dee Dee Bridgewater, John Taylor, Dave Liebman, Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso e Flavio Boltro. Dopo aver portato le sue "linee basse" in una notevole quantità di dischi come sideman e dopo alcuni lavori come co-leader al fianco di musicisti come Michele Francesconi e Carlo Alberto Canevali, Paolo Ghetti ha inciso il suo primo disco come leader nel 2009, "Profumo d'Africa", lavoro in equilibrio fra ritmi jazz e suggestioni africane, latin e funky. Nell'ultimo decennio dedica parte della sua attività musicale alla didattica, nei corsi di jazz al Conservatorio di Bologna e a quello di Adria, formando strumentisti di alto livello professionale. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. Giovedì 28 marzo 2019, il Rossini Jazz Club di Faenza rivolge il suo sguardo alle nuove generazioni di musicisti: sul palco del club, infatti, i partecipanti al Laboratorio Piano Trio suoneranno con una sezione ritmica esperta e di assoluto livello come quella formata da Walter Paoli alla batteria e Stefano Senni al contrabbasso. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
19
Mar
Fabio Ciminiera::notizie
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BargaJazz Festival 2019 – pubblicati i bandi per partecipare ai concorsi Pubblicati i bandi per partecipare ai concorsi del BargaJazz Festival 2019. XXXI edizione per il concorso internazionale di composizione e arrangiamento per orchestra jazz quest'anno dedicato alla musica del trombettista statunitense Dave Douglas. Il concorso è composto da due sezioni dedicate rispettivamente: all’arrangiamento (sez.A) ed alle composizioni originali (sez.B). Ogni anno il concorso ha un tema con il quale i concorrenti sono chiamati a confrontarsi. Per il 2019 il tema sarà la musica di “DAVE DOUGLAS” ossia i brani della sezione A dovranno essere arrangiamenti originali per orchestra jazz di brani di Dave Douglas. Ospite del Festival e dell'orchestra di BargaJazz sarà lo stesso Dave Douglas, musicista di primo piano della scena jazzistica internazionale. Le finali delle sezioni AB si terranno il 23 e 24 agosto al Teatro dei Differenti di Barga. Il concorso ha l'obiettivo primario di dare l'opportunità ai giovani compositori e arrangiatori far eseguire le proprie opere da un'orchestra professionale. Negli anni BargaJazz è diventata una tappa importante nella carriera di moltissimi professionisti della scrittura jazzistica per orchestra. La formula del concorso è ormai collaudata. Vera protagonista è la BargaJazz Orchestra formata da 18 professionisti di ottimo livello per la gran parte toscani. Sotto la guida del M° Mario Raja l'orchestra si riunirà per provare circa 15 composizioni ed arrangiamenti inediti precedentemente selezionati tra i moltissimi che ogni anno arrivano alla segreteria del concorso. L'orchestra può a buon diritto definirsi una fucina di nuovi talenti. Nelle sue fila hanno militato musicisti oggi tra i più apprezzati sulla scena nazionale ed internazionale Stefano Bollani, Paolo Fresu, Pietro Tonolo, Luca Flores, Rosario Giuliani, Roberto Rossi, Marco Tamburini, Nico Gori, Alessandro Fabbri, Mauro Grossi e molti altri. Vanta inoltre moltissime collaborazioni con personaggi di primo piano del mondo del Jazz: Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Lee Konitz, Giorgio Gaslini, Giovanni Tommaso, Kenny Wheeler, David Liebman, Tom Harrell, Steve Swallow, Franco D'Andrea. Riprende quest'anno anche il BargaJazz Contest, il concorso dedicato ai gruppi emergenti. Si tratta di un concorso specifico dedicato alle band da 3 a 7 elementi. I gruppi dovranno inviare una registrazione alla segreteria. I gruppi, selezionati da una giuria qualificata, saranno invitati al BargaJazz Festival per le finali. Negli ultimi anni il BargaJazz Contest ha visto la partecipazione di gruppi provenienti da tutta Italia ed anche dall'estero. Particolare attenzione va all'originalità dei progetti presentati. Nell’ambito del BargaJazz Contest ogni anno viene assegnato un premio al miglior gruppo emergente ed un premio speciale al miglior solista dedicato a Luca Flores. (eccezionale pianista scomparso nel '95, militante nell'orchestra di Barga Jazz nelle prime edizioni del Festival). I bandi di concorso sono disponibili sul sito www.bargajazz.it Info: www.bargajazz.it – www.barganews.com – info@bargajazz.it – Tel. 0583723860
17
Mar
animajazz::notizie
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La stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue, giovedì 14 marzo 2019, con il concerto del Beppe Di Benedetto Concept Quartet, formazione composta da Beppe Di Benedetto al trombone e all’euphonium, Gianluca Di Ienno al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Michele Morari alla batteria. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. Un quartetto tutto nuovo per un progetto di musica originale: questa la formula che il trombonista Beppe Di Benedetto presenta nei brani di "Concept and Stories", il progetto che porta in concerto al Rossini Jazz Club di Faenza. La musica, interamente composta dal leader negli ultimi mesi del 2016, raccoglie tutte le sue esperienze e le mette a confronto con le musiche del mondo, gli studi di nuovi linguaggi, il jazz europeo, americano ed italiano. Beppe Di Benedetto ha voluto accanto a se una ritmica in grado di recepire le suggestioni date dalla scrittura ma allo stesso tempo musicisti con una grande personalità da mettere al servizio della musica. Ha trovato in Gianluca Di Ienno al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Michele Morari alla batteria, i compagni ideali per questo scambio di energie. La musica espressa dai quattro solisti prende cosi forma attraverso le suggestioni date dalla scrittura del leader mentre i momenti di improvvisazione sono caratterizzati da un grande interplay, il materiale sonoro è tratto dalla tradizione e dalle suggestioni del jazz contemporaneo oltre che dalla grande personalità dei musicisti. Trombonista, compositore e arrangiatore, Beppe Di Benedetto ha condiviso il palco insieme a molti importanti protagonisti della scena nazionale ed internazionale, tanto nel jazz quanto in ambito pop, tra i quali, Eumir Deodato, Bob Mintzer, Burt Bacharach, Mario Biondi, Paul Anka, Dee Dee Bridgewater, Hengel Gualdi, Jovanotti, Antonella Ruggero, Fabrizio Bosso. In particolare, dal 2006 al 2013, Di Benedetto ha collaborato con Mario Biondi nei suoi tour in tutto il mondo come trombonista ed arrangiatore. Nel novembre 2011, Beppe Di Benedetto ha debuttato come leader con il disco "See The Sky", progetto in cui ha concentrato conoscenze musicali ed emozioni acquisite attraverso tanti anni di musica, incontri e vita. Nel 2015, sempre con il Beppe Di Benedetto 5tet, è uscito "Another Point View". Nel 2018, ha fondato la Jazz' On Parma Orchestra di cui è direttore artistico e musicale. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. Giovedì 21 marzo 2019, sul palco del Rossini Jazz Club di Faenza si esibirà il Paolo Ghetti Melody Quartet, formazione guidata dal contrabbassista Paolo Ghetti con Alessandra Abbondanza alla voce, Massimiliano Rocchetta al pianoforte e Andrea Elisei alla batteria. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
10
Mar
Fabio Ciminiera::notizie
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Giovedì 7 marzo 2019, il Rossini Jazz Club di Faenza ospita le sonorità irlandesi con il concerto di Sleego, trio formato da Manuel Vignoli al violino, Lucio Altieri alla chitarra acustica e al bouzouki irlandese e Domenico Strippoli alle percussioni. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. Gli Sleego sono un trio strumentale nato con l'intento di rivisitare le melodie tradizionali celtiche in chiave moderna. Il progetto prende vita nell'estate del 2015 e, ad oggi, ha già all'attivo moltissimi concerti con feedback estremamente positivi da parte di pubblico e critica. Nel corso degli anni, il trio si è esibito in diverse regioni italiane ed ha vinto alcuni riconoscimenti degni di nota, tra cui il primo premio al concorso nazionale "Folk Nuove Generazioni" conferitogli dal "Li Ucci Festival" di Cutrofiano (Lecce) e il Premio della Giuria a "La Musica nelle Aie" di Faenza. A giugno 2016 è uscita la prima produzione dal titolo "Inspire", contenente otto brani tradizionali da loro rivisitati, più due tracce remixate create in collaborazione con il maestro e compositore Paolo Castelluccia, autore di colonne sonore per la RAI e per SKY. Nel 2018, invece, è venuto alla luce il secondo album della band, "Metamorphosis", composto unicamente da brani inediti. Questo lavoro rappresenta una evoluzione nel percorso del gruppo, frutto di una ricerca sonora rivolta a cercare un connubio tra le sonorità celtiche e la world music: ritmi incalzanti, sonorità etniche e melodie romantiche creano un mondo intimo e immaginifico in cui avvolgere l'ascoltatore. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. La rassegna musicale del Rossini Jazz Club di Faenza prosegue, giovedì 14 marzo 2019, con il concerto del Beppe Di Benedetto Concept Quartet, formazione composta da Beppe Di Benedetto al trombone e all’euphonium, Gianluca Di Ienno al pianoforte, Giulio Corini al contrabbasso e Michele Morari alla batteria. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
8
Mar
Fabio Ciminiera::notizie
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Dopo che il vibrafonista inglese Roger Beaujolais è stato in Italia per presentare il suo disco "Barba Lunga" la tournée si sposta in Inghilterra. Le date da non perdere sono quattro: primo appuntamento venerdì 1 marzo ore 21 The Crypt chiesa di St. Giles a Londra; il tour prosegue con un concerto a favore dell'ospedale pediatrico di Birmingham sabato 2 marzo ore 19.30 all'Hilton St George's Park a Needwood (per i biglietti occorre telefonare al numero 01283 576696 o inviare un'e-mail a stgeorgespark.events@hilton.com. I biglietti sono disponibili anche all'Hilton St George's Park. Costo del biglietto £ 20 che include un bicchiere di prosecco e buffet). La tournée si conclude con due date nello stesso giorno: martedì 5 marzo alle ore 13.15 nel foyer del Rose Theatre a Kingston upon Thames a Londra, e alle ore 20 al Dave Knight's Swindon Jazz - Royal Oak a  Swindon. Beaujolais sarà affiancato dal giovane e talentuoso italiano Alessandro Pivi alla batteria e da Al Swainger al contrabbasso. Durante le serate verrà presentato il nuovo disco che raccoglie undici brani tutti firmati da Roger Beaujolais ad eccezione di The Wind Cries Mary (di Jimi Hendrix) e Faith (J. Lawrence, S. Freeman). Con il trio il vibrafonista inglese affronterà un repertorio di standard, arrangiati secondo il suo estro tipico trasversale, e brani originali di grande fascino e estrema godibilità. L'album è acquistabile in formato fisico su http://www.rogerbeaujolais.com/shop/ e in formato digitale su https://rogerbeaujolaisitaliantrio.bandcamp.com/album/barba-lunga Maggiori info su www.rogerbeaujolais.com  e vibemeister52@gmail.com   Roger Beaujolais: ha iniziato a suonare il vibrafono da autodidatta quando aveva 24 anni, e ha fatto il suo primo concerto quattro anni dopo. Attualmente è professore di musica al conservatorio di musica e danza Trinity Laban di Londra. Ha fondato, nel 1982 insieme a Ray Gelato, gli Chevalier Brothers con cui ha girato il mondo per sei anni suonando in tre continenti e oltre 20 paesi. Successivamente si è unito alla pop band Fairground Attraction. Ha poi firmato per la Acid Jazz Records con cui ha pubblicato due album di latin jazz con il nome di Beaujolais Band e due album jazz funk soul con il nome di Vibraphonic. Una delle composizioni per vibrafono di Roger Beaujolais ha raggiunto nel 1995 il  primo posto nelle classifiche jazz americane, questo successo lo ha portato a firmare un contratto per la Hollywood Records a Los Angeles - la sezione audio della Disney. Ha poi inciso altri due album prima di decidere di passare a suonare un jazz più acustico.Ha inoltre pubblicato quattro album con quintetti acustici e due album con quartetti, tutti acclamati dalla critica con una band  con cui lavora regolarmente in tutto il Regno Unito. Inoltre ha anche realizzato alcuni album in collaborazione con altri musicisti come Robert Plant, Paul Weller, Fairground Attraction, Morrissey, Kirsty MacColl, Alison Limerick, Omara Portuondo, Tony Allen, Ed Motta, Blow Monkeys , Colin Vearncombe, D Influenza e Roni Size solo per citarne alcuni. Alessandro Pivi: nasce a Cattolica in provincia di Rimini nel 1982. Intraprende lo studio della batteria all’età di 7 anni. Dal 2002 al 2009 si reca a Milano per approfondire i propri studi con il M° Giorgio Di Tullio. Si perfeziona con Massimo Manzi, Ettore Fioravanti, Marco Tamburini, Han Bennink, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Joe Farnsworth, Michele Rabbia e Al Foster per citarne alcuni. Seppure ancora un giovane svolge già una intensa attività concertistica esibendosi con numerose formazioni jazz, latin, funk, pop e rock collaborando con musicisti di prestigio. Nel 2010 si laurea al triennio superiore sperimentale di I livello in “Jazz, musiche improvvisate e musiche del nostro tempo”, al conservatorio di musica “G.B. Martini“ di Bologna con una tesi dal titolo “Max Roach biografia, stile musicale e impegno politico: una bacchetta contro il razzismo”. Nel 2012 sempre al conservatorio di Bologna consegue la laurea al biennio superiore sperimentale di II livello in “Discipline musicali. Musica Jazz” con una tesi dal titolo “Roy Haynes: il passato, presente e futuro del jazz”. Si aggiudica il primo premio del concorso nazionale “Chicco Bettinardi” 2010 sezione B (gruppi) ed il secondo premio del “Concorso Nazionale Nuovi Talenti Jazz Gruppi” 2011 – V edizione, con il Michele Francesconi Vocal Quartet composto da Laura Avanzolini alla voce, Michele Francesconi al piano, Giacomo Dominici al contrabbasso. Con il gruppo Bologna Jazz Quartet, composto da Manuel Trabucco al sax alto, Federico Pierantoni al trombone, Sam Gambarini all’organo Hammond riceve una menzione speciale dalla giuria del Premio Nazionale Delle Arti 2010 – sezione interpretazione musicale jazz, “per l’importanza dello studio della tradizione jazzistica al fine sviluppare un proprio linguaggio musicale”. Nell’agosto 2010, a capo del gruppo Alessandro Pivi And The Organic Vibe (ex London Jazz Quartet), insieme a Roger Beaujolais, Tommaso Starace e Sam Gambarini, incide il suo primo disco da band leader. Il disco, dal titolo “Crossing Generations”, è stato prodotto e stampato nell’aprile 2011. Nell'anno accademico 2017/2018 insegna batteria e percussioni jazz (per i corsi propedeutici jazz) al conservatorio di musica "G.B. Martini" di Bologna. Dal 2016 insegna batteria jazz e pop con incarico triennale assegnato dal conservatorio statale di Musica “B. Maderna” di Cesena tramite bando con graduatoria per titoli ed esami per i seguenti anni accademici svolgendo le lezioni presso la scuola di musica “Corelli” di Cesena. Impartisce inoltre lezioni di batteria e musica d’insieme jazz presso l’istituto musicale pareggiato “G. Lettimi” di Rimini. Al Swainger: bassista e contrabbassista, compositore, improvvisatore, produttore e appassionato di effetti speciali. I suoi gusti eclettici lo hanno portato a fare musica con centinaia di musicisti suonando un'ampia varietà di generi dal pop al progressive rock, dal tradizionale al jazz moderno fino alla world music. Oltre ai suoi progetti, tra cui spicca 'The Art Trip' con Alan Barnes, il Craig Milverton Trio e Tomasso Starace, Swainger  continua a esibirsi dal vivo regolarmente con Half Dozen di Digby Fairweather, il quartetto Annika Skoogh, Swing Machine di Ed Leaker, Kick Ass Brass e The Blue Vanguard House Trio.    
28
Feb
cinziaguidetti::notizie
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Giovedì 28 febbraio 2019, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza presenta il concerto del Giò Belli Jazz Manouche Trio, formato da Giò Belli alla chitarra solista, Marco Gelli alla chitarra ritmica e Mauro Mussoni al contrabbasso. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. Energia, passionalità, contaminazione sono gli aggettivi che descrivono la musica e l’attitudine del trio. Tre musicisti talentuosi, ispirati dalla musica gipsy jazz del grande Django Reinhardt, dalla tradizione musicale tzigana e dal suo innato virtuosismo, uniscono tutto questo con le sonorità del jazz statunitense e la creatività dello swing. Una musica sempre in evoluzione, quindi, quella del Giò Belli Jazz Manouche Trio. Una musica dal ritmo incalzante e sempre attenta alle melodie, capace di unire l'allegria positiva tipica dle manouche con la storia e i contenuti propri dello spirito tzigano. Il repertorio del concerto prevede i brani originali contenuti in Good Morning, Django e nel nuovo album Impression Musique Levant, pubblicato a luglio 2018. A questi si aggiungono, inoltre, gli standard dello swing americano anni trenta e quaranta e i temi presi dalla tradizione musicale manouche. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. Giovedì 7 marzo 2019, il Rossini Jazz Club di Faenza ospita le sonorità irlandesi con il concerto di Sleego, trio formato da Manuel Vignoli al violino, Lucio Altieri alla chitarra acustica e al bouzouki irlandese e Domenico Strippoli alle percussioni. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
28
Feb
Fabio Ciminiera::notizie
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Venerdì primo marzo 2019, la stagione musicale della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” prosegue al Teatro Massimo con l'esibizione dei due pianisti Larry Willis e Tony Pancella. Happy 120, Duke! è il titolo dato al concerto: il programma scelto dai due jazzisti rilegge, infatti, le pagine più importanti e significative composte da Duke Ellington e Billy Strayhorn, per festeggiare il centoventesimo anniversario della nascita di Ellington. Il concerto si terrà al Teatro Massimo di Pescara e avrà inizio alle 21. Il biglietto di ingresso costa 20€ (ridotto a 15€ per i soci della Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara") e si può acquistare sui circuiti online e a Pescara, presso la sede di Via Liguria. «Se il jazz è sinonimo di libertà creativa, il duetto ne è la manifestazione più intima e seducente. E due pianoforti - nelle mani di due artisti sensibili - diventano l’iperbole della bellezza sonora.» (Stefano Zenni) Questo concerto rappresenta una occasione davvero unica. Il duo formato da Larry Willis e Tony Pancella rende omaggio a Duke Ellington (1899-1974), uno degli artefici fondamentali e acclamati della storia del jazz, in occasione del 120° anniversario della sua nascita, eseguendo un programma interamente dedicato alle sue composizioni e a quelle del suo alter ego Billy Strayhorn. La scelta di ripercorrere il repertorio ellingtoniano nasce naturale e non è affatto nuovo per Willis e Pancella: oltre ad averlo da sempre proposto nei concerti, entrambi condividono un profondo rispetto ed amore per la tradizione del jazz, e il songbook di Ellington/Strayhorn è un veicolo esaltante ed ideale anche per gli elementi di modernità ed innovazione che i due pianisti amano esprimere. Larry Willis e Tony Pancella iniziano a collaborare nel 2002 con una serie di concerti in Italia e all'estero e successivamente registrando un disco pubblicato dalla prestigiosa etichetta americana Mapleshade Records accolto con grande favore dalla critica internazionale: JazzTimes definisce il disco "intensamente swingante", All About Jazz lo descrive come "un disco di crescente bellezza di invenzioni e suoni", Audiophile Audition chiosa "disco di gran classe" mentre, per Musica Jazz, "Pancella e Willis riescono brillantemente nell’impresa grazie alla capacità di ascoltarsi l’un l’altro, capaci di raggiungere un respiro musicale comune."
28
Feb
Fabio Ciminiera::notizie
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Giovedì 21 febbraio 2019, la stagione musicale del Rossini Jazz Club di Faenza presenta il concerto del Francesca Ajmar Quintet feat. Hector "Costita" Bisignani: la formazione è composta da Francesca Ajmar alla voce, Michele Franzini al pianoforte, Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso, Vittorio Sicbaldi alla batteria e Hector "Costita" Bisignani al sax tenore. La rassegna diretta da Michele Francesconi si presenta in questa stagione con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. Il quintetto guidato da Francesca Ajmar, considerata una delle maggiori interpreti di musica brasiliana in Italia, presenta il nuovo lavoro "Estrada do Sol", appena pubblicato per la prestigiosa etichetta Abeat Records. Un viaggio ampio e articolato nel repertorio della Bossa Nova e, in generale nelle atmosfere musicali brasiliane condotto insieme a jazzisti - come Michele Franzini al pianoforte, Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso e Vittorio Sicbaldi alla batteria - che vantano un curriculum artistico solido e con la presenza prestigiosa del sax tenore di Hector "Costita" Bisignani. Il quintetto affronta un repertorio dove i temi originali si intrecciano ai brani celebri di grandi autori come, ad esempio, Tom Jobim, Johnny Alf, Carlos Lyra e Edu Lobo. Francesca Ajmar ha pubblicato sette dischi a proprio nome, tra cui quattro dedicati alla musica brasiliana. E molte delle sue collaborazioni si dirigono proprio verso la gande nazione sudamericana, con artisti quali Moacyr Luz, pietra miliare del samba carioca, Paula Santoro, Daniela Spielmann, Sérgio Galvão, Gabriel Grossi e Carlos César Motta. Hector Costita Bisignani, dal canto suo, affronta il jazz e la bossa nova con la sua eleganza raffinata, swingante e sempre coinvolgente. Ha registrato e collaborato con i più grandi musicisti brasiliani, tra i quali Sérgio Mendes, Hermeto Pascoal, Tom Jobim, João Donato, Edu Lobo, Chico Buarque, João Gilberto, Johnny Alf, Elis Regina. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. Il prossimo appuntamento con il Rossini Jazz Club di Faenza è per giovedì 28 febbraio 2019, con il concerto del Giò Belli Jazz Manouche Trio, formato da Giò Belli alla chitarra solista, Marco Gelli alla chitarra ritmica e Mauro Mussoni al contrabbasso. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
18
Feb
Fabio Ciminiera::notizie
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Serata finale all'insegna della passione per l'”Acoustic Blues Festival di Lucca”, che ha chiuso in bellezza tra conferme e positive speranze per il futuro. L'apertura è stata affidata con fiducia al nuovo giovane talento toscano Diego Schiavi, vocalist e chitarrista meritevole della massima attenzione, che si è imposto per la sua solida preparazione e la potenza di tocco e di arpeggio. Un solismo originale, improntato sull'affermazione degli accenti sonori, scanditi con determinazione fisica e caricati di partecipazione emotiva. I grandi miti Blues del passato rivivono in lui con rinnovata energia, inducendo nello spettatore attento un rinnovato gusto d'ascolto. La serata è proseguita con un duo dalla grande esperienza che si è già affermato da anni in ambito nazionale: Veronica Sbergia e Max De Bernardi. Due professionisti capaci di felici intuizioni d'arrangiamento ed originalità interpretativa. Veronica Sbergia è una forza della natura, una sorta di “pantera del palco”. Sanguigna e passionale, la Sbergia vive a tutto tondo il suo show, con l'impeto di chi ama la vita e la musica e mette in gioco tutta se stessa per omaggiarle entrambe con la gratitudine nel cuore e la spinta dell'emozione. Polistrumentista e vocalist dal forte impatto visivo ed emozionale, ci ha saputo regalare interpretazioni vocali intense e dal forte carattere, fino all'esplosione grintosa e potente dalla difficile estensione delle grandi. Con il suo “washboard” (...per chi non lo sapesse...tavola per il bucato, strumento a percussione del gruppo degli “idiofoni”, in uso nella New Orleans dei primi del secolo scorso...) arricchito e personalizzato con tanto di mini piatto e campanello, ci ha offerto una graffiante sezione ritmica, incalzante e fremente di energia, e non si è certo risparmiata all'ukulele ed al kazoo, con i quali ha vissuto pienamente e con compiutezza di linguaggio sia i ruoli da solista che quelli da preziosa accompagnatrice. Max De Bernardi si è confermato il “maestro” di musica che conosciamo da tempo, capace di regalare lezioni di preziosità interpretative ad ogni accordo e ad ogni assolo. Puntuale e preciso, il suo tocco è al contempo elegante e determinato, ricco di una solida esperienza e conoscenza della storia del Blues, ma anche fresco d'intuizioni del presente. Oltre alla sua alta preparazione chitarristica, De Bernardi può contare anche su performances vocali caratterizzate da forza espositiva e passione interpretativa, capaci di esprimere compiutamente le sue istanze musicali. In definitiva un duo che riesce a vivere profondo rispetto ed amore per la grande tradizione del Blues, ma senza mai “appiattirsi” nella mera “citazione” dello “standard”, ma al contrario, riuscendo ad utilizzarne la rievocazione come rampa di lancio per una propria identità ed una propria cifra musicale, dove la personalità espressa è un vero valore aggiunto allo spettacolo offerto. Come da tradizione voluta sempre dall'appassionato organizzatore Giancarlo Marracci, che si conferma anche quest'anno “profeta in patria” per le sue intuizioni organizzative e scelte artistiche, la serata si è conclusa con una jam session di tutti i protagonisti della serata e con tutto il pubblico in festosa e danzante presenza sotto il palco, affermando ancora una volta con gioia, il piacere della magia della musica. Bruno Pollacci +”Blues Fires” http://animajazz.eu
17
Feb
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Ottimo inizio per l' “Acoustic Blues Festival”, che venerdi 15, presso il “Foro Boario” di Lucca, ha aperto la serie di concerti con il duo formato dal vocalist e chitarrista Mauro Briganti e dal bassista della “Bandabardò” Marco Bachi. Una felice accoppiata di esperti musicisti che condividono anche il piacere e la magia della creatività, visto che entrambi, oltre ad essere validi performers, amano suonare strumenti alternativi costruiti con materiali di riciclo. Mauro Briganti , oltre alla chitarra, ha suonato anche la “chitarra sdraiata”, uno strumento “self-made” che ha fatto vibrare con la sinuosità slide che ci ha riportati addirittura ad atmosfere Hawayane. Un bluesman capace di vivere con passione vocale le sue interpretazioni, di saper cavalcare il palco da consumato showman e di dare carattere alle sue varie performances strumentali. Marco Bachi, con un basso elettrico costruito con una tanica, ci ha insegnato come si possa vivere una sezione ritmica puntuale, corretta e vivacemente presente anche con solo tre corde. Il secondo concerto della serata ha visto protagonisti Sergio Montaleni, uno tra i più estrosi e creativi chitarristi Blues (e non solo) italiani, in duo con Simone Vaccaro, esperto chitarrista e vocalist (ma anche armonicista), che ha nel suo curriculum collaborazioni con grandi del Blues internazionale, fino a gruppi che hanno fatto e stanno facendo la storia della musica, come i Rolling Stones. Sergio Montaleni è sicuramente anche un vocalist che non si risparmia, con una passionalità ed un impegno vissuto al massimo delle sue potenzialità vocali, ma è soprattutto capace di sorprendere anche il più esigente ascoltatore con i suoi assoli travolgenti, vissuti con la velocità ed il talento del virtuoso e con febbrile ed originale irrequietezza, travalicando abbondantemente i confini espressivi del Blues ed espandendo le sue evoluzioni imprevedibili fino al Jazz contemporaneo di ricerca. Simone Vaccaro ha un bel timbro vocale, caldo e pastoso ed ha saputo vivere con grande abilità, sia il suo ruolo di accompagnamento, sia quello di performer solista, come vocalist e come strumentista. Dopo un improvvisato e creativo “Happy Birthday to you” intonato dal completo ensemble di tutti i musicisti della serata, per festeggiare il compleanno del “Patron” del Festival, Giancarlo Marracci, generoso ed appassionato “padrone di casa”, la serata si è conclusa con una gustosissima ed imprevedibile Jam Session che ha coinvolto, non solo tutti e quattro i musicisti in concerto, ma anche il bravissimo chitarrista Michele Biondi, Direttore Artistico del Lucca Blues Festival. Il pubblico ha vissuto ogni momento della serata con grande partecipazione e gradimento e si è potuta anche registrare la visita del Sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, che ha voluto complimentarsi personalmente con l'organizzatore e gli artisti della serata. In definitiva una nuova conferma della validità di questa manifestazione che si stà affermando come un vero “fiore all'occhiello” musicale per la città di Lucca. Bruno Pollacci “Blues Fires” http://animajazz.eu
16
Feb
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