“LUCCA JAZZ DONNA” all’insegna della pluralità di linguaggi e della professionalità

La lunghissima serata di musica che il Festival Lucca Jazz Donna ha offerto venerdi 18 al Real Collegio di Lucca si è svolta addirittura in quattro set ed è stata all'insegna della diversità e della particolarità. Il primo set ha visto come protagonista Giuliana Soscia, forse la più famosa e prestigiosa fisarmonicista Jazz italiana, che in quest'occasione si è esibita al pianoforte in un progetto dedicato a grandi compositrici Jazz internazionali, riuscendo a conquistare il pubblico attraverso una performance, non solo coinvolgente e stimolante per le preziosità tecniche, ma anche e soprattutto per il cuore messo in gioco nell'esibizione. La Soscia ha confermato di essere una grande performer capace di mettere l'anima in ogni fraseggio e riuscendo a convincere sia nei pezzi più melodici, sia in quelli più dinamici e meno convenzionali, anche con guizzi imprevisti e fraseggi talentuosi capaci di vivacizzare il concerto con brio e sensibilità. La sezione ritmica, affidata a Dario Rosciglione al conrabbasso e ad Alessandro Marzi alla batteria, ha confermato il prestigio e la fama che accompagna da decenni il grande contrabbassista, figura ormai storica del Jazz italiano e che riafferma Marzi come batterista attento ascoltatore e prezioso e sensibile sottolineatore ritmico, capace di delicatezza ma anche di personalità. Il secondo set ha visto protagonista la vocalist toscana Sara Battaglini che attraverso il progetto “Dalia” ha espresso musica dalle connotazioni decisamente contemporanee, vissute con un particolare ed interessante valore timbrico e con atmosfere “astratte” interpretatate con una professionalità che affonda le radici nei suoi studi sempre intenti alla scoperta ed alla ricerca di nuove sonorità e proposte con un coinvolgimento interiore avvertibile in ogni composizione. Federico Pierantoni al trombone ha offerto una preziosa quanto non facile performance, che lo ha anche visto come autore e come performer molto preparato tecnicamente e non certo privo di sensibilità interpretativa. Al pianoforte Enrico Ronzani, che ha offerto una prova di discrezione, capacità tecnica e sensibilità per il suo tocco delicato, preciso ed in sintonia con le istanze del progetto. Il terzo set ha visto come protagonista la cantante Serena Spedicato con il suo progetto “The Shinings Of Things” dedicato a David Sylvian, che la vocalist pugliese ha interpretato con grande partecipazione sia interiore che intellettuale, sposandone perfettamente le istanze poetiche. Una performance impeccabile sul piano tecnico e su quello interpretativo, con il supporto di una straordinaria band di ottimi musicisti, come Michele Rabbia alla batteria e percussioni, incredibile e prezioso “alchimista” delle percussioni, Nicola Andrioli, pianista preparato, dal tocco sensibile e fantasioso ed il trombettista finlandese Kalevi Louhivuori che anche con l'ausilio dell'eletronica ha offerto performances molto efficaci, che hanno affascinato per le loro prove ricche d'intuizioni creative e di ottimi valori tecnici. Purtroppo i tempi di quest'ultimo set non sono stati calcolati e tenuti sotto controllo ed andando ben oltre il dovuto, come non sarebbe dovuto accadere, nel rispetto dell'ultima band, il terzo set del gruppo “Ajugada” è stato fortemente ed irrimediabilmente penalizzato con la perdita di metà del pubblico presente. Un errore da non ripetere. Un vero peccato, perchè il gruppo ha saputo offrire una performance di alto valore professionale e con sentimento, meritevoli del più folto pubblico delle prime esibizioni e della massima attenzione. Antonella Vitale alla voce, Gaia Possenti al piano (e alcune composizioni), Giulia Salsone alla chitarra e Danielle di Maio al sax alto, hanno comunque offerto performances molto partecipate interiormente ed eseguite con grande capacità tecnica ed ottimo interplay, capaci di attivare gli applausi pieni ed entusiasti del pubblico appassionato rimasto in sala. Bruno Pollacci “Animajazz”

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19
Ott
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