LUCCA JAZZ DONNA ed i “fuochi d’artificio” del finale

LUCCA JAZZ DONNA ed i “fuochi d'artificio” del finale Un ricco pubblico appassionato ed in attesa fuori dal palazzo del Real Collegio di Lucca ha riempito velocemente tutta la sala concerti che ha ospitato l'ultima serata del Festival “Lucca Jazz Donna” organizzato dal “Circolo Lucca Jazz”e che sabato sera, per l'imprevista indisposizione della cantante Barbara Eramo, ha offerto subito in apertura un “fuori programma” in sostituzione, proponendo il lucchese “Freekeysounds Duo”, formato da Daniela Acquaviva alla voce e Lucia Coli al pianoforte. Come ha prontamente ricordato la brava, vivace, intuitiva ed esperta presentatrice del festival Michela Panigada, comunemente e con un po' di superficialità, molti tendono a considerare gli artisti “locali” come se avessero sempre un po' meno valori e prestigio di altri venuti “da fuori”, ma in questo caso il pubblico ha potuto invece prendere atto immediatamente della professionalità espressa da questo duo, che ha saputo condurre l'ascoltatore in un fantastico viaggio internazionale e temporale, alla riscoperta di composizioni che hanno fatto la storia del '900, come “Lili Marlene” e “Besame Mucho”, ad esempio, reinterpretati con grazia e proprietà di linguaggio da Daniela Acquaviva, che ha esibito, con un buon timbro, una vocazione interpretativa morbida ed una sensuale partecipazione espressiva, e sottolineati con passione al pianoforte da una Lucia Coli preparata e visibilmente partecipe sul piano emotivo. Il secondo set ha visto protagonista la cantante Ileana Mottola, artista salernitana e presentata dalla casa discografica "Alfamusic", che ho avuto il piacere di proporre anche nel mio programma radiofonico “Animajazz” proprio con il progetto “All My Tomorrows” presentato al Festival, dedicato a grandi composizioni del passato amate particolarmente dalla leader, che ne ha saputo far rivivere l'essenza poetica ed i valori sonori, attraverso un'esibizione personale caratterizzata da esperienza tecnica, capacità reinterpretativa, partecipazione interiore e resa ancor più gradevole da un buon timbro vocale. La sorpresa di questo set è stata rappresentata dalla sola presenza d'accompagnamento strumentale affidata al contrabbassista Antonio De Luise, che ha saputo sorprendere il pubblico esibendosi per l'occasione al pianoforte, con spontanea naturalezza e felice disinvoltura, offrendo non solo “corretto accompagnamento”, ma anche significativi spunti improvvisativi solistici degni di un pianista di grande esperienza e di preziosa sensibilità. Lo show ha poi trovato il suo apice serale nel terzo set, che ha visto sul palco il duo de “Le Valentine”, anche loro ospiti gradite del mio programma "Animajazz" e presentate anche in questo caso dalla casa discografica "Alfamusic", due incredibili artiste che definire di livello mondiale, non può certo essere considerato una sorta di concessione di giudizio benevolo, per la loro caratura indiscutibile e per la loro esclusiva identità e potenzialità. Il progetto, dedicato alla ricerca ed alla valorizzazione delle più significative composizioni del tango internazionale, distillato attraverso una personale reinterpretazione in chiave Jazz, ha preso subito il volo, nel cielo del bello, attraverso le sapienti mani della fisarmonicista e bandoneonista Valentina Cesarini, che fin dal primo pezzo ha subito affermato una straordinaria sicurezza, una padronanza dello strumento ed una imprevedibile e gustosissima proprietà improvvisativa, capace di vivere di luce propria e potente, di primissima qualità e capace di sbalordire anche il più esperto, colto ed esigente ascoltatore. Il duo si completa meravigliosamente con la cantante Valentina Rossi, che ha fatto “spellare le mani” ad un pubblico in delirio, per gli applausi senza fine, che hanno accolto con elettrizzante entusiasmo la pura, potente, limpida, colta ed appassionata capacità vocale di questa preparatissima artista, che sa coniugare in modo impeccabile la tecnica più vasta e profonda con il cuore ed il calore passionale interpretativo. Due talenti assoluti che potrebbero mandare in visibilio il pubblico dei più prestigiosi teatri mondiali, se solo il nostro sistema artistico musicale nazionale fosse molto più attento a certe eccellenze italiane e capace a produrre la loro proposta internazionale. “Le Valentine”, non hanno solo offerto una performance nella luce eccelsa della perfezione artistica e del bello assoluto della musica, ma hanno anche saputo appassionare e coinvolgere per la loro profonda identità sincera e la loro potente proprietà di scena, che ha trascinato e commosso, portando quest'ultima serata ad un livello, a mio modesto giudizio, difficilmente ripetibile. Bruno Pollacci “Animajazz”

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20
Ott
animajazz::notizie
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