Benvenuto su www.animajazz.eu/wordpress.
Il sito di AnimaJazz è un “contenitore di programmi radiofonici” specifici di musica Jazz & Blues, ideati e curati da Bruno Pollacci.: “ANIMAJAZZ”: dedicato al Jazz strumentale e vocale italiano ed internazionale; “BLUES FIRES”: dedicato al Blues italiano ed internazionale. All'interno dei programmi trovano spazio tutte le poliedriche “anime“ del Jazz e del Blues, da quella tradizionale a quelle contemporane, d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette “contaminazioni“, siano esse provenienti dal “Rock“, dall'“Etnica“, dal “Pop” o dalla “Classica“. Pur proponendo la musica degli artisti nazionali ed internazionali più prestigiosi, acclamati e storicizzati, gli intenti dei programmi sono inoltre quelli di porsi come punto di riferimento per la promozione dei nuovi talenti emergenti, indipendentemente dalla loro età, fornendo loro opportunità per la proposta radiofonica e web della loro musica e favorendo supporto logistico per la proposta “live“. Il sito di AnimaJazz, si affianca alle trasmissioni come ulteriore “cassa di risonanza“, per avvalersi della potenzialità informativa della rete ai fini culturali di diffusione e valorizzazione della musica. Animajazz e Blues Fires sono ascoltabile anche via WEB in podcast da questo sito e collegandosi negli orari di programmazione a www.puntoradio.fm.

Nella puntata n° 206 di “BLUES FIRES”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda VENERDI 19 Ottobre alle 20,30 su PUNTO RADIO, anche in immediato podcast su http://animajazz.eu ed in streaming su www.puntoradio.fm , saranno protagonisti, nell'ordine, i seguenti artisti: 1- ETTA JAMES – CD “Seven Year Itch” - “Breakin' Up Somebody's Home” (1988) ; 1a foto a sinistra 2- RUSS GREEN – CD “City Soul” - “Goin Down South”; 1a foto a destra 3- MIDNITE JOHNNY – CD “Long Road Home” - “Your New Occupation”; 1a foto 1a fila sotto 4- SCOTT SHARRARD – CD “Saving Grace” - “Everything A Good Man Needs”; 3a foto 1a fila sotto 5- ZAC HARMON – CD “Right Man Right Now” - “Feet Back On The Ground”; 2a foto 1a fila sotto 6- SATURDAY NITE FISH FRY – CD “Vol II Blues” - “Room 13 Blues”; 3a foto 2a fila sotto 7- SEAN CHAMBERS – CD “Welcome To My Blues” - “Welcome To My Blues”; 1a foto 2a fila sotto 8- PEGGIE PERKINS – CD “Influences” - “Dust My Broom” (2018); 2a foto 2a fila sotto 9- BE ABOUT - CD “Pistoia Blues Compilation 3 Next Generation – 2017” - “Oh Lord”; 1a foto 3a fila 10- ; 2a foto 3a fila Ricordiamo che "BLUES FIRES" si può ascoltare VENERDI alle 20,30 in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu e sarà possibile fare il download dal sito di “Animajazz”, area podcasts. Buon ascolto. "BLUES FIRES" in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa. http://accademiadartedipisa.jimdo.com .
18
Ott
animajazz::blues fires
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T&nCò Alan Bedin. voce, elettronica Marco Ponchiroli. pianoforte Luigi Sella. sassofoni, clarinetto, flauto barocco Rossini Jazz Club Faenza. Piazza del Popolo, 22 Giovedì 18 ottobre 2018. ore 22 ingresso libero web: www.bistrorossini.it social network: www.facebook.com/rossini.jazzclub; www.twitter.com/rossinijazzclub; www.instagram.com/rossinijazzclub Giovedì 18 ottobre 2018, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza presenta T&nCò, il progetto di Alan Bedin dedicato alla musica di Luigi Tenco. Il trio è composto da Alan Bedin alla voce e all’elettronica, Marco Ponchiroli al pianoforte e Luigi Sella ai sassofoni, al clarinetto e al flauto barocco. La rassegna è diretta da Michele Francesconi e in questa stagione si presenta con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. T&nCò è il progetto creato dal cantante e performer Alan Bedin per fare risaltare la figura poetica e musicale di Luigi Tenco. Un approfondimento musicale curato insieme al pianista Marco Ponchiroli e al sassofonista Gigi Sella che analizza sotto diversi punti di vista il cantautorato, la primigenia formazione e l'ambizione jazz dell'artista Tenco. I tre musicisti provenienti da sfere musicali profondamente diverse creano una miscela esplosiva e intensa in grado di esaltare l'universo musicale del cantautorato italiano con l'aspetto più nobile e libero del jazz intrecciando magistralmente una voce eclettica, un'ancia di esperienza e un pianoforte ispirato. Dal soffio sonoro del fiato alla voce potente ed istrionica accompagnata dal piano che trasforma le parole di Tenco in poesia armoniosa, sonora. Un progetto made in Italy con un'identità molto marcata che si allarga fino ad arrivare ad altre composizioni di altri contemporanei dell'artista, come Fred Bongusto o Lucio Dalla, e alle collaborazioni più rinomate della canzone italiana. Il linguaggio del Jazz per oltrepassare la musica leggera e far brillare i testi dei grandi autori sessanta, ancora oggi invalicabili. Un progetto svolto con classe ed eleganza e con una giusta dose di ironia. In T&nCò, Alan Bedin fa incontrare Luigi Tenco con Demetrio Stratos: un paragone iperbolico, utile per riassumere l'essenza di un progetto realizzato senza la minima soggezione. Il canto di Alan Bedin si arrampica e scava tra le note, mentre i suoi compagni di avventura carezzano la sua voce con un risultato emozionante, complesso e coraggioso. Dal cantautorato al jazz, fino alle derive più moderne e contemporanee. Cantante, autore, performer, insegnante, ricercatore e promoter. Dopo una fortunata esperienza pop, Alan Bedin decide di dedicarsi alla ricerca e all'utilizzo della voce sia in ambito artistico-performativo, che di ricerca. Dal canto difonico al canto indiano per esprimersi diversamente nel canto moderno e contemporaneo. Ha lavorato come direttore artistico per l'etichetta Cramps Records. Dirige e collabora in diversi progetti musicali utilizzando la sua vocalità in diversi stili: dal jazz al progressive, dalla declamazione futurista del primo decennio al cantautorato più ricercato. Inventa e segue come direttore la prima scuola di musica e danza indiana, Hanuman. Insegna e realizza laboratori sull'utilizzo ed il perfezionamento vocale. Come Steve Lacy, Gigi Sella ha da tempo scelto di dedicarsi totalmente ad un unico sassofono, il soprano – ed i risultati si fanno sentire – pur non disdegnando pregnanti escursioni con il clarinetto, suo strumento di nascita. Il suo suono è unico: tra sogno e realtà. Personaggio musicale chiamato in orchestre e gruppi alternativi tra jazz e fusion. Riconosciuto nel panorama musicale nazionale come Gigi, che per la sonorità e il fraseggio del suo sax ricordano però più Wayne Shorter che Lacy. Marco Ponchiroli, eclettico artista veneziano, si diploma con lode in pianoforte presso il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Intraprende ben presto un percorso di ricerca che lo porta a contaminare tra loro vari generi musicali e varie forme di esperienza artistica. Conosce il blues, il pop, il reggae, collabora a vari progetti discografici, collabora e compone la musica per lo spettacolo teatrale “ Il Grigio” di Giorgio Gaber. Mantiene viva la passione per il jazz, il suo principale genere di riferimento, e suona con musicisti noti nel panorama jazzistico italiano. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. Giovedì 25 ottobre, sempre alle 22, il Rossini Jazz Club ospita il nuovo progetto di Michele Francesconi e Francesca Bertazzo, dedicato al SongBook di Jimmy Van Heusen. Il quartetto è formato da Michele Francesconi al pianoforte, Francesca Bertazzo alla voce, Stefano Colpi al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
18
Ott
Fabio Ciminiera::notizie
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Nella puntata n° 836 di “ANIMAJAZZ”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda MARTEDI 16 Ottobre alle 20,30, su PUNTORADIO, anche in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu saranno protagonisti della serata, in ordine: 1 – HENDRIK MEURKENS – BILL CUNLIFFE – CD “Cabin In The Sky” - “Cabin In The Sky”; 1a foto a sinistra 2 – GLENN FERRIS ITALIAN QUINTET – CD “Animal Love” - “Lo Scopo” (Improvvisatore Involontario); 1a foto a destra 3 – VIVIAN LEE – CD “Let's Talk About Love” - “Secret Love”; 2.a foto 1a fila sotto 4 – GIANNINI-PIRACCI ELECTRIC QUARTET – CD “Drop It!” - “Tom Thumb” (No Voices Records); 3a foto 1a fila sotto 5 – KRISTINE ADAMS – CD “We Should Have Danced” - “We Should Have Danced”; 2a foto 1a fila sotto 6 – NOVOTONO – CD “Overlays” - “Soprasso” (Parma Frontiere); 3a foto 2a fila sotto 7 – STEVEN TAETZ – CD “Drink You In” - “Other Side of the World”; 1a foto 2a fila sotto 8 – CAMILLE THURMAN – CD “Waiting for the Sunrise” - “I Just Found Out About Love” (Chesky Records); 2a foto 2a fila sotto Ricordiamo che "ANIMAJAZZ" si può ascoltare MARTEDI alle 20,30 in immediato podcast su http://animajazz.eu ed in streaming su www.puntoradio.fm e potrà essere effettuato il "DOWNLOAD" della puntata, gratuitamente, dal sito di "ANIMAJAZZ", area podcasts. Buon ascolto. "ANIMAJAZZ"in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa.http://accademiadartedipisa.jimdo.com
14
Ott
animajazz::animajazz
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Dopo la presentazione a Palazzo Ducale di Lucca ed il proseguo con le prime due serate al teatro “Artè” di Capannori, il Festival “Lucca Jazz Donna” ha continuato il suo percorso sonoro esaltando la bellezza storica e suggestiva del “Real Collegio” di Lucca, che ha accolto i concerti offrendo al pubblico anche l'occasione di conoscenza di una delle tantissime preziosità architettoniche di quella splendida città che è Lucca. La serata del 12 ha iniziato a deliziarci con il bel concerto della brava batterista e compositrice Cecilia Sanchietti, presentata dalla casa discografica “Blu Jazz-Chicago”, che ha presentato il progetto “La Terza Via – The Third Side of The Coin”, nel quale ha messo in evidenza un felice equilibrio tra rispetto della grande tradizione Jazzistica ed istanze vibranti ed irrequiete della contemporaneità, forte di un'ensemble di ottimi musicisti. Il giovane e determinato sassofonista Nicolas Kummert, che in ogni suo assolo ci ha fatti vibrare per i suoi sferzanti voli creativi e per l'intensità espressiva, il talentuoso Pierpaolo Principato, che ha saputo esibire un pianismo davvero pulsante di energia ma allo stesso tempo ricco di sensibilità, ed il bassista Pierpaolo Ranieri, che ci ha dato un saggio di non comune originalità nelle sue performances solistiche al basso. Cecilia Sanchietti quindi non ha solo confermato le sue doti di precisa ed attenta drummer, ma ci ha saputo convincere anche per le felici intuizioni compositive e per la compiutezza qualitativa dell'ensemble. Nel secondo set si sono esibite Nicoletta Noè (voce e chitarra) e Silvia Valtieri (voce, piano e tastiera), che, presentate dalla “Filibusta Records”, hanno confermato la linea non Jazz, ma Crossover della Label, esibendosi in un concerto dalle caratteristiche molto alternanti, che si sono espresse con composizioni originali che pur nella loro oggettiva positività musicale, nulla hanno in comune con le istanze specifiche Jazz del Festival ed arrangiamenti di standards che invece ci hanno convinto per la felice originalità e le interessanti proprietà interpretative. Il terzo set ci ha esaltato con la performance di Giulia Galliani, che, presentata dalla “Dodicilune Records”, ci ha offerto il difficilissimo progetto “Song For Joni”, dedicato alla grande Joni Mitchell. Un compito davvero arduo, molto spesso fallimentare per chiunque si sia cimentato in quest'impresa, ma che ci ha rapiti fin dal primo pezzo per le straordinarie doti di sensibilità ed interpretazione espressi nell'elaborazione delle istanze musicali della particolare ed originale songwriter canadese. Giulia Galliani ha saputo utilizzare tutti i colori, tutti gli accenti e tutte le sfumature espressive per omaggiare Joni Mitchell senza mai “schiacciarsi” nella pura emulazione o citazione. Il riferimento alla “maestra” è sempre stato straordinariamente mediato dalla forte personalità della Galliani, che ci ha ricordato come sia possibile, ancora oggi, rendere preziose le reinterpretazioni, spogliandole del riduttivo appellativo di “cover”, ma reinventandole come pezzi dalla luce propria, originale. Giovanni Benvenuti ha saputo portare le sonorità del suo sax fino ad invadere i nostri cuori, le nostre pance e le nostre menti, con performances solistiche dalla grande preziosità tecnica, ma con l'aggiunta di un'intensità genuina che ha manifestato la sua profonda partecipazione emotiva. Il giovane Andrea Mucciarelli alla chitarra ci ha saputo sorprendere con fraseggi colti ma contemporaneamente freschi e vibranti, vivacemente fantasiosi. Matteo Addabbo ha saputo cogliere ed interpretare tutti gli aspetti più romantici del progetto con fraseggi eleganti ed al contempo ricchi di dinamismo. Andrea Beninati non si è certo risparmiato con il suo esplosivo e talentuoso drumming, carico di vitalità ma anche attento alle particolarità dei tempi, non certo scontati e ripetitivi nelle composizioni della Mitchell e nella reinvenzione della Galliani. Ed è stato un piacere ritrovare il prestigioso contrabbassista e vecchio amico Lello Pareti, per l'occasione “special guest”, che dall'alto della sua pluridecennale esperienza, ha saputo non solo essere prezioso punto di riferimento della sezione ritmica, ma anche offrire una piccola perla di solo dalla grande ispirazione. La serata del 13 è partita con la valida cantante Laura Avanzolini, che, presentata dall'”Alfamusic”, ci ha presentato il progetto “Songs” che ha evidenziato come una buona preparazione tecnica, abbinata a creativi arrangiamenti musicali ed ispirata capacità interpretativa, possano costituire preziosi elementi per offrire anche all'ascoltatore più esperto ed esigente, occasione di gradevolezza d'ascolto e di apprezzamento. Interpretare i grandi del passato non significa fare un esercizio passivo di “devozione e sudditanza artistica” o di “rinuncia personale” (anche se per molti, l'esecuzione degli standards sembra proprio ridursi a questo), ma può invece rappresentare occasione per rendere omaggio a chi ci ha fatto sognare con la “luce” del proprio genio, manifestando al contempo la propria profonda identità, con tagli interpretativi ed espressivi del tutto personali ed originali, con l'effetto quasi paritario all'esecuzione di composizioni originali. Oltre alle creative e godibili personalizzazioni vocali della Avanzolini, mi piace sottolinare la gentilezza e la fresca interpretazione pianistica del sensibile Michele Francesconi, luminescente nonostante il suo carattere incline al mantenimento di un profilo basso e modesto. Un prezioso “complice” e compagno d'avventura dall'evidente talento interpretativo ed improvvisativo. Il secondo set ci ha regalato la magnificenza di Enrico Intra, uno tra i più brillanti ed inossidabili grandi Maestri del Jazz Europeo, che nonostante abbia superato da un migliao di giorni gli ottant'anni, è riuscito ancora una volta a sorprenderci per le sue imprevedibili e colte improvvisazioni, per i suoi funambilici impeti pianistici e per le sue estreme delicatezze interpretative, rivelandoci quanto siano ancora vivi e pulsanti in lui tutti i possibili colori dell'immensa tavolozza creativa, capace di farci volare in un mondo parallelo ma molto più ampio e ricco di quello che solitamente siamo soliti vivere nei contesti musicali abituali. Il genio artistico prima di arrendersi alla materia del tempo, riesce ad opporre l'immensità della sua travolgente e potente luce. Al fianco del Maestro si esibiva Marcella Carboni, che credo di poter affermare come la più eccelsa rappresentante dell'Arpa Jazz, non solo a livelli europei, che con la sua sensibilità e la sua straordinaria tecnica, non solo ha dialogato in modo sopraffino con il grande pianista, ma ci ha saputo rapire con i suoi fraseggi, leggeri come voli di farfalla e palpitanti come la primavera che manifesta commovente rinascita alla vita. Un superlativo duo, quello del Maestro Enrico Intra e dell'arpista Marcella Carboni, presentato dall'”Alfamusic”, che ha sicuramente impreziosito ed elevato il livello artistico del Festival. Ed anche se esibirsi dopo tanta grandezza e qualità artistica, sarebbe risultato arduo ed ostico per chiunque, Sara Jane Ghiotti, giovane e preparatissima vocalist presentata anch'ella dall'”Alfamusic”, ha saputo imporsi con la sicurezza di una star, con la padronanza di chi affronta con passione, determinazione e costante lavoro di studio la propria professionalità, offrendo poi performances di alto livello interpretativo. Il suo progetto “In Mancanza d'Aria”, pur omaggiando i più grandi e conosciuti compositori brasiliani, rivisitati all'infinito anche dai più grandi nomi della musica internazionale, ha saputo farsi apprezzare per un'inaspettata originalità, che si avvale di felici intuizioni interpretative, con punteggature ed accenti davvero particolari, che sanno reinventare anche le più conosciute composizioni, dalle quali ci si aspetta una sequenza musicale preordinata, con un proprio approccio stilistico personale, a volte anche piacevolmente spiazzante per originalità. Al suo fianco Simone Migani al pianoforte, Andrea Taravelli al basso e Pasquale Montuori alla batteria, che hanno “sposato” totalmente le istanze musicali della leader, offrendo performances dalla coerente “complicità” sonora e dal livello qualitativo capace di farsi notare ed apprezzare in ogni pezzo del progetto. Una serata, quindi che ci ha convinto e coinvolto in ogni sua espressione e ci conferma quanto il buon Jazz italiano sia ai massimi livelli mondiali per qualità tecnica, idee e personalità. La serata è stata condotta come sempre dalla fresca, esperta e pimpante Michela Panigada, presentatrice che non delude mai per la sua sanguigna ed appassionata partecipazione interiore, capace di manifestarsi ad ogni occasione e che ci rimanda all'ultimo appuntamento del Festival con il concerto del 21 Ottobre alla Chiesa di San Francesco, che vedrà sul palco del “Lucca Jazz Donna” la cantante toscana Irene Grandi. Bruno Pollacci “Animajazz”
14
Ott
animajazz::notizie
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Dal gregoriano alla bossa nova, contaminazioni jazz Il grande Enrico Intra con Marcella Carboni, Laura Avanzolini e il Sara Jane Ghiotti Quartet protagonisti di Lucca Jazz Donna sabato 13 ottobre 2018 Real Collegio Lucca, ore 21,15, ingresso libero Dal gregoriano alla bossa nova, attraverso arrangiamenti originali che fanno della contaminazione uno dei luoghi preferiti del jazz. Sabato 13 ottobre alle 21,15 al Real Collegio (Lucca) la casa discografica Alfa Music Records presenta a Lucca Jazz Donna i progetti di tre artiste: il duo Enrico Intra/Marcella Carboni Gregoriani&Spirituals, “Songs” di Laura Avanzolini con Michele Francesconi, e “In mancanza d’aria” di Sara Jane Ghiotti Quartet. Anche la 14ma edizione del festival dedicato ai talenti jazz al femminile è organizzata dal Circolo Lucca Jazz insieme al Comune di Lucca, al Comune di Capannori, alla Provincia di Lucca, con il sostegno dalla Regione Toscana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Nel pomeriggio, alle 16 al Liceo Artistico Musicale Passaglia con ingresso libero, è in programma il recital per valorizzare e far conoscere le performances delle studentesse dei vari corsi presenti, dedicati alla musica del Novecento e al Jazz con soliste, ensemble e un’orchestra jazz preparati dai docenti dell’istituto. Alle 21, 15 al Real Collegio, il concerto. Nel primo set Laura Avanzolini alla voce, con Michele Francesconi al pianoforte, presenta "Songs". Laura Avanzolini ha inciso “Skylark” (Zone di Musica, 2013) insieme a Michele Francesconi, Giacomo Dominici e Marco Frattini e dal 2011 collabora con la Colours Jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti, con la quale ha inciso il disco “Quando Mi Innamoro In Samba” (Egea, 2013). Dal 2014 collabora con Fabio Petretti e Daniele Santimone, con i quali ha inciso “I’m all smiles”, uscito nel 2016 per l’etichetta Dodicilune. È alla guida di un settetto con cui inciderà un tributo al songbook di Burt Bacharach e a Lucca porta “Songs”, inciso nel 2016 con Francesconi, che spazia da grandi classici del Great American Songbook a brani indimenticabili tratti dal repertorio brasiliano, passando poi per le materiche radici del blues, il duo indaga il rapporto tra voce e pianoforte ricontestualizzando i brani nella cornice di arrangiamenti personali e rispettosi del senso della canzone. La cura dei dettagli, la valorizzazione delle possibilità timbriche di voce e pianoforte sono dunque al servizio del senso complessivo dei brani, in equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Nel secondo set il duo Enrico Intra al pianoforte e Marcella Carboni all’arpa elettroacustica presentano "Gregoriani&Spirituals", appena uscito, un originale ponte musicale lanciato tra due musiche di impostazione modale e di natura religiosa, nate a molti secoli di distanza e in differenti ambiti religiosi: il cattolico ed europeo canto gregoriano e il protestante e afroamericano spiritual. Pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più importanti nella storia del jazz europeo, ma anche organizzatore e ideatore di eventi e situazioni che hanno inciso nel tessuto socioculturale italiano Enrico Intra è un pezzo di storia musicale. Le sue composizioni si configurano come vere e proprie sfide a schemi formali ed espressivi consolidati e spaziano dal blues alla musica sacra. Marcella Carboni è diplomata in arpa classica e laureata presso i corsi superiori sperimentali di Jazz. Il risultato, secondo le parole di Franco Fayenz, è quel suo “equilibrio fra il jazz e la musica europea, fra scrittura e improvvisazione, tecnica impeccabile e suono affascinante”. È stato grazie alle sue qualità artistiche che nomi del calibro di Bruno Tommaso, Paolo Fresu, Enrico Intra, Rosario Giuliani e Enrico Pieranunzi hanno deciso di collaborare con lei, spesso scrivendo composizioni pensate per il suo strumento o affidandole alcune delle proprie pagine. Ed è con questo bagaglio sonoro che la sua musica ha viaggiato fino alla realizzazione di “Trame”, il suo primo disco da solista, proseguendo con le collaborazioni insieme alla raffinata cantante Elisabetta Antonini e all'eclettico armonicista Max De Aloe. Chiude la serata il Sara Jane Ghiotti Quartet con “In mancanza d’aria”: voce e arrangiamenti della leader, accompagnata da Andrea Taravelli al basso, Simone Migani al pianoforte e Pasquale Montuori alla batteria. “Uscito a maggio 2018 per AlfaMusic - racconta Sara Jane Ghiotti -, si tratta di un lavoro di sintesi sulla musica populár brasiléira, i cui concetti sostanziali ho poi espanso in arrangiamenti per un’orchestra di archi e legni. Concettualmente, lo studio della cultura brasiliana e del suo melting pot sociale e artistico contribuiscono al mio personale progetto, nonché finalità artistica, di coesione, inclusione sociale, coscienza antropologica del nostro essere uniti nella diversità culturale. In esso, rendo omaggio a 3 grandi compositori: Edu Lobo, Milton Nascimento e Guinga”. Sara Jane Ghiotti, cantante di origine inglese, affronta un repertorio che delinea un vero viaggio nella musica Popolare Brasiliana, dallo Choro, alla bossa nova, al Samba. Ciò che ne risulta è un originale sound Jazz, che non snatura l’anima popolare del progetto ma, anzi, ne rivela una chiave forse meno considerata, ovvero quella della contaminazione, vero cuore vibrante di questa musica: gli arrangiamenti si muovono cosi fra la musica classica, il pop e l’R’n B, con accenni di jazz rock e fusion. La cultura musicale del Brasile è il risultato della sua varietà socioantropologica: una terra che ospita un popolo variegato trova altrettante sfumature nella sua musica. Gli arrangiamenti sono interamente curati da Sara Jane, che è cantante, arrangiatrice, compositrice, autrice, direttrice di coro, insegnante di jazz, logopedista esperta in Vocologia artistica. Nell’ingresso del Real Collegio è visitabile, il 12 e 13 nell’orario dei concerti, il percorso di opere grafiche e pittoriche di Bruno Pollacci ("Animajazz" e "Blues Fires") dal titolo “I Segni della Musica” con ritratti di artisti di jazz, blues, rock e cantautoriale. Ingresso libero con la possibilità di sostenere l’associazione Anffas Onlus di Lucca. Nel pomeriggio, dalle 16,30 alle 18,30 al negozio Skystones&Songs, interviste con le artiste. Dopo il concerto, Jam session al Caffè delle Mura. Il festival prosegue venerdì 19 ottobre alle 16,30 a Palazzo Ducale (Lucca) con la tavola rotonda “I talenti delle donne” con Stefania Adami, fotografa; Chiara Parenti – scrittrice; Franca Severini – ZonaFranca Editrice e Accessori per la Cultura; coordina Ilaria Lonigro - giornalista. Seguiranno la musica con Laura Piunti alla voce, Fabrizio Desideri al clarinetto e Marco Cattani alla chitarra e la presentazione dell’iniziativa “Mai in Silenzio: la musica contro la violenza di genere” alla presenza di alcuni protagonisti di questo progetto di Controradio; si conclude domenica 21 ottobre con Irene Grandi nella chiesa di San Francesco. Per informazioni: www.luccajazzdonna.it, pagina Facebook, account Instagram.
13
Ott
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Nella puntata n° 205 di “BLUES FIRES”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda VENERDI 12 Ottobre alle 20,30 su PUNTO RADIO, anche in immediato podcast su http://animajazz.eu ed in streaming su www.puntoradio.fm , saranno protagonisti, nell'ordine, i seguenti artisti: 1- ROBERT CRAY Band with STEVIE RAY VAUGHAN – CD “Live... Texas '87” - “T-Bone Shuffle” (2016); 1a foto a sinistra 2- ORPHAN JON – CD “Abandoned No More” - “Vicious Circle” 2018; 1a foto a destra 3- 091 BLUES – CD “Meridionale” - “Muto/Zitto”; 1a foto 1a fila sotto 4- THE RAGTIME RUMOURS – CD “Rag N' Roll”- “Faker” (RUF Records); 3a foto 1a fila sotto 5- ZUCCHERO – CD “Black Cat” - “La Tortura della Luna” (2016); 2a foto 1a fila sotto 6- SARON CRENSHAW – CD “Drivin” - “Been A Long Time” (2017); 3a foto 2a fila sotto 7- REVEREND RAVEN and The Chain Smokin' Altar Boys – CD “My Life” - “Handyman”; 1a foto 2a fila sotto 8- LINDSAY BEAVER – CD “Tough As Love” - “You're Evil” (Alligator); 2a foto 2a fila sotto 9- GUILANDE – CD “Live” - “Looser”; 1a foto 3a fila Ricordiamo che "BLUES FIRES" si può ascoltare VENERDI alle 20,30 in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu e sarà possibile fare il download dal sito di “Animajazz”, area podcasts. Buon ascolto. "BLUES FIRES" in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa. http://accademiadartedipisa.jimdo.com .
10
Ott
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Il coraggio di essere oggi una musicista donna nel jazz Cecilia Sanchietti, di Women in jazz, Nicoletta Noè & Silvia Valtieri, Giulia Galliani Protagoniste al Real Collegio venerdì 12 ottobre 2018 Centro storico di Lucca, ore 21,15, ingresso libero Il coraggio di essere oggi una musicista donna nel jazz, e di fare musica attuale. Prosegue questo venerdì 12 ottobre 2018 alle 21,15 al Real Collegio di Lucca il festival Lucca Jazz Donna, a ingresso libero. Cecilia Sanchietti, Nicoletta Noè & Silvia Valtieri e Giulia Galliani presentano progetti, interpretazioni e chiavi di lettura di grande jazz. Anche la 14ma edizione del festival dedicato ai talenti jazz al femminile è organizzata dal Circolo Lucca Jazz insieme al Comune di Lucca, al Comune di Capannori, alla Provincia di Lucca, con il sostegno dalla Regione Toscana, della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Cecilia Sanchietti è batterista, compositrice, didatta, direttrice artistica del festival e network “Women in jazz”, e soprattutto una donna che ha coraggio. Aprirà la serata di venerdì con “La terza via – The third side of the coin” album uscito per l’etichetta statunitense Blu Jazz-Chicago, e dal vivo lei suonerà alla batteria le composizioni in gran parte sue, accompagnata da Nicolas Kummert al sassofono tenore, Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico. Cecilia Sanchietti riceve nel 2009 l’Outstanding Musicianship Award e produce il suo primo album “Circle time” nel 2015 con la Alfa Music, cui fa seguito nel 2018 “La terza via”. Il lavoro parte dal desiderio di raccontare e rappresentare un percorso in cui il tema del coraggio è protagonista: il coraggio della verità, della qualità, dell'essere oggi una musicista donna nel jazz. Le composizioni, in gran parte di Cecilia Sanchietti, danno vita ad un progetto “melodico” dal suono riflessivo e caratterizzato dall’apertura alla contaminazione con altri generi, funky, pop, richiami etnici, conduzioni even eights e atmosfere ECM. L'album ha un respiro internazionale: un'etichetta statunitense, un ospite belga, si onora delle note di copertina di Ronald Savage ed ha già avuto importanti recensioni anche estere (Downbeat, All About Jazz, Musica Jazz). Una prima parte del tour è stato realizzato in Italia, Germania, Belgio. Sul palco per il secondo set Nicoletta Noè & Silvia Valtieri feat. “Lady is a tramp” per Filibusta Records. Nicoletta Noè (voce, chitarra acustica) & Silvia Valtieri (voce, piano, tastiera) sono musiciste polistrumentiste unite dalla sacra passione per il jazz, per la musica d'autore, per la musica classica e per il rock psichedelico. Due voci, una chitarra ed un pianoforte nel 2018 si incontrano per dare vita ad un progetto inedito di proprie composizioni e di rivisitazioni che appartengono alla più raffinata tradizione jazzistica con lo sguardo rivolto al contemporaneo. Dalle atmosfere ipnotiche e sensuali del cool jazz, al virtuosismo be bop, dalla bossa nova alla fusion degli anni 70', (si) raccontano tracciando un filo conduttore che lega Chet Baker a Charlie Parker, Miles Davis ad Antonio Carlos Jobim... Robert Wyatt a John Coltrane, quel filo che unisce passato e presente tenendo in vita la grande musica del passato nel tentativo di raccontarne una propria odierna. Nell’ultima parte della serata il palco è di Giulia Galliani con “Song for Joni” per Dodicilune. Insieme a lei, interprete canora, ci sono Giovanni Benvenuti Music al sassofono, Matteo Addabbo alle tastiere, Lello Pareti al contrabbasso, Andrea Mucciarelli alla chitarra e Andrea Beninati alla batteria. Giulia Galliani fa parte della Natural Revolution Orchestra diretta da Fabio Morgera e ha suonato anche con Fabrizio Bosso e Walter Paoli. È nel Novo Grupo Vocal diretto da Stefania Scarinzi e leader del MAG Collective. Dal 2012 ha cantato in molti festival in qualità di lead vocal, anche con il rapper Ice MC. Nel 2014 esce il disco "The Never Ending Breakfast" con i Tuna Milk; “Visioni in Musica” con Mirco Mariottini. Ha partecipato ad altri dischi quali “New Birth” con La Natural Evolution Orchestra, “Farfavole” di Renzo Rubino, “L'Assalto” con i Passo Gigante, "We Are Back" con i Videodrome, "Ruins" dei T.h.o.m., "Bugiardi Nati” di Matteo Addabbo Organ Trio. Nell’ingresso del Real Collegio è visitabile, il 12 e 13 nell’orario dei concerti, il percorso di opere grafiche e pittoriche di Bruno Pollacci ("Animajazz" e "Blues Fires") dal titolo “I Segni della Musica” con ritratti di artisti di jazz, blues, rock e cantautoriale. Ingresso liberocon la possibilità di sostenere AISM, l’associazione italiana sclerosi multipla. Nel pomeriggio, dalle 16,30 alle 18,30 al negozio Skystones&Songs, interviste con le artiste. Dopo il concerto, Jam session al Caffè delle Mura. Il festival prosegue sabato 13 ottobre, sempre al Real Collegio di Lucca, e si conclude domenica 21 ottobre con Irene Grandi nella chiesa di San Francesco. Per informazioni: www.luccajazzdonna.it, pagina Facebook, account Instagram.
10
Ott
animajazz::notizie
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Giovedì 11 ottobre 2018, la stagione del Rossini Jazz Club di Faenza presenta "Opera Remix", il nuovo progetto di Sax Four Fun, quartetto di sassofoni composto da Stefano Menato, Fabio Petretti, Fiorenzo Zeni e Giorgio Beberi. La rassegna è diretta da Michele Francesconi e in questa stagione si presenta con due cambiamenti sostanziali: il Bistrò Rossini di Piazza del Popolo è il nuovo "teatro" per i concerti che si terranno di giovedì. Resta immutato l'orario di inizio alle 22. Il concerto è ad ingresso libero. Opera Remix è viaggio nella musica delle più significative arie d'opera dell'Ottocento e Novecento italiano ed europeo, il progetto nasce in occasione dell'invito ad esibirsi in Oman per alcuni concerti dalla "Royal Opera House – ROHM" di Muscat. Sax Four Fun prendono spunto da alcune tra le opere più importanti presenti nel cartellone della prestigiosa stagione per rileggere alcune delle pagine più celebri e per prendere spunto e ispirazione dalle armonie e dalla forza intrinseca delle melodie d'opera. Il risultato è un susseguirsi di musiche con sonorità che spaziano dalle atmosfere classiche, al jazz, alle sonorità più contemporanee, dove il dialogo fra i quattro sax è fonte di ispirazione per liriche improvvisazioni. Nasce così un omaggio, che è anche uno stimolo, attraverso gli arrangiamenti originali del gruppo, verso questa musica sempre in “movimento” e fonte di ispirazione in tutto il mondo per un movimento vastissimo di musicisti, dando nuova linfa ed interesse sia per gli esecutori che per il pubblico. Nel programma proposto da Sax Four Fun, ritroviamo arie celebri e scolpite nell'immaginario di tutti gli amanti della musica come "Un bel di vedremo" dalla Madama Butterlfy di Puccini, "Barcarola" da Una notte a Venezia di Strauss e le Polovetsian Dances dal Principe Igor di Borodin oltre a composizioni originali dei componenti del quartetto. La rassegna musicale diretta da Michele Francesconi, dopo oltre dieci anni, cambia sede e si sposta al Bistrò Rossini che diventerà, ogni giovedì, il Rossini Jazz Club: la seconda importante novità riguarda proprio il giorno della settimana, si passa appunto al giovedì come giorno "assegnato" ai concerti. Resta invece immutato lo spirito che anima l'intero progetto: al direttore artistico Michele Francesconi e all'organizzazione generale di Gigi Zaccarini si unisce, da quest'anno, la passione e l'accoglienza dello staff del Bistrò Rossini e l'intenzione di offrire all'appassionato e competente pubblico faentino una stagione di concerti coerente con quanto proposto in passato. Giovedì 18 ottobre, il Rossini Jazz Club ospita il concerto T&nCò, il progetto di Alan Bedin dedicato alla musica di Luigi Tenco. Il trio è composto da Alan Bedin alla voce e all’elettronica, Marco Ponchiroli al pianoforte e Luigi Sella ai sassofoni, al clarinetto e al flauto barocco. Il Bistrò Rossini è a Faenza, in Piazza del Popolo, 22.
9
Ott
Fabio Ciminiera::notizie
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Nella puntata n° 835 di “ANIMAJAZZ”, ideata e condotta da BRUNO POLLACCI, in onda MARTEDI 9 Ottobre alle 20,30, su PUNTORADIO, anche in streaming su www.puntoradio.fm ed in immediato podcast su http://animajazz.eu saranno protagonisti della serata, in ordine: 1 – BOB MINTZER Big Band / NEW YORK VOICES – CD “Meeting Of Minds” - “Weird Blues”; 1a foto a sinistra 2 – RALPH THOMAS – CD “Eastern Standard Time” - “E.S.T.” (BBE Records); 1a foto a destra 3 – JEREMY LEDBETTER – CD “Got A Light” - “Mais Um”; 2.a foto 1a fila sotto 4 –LARRY CARLTON - CD “Larry Carlton Plays The Sound Of Philadelphia” – “Bad Luck”; 3a foto 1a fila sotto 5 – HELGA PLANKENSTEINER PLANKTON – CD “Lieder/Songs” - “Die Wetterfahne/The Weathervane”; 2a foto 1a fila sotto 6 – TIZIANO TONONI and FUTURE ANCESTORS – CD ”Going For The Magic” - “Rainbow Of China Cymbals” (Splasch Records); 3a foto 2a fila sotto 7 – JUNGSU CHOI TINY ORKESTER – CD Tschuss Jazz Era” - “What If Ellington Didn’t Take The “A” Train?”; 1a foto 2a fila sotto "ANIMAJAZZ"in collaborazione con l'ACCADEMIA D'ARTE DI PISA, Pisa.http://accademiadartedipisa.jimdo.com
8
Ott
animajazz::animajazz
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Sfidando i drastici tagli alla cultura, che feriscono e penalizzano gravemente la nazione, per eccellezza, delle Arti e della Cultura, e che può godere del turismo internazionale proprio per loro merito, il Festival “Lucca Jazz Donna” è arrivato alla sua quattordicesima edizione, alimentato dall'impavida, determinata e calda passione, che attanaglia da sempre il suo Direttore Vittorio Barsotti, presidente del “Circolo Lucca Jazz” e l'incredibile ed instancabile squadra di meravigliose donne che compongono lo staff operativo, dal quale spicca la bravissima Michela Panigada, presentatrice del Festival, con “storica esperienza” ed estrema padronanza del palco . La serata di presentazione organizzata nei locali di Palazzo Ducale del Festival, che è per definizione al Femminile e Jazz, ha subito sorpreso e spiazzato il pubblico con una prima esibizione musicale di un uomo e neppure jazzista: Giò Mannucci, cantautore/pianista, vincitore del “Premio Controradio”, che però è stato ritenuto in sintonia con il Festival per aver scritto una composizione sul tema della violenza sulle donne. La serata ha poi continuato a sorprendere le aspettative con Elettra Capecchi e Carlotta Forasassi, talentuose pianiste che si sono esibite in un concerto a “quattro mani” che ha manifestato apertamente la loro bravura tecnica e la coplicità di duo, attraverso ambientazioni classiche, appena profumate delicatamente di Jazz. L'esplosione della specificità Jazz e dell'estrema qualità si sono potute godere compiutamente poi nel set magistralmente proposto da Michela Lombardi e Riccardo Fassi Trio, featuring Nico Gori. Ricordo ancora quando sedici anni fà “tenevo a “battesimo” nel mio programma “Animajazz” i giovanissimi Michela Lombardi e Nico Gori con i loro primi demo, avendi intuito ed avvertito già da allora in loro il talento che poi li ha portati oggi ad essere tra i professionisti più importanti e preziosi del panorama jazzistico nazionale. Il progetto era sulla reinterpretazione in chiave Jazz delle canzoni di Madonna, protagonista di musica che proprio non è mai rientrata nella mia ammirazione, ma che reinventata con la magia del Jazz ispirato, ha saputo coinvolgermi pienamente. Confesso di essere rimasto affascinato e rapito delle felici intuizioni di arrangiamento che il gruppo ha saputo creare ed esibire con maestria, tanto da vivere forti e commoventi emozioni. Il progetto ci ha permesso di scoprire una diversa Michela Lombardi, che si è confermata artista ed interprete di grande spessore, e non solo per la sua convenzionale grazia, ma anche per la sua determinazione e la sua apertura interpretativa, in questo caso vitalizzata da nuovi colori vocali. I fraseggi pianistici di Fassi ci hanno ricordato quanto questo grande artista meriterebbe molte più chances di visibilità per capacità tecniche e sensibilità improvvisative. Nico Gori è tra i sassofonisti/clarinettisti che io ritengo più talentuosi del Jazz italianom ed in alcuni assoli di questo progetto è riuscito ad offrirci viaggi pulsanti di vibrazioni sonore dal grande spessore artistico ed improvvisativo. E certamente non è stata da meno la sezione ritmica, che grazie agli ispirati Luca Pirozzi al basso ed Alessandro Marzi alla batteria, hanno rappresentato un valore aggiunto al progetto per affidabilità, solidità ritmica e creatività. La serata si è conclusa poi con la performance cantautoriale di Eleonora Bianchini, artista d'esperienza e perfetta interprete delle scelte musicali crossover della Filibusta Records che l'ha proposta e che spesso rasentano soltanto il Jazz, addirittura fino ad eluderlo del tutto. La serata del 5 ottobre, avvenuta al Cinema/Teatro “Artè” di Capannori, che ha confermato la collaborazione del Festival con il comune della provincia lucchese, si è aperto con la vocalist e compositrice Gloria Trapani, un'altra giovane nella quale avevo riposto la mia fiducia e stima in passato, per la sua originalità e che ci ha confermato il coraggio e la determinazione nel suo nuovo percorso musicale, che riesce ad evitare sempre le ovvietà e le consuetudini interpretative, offrendo un progetto dalle particolarità morbidamente evocative e convincenti. Il solidale e qualitativo supporto della sua...“storica”...band rende evidenti la complicità artistica e la solidità del progetto condiviso, basato su atmosfere cantautoriali aperte, ariose e dal respiro poetico. Il secondo set, affidato al nutrito ensemble della giovanissima vocalist Francesca Gaza, costituito da altrettanti giovanissimi musicisti che con lei hanno condiviso i preziosi anni di formazione e specializzazione a “Siena Jazz”, ci ha proposto composizioni originali che, pur mettendo in risalto soprattuto la preparazione tecnica di tutti i componenti del gruppo, nessuno escuso, non sono riuscito ad accogliere con entusiasmo ed emozione. Il terzo set ha quindi poi visto protagonista l'atmosfera latin della vocalist Daniella Firpo, che ci ha riacceso l'ascolto con la sua sensuale e partecipata esibizione, capace di esaltare la grande tradizione musicale brasiliana, ma con preziosi accenti interpretativi vocali dalla spiccata personalità, “conditi” ad hoc dalle vivaci ed altamente professionali performances strumentali di Daniele Santimone alla chitarra el Alberto Rossi alla batteria e percussioni. Ed arriviamo alla serata del 6, che ha saputo immediatamente gonfiare il mio cuore di bellezza musicale attraverso l'incredibile performance della straordinaria violinista Anais Drago, con i suoi “Jellyfish”, formazione di grande livello, che prendendo liberamente spunto dall'immenso Frank Zappa, ha saputo reinventare musica di altissima qualità, che il Maestro avrebbe ascoltato, accolto ed “abbracciato” con un sorriso dilagante. La Drago è un altro caso di giovane che io avevo già esaltato con fervore quando, completamente sconosciuta, era stata chiamata ad esibirsi al Lucca Jazz Donna del 2014, nel gruppo capeggiato dal grande Giovanni Tommaso, tra l'altro anche attento ed infallibile scopritore di nuovi talenti. Anais Drago ci ha sorpresi per la sua nuova maturità di violinista, invadendo i nostri cuori con il suo ricco e vario repertorio sonoro, capace di passare dai più leggeri, raffinati ed impalpabili sfioramenti d'archetto, al pizzicato pulsante ed ironico, fino ai più impetuosi, virtuosi e travolgenti assoli degni dei più grandi esponenti del violino non solo Jazz internazionale. Un portento naturale che ha saputo anche espandersi attraverso le proprie composizioni ispirate ed i propri felici arrangiamenti, degni della genialità di un Frank Zappa, aleggiante, festosamente ed ironicamente presente, ma senza mai essere citato passivamente con inutile ed insulsa reverenza. Ma la sua bravura non è certo disgiunta da quella del suo straordinario ensembre “Jellyfish” (Andrea Beccaro alla batteria, Viden Spassov al contrabbasso, Gianpiero Malfatto al trombone, Riccardo Sala al sax tenore, Giulio Gianì al sax contralto, Gabriele Ferro alla chitarra elettrica) che ha offerto prestazioni davvero pregevoli, non solo per la sapiente e complice sonorità d'ensemble, ma anche per ognuna delle performances solistiche. Ironico e super creativo l'esperto trombonista Gianpiero Malfatto, sicuro e dinamico il drumming di Beccaro, ricchi di fraseggi colti e dinamici gli assoli del citarrista Gabriele Ferro, tocco chiaro, ben scandito ed incisivo quello del contrabbassista Viden Spassov, ed intensi, determinati ed appassionati i soli di sax di Riccardo Sala e Giulio Giani. Un progetto davvero importante e di grande livello tecnico ed espressivo che ha saputo emozionarci. Il secondo set non era facile da sostenere dopo un tale livello esplosivo, ma Chiara Padellaro vocalist equilibrata e gradevole, si è fatta rispettare ed apprezzare con il suo progetto cantautoriale originale, dai testi evocativi e dall'interpretazione professionale, vissuto con il suo trio di validi musicisti. La serata si è chiusa poi in bellezza, con il Joy Grifoni Pure Joy Quintet, che ha visto la leader Joy Grifoni impegnata al contrabbaso ed alla voce, oltre che nelle interessanti ed originali composizioni ispirate ad un armonioso rapporto con la natura, ma non posso lasciare certo in secondo piano la presenza del grandissimo Guido Bombardieri, stella assoluta del Jazz non solo nazionale, che con i suoi sax ha saputo liberare l'ascoltatore dal suo involucro fisico, catapultandolo nell'aperto universo dei cieli più azzurri della musica improvvisata, attraverso una creatività esplosiva ed una tecnica impeccabile che mi ha coinvolto apertamente e sfontatamente, facendomi ricordare che il Jazz, quando è suonato così, è inconfutabilmente la musica più bella del mondo. E come non citare Davide Bussoleni, rispettoso degli altri, senza mai “coprire” i colleghi con il suo sapiente drumming (capacità assai rara), fantasioso, imprevedibile ed originalissimo batterista che merita un'attenzione particolare. Ma non sono certo passate inosservate anche le performances di Francesco Baiguera, chitarrista estremamente raffinato e dal tocco sapiente ed ispirato e quelle pianistiche di Mattia Manzoni che ha saputo integrare il suo stile asciuto e sapiente nelle istanze musicali del progetto. Un finale quindi di gran livello che ci ha fatto apprezzare la prima parte di questo Festival, che tra “crossover” e preziosità del Jazz, riesce anche in questa edizione a regalare (...anche letteralmente, visti gli ingressi grtuiti...) grandi momenti di musica. E con positiva curiosità attenderemo l'appuntamento per le serate del 12 e 13 ottobre, al Real Collegio di Lucca. Bruno Pollacci “Animajazz”
7
Ott
animajazz::notizie
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